www.resistenze.org
- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 18-09-13 - n. 466
Diamo corso alla pubblicazione della traduzione in italiano dei documenti del 19° congresso del KKE, avvenuto ad aprile del 2013, iniziando dalla prima sezione delle Tesi (in due parti) per poi proseguire con la Risoluzione politica, il Programma e lo Statuto.
Tesi del Comitato Centrale del Partito Comunista di Grecia per il 19° congresso
Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
11-14 aprile 2013
Parte prima
Introduzione
Il Partito Comunista di Grecia (KKE) ha percorso un lungo cammino dal 1918, anno del suo congresso di fondazione che giunse come il frutto maturo dello sviluppo del movimento operaio nel nostro paese, fusosi con la teoria del socialismo scientifico. La fondazione del KKE è stata accelerata dall'impatto della prima rivoluzione socialista della storia, la Rivoluzione d'Ottobre del 1917 in Russia, un evento che conferma quest'epoca come quella della transizione dal capitalismo al socialismo.
Il KKE è l'erede autentico e degno delle tradizioni nazionali, democratiche e rivoluzionarie del popolo greco. È riuscito, in condizioni difficili, a preservare il suo carattere rivoluzionario, mentre non ha mai avuto paura di riconoscere gli errori, le deviazioni, di fare auto-critica apertamente di fronte al popolo. Il suo corso storico rivendica la necessità della sua esistenza ed attività nella società greca.
Il KKE è il segmento organizzato d'avanguardia cosciente della classe operaia. Lotta per il rovesciamento del capitalismo e la costruzione del socialismo-comunismo. È fedele al principio dell'internazionalismo proletario. Lotta per la riorganizzazione del movimento comunista internazionale dopo la battuta d'arresto e la crisi che esso ha attraversato, in particolare dopo la vittoria della controrivoluzione nel 1989-1991.
Il sistema capitalista in Grecia, come in ogni altro paese, non crollerà da solo, a causa delle sue contraddizioni. L'acutizzazione delle contraddizioni sociali condurrà a condizioni di una situazione rivoluzionaria, a condizioni di un forte inasprimento della lotta di classe, nel frattempo maturerà e verrà alla ribalta un possente movimento operaio in alleanza con i ceti popolari che soffrono. Nelle condizioni della situazione rivoluzionaria, ciò che sarà importante è la volontà e la decisione del popolo di rompere e di abolire le catene dello sfruttamento di classe, l'oppressione, il coinvolgimento nella guerra imperialista, con la scelta appropriata di slogan e di tutte le forme di lotta. Ciò richiede un movimento operaio che non sia intrappolato in soluzioni alternative fuorvianti, che il sistema politico borghese utilizza al fine di spezzare il movimento, dare un colpo al radicalismo, all'atteggiamento e al desiderio rivoluzionario, al fine di prevenire o impedire il suo rovesciamento per più tempo possibile.
Il 19° Congresso elaborerà le linee guida specifiche per gli obiettivi politici del partito e della Gioventù Comunista di Grecia (KNE), che sarà in vigore fino al 20° Congresso, sulla base della relazione di lavoro, gli sviluppi e la valutazione delle tendenze.
Il compito fondamentale del Congresso è l'elaborazione contemporanea del Programma del partito e del suo Statuto, tenendo conto degli sviluppi che hanno avuto luogo e delle esigenze di oggi. Molta acqua è passata sotto i ponti dal 1996, quando il 15° Congresso diede forma al programma del partito che è stato in vigore fino ad oggi, per quanto riguarda gli sviluppi economici, le tendenze e i cambiamenti nel sistema imperialista internazionale, l'Unione europea, la posizione della Grecia in tutta la regione del Mediterraneo sud-orientale. Lo stesso vale per gli sviluppi e i processi relativi alla riforma del sistema politico in Grecia, che si caratterizza soprattutto per la relativa destabilizzazione del sistema politico borghese post-dittatura. Ci sono anche importanti sviluppi nelle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori a causa della crisi economica e della strategia del capitale, con conseguente aumento generalizzato della povertà relativa e assoluta, il rapido aumento della disoccupazione, la questione dell'immigrazione, ecc. Si sono sviluppate lotte importanti, scioperi e altre mobilitazioni, il cui impatto è stato percepito oltre i confini della Grecia.
Un elemento integrante della riforma del sistema politico borghese è la grande svolta verso la reazione, la repressione e la violenza statale-padronale, l'offensiva anti-comunista e anti-socialista, che è un problema che riguarda la grande maggioranza del popolo. L'offensiva anticomunista mira alternativamente a fare pressione sul KKE con la speranza di alterarne il carattere e trasformarlo in una componente della "sinistra governativa", o al suo isolamento o persino ad ottenere la messa al bando della sua attività. Questo problema deve essere affrontato con decisione da parte del popolo, al fine di evitare conseguenze molto negative per il movimento operaio e popolare. Di conseguenza, emergono nuovi compiti per il movimento operaio, l'Alleanza Popolare, vale a dire questioni di importanza strategica.
La Bozza di Programma incorpora le conclusioni dalla costruzione del socialismo in URSS e più in generale nei paesi socialisti, le conclusioni sul corso del movimento comunista internazionale, che sono state approvate al 18° Congresso, così come le conclusioni della Conferenza Nazionale sul "Saggio sulla storia del KKE, Volume II (1949-1968)", che sono di importanza strategica.
Infine, esso è il frutto di un processo collettivo lungo, proseguito dopo il 15° Congresso in tutto il suo percorso fino ad oggi, nel mezzo a dure lotte e scontri di classe. L'esperienza del partito e del movimento operaio e popolare è materia viva preziosa che è stata utilizzata per quanto possibile nell'elaborazione delle Tesi, del rapporto di lavoro e della bozza di programma. La Bozza di Programma si è basata su dati e valutazioni che emergono dall'esame di lungo termine degli sviluppi in Grecia e all'estero, dal punto di vista degli interessi della classe operaia e del popolo, cioè con la teoria marxista-leninista, come bussola, che costituisce l'ideologia del KKE.
Nel quadro del dibattito pre-congressuale, il CC pubblica le Tesi per il 19° Congresso del KKE, che si compone di tre sezioni a seconda dell'agenda congressuale.
La prima sezione comprende la relazione del lavoro del partito dal 18° Congresso e la valutazione del CC, che è stato eletto al 18° Congresso. Esso comprende anche le attività politiche del partito, in linea generale, fino al prossimo 20° Congresso.
La seconda sezione comprende la Bozza di Programma del KKE. Il Programma attuale del partito è stato adottato in occasione del 15° Congresso (22-26 maggio 1996). Il Programma è stato arricchito, aggiornato ai successivi congressi, il 16° (14-17 dicembre 2000), il 17° (9-12 febbraio 2005) e il 18° (18-22 febbraio 2009), sulla base degli sviluppi internazionali e nazionali.
La terza sezione comprende la bozza di Statuto, in cui è stata utilizzata l'esperienza passata e recente.
Il CC invita i membri del partito e la KNE a studiare il testo delle Tesi, contribuire al loro miglioramento, con riflessioni, proposte, consigli, in modo che i documenti finali siano il frutto di un processo collettivo, per cristallizzare la ricca esperienza accumulata nel recente passato.
Il dibattito pre-congressuale comprende anche la discussione delle Tesi, con l'obiettivo di raccogliere opinioni e commenti da parte degli amici e sostenitori del partito, da ogni militante che - a prescindere dalle proprie particolari opinioni - comprende che senza un forte KKE con posizioni elaborate scientificamente, la ripresa del movimento operaio e popolare non è possibile, né lo è la sua resistenza di fronte alla strada tortuosa da cui passerà. Tantomeno sarà possibile per il popolo difendersi contro l'offensiva barbarica del capitale, e ancora di più agire in modo combattivo per il rovesciamento politico e sociale.
Tesi del Comitato Centrale del Partito Comunista di Grecia - KKE - per il 19° Congresso (Parte prima)
11-14 aprile 2013
Sviluppi e tendenze del sistema imperialista internazionale, nella UE, in Grecia.
1. La manifestazione dell'attuale crisi economica capitalistica generalizzata ha portato alla ribalta il carattere storicamente superato e disumano del sistema capitalistico contemporaneo, l'attualità e la necessità del socialismo, l'urgenza della riorganizzazione del movimento comunista internazionale per l'emancipazione del movimento operaio e popolare. Ha contribuito all'acutizzazione delle disuguaglianze e contraddizioni interimperialiste, al cambiamento dei rapporti di forza nella piramide imperialista internazionale, alla fluidità delle alleanze e l'esplosione di vecchi e nuovi focolai di guerra. Le crisi capitaliste hanno sferrato un colpo schiacciante alle teorie borghesi, ad esempio per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile. Sono molto chiaramente evidenziate l'acuirsi delle contraddizioni e le difficoltà della gestione borghese e in generale le difficoltà relative alla transizione verso un nuovo ciclo della riproduzione allargata del capitale sociale.
Qualunque sia stata la ripresa, essa è stata irregolare, anemica, mentre nella zona euro e in Giappone è seguito un nuovo declino. Il prossimo ciclo della crisi a livello internazionale sarà ancora più profondo.
2. La linea politica filo-monopolistica contemporanea, che ha un carattere strategico e mira alla crescita del tasso di profitto (forza lavoro più economica, ristrutturazioni reazionarie, privatizzazioni, ecc.), è iniziata all'inizio degli anni 1980 negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, per estendersi in seguito all'UE, alla zona euro e altrove. Il suo carattere strategico è dimostrato anche dal fatto che essa è stata promossa ugualmente da forze governative borghesi liberali e socialdemocratiche, negli ultimi 30 anni. È l'unico modo a disposizione dello sviluppo capitalistico per frenare la tendenza alla caduta del tasso medio di profitto e di adattarsi alle condizioni contemporanee, dove l'internazionalizzazione dell'economia capitalista e del mercato del lavoro è in progressione continua.
3. L'UE e la zona euro sono le aree più danneggiate dalle pressioni della concorrenza internazionale, mentre le contraddizioni interne sono in costantemente ascesa. La crisi ha l'effetto di rallentare i paesi che continuano ad avere alti tassi di sviluppo capitalistico.
Gli obiettivi comuni del grande capitale - che fanno della UE un'alleanza interstatale imperialista - non eliminano la disparità di sviluppo al proprio interno, e non negano l'organizzazione dello stato-nazione su cui è in gran parte basata l'accumulazione capitalistica.
Lo scoppio della crisi ha rafforzato la diminuzione della quota del Prodotto Lordo Mondiale di USA, UE e Giappone. Gli Stati Uniti continuano a tenere la prima posizione, ma la loro quota di PLM è scesa dal 22,23% del 2005 al 18,9% del 2012 (a parità di tassi di potere d'acquisto). L'Eurozona non mantiene più la seconda posizione: la sua quota è scesa dal 16,53% del 2005 al 13,73% del 2012 (la UE a 27 nel suo complesso ha una quota pari a quella degli Stati Uniti).
È significativo che la quota complessiva delle economie del G7, cioè Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Canada, Giappone, che erano le economie sviluppate più forti, sia scesa durante la crisi dal 45,03% del prodotto mondiale del 2005 al 37,75%, secondo le previsioni per il 2012, con la prospettiva di un'ulteriore progressiva riduzione negli anni a venire.
Al contrario, oggi la quota del PLM di Cina e India è in continuo aumento, mentre la quota dei rimanenti paesi dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) rimane stabile. Il ruolo internazionale del Brasile si sta rafforzando per via delle dimensioni del paese e del tasso di sviluppo capitalistico, e di conseguenza anche il suo ruolo in America Latina.
Ciò nonostante, tutte le economie capitalistiche emergenti continuano ad avere un livello di produttività relativamente basso, mentre la produttività degli USA è notevolmente superiore. I soli stati membri dell'OCSE, che precedono gli Stati Uniti in termini di produttività (il volume di produzione per lavoratore in un'unità di tempo) sono la Norvegia, l'Irlanda, il Lussemburgo, mentre sono prossimi la Francia, la Germania, il Belgio e l'Olanda.
4. Sulla base della totalità degli indicatori economici (tasso di crescita del PIL, produzione industriale, produttività, saldo corrente della bilancia dei pagamenti, situazione fiscale) possono essere individuati oggi all'interno della zona euro tre gruppi. Il gruppo forte (Germania, Olanda, Finlandia), il gruppo di Francia e Italia, la cui distanza dalla Germania è in aumento e il gruppo delle economie indebitate più deboli (Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia, ecc.)
Il compromesso temporaneo ai vertici dell'UE ha portato alla creazione di un meccanismo comune di controllo del settore finanziario dei paesi membri e alla possibilità della diretta ricapitalizzazione delle banche europee attraverso il Meccanismo Europeo di Stabilità.
Per questo motivo le classi borghesi tedesche e francesi devono affrontare gravi dilemmi in relazione al futuro della zona euro. Ai vertici del 2011 e del 2012 è stato raggiunto un fragile compromesso temporaneo, che non annulla le cause delle contraddizioni interimperialiste né indica un allentamento della linea politica antipopolare seguita in tutti gli stati membri dell'UE.
La tendenza dominante nella borghesia tedesca privilegia il rafforzamento della stabilità monetaria e dell'euro e mette in dubbio l'opportunità e la possibilità che la Germania si assuma il grande onere del deprezzamento del capitale nei paesi indebitati. Una seconda tendenza, che si sta rafforzando, evidenzia le conseguenze pericolose per la forza dell'euro e la stabilità delle relazioni euro-atlantiche nel caso che certi anelli deboli vengano espulsi, uno sviluppo che determinerebbe una contrazione del mercato interno unificato dell'UE. Una terza tendenza mette in dubbio la forma attuale della zona euro nel suo complesso e privilegia l'avvicinamento all'asse Cina-Russia.
Lo scoppio di una nuova crisi economica nell'Eurozona nel 2012 e le condizioni prevalenti nel mercato internazionale dimostrano che la classe operaia in tutti gli stati membri della UE sarà in una posizione di svantaggio, destinataria di eterni sacrifici per assicurare la competitività dei monopoli. Oggettivamente, sezioni sempre più grandi della classe operaia entreranno in opposizione alle soluzioni di gestione borghese che cercano di controllare il deprezzamento del capitale e la distribuzione delle perdite tra le sue varie sezioni.
La posizione della Grecia nel sistema imperialista.
5. Nel quadro dello sviluppo ineguale, la Grecia, nonostante chiari segni di arretramento, continua ad occupare un livello intermedio nella piramide imperialista internazionale, in posizione di dipendenza da Stati Uniti e Unione Europea.
La Grecia è l'anello più debole all'interno della zona euro. Il paese attraversa ancora una crisi profonda, la produzione industriale è in ritardo, il saldo delle partite correnti è negativo e il debito pubblico tocca un alto livello.
La distanza della Grecia dalle economie capitaliste forti nella zona euro si è ampliata. In un quadro di ricomposizione dell'Unione, il paese resta tra gli anelli più fragili. Nonostante la Grecia occupi ancora una posizione di rilievo nella regione del Mediterraneo orientale, sta diventando più debole rispetto alla Turchia e Israele. Negli ultimi dieci anni ha segnato perdite nella competizione capitalista, con una forte riduzione della produzione, principalmente nel settore manifatturiero, nel settore delle costruzioni e, anche se in misura minore, nella produzione agricola. Mentre il settore navale mantiene il suo ruolo di leader nel mercato capitalista internazionale (la flotta di proprietà greca è la seconda più grande al mondo e la prima in Europa, mentre la flotta che batte bandiera greca è la sesta più grande al mondo). La flotta greca ha trasportato e continua a trasportare una parte significativa del traffico marittimo di materie prime e di petrolio per gli Stati Uniti. È l'unica parte del capitale nazionale che ha una forte posizione contrattuale nell'UE.
Le cause reali all'origine della situazione greca si riconducono alle multiformi conseguenze dello sviluppo ineguale e discendono anche dal percorso di integrazione del paese nella UE e nell'Eurozona e più in generale nel sistema capitalista internazionale. La crisi economica capitalista sta esasperando questa realtà in misura maggiore.
6. La lotta tra i centri imperialisti, in questo periodo particolare, si concentra sul controllo delle risorse energetiche e delle loro vie di trasporto, delle fonti d'acqua, delle rotte marittime per il trasporto delle merci, con focolai di tensione nel Mar Caspio, Mediterraneo orientale, Medio Oriente, Golfo Persico, Africa, Mar Cinese meridionale e Artico. Il pericolo di conflitti regionali e persino di una guerra imperialista generale, è in aumento. È in questo contesto che gli assi imperialisti si stanno riallineando per il controllo dei mercati e dei territori.
7. La strategia del capitalismo greco nella regione è segnata dal carattere contraddittorio dei rapporti di concorrenza con la Turchia, nonché dalla scelta di una cooperazione strategica con Israele (cooperazione militare, economica, in particolare nel settore dell'energia, nel settore turistico e in quello agricolo), mentre cerca una soluzione per stabilire i suoi diritti di sovranità all'interno del quadro della NATO. In base alla Convenzione Internazionale sul Diritto marittimo, non ha dichiarato una Zona Economica Esclusiva greca (ZEE), che costituisce il primo passo per la sua demarcazione, un tema che è stato oggetto di critiche anche da un punto di vista borghese. Allo stesso tempo, sta promuovendo l'esplorazione di giacimenti energetici nel Mar Ionio e nella parte meridionale di Creta.
8. Il potenziamento della posizione della Turchia è al passo con la geostrategia del "Neo-ottomanesimo", che mira a consolidare ed estendere l'attività del capitalismo turco in tutta la regione del Medio Oriente, nei Balcani e nell'Asia centrale. La strategia turca prevalente utilizza, a parte la storica tradizione ottomana, l'elemento religioso e culturale in tutta la regione.
Lo stato turco cerca di utilizzare a proprio vantaggio le contraddizioni interimperialiste tra l'asse euro-atlantico e l'asse Russia-Cina-Iran nel Mediterraneo orientale, così come le contraddizioni esistenti all'interno di ogni asse (ad esempio tra Stati Uniti e Israele). Sta conducendo una trattativa complessa con gli Stati Uniti e Israele, con gli obiettivi principali di mantenere una forte presenza a Cipro, rinegoziare i diritti di sovranità nel Mar Egeo (con un attenzione particolare sull'aggiramento dell'"ostacolo" di Kastellorizo-Strongili per determinare la ZEE turca nel Mediterraneo orientale) e prevenire la creazione di un Kurdistan indipendente, sull'asse dal Nord Iraq alla Siria, che destabilizzi i confini turchi. In questa direzione viene dato particolare significato alla sua posizione geopolitica e forza militare, al fine di promuovere i piani USA-NATO, in relazione alla costruzione del "Nuovo Medio Oriente". La partecipazione della Turchia all'intervento contro la Libia e negli affari interni della Siria è la prova di questo, così come la sua influenza nei Balcani (rapporti privilegiati con l'Albania, FYROM, ecc.). Tuttavia, la popolazione curda, in concomitanza con la politica aggressiva turca contro la Siria e il suo alleato iraniano, è un fattore che aggrava le contraddizioni interne della Turchia.
Gli sviluppi nella regione dei Balcani si caratterizzano per l'allargamento dell'Unione Europea e della NATO e di conseguenza per il loro più diretto coinvolgimento nella concorrenza e nei piani imperialisti. L'indipendenza del Kosovo, che era parte del piano per lo smembramento della Jugoslavia nel 1999, è interna a questo quadro, così come l'accordo militare della Turchia con l'Albania, la cancellazione dell'accordo greco-albanese per la delimitazione delle acque nazionali da parte della Corte costituzionale albanese, il rafforzamento dell'intervento USA-NATO in vista dell'integrazione e dell'adesione della Macedonia all'UE e alla NATO. L'espansionismo e l'irredentismo, in fase di sviluppo in Albania, vengono anche alimentate da forti potenze imperialiste. Il nazionalismo albanese è stato rafforzato a scapito della Grecia e di altri Stati della regione, promuovendo allo stesso tempo circoli nazionalisti in Grecia e altrove.
Crescono i pericoli in tutta la regione di una guerra imperialista generalizzata e di un coinvolgimento diretto della Grecia.
La crisi economica in Grecia.
9. La crisi più profonda e più lunga di sovra-accumulazione capitalistica dagli anni 1950 si è manifestata per l'economia greca a partire dal 2009. Fin dal primo momento, è iniziato uno sforzo sistematico di disinformazione e di distorsione delle cause e dei fattori reali alla base della crisi, sia da parte dei partiti borghesi che di quelli riformisti, in particolare le forze opportuniste guidate da SYRIZA. Il loro obiettivo è di impedire persino un piccolo passo verso l'emancipazione del movimento operaio e popolare. Sono state sostenute teorie sul "capitalismo-casinò", sulla natura esclusivamente finanziaria della crisi, teorie del "sovra-consumo" o al contrario del "sotto-consumo", sviluppata di recente a seguito del Memorandum 2010.
La crisi economica in Grecia è peggiorata a causa della sua integrazione nella UE-Eurozona che ha ampliato il divario profondo nello sviluppo/articolazione dei settori industriali e ha contribuito alla perdita di competitività della produzione greca, all'aumento delle importazioni, all'espansione del deficit commerciale e del debito dello stato.
10. L'espansione del debito statale è dovuto a:
- La politica di gestione a favore dei gruppi monopolistici, seguita fin dal periodo post-dittatura attraverso il loro finanziamento, la riduzione della tassazione, le esenzioni fiscali. La spesa per le opere pubbliche per i Giochi Olimpici del 2004.
- L'enorme spesa per i programmi di armamento e intervento per le esigenze della NATO.
- Le conseguenze dell'espansione del deficit commerciale a causa del rapido aumento delle importazioni dall'UE.
- Il circolo vizioso della riduzione del PIL-espansione del debito in percentuale sul PIL e le misure per la svalutazione interna.
L'adesione della Grecia all'Eurozona ha ridotto al minimo, oggettivamente, i margini e le possibilità di manovra nella politica monetaria, poiché questa è sottoposta alla giurisdizione della Banca centrale europea (BCE). Allo stesso tempo, la politica fiscale della Grecia è sottoposta alle restrizioni del Trattato di Maastricht e degli accordi successivi. Su questa base i diritti statali nazionali vengono ceduti: viene riconosciuto il primato del diritto comunitario sul diritto nazionale in diverse materie. Nonostante questo, l'Eurozona non è organizzata come uno stato federale, di conseguenza, non ha istituzioni unificate o un mercato completamente unificato.
11. Da un lato, la difformità all'interno dell'Eurozona si è approfondita durante la crisi e, dall'altro, le contraddizioni tra gli stati membri sulla gestione della crisi si sono acuite ulteriormente, così come sul controllo del debito statale e anche sulle pre-condizioni per il mantenimento della moneta comune. Tali contraddizioni si sono manifestate anche all'interno delle due più forti potenze dell'Eurozona: la Germania e la Francia. Il FMI ha preso parte attiva in queste contraddizioni, così come gli stati al di fuori della zona euro, come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. La Grecia, come primo paese dell'Eurozona in cui la crisi si è manifestata in un modo acuto, è diventata un punto di riferimento per tutte queste potenze e le loro contraddizioni.
12. Il capitalismo greco, cercando di migliorare la propria posizione in Europa, nella regione e in generale nella piramide imperialista internazionale, ha come obiettivi strategici: la promozione della Grecia come nodo di trasporto dell'energia e delle merci dall'Asia verso l'UE, lo sfruttamento dei suoi ricchi depositi energetici (Mar Egeo-Mar Ionio, Creta meridionale), il rafforzamento della competitività del grande capitale e la posizione contrattuale della Grecia nell'alleanza imperialista euro-atlantica. Promuove inoltre l'obiettivo di sviluppare alcuni settori e campi, quali: il turismo, la produzione di alcuni prodotti agricoli, alcuni settori industriali con vocazione all'esportazione.
Gli altri partiti politici che sostengono il percorso di sviluppo del capitalismo convergono su questi obiettivi strategici.
Tendenze di fondo nella composizione sociale e nella struttura dell'occupazione e nella struttura economica.
13. Nel corso dell'ultimo decennio, l'occupazione complessiva è scesa da 4,09 milioni nel 2001 a 3,7 milioni nel 2012, mentre fino al 2008, prima dello scoppio della crisi, la tendenza era di crescita.
Il numero complessivo degli occupati nel settore primario, agricoltura, è sceso dal 16,1% del 2001 al 13% del 2012. Vi è stata una notevole riduzione nel settore secondario, industriale, dal 23% del 2001 al 16,1% del 2012. Al contrario, nel settore terziario è stato registrato un aumento dell'occupazione dal 60,9% del totale degli occupati nel 2001 al 70,4% nel 2012.
In termini assoluti, il numero dei lavoratori dipendenti nel 2012 è circa lo stesso del 2001, 2,4 milioni, ma quest'equivalenza nasconde l'importante crescita del lavoro salariato prima dello scoppio della crisi e la successiva rapida riduzione a seguito della crisi: nel 2001 l'incidenza sul totale dell'occupazione era al 59,4%, mentre nel 2012 si attesta al 63,3%. Prima dello scoppio della crisi il tasso di crescita era superiore.
Il numero dei lavoratori autonomi in percentuale sul totale sembra registrare un lieve aumento, dal 23,6% del 2001 al 24,3% del 2012, ma la quantità numerica rimane relativamente stabile, con piccole oscillazioni intorno a 950.000 unità. Tuttavia la tendenza era negativa fino allo scoppio della crisi, mentre l'apparente crescita successiva nasconde un livello di sotto-occupazione che tende alla disoccupazione.
È stata registrata una significativa riduzione del numero dei lavoratori autonomi e salariati nel settore manifatturiero e delle costruzioni. Al contrario, si è registrato un aumento nel settore del turismo, quello alimentare, nelle telecomunicazioni, nel settore finanziario e in quello dei servizi tecnico-scientifici.
Il numero degli occupati complessivi nel settore manifatturiero si è ridotto da 577.000 unità nel 2001 a 367.000 nel 2012. Il numero di lavoratori dipendenti nello stesso settore è sceso da 426.000 nel 2001 a 266.000 nel 2012. La quota di lavoratori dipendenti sul totale degli occupati nel manifatturiero mostra una lieve riduzione, dal 73,8% del 2001 al 72,2% nel 2012, mentre, al contrario, la percentuale di lavoratori autonomi è aumentata dall'11,5% del 2001 al 14,1% del 2012.
Il numero degli occupati nel settore delle costruzioni ha visto una forte riduzione da 307.000 unità nel 2001 a 216.000 nel 2012, con il numero dei lavoratori dipendenti che crollano da 203.000 a 128.000 nello stesso periodo di tempo. La percentuale del lavoro salariato si è ridotta significativamente dal 66% del 2001 al 59% del 2012, mentre la percentuale di lavoratori autonomi è aumentata dal 18,1% al 27%, con una leggera crescita da 56.000 a 58.000 unità.
Nel commercio al dettaglio, il numero degli occupati ha registrato un modesto calo da 705.000 nel 2001 a 687.000 unità nel 2012 (-2,5%), mentre il numero dei lavoratori dipendenti ha visto nello stesso periodo un importante aumento da 345.000 a 383.000, con un'incidenza sul totale complessivo degli occupati del settore in crescita dal 49% del 2001 al 56% nel 2012. Il numero di lavoratori autonomi è sceso significativamente da 213.000 nel 2001 a 190.000, con una quota che passa dal 30,2% nel 2001 al 27,7% nel 2012. Il commercio al dettaglio ha ancora un gran numero di lavoratori autonomi, ma la tendenza alla concentrazione-centralizzazione e proletarizzazione in questo settore sono evidenti.
Nel settore del turismo e della ristorazione, per l'intensa stagionalità, ci riferiamo al periodo 2001-2011 in cui vi è la possibilità di stimare una media annuale. Il numero degli occupati nel settore è aumentato da 269.000 a 295.000 nel 2011 e il numero dei lavoratori dipendenti è aumentato da 156.000 a 170.000. La percentuale dei lavoratori dipendenti in realtà è rimasta stabile al 58%. Il numero di lavoratori autonomi è aumentato da 48.000 a 50.000 con un'incidenza sugli occupati complessivi del settore che passa dal 17,8% al 16,9% nel 2011.
Il numero degli occupati nel settore della finanza ha segnato un lieve aumento da 108.000 unità nel 2001 a 121.000 nel 2012. Anche il numero dei lavoratori dipendenti è leggermente aumentato da 96.000 nel 2001 a 107.000 nel 2012. Il settore conta su una percentuale molto elevata di lavoro salariato, che si avvicina al 90%, mantenutasi stabile dal 2001 al 2012.
Il settore dei servizi tecnico-scientifici impiega 221.000 lavoratori, di cui 85.000 (39%) sono stipendiati, 103.000 (47%) sono lavoratori autonomi e 30.000 (13%) sono i datori di lavoro. Sulla base dei dati disponibili possiamo valutare solo che c'è stata una tendenza per il settore all'aumento del 30% negli ultimi dieci anni.
La disoccupazione ufficiale, in questo periodo, è salita bruscamente dall'11,2% del 2001 al 25,4% del 2012, con un andamento non uniforme. Lo scoppio della crisi ha determinato un'improvvisa inversione della tendenza alla riduzione della disoccupazione, registrata fino al 2008. La distribuzione della disoccupazione sulla popolazione non è omogeneo. Tra le donne, il tasso di disoccupazione è sceso dal 16,9% del 2001 al 12,3% del 2008, per poi risalire al 29% nel 2012. Tra gli uomini, è sceso dal 7,5% del 2001 al 5,6% nel 2008, ed è aumentato al 22,7% nel 2012. Tra gli stranieri, il tasso di disoccupazione è sceso dall'11,7% del 2001 al 7,4% del 2008 ed è successivamente aumentato al 30% del 2012. Sulla base di queste statistiche, dei 1.270.000 disoccupati del 2012, 180.000 sono stranieri.
Per quanto riguarda il livello di istruzione, tra i laureati il tasso di disoccupazione è pari al 16,2%, fra i laureati di primo livello (lauree triennali) il 26%, fra i diplomati il 26%, fra gli aventi la licenza il 22%, mentre raggiunge il 33% tra le persone che non hanno neanche la scuola primaria. Per quanto riguarda le fasce di età, per i giovani al di sotto dei 24 anni il tasso di disoccupazione è quasi al 60%, mentre la fascia tra i 25-34 anni la disoccupazione ha raggiunto il 32,9%. Il tasso di disoccupazione ha superato il 20% nella fascia di età 35-44. Conseguenza dell'esplosione della disoccupazione è il significativo aumento degli adulti che vivono in famiglia senza alcun reddito, dall'8,1% del 2008 al 16,9% nel 2012, mentre si stima che il 12,6% dei bambini sotto i 18 anni vivono in una famiglia senza alcun lavoratore. In relazione alla distribuzione per regione, la disoccupazione in Macedonia occidentale-Epiro è pari al 28,5%, in Tessaglia-Grecia centrale è del 26,4%, mentre si attesta attorno al 20% nelle regioni con il tasso di disoccupazione più basso (19,6% Creta e l'Egeo 20%). In Attica il tasso di disoccupazione è pari al 25,9%.
Nel periodo 2008-2011 è anche aumentata rapidamente la disoccupazione di lunga durata (relativa a chi cerca lavoro da più di un anno). Dal 3,2% per gli uomini e 7,9% per le donne del 2008 all'11,7% per gli uomini e al 16,9% per le donne nel 2° trimestre del 2012. Il numero dei disoccupati di lunga durata supera ormai 680.000.
Secondo i dati Eurostat, nel 2011 sono stati 956.007 gli immigrati ufficialmente registrati in Grecia, vale a dire l'8,45% della popolazione, che si attesta a 11.309.885. Si tratta di un'incidenza significativamente superiore alla media UE, che nello stesso anno è stata del 6,63%. La differenza qualitativa nei confronti dell'UE è che solo il 16% degli immigrati in Grecia sono cittadini dell'UE, mentre la media corrispondente degli immigrati nell'UE da paesi UE è del 38,45%. L'attuale numero di immigrati è cambiato, con l'arrivo di una nuova ondata di migliaia di cittadini stranieri, soprattutto perché la Grecia è considerata una porta d'ingresso per l'immigrazione in altri paesi europei. Una parte di loro è tornata a casa a causa della disoccupazione e l'impossibilità di vivere in Grecia, in conseguenza della crisi economica.
Quando i governi borghesi, come è il caso della Grecia, durante la crisi economica e il rapido aumento della disoccupazione, non possono gestire l'esercito salariato di riserva, allora, come rappresentanti dei capitalisti, nell'offensiva per limitare e contenere l'immigrazione, chiudono la porta all'afflusso e intraprendono misure di persecuzione di massa e deportazioni. La politica anti-immigrazione con la violenza e la repressione rinforza l'atmosfera razzista.
La popolazione immigrata è anche un terreno fertile per lo sviluppo dell'attività dei servizi segreti e delle ambasciate, qualcosa che ha avuto luogo in passato tra i cosiddetti émigrés. Allo stesso tempo, vi è un aumento significativo della criminalità da parte degli immigrati che sono indotti alla piccola criminalità o verso reti criminali organizzate.
14. In relazione alla struttura dell'economia, il settore primario-agricolo, che aveva una produzione totale di 8,6 miliardi di euro (Valore aggiunto lordo) nel 2001, ha registrato un calo a 6,5 miliardi di euro del 2008 (il prodotto è rimasto abbastanza stabile fino al 2005 e poi si è ridotto rapidamente), mentre nel periodo di crisi è rimasto stabile (registrando un lievissimo incremento in termini assoluti nel 2011 a 6,7 miliardi). In percentuale, si è ridotto dal 5,8% del 2001 al 3,5% nel 2008, ed è aumentato al 4,1% nel 2011 (a causa del calo del PIL e non per il lieve aumento assoluto). Nonostante la forte riduzione, la produzione di certi prodotti sembra essere aumentata in questo periodo (per esempio grano duro, mais e riso).
La produzione di prodotti di origine animale in confronto al 1981 (adesione alla CEE) ha visto un calo significativo nella carne, una stagnazione generale della produzione lattiero-casearia (con un aumento dei prodotti freschi), una riduzione del burro. Nella zootecnica osserviamo una concentrazione significativa, nonostante il permanere di un gran numero di allevamenti con una quantità molto limitata di bestiame.
Nel settore agricolo, la superficie media di una coltivazione agricola rimane molto piccola fino ai nostri giorni. Le coltivazioni agricole con un Reddito lordo standard (RLS), oltre 48.000 euro nel 2007, costituivano il 12,9% della superficie agricola rispetto al 3,94% nel 1990. Riteniamo che le coltivazioni con un RLS inferiore ai 48.000 euro non garantiscano la riproduzione del capitale impiegato.
Il settore industriale secondario come quota del Valore aggiunto lordo è sceso dal 21,1% del 2001 al 17,1% nel 2011. Sulla base del volume di produzione, la produzione nel 2011 era al 70% del livello del 2001. Allo stesso tempo, c'è stata una significativa riduzione del manifatturiero e delle costruzioni.
Il settore terziario, in percentuale del Valore aggiunto lordo, è aumentato dal 75,2% del 2001 al 78,8% nel 2011. Le statistiche borghesi includono in questo settore i trasporti navali, il cui Valore aggiunto lordo è in crescita da 4,1 miliardi di euro del 2001 a 7,8 miliardi del 2011, e il settore industriale delle telecomunicazioni, il cui Valore aggiunto lordo è aumentato da 3,1 miliardi di euro del 2011 a 6,2 miliardi di euro del 2010.
Gli sviluppi politici, i rapporti di forza nel sistema politico, i processi riguardanti la sua riforma
15. La più grande debolezza nell'esercizio del potere capitalistico si è manifestata nella partecipazione irregolare dello stato al mercato internazionale dei capitali, a causa del repentino incremento del debito pubblico e del brusco aumento dei tassi di interesse. È emersa quindi l'incapacità di rimborsare il prestito o di rinnovarlo attraverso il mercato, il che ha portato ai prestiti provenienti dal meccanismo FMI-UE.
Tuttavia, questi malfunzionamenti non assumono le caratteristiche di un vero e proprio scossone delle istituzioni importanti del sistema capitalista in Grecia, né sono l'espressione di un'incapacità del parlamento borghese di sostenere i governi che hanno portato al parlamento i barbari accordi-memorandum e le leggi anti-popolari. Non si sono ancora manifestate le condizioni di una palese debolezza dei meccanismi statali, né si sono verificati l'indebolimento e il cambiamento delle alleanze internazionali del potere capitalista in Grecia. Il rapporto di forze rimane favorevole alle forze capitalistiche e sfavorevole per la classe operaia.
16. Il sistema politico borghese nelle difficili condizioni create dalle conseguenze della crisi, come tendenza generale a prescindere dalla crisi stessa, è rafforzato da nuovi apparati repressivi, sia statali che para-statali, con l'adozione di leggi più reazionarie e autoritarie al fine di colpire il movimento operaio e popolare.
Gli apparati repressivi europei e il consolidamento istituzionale degli interventi imperialisti sono al servizio della repressione-violenza statale. Il funzionamento e il ruolo degli apparati repressivi si sta rafforzando in questa direzione, così come il servizio europeo di polizia (Europol), l'Unità europea di cooperazione giudiziaria (Eurojust), l'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli stati membri dell'Unione europea (Frontex). Il collegamento tra "l'apparato di protezione civile" e la "clausola di difesa e solidarietà reciproca" sta diventando sempre più forte. Le caratteristiche reazionarie e l'aggressività dell'UE vengono rafforzate in relazione agli interventi militari dei suoi stati membri, con il pretesto del "terrorismo", la "distruzione delle risorse naturali o umane", gli "attacchi informatici", ecc., per l'attacco al movimento operaio e la salvaguardia del sistema politico borghese. L'offensiva anti-popolare si sta aggravando con l'adozione di attività contro il "radicalismo" e le "ideologie estreme", con il pretesto del "terrorismo". L'ideologia e le attività politiche che conducono al di fuori dei confini del sistema capitalistico vengono criminalizzate, l'anticomunismo si sta intensificando e viene diffuso attraverso vari canali di propaganda. Con l'aiuto delle nuove tecnologie, i meccanismi di sorveglianza si sono moltiplicati, così come la raccolta di dati ai danni dei militanti radicali, tal che i tradizionali dossier diventano insignificanti in confronto alle forme di indagine contemporanee.
Lo sviluppo dell'attuale crisi economica ha prodotto crepe nel sistema politico borghese esistente, un certo cattivo funzionamento nei meccanismi degli stati e delle agenzie capitaliste, come gli uffici fiscali e gli ospedali pubblici, mentre la situazione dei fondi previdenziali e dell'istruzione pubblica si è deteriorata. Tutto ciò significa, in realtà, che i mezzi attraverso i quali lo stato capitalista ha assicurato il suo controllo sulle masse operaie e popolari, attraverso la partecipazione diretta alla riproduzione della forza lavoro, si sono indeboliti.
Il governo borghese si dà una nuova forma, quella della cooperazione dei partiti borghesi - nonostante le loro contraddizioni - che per anni si erano alternati al governo (il governo di L. Papadimos è stato sostenuto dal PASOK-ND e inizialmente anche dal LAOS; il governo di A. Samaras è sostenuto da ND-PASOK-Sinistra Democratica dopo le elezioni del 17 giugno 2012). La riforma del sistema politico borghese è stata avviata. Ciò comprende anche il ripristino della socialdemocrazia contemporanea, che trova espressione nell'improvviso consenso elettorale attorno a SYRIZA, sostenuta da un gran numero di quadri dell'apparato del PASOK e raccoglie la maggior parte dei fuoriusciti del PASOK.
17. Le contraddizioni tra i partiti che sostengono la politica pro-monopolista per la gestione della crisi si manifestano come contraddizioni su l'una o l'altra formula di gestione, quella fiscale e monetaria e quella espansiva, mascherate come uno scontro tra formule liberali e riformiste-opportuniste. Entrambe le formule di gestione hanno la caratteristica comune di servire i monopoli, il recupero della redditività capitalista, che oggettivamente porterà ad un nuovo ciclo di crisi. L'alternanza del modello di gestione liberale e keynesiano ha portato cicli di crisi economica per tutto il XX secolo, acuito le contraddizioni inter-borghesi e interimperialiste e condotto a due guerre mondiali.
Sulla base dell'alternanza della formula di gestione, viene promossa la riforma del sistema politico borghese, in modo che possa fornire più alternative di governo attraverso partiti che cooperano l'uno con l'altro.
18. Una caratteristica della riforma del sistema politico borghese è l'intensificazione dell'anti-comunismo di stato, così come lo sviluppo e la rappresentanza parlamentare del social-fascismo nazionale, l'inasprimento dell'autoritarismo e della repressione statale e para-statale. Allo stesso tempo è in programma la riforma del funzionamento del parlamento borghese, mentre sono avanzate proposte a favore del rafforzamento dei poteri del presidente della Repubblica.
Negli ultimi anni, e soprattutto durante le due campagne elettorali, nuovi partiti politici che operano nello spettro del nazionalismo, del razzismo, dell'anti-comunismo hanno conquistato una discreta presenza sulla scena politica. Il partito dei "Greci Indipendenti" adotta posizioni nazionaliste.
Alba Dorata è un'organizzazione nazi-fascista. Il nazionalsocialismo, a livello di ideologia, costituisce una fusione del nazionalismo con la visione piccolo-borghese "socialista" che non ha alcuna relazione con la teoria del socialismo scientifico. Strumentalizza gli attuali problemi causati dall'aumento del flusso immigratorio in Grecia, che in larga parte arriva nel paese con l'obiettivo di spostarsi in Europa. Alba Dorata è sostenuta da importanti cellule nello stato e nel para-stato e il suo ruolo è quello di colpire il KKE e spezzare il movimento operaio.
Alba Dorata fa parte ed è un partito del sistema politico borghese, un'organizzazione della classe borghese, del capitale. Si tratta di un veicolo per l'infiltrazione di idee reazionarie all'interno della classe operaia e degli strati popolari, confezionati in una presunta linea anti-plutocratica e demagogica in situazione di crisi. Utilizza la demagogia fascista e incarna o riecheggia le posizioni e le pratiche della Divisione d'Assalto (Sturmabteilung), in particolare del periodo antecedente all'ascesa di Hitler al potere. Assegna una priorità alla promozione della nazione greca sopra le altre, con posizioni quali "il primato dell'etnia greca". Alba Dorata considera gli immigrati come il nemico razziale, soprattutto quelli di "pelle scura", i "neri", gli zingari, allo stesso modo in cui Hitler considerava nemici gli ebrei.
Sono in corso processi per la nascita di altre formazioni nazionaliste, con il travaso di forze al loro interno. La classe operaia e i suoi alleati sociali, i lavoratori autonomi, gli agricoltori, le donne e le organizzazioni giovanili radicali, devono e possono fronteggiare Alba Dorata nei luoghi di lavoro, nei quartieri e nelle zone rurali.
19. I cambiamenti nell'istituzione del governo locale con la legge "Kallikratis", prosecuzione della legge "Kapodistrias" e di altri dispositivi istituzionali precedenti, sono un elemento di adattamento dello stato borghese e del sistema politico borghese alle esigenze del capitale per avere una forza lavoro più a buon mercato e per promuovere la liberalizzazione dei mercati.
La "Kallikratis" nei due anni di attuazione ha confermato la posizione del KKE, cioè che la legge costituisce il necessario adattamento dello stato capitalista greco alle condizioni attuali di sviluppo capitalistico. È in corso un decentramento di funzioni centrali e responsabilità dello stato alle amministrazioni locali, con l'obiettivo fondamentale di un'attuazione più diretta e di un'escalation della linea politica filo-monopolista in maniera più estensiva e intensiva. Il governo locale è parte integrante dello stato capitalista per il rafforzamento delle attività affaristiche e della competitività, dei drastici tagli alla spesa sociale dello stato in materia di salute e benessere, istruzione, agricoltura, allevamento, trasporti urbani, in combinazione con l'aumento della tassazione locale a scapito dei lavoratori. Il regime di forza lavoro flessibile a basso costo, l'abolizione dei diritti del lavoro è favorito dalla Kalikratis; allo stesso modo viene promosso l'adattamento del sistema formativo alle esigenze delle imprese locali attraverso le "Zone flessibili" e l'ingresso di imprenditori nelle scuole come sponsor, con la mediazione dei comuni. Viene promosso il "Life-Long Learning" che mira a insegnare alla forza lavoro quelle che sono le necessità delle imprese.
In ogni comune o quartiere, in ogni villaggio e città, operano una moltitudine di forze politiche, un gran numero di vecchi e nuovi capi di partito che sono collegati ai sindaci e ai prefetti regionali, ai responsabili delle aziende, ai direttori di ospedali e scuole, alla chiesa, alle camere di commercio capitaliste, ma anche alle Organizzazioni non governative (ONG). Le ONG sono una rete labirintica di manipolazione e sfruttamento, sostenuta e promossa dallo stato, dai gruppi d'affari e dall'Unione europea, come presunta forma moderna di organizzazione sociale e di solidarietà. Alimentano la speranza di trovare lavoro, mentre entrano in contrapposizione con il movimento organizzato operaio e popolare.
Rapporto sul lavoro del Partito dal 18° al 19° Congresso
20. In questo periodo il KKE ha operato in condizioni socio-economiche e politiche interne e internazionali particolari, delineatesi come illustrato nelle tesi precedenti.
Il KKE e il suo ruolo nello sviluppo del movimento operaio e dell'Alleanza popolare
21. La classe operaia, cioè la classe che realizzerà la rivoluzione socialista e i suoi alleati, i ceti popolari, vale a dire i semi-proletari e gli strati intermedi poveri - tenendo conto delle condizioni contemporanee - hanno sperimentato un declino senza precedenti degli standard di vita e dei loro diritti sociali e lavorativi, a causa della strategia del capitale e del rovesciamento controrivoluzionario che ha avuto luogo negli anni 1980 e 1990.
Dopo la caduta della Giunta dei colonnelli e soprattutto nella prima metà degli anni 1980, lo stato capitalista greco ha seguito una politica selettiva assicurando privilegi a specifici settori e campi, creando così un grande scudo protettivo per la linea politica dominante. Ciò è diventato un pilastro di sostegno per la maggior parte delle scelte reazionarie e anti-operaie del capitale in Grecia, quali il sostegno al mercato unico europeo e l'adesione all'UE-UME, favorendo la nascita di un'aristocrazia operaia. Da alcuni anni il capitalismo greco ha goduto della grande distruzione dei Balcani, dei paesi del Mar Nero, a causa della restaurazione capitalista lì avvenuta. Ha inoltre beneficiato dell'esportazione diretta del capitale e l'ingresso di forza lavoro a basso costo, principalmente come braccianti agricoli, maestranze dell'edilizia, personale ausiliario negli ospedali, nei servizi e nella produzione, tramite ditte appaltatrici.
La miseria assoluta e prolungata si verifica in Grecia, come in altri stati capitalisti, dopo un lungo periodo di corruzione e sottomissione dei lavoratori. Questo ha avuto come conseguenza la graduale regressione e disorganizzazione del movimento operaio e sindacale, la perdita delle sue caratteristiche di massa, il compromesso cronico con la degenerazione delle sue strutture più alte e la tolleranza mostrata dai membri dei sindacati riguardo le loro dirigenze subordinate al governo, ai padroni e alla UE.
22. Il sindacato degli agricoltori e il movimento cooperativo sono stati soggiogati e sono degenerati a causa delle scelte della Politica agricola comune (PAC), dai sussidi che hanno corrotto i contadini e, in sostanza, hanno portato all'abbandono della produzione agricola, alla sostituzione di colture vitali con alcune secondarie e supplementari, all'utilizzo di associazioni cooperative per la concentrazione del capitale. Le conseguenze negative si erano già manifestate a partire dalla metà del 1990 in poi, e hanno portato alla caduta di credibilità delle leadership del movimento dei contadini (GESASE, SYDASE) e alla nascita di lotte contadine con altri centri organizzativi. È stata promossa l'Unione Nazionale Giovani Agricoltori (PENA), separando gli agricoltori in base all'età, favorendo l'imprenditorialità e la competitività del settore agricolo, cioè la PAC dell'UE.
La situazione nel movimento dei lavoratori autonomi è ancora peggiore. Forze che esprimono gli interessi di una parte degli strati intermedi alla ricerca di un ruolo satellite in relazione ai monopoli dominano gli organismi di terzo livello dei sindacati GSEVEE, ESEE e della maggior parte delle Federazioni. Usano i Centri di formazione professionale (KEK) come meccanismo per corrompere e comprare le coscienze, degradando sistematicamente il ruolo dei sindacati. In alcuni organismi sindacali, soprattutto nelle camere professionali, sono prevalenti i rappresentanti dei monopoli. Essi formano posizioni che entrano in contrasto con gli interessi immediati e di lungo termine dei lavoratori autonomi poveri.
23. Con l'eccezione della sezione del movimento operaio e sindacale che è radunato nel PAME (Fronte militante di tutti i lavoratori), dei lavoratori autonomi raccolti attorno a PASEVE (Fronte nazionale antimonopolista dei lavoratori autonomi e piccoli commercianti) e dei contadini del PASY (Fronte militante di tutti i contadini), con gli intensi sforzi del KKE, la classe operaia e le masse popolari si sono trovate altamente impreparate di fronte alla nuova offensiva del capitale e alle già gravi perdite materiali. Nel nuovo periodo di riformismo-opportunismo, in condizioni di prolungata crisi economica sono divenute facile preda di pratiche quali: l'esaltazione del sindacalismo spontaneo in opposizione all'organizzazione del lavoro sindacale e allo sciopero come forma di lotta, la carità borghese, piccolo-borghese ed ecclesiastica. Sono aperte le porte a ogni forma di provocazioni e di terrorismo da parte padronale, statale e para-statale.
Il movimento operaio non era preparato all'offensiva scatenata contro di esso nelle nuove condizioni. Nonostante tutto questo, sotto la pressione del repentino peggioramento del tenore di vita delle persone, delle iniziative militanti e dell'attività della sua sezione orientata in senso classista, le leadership compromesse hanno effettuato alcune manovre e sono state trascinate in ripetute mobilitazioni allo sciopero, pur senza sostenerle nei fatti. È stata espressa un'improvvisa sollevazione con gli scioperi di massa del 5 maggio 2012 e del 19 ottobre 2011, la mobilitazione del 12 febbraio 2012 in protesta contro il memorandum tra il governo, UE e FMI.
Sono stati effettuati alcuni scioperi prolungati. L'esempio emblematico è stato lo sciopero di quasi 9 mesi alle "Acciaierie Greche" e la solidarietà morale e materiale con gli scioperanti di dimensione nazionale e internazionale.
Il sindacato e il movimento operaio non è ancora riorganizzato in base al settore, ai gruppi di imprese e sui posti di lavoro, non ha ancora acquisito caratteristiche di massa. Non è diventato sufficientemente combattivo e non utilizza l'arma dello sciopero ben protetto e di massa contro i capitalisti e lo stato capitalista.
24. In questo periodo, con il contributo decisivo del KKE, in particolare sulla base della decisione della Conferenza Nazionale del Partito sul lavoro nella classe operaia e la costruzione del partito (marzo 2010), sono state poste le basi che costituiscono un contributo all'organizzazione della classe operaia e delle forze popolari e l'orientamento della loro lotta contro le grandi imprese capitalistiche, i monopoli, le loro unioni imperialiste, i loro partiti e governi. Il polo sindacale e del lavoro del PAME (Fronte militante di tutti i lavoratori) è stato riconosciuto da un numero significativo di lavoratori, così come le aggregazioni anti-monopolistiche del PASY e del PASEVE, i poli radicali di MAS (Fronte militante studentesco) e OGE (Federazione delle donne greche) tra gli studenti radicali e il movimento delle donne. Un contributo è anche il coordinamento della loro attività in un quadro comune di lotta, organizzata e promossa dal KKE e dai suoi quadri. Le iniziative militanti del PAME, la sua attività nel suo complesso, le battaglie nei luoghi di lavoro e nei settori industriali hanno contribuito alla formazione di un'avanguardia militante, che può contribuire alla riorganizzazione del movimento operaio. Vi è anche la necessità di sviluppare l'alleanza sociale a livello di categorie, che è ancora nella sua fase iniziale.
Il movimento operaio e popolare in Grecia è emerso a livello europeo come forza combattiva, nonostante il fatto che le compromesse forze riformiste, che hanno operato da traditori per un lungo periodo di tempo, siano dominanti negli organismi sindacali centrali.
Il contributo del KKE è stato importante nel promuovere lo slogan di disobbedienza e di sfida del divieto di sciopero e delle intimidazioni dello stato e dei padroni, rifiutando le tasse di emergenza, agendo in modo energico e immediato per riallacciare l'elettricità alle famiglie [insolventi] degli strati popolari, per l'abolizione delle nuove pesanti tasse in materia di salute e assistenza, rafforzando e rendendo più efficace il movimento. La classe operaia, gli strati popolari imparano attraverso tali esperienze a non avere paura della legge o delle punizioni, dei sacrifici che la lotta di classe, la lotta del popolo, comporta, a prendere la loro giusta causa nelle proprie mani. Tali iniziative devono essere moltiplicate, poiché educano, forniscono esperienza per i conflitti che s'intensificheranno e diventeranno più ardui in futuro. Lo slogan di disobbedienza e di sfida come elemento del contrattacco deve essere radicato soprattutto nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, nei settori industriali, in modo che possano essere raggruppate e addestrate alla militanza masse popolari più ampie. Il contrattacco di massa dovrebbe essere sostenuto sulla base della responsabilità individuale per quanto riguarda la sollevazione, l'intervento del popolo, la mobilitazione e la cooperazione nella lotta sociale politica.
I Comitati popolari di quartiere sono un seme, una prima forma di Alleanza popolare e per questo motivo la loro formazione deve acquisire un carattere chiaro con un orientamento di resistenza e di conflitto contro ogni potere governativo e di altri veicoli del potere borghese. I Comitati popolari esprimono l'attività congiunta, la lotta comune di forze sociali, cioè sono la particolare espressione dell'Alleanza sociale nel quartiere. La loro creazione e sviluppo risponde alla realtà sociale contemporanea, in cui le fabbriche, le aziende, le zone industriali sono lontane dalle case degli operai e degli impiegati. Altre forme di Alleanza popolare possono svilupparsi nei settori industriali o tra vari settori e organizzazioni periferiche. Questo sviluppo arricchirà l'esperienza e più in generale l'arsenale della classe operaia e dei suoi alleati. I seguenti temi sono cruciali per il carattere dei Comitati popolari:
- La partecipazione e la mobilitazione delle più ampie forze popolari sulla base della classe sociale.
- La formazione a livello locale di Comitati popolari da parte dei sindacati e di altre organizzazioni che appartengono al PAME-PASEVE-MAS-OGE.
- L'intervento in ogni luogo in cui le forze popolari sono attive, al fine di formulare richieste corrette.
- Il coordinamento di ogni componente dell'Alleanza in cui ciascuno abbia responsabilità per la propria sfera di attività.
- Il collegamento con le organizzazioni locali e gruppi di lavoratori.
Le forze del KKE nei Comitati popolari sono responsabili per lo sviluppo di questa nuova forma di organizzazione e, allo stesso tempo, per il mantenimento della presenza ideologico-politico-organizzativa indipendente e dell'attività del partito.
25. L'attività di varie correnti e forme politiche di istituzioni borghesi opportuniste, borghesi "patriottiche", piccolo-borghesi nazionaliste, fasciste è una trappola per l'orientamento della lotta della classe operaia e delle masse popolari, durante la prolungata crisi economica, e ancor più di una certa instabilità politica.
In tali condizioni, contestualmente allo sviluppo di attività tra le forze popolari, si moltiplicano fenomeni di disorientamento di queste attività in varie direzioni: il volontariato che sostituisce le lotte per le rivendicazioni nei confronti dello stato, gli attentati anarchici e gli scontri con le forze di repressione, le attività nazional-socialista-razzista-fascista, ecc.
In particolare negli ultimi mesi è stato promosso, con il contributo delle forze dell'opportunismo, lo sviluppo di attività e "movimenti" per la gestione dell'aggravarsi dei problemi del popolo, il cosiddetto "movimento senza intermediari". Ciò include una vasta gamma di attività che sono connesse all'azione di istituzioni statali, comuni, chiesa, ONG e di altre organizzazioni, ecc. La loro attività porta alla formazione di meccanismi per l'assimilazione e la smobilitazione degli strati popolari poveri, in modo che si rassegnino alla povertà, con la prospettiva di dover collaborare alla gestione della povertà e delle conseguenze della crisi, in modo da rinunciare alla resistenza, alla disobbedienza, al contrattacco, alla solidarietà di classe.
C'è bisogno di un orientamento stabile verso forme di organizzazione di massa della classe operaia, al fine di neutralizzare questi interventi fuorvianti nella classe e nelle masse popolari, in particolare tra le persone più inesperte e indigenti, tra i giovani disoccupati, gli immigrati, gli studenti delle scuole.
Il cosiddetto "movimento degli indignati" e delle "piazze" è stato sostenuto e incoraggiato - se non effettivamente pianificato - da meccanismi della borghesia, con l'obiettivo di manipolare, prevenire la radicalizzazione e imbrigliare settori dell'aristocrazia operaia e strati piccolo-borghesi. Una parte dei lavoratori e dei disoccupati è stato attratto da questo "movimento". Sia l'opportunismo di destra che di sinistra si sono alleati ai suoi ranghi. Gli slogan prevalenti erano reazionari, le parole d'ordine della democrazia piccolo-borghese, con l'obiettivo di colpire il movimento o l'orientamento di classe. Soprattutto all'inizio, sono state radunate le masse popolari che non avevano l'esperienza politica necessaria, abbagliandole con l'idea che sia possibile un'altra opzione per la gestione del sistema, che - si diceva - avrebbe fermato la spirale verso il basso e risolto i problemi. L'aggregazione di masse eterogenee si è riflessa successivamente nei risultati elettorali di maggio e giugno 2012.
Il problema ben noto, concerne il soggetto che guiderà e influenzerà il movimento delle masse: la classe operaia e la sua alleanza in senso anti-monopolistico oppure le forze piccolo-borghesi che favoriscono l'illusione dell'esistenza di una soluzione a favore del popolo senza una rottura con i rapporti di produzione capitalistici.
Questo è il motivo per cui è importante lottare per il cambiamento dei rapporti di forza e creare le pre-condizioni per il rafforzamento della lotta di classe.
L'attività del partito, i problemi degli immigrati
26. Il KKE ha svolto un ruolo attivo nell'esporre le cause dell'immigrazione e dei flussi dei rifugiati. Il partito ha individuato il vero colpevole: le guerre e gli interventi imperialisti, la grande povertà e la disoccupazione indotta dalla controrivoluzione, il percorso di sviluppo capitalistico che comporta ineguaglianze e concorrenza per la redistribuzione dei mercati. Ha fatto uno sforzo particolare per denunciare il pericolo per l'unità della classe operaia e per il rafforzamento del movimento popolare causato dall'avanzamento del razzismo e del nazionalismo. Ha contribuito, per quanto possibile, in circostanze difficili, a creare le condizioni per l'attività di orientamento di classe unificato e di unità tra i lavoratori e le lavoratrici greci e immigrati. Ha elaborato un quadro globale di rivendicazioni inerenti - per quanto possibile, nelle specifiche circostanze e situazioni così come sono andate formandosi - ai problemi sempre più acuti degli immigrati. Allo stesso tempo, il KKE ha combattuto contro il cosmopolitismo del capitale, i cui argomenti mirano a nascondere la contraddizione fondamentale tra capitale e lavoro. L'internazionalismo proletario, come principio comunista, è legato alla questione dell'immigrazione e di conseguenza il KKE continuerà la sua attività per l'unità dei lavoratori greci e degli immigrati, per moltiplicare nelle fila del movimento operaio gli uomini e le donne immigrate. La riorganizzazione del movimento operaio sarà determinata anche dalla partecipazione degli immigrati ai sindacati, nella lotta di classe. Nelle condizioni di una situazione rivoluzionaria, le operaie e gli operai immigrati devono essere mobilitati insieme con i lavoratori greci. Questo problema determinerà tutto il corso della lotta.
Il confronto ideologico-politico
27. Il partito ha contrattaccato in modo combattivo e ha sviluppato un'attività sistematica su una serie di questioni ideologico-politiche che sono state poste nel confronto all'interno del movimento, nella lotta politica generale, in tutte le battaglie elettorali, indipendentemente dalle perdite subite nelle due tornate elettorali.
Il KKE ha svolto un ruolo importante nel rivelare il carattere della crisi, i memorandum, l'accordo di "riduzione" del debito, il significato della difficoltà del sistema politico borghese e del capitalismo in generale nella gestione della crisi, nel prevedere gli sviluppi nella UE. Inoltre, ha evidenziato i due percorsi di sviluppo, le varie ricette per la gestione borghese della crisi e la via di uscita dalla crisi a favore dei lavoratori e del popolo, la necessità di disimpegnarsi dall'UE, di annullare unilateralmente il debito, la necessità del potere popolare-operaio e il suo contenuto essenziale. Il partito ha evidenziato il valore della solidarietà internazionale di classe con le vittime dell'immigrazione, gli immigrati economici e i rifugiati politici.
Il confronto ideologico, in tutti i luoghi dove è giunta la voce del partito, in varie forme e modi sugli sviluppi del periodo 2009-2012, è stato incentrato su questa questione: gestione della crisi o via d'uscita a favore del popolo? In altre parole: riforme o rivoluzione?
Il miglioramento dell'intervento del partito osservato nel periodo 2009-2012 si è scontrato con le conseguenze ideologico-politiche che derivano da fattori relativamente di lungo termine così come dal periodo di crisi, cioè le conseguenze multiformi del rovesciamento dei regimi socialisti e l'inevitabile variazione negativa dei rapporti di forza.
28. Questioni fondamentali della lotta ideologico-politica:
A) Sono stati evidenziati i limiti della lotta sindacale nella fase attuale dello sviluppo capitalistico e soprattutto nelle condizioni di crisi.
Quando un posto di lavoro, un settore prende iniziative militanti senza ricevere il supporto necessario e adeguato, trova difficoltà a gestire lo sviluppo della lotta, poiché i padroni mostrano la loro ben nota intransigenza di classe. È stato dimostrato che, in particolare in condizioni di crisi economica capitalista e in particolare nei settori che sono colpiti negativamente, anche una lotta parziale avrà difficoltà ad avere successo se non sono state costituite le pre-condizioni per il conflitto a livello del gruppo aziendale, di settore, per il conflitto totale con il capitale per il rovesciamento radicale a livello del potere politico.
B) Un aspetto fondamentale del riaggiustamento del sistema politico borghese è stato lo sviluppo di un attacco ben studiato contro il KKE, utilizzando metodi classici o nuovi, come l'utilizzo di Internet.
L'obiettivo dell'offensiva è di isolare ed emarginare il KKE e perfino di trasformarlo in una forza politica extra-parlamentare, a vantaggio di forze riformiste opportuniste che cercano di partecipare a un governo di gestione borghese. Allo stesso tempo, si sta cercando di esercitare pressioni ideologiche, in modo che il partito, riformandosi, sia assimilato nel sistema politico borghese e diventi una forza di supporto del cambiamento della formula di gestione.
L'offensiva contro il KKE e le forze del movimento sindacale di classe, progettato sistematicamente a partire dal 2007, quando il KKE registrò un aumento della sua influenza politica espressa nel risultato elettorale dello stesso anno, ha assunto, nell'ultimo periodo, le seguenti caratteristiche:
- Il volgare anti-comunismo, la propaganda anti-socialista diffamatoria, che costituisce l'ideologia ufficiale dell'UE.
- Il tentativo di presentare il KKE come un partito "di sistema", coinvolto e soggiogato al sistema. Questa calunnia viene lanciata diffondendo l'opinione che "sono tutti uguali".
- Il sistema politico borghese ha sferrato un attacco pianificato contro la moralità del partito, concentrandosi sulle sue finanze. La provocazione per quanto riguarda la società "Germanos", il rifiuto del partito di pubblicare i nomi di coloro che lo sostengono, i licenziamenti alla "Typoekdotiki" e "902" sono stati tutti utilizzati per mescolarlo ai partiti borghesi nella coscienza dei lavoratori, secondo la logica del "sono tutti uguali".
- L'attacco "amichevole", con i tentativi di tirare il KKE in una linea "anti-memorandum", per sostenere il cambiamento nella formula di gestione politica borghese.
- Il rafforzamento delle forze politiche borghesi anti-comuniste che possono colpire il movimento operaio.
C) Le forze e organizzazioni politiche hanno alimentato tendenze reazionarie nella coscienza del popolo, promovendo una serie di opinioni, quali il razzismo e la xenofobia. Mentre abbelliscono altre sezioni dello stato borghese (esercito, magistratura), bersagliano il personale politico, "i politici-ladri", in modo da nascondere l'essenza del problema e il carattere di classe dello stato borghese e dei partiti che lo sostengono.
D) Le forze opportuniste promuovono una versione alternativa della linea riformista, tentando di giungere a un accordo politico sulla base del cosiddetto "programma politico transitorio di lotta".
Obiettivi come la rottura con l'Unione europea, quando sono promossi separatamente dalla lotta per il potere, perdono il loro carattere di classe - soprattutto nelle condizioni odierne, con l'Unione europea che sta vivendo un tumulto nella sua coesione - e possono essere paragonati alle finalità borghesi. L'obiettivo dell'uscita dalla zona euro o dall'UE ha un carattere di classe da parte di un settore della borghesia che pone la questione di un riorientamento delle alleanze imperialiste del paese.
La linea generale anti-memorandum guida il movimento operaio essenzialmente sotto la bandiera di una parte della classe borghese, al servizio degli interessi borghesi.
E) Le illusioni parlamentari e l'attesa di una via d'uscita favorevole al popolo attraverso un governo borghese rimangono prevalenti tra la grande maggioranza del popolo e sono forti anche tra una parte degli elettori del partito.
Il potere borghese è composto da istituzioni, meccanismi aperti e occulti, che operano indipendentemente da quale partito borghese sia nel governo o di come si formi la maggioranza parlamentare.
Se ci fosse anche la minima possibilità che la classe operaia e il popolo possano prevalere in parlamento, è certo che il potere borghese non tentennerà affatto nel negare tale possibilità.
Attraverso la sua attività sistematica e multiforme, il KKE deve contribuire a far si che il voto per il KKE dei settori di lavoratori e strati popolari poveri non solo esprima la volontà di sostenere una forza politica che lotta costantemente per i problemi del popolo, ma anche esprima la scelta di classe mirata a indebolire il sistema politico borghese, il governo borghese, in modo che ogni crepa rafforzi la direzione per il rovesciamento del potere borghese e la proprietà capitalistica.
F) Vengono ripetuti slogan sulla perdita della sovranità nazionale della Grecia e la sua occupazione da parte della Germania. È un argomento borghese fuorviante, che cerca di oscurare la questione sostanziale e cioè che la posizione subordinata di un paese in un'alleanza imperialista di stati capitalisti (le relazioni ineguali) non nega i loro interessi strategici comuni, su cui l'alleanza è formata. È stato dimostrato storicamente che gli stati capitalisti sono sostenuti anche attraverso interventi militari e politici nei loro affari interni, al fine di affrontare le crisi nazionali e la possibilità di instabilità politica.
Il carattere del patriottismo contemporaneo s'identifica con il rovesciamento del potere borghese, la proprietà capitalistica dei mezzi di produzione, il ritiro da ogni coalizione interstatale capitalista e alleanza imperialista.
G) Si stanno intensificando dubbi a causa delle conseguenze dell'entrata della Grecia nella UE e dei rapporti di forze negativi a livello internazionale, se sia possibile uno sviluppo positivo "a favore del popolo" in un solo stato membro dell'UE. Allo stesso tempo viene propagandata la posizione per cui il terreno della lotta di classe è stato spostato dal livello nazionale al livello periferico interstatale.
Questa posizione viene sistematicamente promossa dalle forze opportuniste, non solo nel nostro paese, ma a livello europeo e internazionale, che, in nome della lotta regionale o internazionale, giustifica una politica di tolleranza nei confronti delle unioni imperialiste regionali, ad esempio, l'Unione europea. Questi punti di vista sottovalutano la relativa indipendenza della gravità delle contraddizioni sociali a livello nazionale. La lotta deve prima di tutto essere condotta a livello nazionale contro la classe borghese e il suo potere. Come è scritto nel Manifesto del Partito Comunista "il proletariato di ogni paese deve, naturalmente, prima di tutto risolvere le questioni con la propria borghesia". Lo sviluppo economico diseguale è una legge assoluta del capitalismo. In base a tutto questo, il socialismo può essere vittorioso inizialmente in pochi paesi o anche in uno solo, il proprio.
L'esperienza storica ha dimostrato che l'acuirsi della lotta di classe in uno stato è anche collegata a corrispondenti processi che avvengono in altri stati, almeno a livello regionale.
L'andamento della forza elettorale del partito
29. Il partito ha aumentato la percentuale di voti nelle elezioni per il Parlamento europeo (giugno 2009), nonché alle elezioni regionali (ottobre 2010). Il miglior risultato elettorale nelle elezioni per il Parlamento europeo rispetto alle elezioni parlamentari che hanno avuto luogo nello stesso anno non è stato accompagnato da un aumento dei voti, poiché l'astensione (che si è rivoltata contro i due maggiori partiti) ha influenzato una sezione dei nostri elettori, che se avessero votato avrebbero scelto il KKE. Lo stesso è stato evidente nelle elezioni regionali. La scelta del partito di presentarsi con una lista unitaria e posizioni unificate a livello nazionale nelle elezioni locali e regionali, come aveva fatto negli anni precedenti alle elezioni provinciali, era corretta. È stato un passo importante per affrontare le manovre degli altri partiti e le miopi vedute localistiche. Il dinamismo che il partito ha mostrato nelle elezioni regionali non è stato espresso nelle elezioni per i comuni, ad eccezione di alcuni grandi comuni in cui la percentuale del partito è aumentata poiché le elezioni amministrative hanno assunto un carattere politico più generale. Noi abbiamo la responsabilità di questo risultato, perché non combiniamo la lotta politica generale, le esigenze sociali, il confronto ideologico con il ruolo del governo locale e dei funzionari eletti. In questo modo i governi locali sono rimasti relativamente fuori dalla prima linea. Noi sottovalutiamo il fatto che il governo locale si lega con migliaia di famiglie in una rete di legami attraverso opere pubbliche, posti di lavoro e molteplici attività svolte nel settore della cultura o centri medici, ecc. Ora, infatti, a causa della crisi hanno una rete molto più profonda di questi tipi di attività. Il declino dei partiti borghesi non è esteso ai loro funzionari locali, che sostengono la linea politica generale del sistema e lavorano in modo che essa sia tollerata. Gioca anche un ruolo il sistema centrato sul personalismo, come pure il fatto che le liste in molte occasioni sono composte da candidati che appartengono a molti partiti differenti. Le elezioni locali sono utilizzate come terreno di prova per nuove formazioni politiche, nuove figure "senza partito", per le formazioni-sbarramento, che soprattutto nelle ultime elezioni sono spuntate come funghi.
I primi sintomi delle contraddizioni provocate nella classe operaia e nella coscienza del popolo dalla crisi economica capitalista sono apparsi nelle elezioni nazionali nell'ottobre 2009, in condizioni in cui il movimento operaio non era attrezzato per l'assalto su vasta scala della classe borghese. Allo stesso tempo, si rafforza l'ideologia e la propaganda dominante, che dice che il problema politico è la gestione e il modo in cui è esercitato il governo.
La somma totale dei voti del PASOK e di ND, in combinazione con la ridotta forza elettorale del KKE (rispetto alle elezioni parlamentari del 2007), la maggiore astensione dalle urne di strati popolari scontenti è stato un risultato negativo per il movimento popolare.
Le due campagne elettorali del 2012, a parte le condizioni oggettive complesse - che in una certa misura erano senza precedenti - hanno evidenziato le croniche debolezze e i ritardi del lavoro del partito, e soprattutto del CC, per la riorganizzazione del movimento operaio, il rafforzamento dell'alleanza sociale, la costruzione del partito durante la crisi in cui ci sono difficoltà di organizzazione delle masse, in modo da sfruttare tutte le possibilità che scaturiscono dagli sviluppi oggettivi.
Indipendentemente dai fattori oggettivi che hanno determinato il decremento dei voti, sono state notevoli nel periodo pre-elettorale debolezze e carenze di carattere soggettivo. Il CC non ha concentrato la sua attenzione sul fatto che per la prima volta, in confronto con le precedenti elezioni, il popolo duramente provato doveva scegliere tra un governo basato su ND o PASOK da un lato e di un governo della cosiddetta "coalizione di sinistra" dall'altro.
Il CC avrebbe dovuto stabilire il quadro della prima tornata elettorale con lo stesso spirito delle elaborazioni immediatamente successive al 6 maggio, avrebbe dovuto dare l'allarme nel primo periodo pre-elettorale sul pericolo che il partito perdesse forze e il tentativo sistematico da parte delle forze del sistema di favorire tale indebolimento. Questo non significa, naturalmente, che se durante il periodo elettorale fosse stata seguita una ben orientata tattica, sarebbe stato possibile capovolgere la corrente riformista favorevole a un governo per la gestione la crisi. Lo sviluppo di questa corrente ha una base oggettiva, corrisponde alle esigenze del potere borghese. Tuttavia è molto probabile che le perdite sarebbero state relativamente più limitate e soprattutto sarebbe stato possibile evitare il clima di delusione soprattutto tra i sostenitori e gli amici del partito, clima che è stato giustamente la causa di questo risultato elettorale.
Il rifiuto del partito di partecipare a un governo per la gestione borghese della crisi è un contributo importante per il movimento operaio e popolare.
Il percorso di costruzione del partito
30. Dopo la Conferenza Nazionale del marzo 2010, per la riorganizzazione del movimento operaio e il Plenum allargato del CC sulla costruzione del partito nel luglio 2010, sono stati fatti sforzi notevoli nel campo della ridistribuzione delle forze e della nuova struttura del partito. Ciò non costituisce una misura strettamente organizzativa, ma lo è per l'orientamento delle attività sulla base delle caratteristiche e la strategia del partito. La ridistribuzione in forma e contenuto delle attività è una delle pre-condizioni fondamentali per la costruzione del partito nei luoghi di lavoro, nei settori industriali, per l'organizzazione del movimento operaio, la promozione dell'alleanza sociale.
La ridistribuzione ha portato in superficie ancora più chiaramente le difficoltà di orientamento delle organizzazioni a lavorare nella classe operaia e nell'alleanza sociale. Rimangono forti residui di opinioni erronee che sono state promosse per un lungo periodo durante il quale la parte più consistente delle forze del partito ha avuto un'attività orientata secondo criteri geografici e non combinati con criteri sociali di classe. Tra le altre cose l'opinione prevalente era che l'attività del partito per il suo rafforzamento elettorale, per l'ampliamento della sua sfera d'influenza fosse facilitata dal criterio del luogo di residenza, tenuto conto delle difficoltà, aumentate negli ultimi anni, di avvicinarsi ai lavoratori dipendenti sui posti di lavoro. Queste sono difficoltà che derivano dalle conseguenze della crisi (chiusura delle fabbriche, il trasferimento delle fabbriche lontano dal luogo di residenza, il timore del licenziamento, l'intimidazione padronale e dello stato, ecc.) che tuttavia richiedono un lavoro ancora più mirato, senza spirito di sconfitta e di compromesso in nome di ostacoli oggettivi esistenti.
31. La costruzione del partito richiede un piano completo di azione tra le larghe masse lavoratrici, soprattutto quelle che soffrono maggiormente a causa della crisi capitalista, un piano d'azione che affronti - per quanto dipende dal fattore soggettivo - i fattori che limitano le iscrizioni e che impediscono che l'attività dinamica del partito e la sua strategia si dispieghino pienamente. Le armi che il partito ha a disposizione oggi sono:
- Le armi ideologiche, le analisi, le pubblicazioni del partito, che sono un sostegno e una risorsa per un multiforme, stabile e permanente lavoro pianificato, al fine di generalizzare le esperienze e propagarle tra le masse operaie più ampie possibili. Queste armi, una volta utilizzate da tutte le forze di partito, consentono di affrontare i punti di vista sbagliati e gli ostacoli ideologico-politici posti dal nemico. Esse formano l'atmosfera e gli "incentivi" adatti. È necessario un lavoro ancora più pianificato che si rivolga ai gruppi di giovani, alle donne negli ambienti di lavoro.
- L'attività politica e culturale che favorisca la coscienza di classe, la combattività e la partecipazione, l'altruismo e l'abnegazione, che contribuisca alla crescita nella formazione e allo sviluppo, che costituisca un importante fronte contro l'ideologia borghese in tutte le sue versioni, contro opportunismo.
- La preparazione multiforme e l'educazione dei lavoratori attraverso tutte le forme di lotta e la loro presa di coscienza dell'attualità e necessità del socialismo. I legami di comunicazione e relazione si sviluppano con i lavoratori e le lavoratrici sul terreno della lotta di classe e le aggregazioni sui problemi che si aggravano. Ma questo rapporto non è sufficiente per l'acquisizione volontaria del titolo di membro del KKE, senza l'esistenza di un livello di preparazione e la consapevolezza circa il carattere rivoluzionario del partito e la strategia per il socialismo-comunismo.
- La penetrazione sistematica nelle masse lavoratrici e popolari, attraverso la propaganda e il lavoro nel movimento, in modo da ottenere risultati nel tempo.
Gli elementi di tale pianificazione sono:
- L'attività sui problemi che si aggravano in tutto il mondo e la formazione di organi di lotta. Attività sistematiche sui problemi della disoccupazione, in combinazione con la mobilitazione dei disoccupati stessi e delle loro famiglie.
- Il lavoro specializzato in ogni settore, zona, categoria di lavoratori e per fascia di età e sesso.
- Il corretto studio e la conoscenza del territorio.
- L'acquisizione di una più ampia comprensione dei problemi dei lavoratori nei nostri contatti con loro.
- La mobilitazione di tutte le forze.
- Il coinvolgimento con strati alleati e la loro organizzazione.
Aspetti particolari sono:
- L'integrazione dei nuovi iscritti che oggettivamente non hanno acquisito l'esperienza politica necessaria, la vigilanza e la valutazione rigorosa di quelli che vogliono riscriversi.
- Lavoro responsabile con il trasferimento di membri da una organizzazione di partito a un'altra.
La composizione sociale del partito come elemento nel corso della costruzione del partito
32. Non c'è stato un progresso sostanziale per quanto riguarda la composizione sociale della classe operaia nel partito e negli organi dirigenti, che è una questione cruciale per la salvaguardia del carattere del KKE. Di conseguenza, il cambiamento radicale e il miglioramento della situazione è un obiettivo immediato. Non devono essere ignorati gli sviluppi oggettivi per quanto riguarda la strutturazione dell'economia e dell'occupazione, così come le conseguenze della crisi economica, i licenziamenti e il predominio dell'intimidazione padronale, il regime di accesso al lavoro e le relazioni industriali nei settori occupazionali. Il problema è legato non solo a fattori oggettivi. Le debolezze e le carenze del partito si riflettono nel tentativo di creare legami ideologico-politici sostanziali con la classe operaia e il suo movimento, e nel lavoro con i giovani, e la sua formazione di classe.
La capacità del CC relativa alla guida politica non è stata adeguata alle richieste. Questo è vero anche per il lavoro di orientamento politico degli organi del partito e i suoi quadri nel suo complesso. Di seguito sono riportate particolari aree di debolezza:
- La cura e l'assistenza in particolare per i giovani quadri della classe operaia, in modo che essi possano superare la loro esperienza limitata, non cadano nel praticismo e nella separazione del lavoro organizzativo dal suo contenuto ideologico-politico, ma in modo che essi contribuiscano alla corretta pianificazione per l'intensificazione della lotta. La stessa debolezza e i ritardi sono legati alla promozione di giovani uomini e donne, che lavorano e studiano e si diplomano presso le varie scuole di formazione professionale.
- Il miglioramento decisivo della guida politica, in modo che gli organi di partito funzionino e guidino responsabilmente tutto il lavoro della loro area di competenza, in modo che i quadri e i membri del partito e della KNE partecipino attivamente nei loro sindacati. Ciò significa che devono avere una vasta conoscenza della loro area di responsabilità, degli sviluppi, per esempio dei settori industriali, in tutta la regione, in modo che abbiano la possibilità di specializzare le attività di lavoro, e fornire un sostanziale aiuto alle organizzazioni di base del partito (OBP) e ai gruppi di partito, in modo che essi sviluppino iniziative creative. Le OBP e gruppi di partito devono adattarsi alle esigenze di categoria locali e allo stesso tempo sostenere in modo coordinato le attività centrali del partito. Il contenuto delle OBP deve diventare più specifico, in base alla loro area di responsabilità e ai doveri di ogni membro del partito.
- Nonostante i passi importanti che sono stati fatti, attraverso multiformi attività di partito, discussioni di documenti, eventi militanti per anniversari, non c'è stata una messa a fuoco sufficiente e sostanziale sul rispetto dei principi della formazione e del funzionamento del partito e sul trattamento dei relativi problemi in modo didattico, persuasivo e decisivo. La tolleranza dovuta alla sottovalutazione, amicizia o qualunque spirito di soggettivismo è un fenomeno che mina - a prescindere delle intenzioni - la collettività, l'efficacia e la combattività. Soprattutto nelle condizioni di oggi, il trattamento di questi problemi è una condizione per la costruzione del partito, lo sviluppo delle fila del partito, la sua preparazione e capacità, la sua fisionomia rivoluzionaria.
33. Poiché la composizione sociale degli organi e delle organizzazioni continua a essere insoddisfacente, poiché non abbiamo avuto alcun miglioramento e cambiamento significativo, devono ancora essere soddisfatti i seguenti obiettivi:
- L'aumento della percentuale di lavoratori industriali e del numero di organizzazioni di base del partito (OBP) nelle grandi aziende di importanza strategica.
- Il rafforzamento dell'incidenza della classe operaia nel partito.
- La crescita del reclutamento di lavoratori autonomi e agricoltori poveri.
- L'aumento nelle fasce di età tra 18 e 40 anni. La direzione deve essere intesa, programmata e trasformata in lavoro pratico sistematico sulla base degli sviluppi a cui abbiamo assistito nel corso degli ultimi 20 anni e soprattutto nelle condizioni della crisi. In base a questi sviluppi, il numero di disoccupati, di lavoratori con rapporti di lavoro flessibili, di lavoratori che cambiano spesso lavoro ecc. è in rapido aumento.
- Il maggior reclutamento delle donne per il rafforzamento della loro incidenza nelle organizzazioni e anche negli organi di partito.
In merito agli organi di partito e ai quadri
34. La misura in cui la fase della riassegnazione delle organizzazioni di partito viene completata e stabilizzata deve essere costantemente controllata dal CC e da tutti gli organismi dirigenti. Ciò consentirà loro di rispondere ai compiti principali, che sono l'organizzazione della lotta di classe, la costruzione del partito nelle aziende e nei settori industriali, la promozione dell'alleanza popolare dal basso verso l'alto, in modo che possa essere rinforzata anche dai dirigenti. Lo schematismo nell'orientamento delle organizzazioni di categoria e su base geografica deve essere affrontato nei casi in cui sopravvive e viene riprodotto. Lo stesso vale per la difficoltà di una specializzazione prevista dei quadri nelle aree di responsabilità che richiedono conoscenze specifiche e corretto orientamento per affrontare questo particolare campo dal nostro punto di vista strategico.
Una nuova distribuzione dei quadri e dei membri sulla base degli sviluppi nei settori industriali e nelle regioni deve essere decisa dagli organismi, in modo pianificato e senza esitazione. Il piano per la promozione e lo sviluppo dei quadri, il loro utilizzo in modo pianificato deve superare il fenomeno negativo che esiste, cioè quadri con assegnazioni multiple, il che rende difficile da raggiungere la qualità del lavoro, e impedisce l'orientamento principale e di base verso il lavoro nella classe operaia e tra le masse popolari povere.
Una parte dei dirigenti non è stata in grado di adattarsi alle esigenze contemporanee della lotta, alle nuove condizioni emerse, dopo i cambiamenti negativi del rapporto di forze, alle conseguenze della crisi, e ciò ha determinato che il loro sviluppo si sia fermato e che siano emersi elementi di riflusso. Questo problema è legato all'assistenza collettiva e individuale che ricevono, ma è anche legato alla responsabilità individuale dei quadri di adattarsi alle nuove condizioni, in modo che essi non divengano prigionieri della routine, che migliorino continuamente, ovviamente in linea con le loro capacità individuali.
Devono essere valorizzate le elaborazioni generali del partito, delle sezioni del CC. Allo stesso tempo le organizzazioni regionali devono essere in grado di contribuire alla specializzazione dello studio generale e di organizzare un esame dei problemi specifici nella loro area di responsabilità, per quanto possibile in modo scientifico. Esse devono effettuare almeno un primo tentativo di studio, in modo da poter fornire materiale per le elaborazioni più generali del partito.
35. Gli organi dirigenti, a partire dall'esempio personale e collettivo dei membri del CC, devono garantire l'atmosfera appropriata, in modo che sia promosso uno spirito combattivo per affrontare le difficoltà. Lo spirito combattivo non solo richiede slogan generali di entusiasmo, ma l'adeguata elaborazione degli orientamenti e delle decisioni generali, la loro preparazione per l'improvviso cambiamento negli sviluppi, l'assistenza in modo da non sottomettersi alla logica del rapporto di forze negativo. Essi devono impiegare ogni possibilità per riflettere sul miglioramento dell'attività del fattore soggettivo, utilizzare ogni possibilità che esiste anche la più recondita.
Ciò che si richiede è la promozione di molti quadri della classe operaia, con un radicamento tra la classe operaia e gli strati popolari, che ricevano l'assistenza in modo da acquisire capacità multiformi e un buon livello di specializzazione nelle aree ove possibile, un buon livello ideologico-politico, capacità nella guida politica, orientamento alla riorganizzazione del movimento operaio, per lo sviluppo dell'Alleanza popolare. Allo stesso tempo gli scienziati e gli artisti membri del partito, devono essere utilizzati, in modo che essi pongano la loro ricerca scientifica e la creazione artistica al servizio della classe operaia. Questo compito dipende dalla tempestiva preparazione delle forze della KNE, la loro posizione, la pianificazione del loro sviluppo.
I quadri che sono responsabili degli orientamenti politici delle OBP (Organizzazioni di Base del Partito) e delle OB della KNE hanno bisogno di assistenza speciale.
I quadri devono acquisire la capacità di generalizzare l'esperienza traendo costantemente conclusioni negli organismi e garantendo di impartire esperienza collettiva.
L'eliminazione del praticismo che appare principalmente nel lavoro di massa e organizzativo è un problema serio, mentre il lavoro ideologico è messo in pericolo dalla routine e dalla standardizzazione.
L'assegnazione dei quadri alla guida politica delle organizzazioni, nel campo ideologico, nelle fila e negli organi del movimento di massa non deve condurre a una unilateralità di esperienza e di orientamento. Tutti i quadri devono avere esperienza personale diretta in propaganda e divulgazione, nella comunicazione con i lavoratori, nelle lotte all'interno delle fila dei sindacati e altre organizzazioni di massa, in modo che possano in un modo vivace e specifico approfondire e specializzare le attività delle OBP nel movimento, nel confronto ideologico-politico.
36. Inoltre, deve migliorare la capacità dei membri del partito di affrontare ogni tentativo di minare l'unità del partito, limare i criteri in materia di organizzazione del partito, contrastare il lassismo e la debolezza organizzativa. Occorre creare un clima in cui ogni membro del partito e della KNE possa esprimere le proprie opinioni in maniera motivata e che il processo decisionale sia il più possibile il frutto di tante proposte e pensieri, per fornire risposte ben argomentate alle opinioni errate o che esprimono confusione ideologica. Inoltre un aspetto importante è che venga utilizzata la passata e più recente ricca esperienza storica del partito e del movimento operaio e comunista internazionale nella lotta contro ogni forma di opportunismo.
37. La questione della periferia delle OBP (Organizzazioni di Base del partito) e delle OB della KNE non può essere lasciata al caso e alla spontaneità, né si deve ricorrere al sostegno dei simpatizzanti e degli alleati del partito solo durante il periodo delle elezioni sindacali e delle elezioni locali e nazionali. Di solito la periferia significa tutti i nostri elettori noti (che è un numero più contenuto di quello degli elettori del KKE): le persone che sono state simpatizzanti e sostenitori per molti anni. La nostra visione per quanto riguarda la periferia deve essere ampliata per includere tutti coloro con cui entriamo in contatto nei luoghi di lavoro e nelle lotte, con tutti coloro che ogni OBP ha contattato, orientando la propria attività soprattutto nelle fabbriche, nei supermercati, in tutti i negozi, indipendentemente dal fatto che votino per noi o no. I militanti attivi possono diventare una forza per il nostro lavoro, così come i simpatizzanti, i sostenitori e gli elettori e alcuni di loro, in effetti, nel corso del tempo possono acquisire il titolo di membro del partito.
Vi è la necessità di riunire in modo pianificato l'area periferica intorno al partito, avendo come criterio la riorganizzazione del movimento operaio e la costruzione del partito, senza porre ostacoli nel modo di comunicare con tutta la classe operaia e gli strati popolari. Questo perché attraverso la periferia, entrerà nel partito nuova linfa, emergeranno nuove forze per l'avanguardia del movimento nelle condizioni di crisi, avverrà un rinnovamento attraverso il reclutamento di giovani lavoratori e lavoratrici. La questione di ampliare e rinnovare la periferia, utilizzandola accanto al partito, è un dovere permanente. Oggi ciò acquista un'importanza cruciale, perché gli sviluppi dell'economia capitalista, nella struttura del rapporto di lavoro impone la necessità di un lavoro pianificato soprattutto nella classe operaia, tra i gruppi di giovani, negli strati che si stanno impoverendo, in modo che la periferia corrisponda quanto più possibile al carattere del partito e alla sua strategia, alla sua politica di alleanze.
Dobbiamo liberarci di quelle abitudini e pratiche di lavoro obsolete che portano a trattare i nostri amici e sostenitori solo come elettori o limitano la discussione alle sole questioni politiche di attualità.
È obbligo per tutte le OBP avere come obiettivo il lavoro ideologico-politico sistematico facendo riunioni con amici e sostenitori e anche studiando le loro opinioni, in modo da proteggerli dall'attività degli avversari che cercano di utilizzarli come veicolo per esercitare pressione sul partito.
Continua parte seconda
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|