www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 07-12-13 - n. 478

15° IMCWP - 15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

"L'aggravamento della crisi del capitalismo, il ruolo della classe operaia e i compiti dei comunisti nella lotta per i diritti dei lavoratori e dei popoli. L'offensiva dell'imperialismo, il riallineamento delle forze sul piano internazionale, la questione nazionale, l'emancipazione di classe e la lotta per il socialismo".

Lisbona, 8-10 novembre 2013

Contributo del Partito Comunista del Messico (PCM)

PCM | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Cari compagni,
Il Comitato Centrale del Partito Comunista del Messico esprime il suo saluto ai Partiti Comunisti e Operai che partecipano al 15°
IMCWP. Ringraziamo il Partito Comunista Portoghese per gli sforzi organizzativi e partecipiamo alle commemorazioni del centenario di Alvaro Cunhal, grande comunista portoghese.

Compagni,
L'effetto principale della crisi di sovrapproduzione e sovraccumulazione del capitalismo si concretizza nel feroce attacco contro i diritti dei lavoratori, nell'intenzionale svalutazione della loro forza-lavoro. Nel complesso, le misure attuate in diversi paesi sia in Europa che in America, si basano sullo smantellamento dei contratti collettivi di lavoro e del diritto di sciopero, sulla cancellazione del salario minimo e del limite massimo alla giornata lavorativa, sulla fine del regime pensionistico e nell'introduzione della retribuzione a ore e della subcontrattazione, per precarizzare il lavoro. Oltre l'attacco al potere d'acquisto dei salari, i licenziamenti di massa portano all'impoverimento della classe operaia, mentre i fondi pubblici vanno a sostegno dei monopoli in modo che essi non abbiano alcuna perdita.

Sono politiche antioperaie che cercano la stabilità del capitalismo in un periodo di turbolenze. Sono accompagnate dal rafforzamento delle misure repressive, sia statali che parastatali. Per applicarle, scompare lo spettro politico della democrazia borghese, i cui partiti si coagulano attorno a questa piattaforma unica, non importa se sono di destra, liberali o socialdemocratici. In loro soccorso intervengono i distaccamenti dell'opportunismo, che con la maschera della sinistra cercano di dare un volto sociale alla gestione anticrisi, vale a dire, antioperaia.

Commetteremmo un errore e ingenereremmo equivoci, se asserissimo che la crisi è il risultato di una gestione fallimentare del capitalismo. La crisi è invece intrinseca a questo modo di produzione.

Per i partiti comunisti la gestione della crisi non è un'opzione praticabile, se non a pena di offuscare la loro identità, ma è d'obbligo in periodi come quello attuale acutizzare il conflitto di classe e accumulare le forze per il rovesciamento del capitalismo e la Rivoluzione socialista.

E' compito e dovere di ogni partito comunista, saldare il rapporto più stretto con la classe operaia e l'espressione sindacale. Le manifestazioni colorate dei ceti medi (Indignados, 15M , #132, occupy, ecc…) non devono distrarre dal compito di introdurre la coscienza in ogni luogo di lavoro.

Un altro tema in agenda è il riallineamento delle forze internazionali.

Osserviamo, in generale, che si presentano una serie di illusioni su alcune alleanze interstatali, la cui vera natura di classe è capitalista, in nome del multipolarismo. Nessuno dei centri o blocchi che guidano le contraddizioni interimperialiste può concretizzare una scelta a favore della classe operaia, né del movimento comunista.

La nostra opposizione alle guerre imperialiste, alle aggressioni militari per favorire i monopoli e fornire nuovi mercati, risorse naturali e materie prime e manodopera a buon mercato, deve tener conto della corrispondenza tra politica interna ed estera. Il fatto che un paese imperialista sia antagonista di un altro paese imperialista, in ragione degli specifici interessi regionali ed economici, in nessun modo può essere identificato, come avviene nella multipolarità, come una tendenza progressista a favore dei popoli. Solo la lotta dei popoli, organizzati con la classe operaia e i suoi partiti comunisti, può imporre una correlazione favorevole ai propri interessi. I BRICS non sono una via di sviluppo per i popoli.

L'emancipazione di classe e la lotta per il socialismo

I limiti storici del capitalismo, la crescente barbarie che è insita nella sua ricerca del profitto e della redditività, non si arresterà davanti un cambio di gestione.

L'opportunismo internazionale lancia questa offerta sul mercato: ciò che accade con Syriza in Grecia avviene con PRD e MORENA in Messico.

Nella sua storia il movimento comunista ha provato che il percorso delle riforme porta ad annullare il suo potenziale rivoluzionario: la lotta contro le tendenze opportuniste non è solo un apprendimento storico, ma una condizione della propria esistenza e sviluppo organico e di integrazione nella classe operaia.

Sulla base degli insegnamenti della sua costruzione in URSS, troviamo che il socialismo sviluppa le potenzialità della classe operaia e il suo ruolo emancipatore delle altre classi subordinate. In grande confusione sono coloro che travisano il socialismo-comunismo cercando la compatibilità del socialismo e del mercato, poiché non è su questa base che la costruzione del socialismo nel XX secolo ha raggiunto i gradi di sviluppo conosciuti, ma al contrario fu questo l'elemento determinante per il rovesciamento controrivoluzionario.

Le lotte contemporanee della classe operaia e dei suoi partiti comunisti non devono mettere da parte questa preziosa esperienza che permette di riconoscere le cause che hanno generato la controrivoluzione.

Compagni,
La solidarietà internazionalista, l'internazionalismo proletario avrà molto successo se il movimento comunista cercherà di costruire, su una forte base ideologica, una strategia comune per combattere il capitale e l'opportunismo/riformismo. Nella nostra valutazione, il ritardo in questa direzione non ha alcuna giustificazione. L'unità per l'unità non è una formula positiva, dimentica la storia stessa del nostro movimento. Tanto per ricordare un solo esempio, adesso che entriamo nel centenario della prima guerra imperialista e della decomposizione della II Internazionale, andare controcorrente e assegnare priorità ai principi come fermo traguardo per una prospettiva del proletariato, aprì una fase di ascesa della lotta di classe e di costruzione mondiale dei suoi partiti di avanguardia, i partiti comunisti. Zimerwald rimane un esempio glorioso.

Vorremmo, inoltre, richiamare l'attenzione sui negoziati di pace che si svolgono a L'Avana tra le FARC-EP e il governo colombiano. Osserviamo le due tendenze negative che premono: da un lato gli interessi dell'oligarchia che cerca di rompere i dialoghi e liquidare questa opportunità e dall'altra quella dei falsi amici che cercano di disarmare in modo incondizionato le FARC-EP. Non possiamo guardare questo processo con uno sguardo neutrale, ma scegliere il lato dei comunisti, della guerriglia e contribuire in solidarietà con loro.

Infine, ringraziamo per la solidarietà espressa dai partiti fratelli verso i tre compagni del PCM uccisi per nella loro lotta contro i monopoli della miniera. Purtroppo oggi in Messico vengono assassinati quattro combattenti sociali al mese, da sei anni, ma vi è anche un'ondata continua di lotte che chiaramente nascono dalla contraddizione capitale e lavoro.
Viva il marxismo-leninismo!
Proletari di tutti i paesi, unitevi!


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