www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 24-10-13 - n. 472

ECM 2013 - Incontro Comunista Europeo

"Il ruolo dei partiti comunisti e operai d'Europa per rafforzare la lotta della classe operaia e degli strati popolari contro la UE e la strategia del capitale, per una via d'uscita popolare dalla crisi del capitalismo, per il rovesciamento del capitalismo, per il socialismo".

Bruxelles, 30 Sett/1 Ott 20133

Contributo del Partito Comunista di Turchia (TKP)

Kemal Okuyan (TKP) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Cari compagni,

L'Europa è sempre stata la principale arena per la lotta di classe e continuerà ad esserlo. Il movimento comunista internazionale non può venire a capo delle proprie insufficienze, né promuovere il socialismo, l'unica alternativa a una società capitalista, senza avere una chiara prospettiva rivoluzionaria in Europa. Questa dovrebbe essere un'ulteriore lezione che possiamo trarre dai tragici avvenimenti della nostra storia comune.

Il movimento comunista dovrebbe essere più forte, e più approfondito il coordinamento tra i partiti comunisti di tutto il continente.

Cari compagni,

Quando affermiamo che l'Europa è il teatro principale della lotta di classe, non intendiamo avallare posizioni euro-centriche, né tendenti all'euro-sinistra o inneggianti alla "democrazia borghese", che in realtà significa sostenere le politiche imperialiste.

E' vero l'esatto contrario. L'Europa ha un patrimonio di grandi idee e lotte per il genere umano. Non dobbiamo ripetere o imitare, bensì attualizzare e cambiare il carattere di classe di tutte le lotte storiche per la democrazia, l'illuminismo, il repubblicanesimo, l'antifascismo e collegarle direttamente alla necessità di rovesciare il capitalismo.

Questo è ciò che Lenin, da grande rivoluzionario, in ultima analisi uno "Zapadnik" [filo-occidentale], ha cercato di fare. E' stato un contributo storico al movimento operaio internazionale, ma soprattutto a quello europeo. Dobbiamo ammettere che il leninismo ha avuto alcuni problemi genetici con il movimento in Europa e non tutti hanno trovato soluzione con l'aiuto della legalità bolscevica e dell'Unione Sovietica nel corso del XX secolo. Senza cadere nella trappola nostalgica, senza escludere i nuovi elementi della sfera politica, ideologica ed economica, senza adattarsi a un ruolo "di sinistra", una nuova iniziativa che rivoluzioni la tradizione comunista nel continente andrebbe presa nello spirito leninista. Quest'iniziativa dovrebbe concentrarsi su di una completa rottura ideologica con ogni forma di ideologia borghese, introdurre elementi politici nella definizione di imperialismo e lavorare seriamente sul concetto di "punto debole della catena capitalista".

Cari compagni, tutte le illusioni suscitate dalle società capitalistiche del dopoguerra in Europa stanno volgendo al termine. La barbarie capitalista non ha spazio di manovra, non ha alcuna maschera per nascondere il suo vero volto. Se non teniamo conto di questo fenomeno e continuiamo ad agire come partiti che navigano per mari tranquilli e sicuri, temo che dovremo affrontare un'altra sconfitta che non possiamo permetterci.

In ogni paese europeo, i partiti comunisti devono trovare i propri modi d'utilizzo dell'energia sociale, che non è di per sé socialista o addirittura rivoluzionaria, ma che può essere collegata o connessa alla lotta per il socialismo. Una somma aritmetica delle tendenze laiche, delle forze alla ricerca di sovranità, degli attivisti per la pace, dei sentimenti patriottici, del movimento ecologista, ecc., non possono contribuire a creare una strategia rivoluzionaria. Tutti questi elementi dovrebbero essere presi seriamente, ma non per attuare una semplice posizione comune. Tale strategia può essere conseguita soltanto in un ordine che abbia un aperto carattere di classe. Sul piano politico, senza la centralità della prospettiva socialista, i partiti comunisti saranno ridotti ad essere attori politici ordinari, fluttuanti tra alleanze e coalizioni.

Cari compagni,

I rapporti di forza possono non essere a favore dei partiti comunisti. Tuttavia, in una crisi strutturale di lunga durata, con riflessi politici tangibili, non si può mai sapere quando e come le condizioni cambieranno.

Gli eventi recenti in Turchia sono un buon esempio di come le dinamiche sociali maturino in un tempo molto breve. Il nostro partito, il Partito Comunista di Turchia (TKP), ha sempre cercato di introdurre una prospettiva rivoluzionaria socialista, utilizzando l'agenda e i problemi concreti correnti. Per questo siamo stati etichettati da certi ambienti nel nostro paese come pure da alcuni amici in Europa come dei "sognatori". Ebbene, grazie a questo sogno, il TKP è stata una tra le forze principali di tutte le mobilitazioni, ha reclutato numerosi nuovi membri e sta diventando un elemento chiave nelle discussioni e rispetto alla polarizzazione interna alla crisi politica.

Siamo ancora un piccolo partito, con una base elettorale ristretta, ma le cose sono molto cambiate. Per la prima volta nella nostra storia recente, i comunisti sono visti come una vera e propria forza politica e non come dei sognatori.

Siamo sempre stati un partito contro l'Unione europea e contro l'adesione della Turchia ad essa, ma sappiamo che la Turchia è un paese europeo, oltre ad essere un paese mediorientale, balcanico e caucasico. Faremo del nostro meglio per contribuire al movimento comunista in Europa, accogliendo qualsiasi iniziativa che contribuisca a creare un movimento marxista-leninista autentico. Va considerato che la Turchia, con alcuni altri paesi in Europa, ha le reali potenzialità per essere testimone di cambiamenti sociali radicali che avranno un impatto diretto sul movimento comunista.

Il TKP ha una semplice linea di principio su tutte le questioni, come gli eventi in Siria, il problema curdo, il fondamentalismo islamico, l'UE, la NATO, la sovranità nazionale, ed è: l'antimperialismo, il rischiaramento della classe operaia e la difesa dell'interesse pubblico in una prospettiva socialista. Non c'è nulla di più importante del compito di rafforzare e contribuire al processo rivoluzionario internazionale. Nessun problema può essere gestito senza difendere questo processo comune.

Creiamo un movimento comunista che affronti tutti i lasciti del cosiddetto euro-comunismo, che è il risultato delle tendenze imperialiste nel movimento operaio, in particolare nei paesi capitalistici più potenti del continente. Dimostriamo che il marxismo-leninismo non è un simbolo o un qualcosa di superato, che i comunisti non giocano una partita senza speranza.


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