www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 02-01-14 - n. 480

La strada per la liberazione della classe operaia è la lotta per il potere operaio e la rivoluzione socialista

Risoluzione del Comitato Esecutivo del PCPE

Partito Comunista dei Popoli di Spagna | pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Dicembre 2013

Le organizzazioni opportuniste - con le loro proposte di conciliazione di classe - collaborano con l'oligarchia nella guerra generale contro la classe operaia.

1. - Il PCPE chiama la classe operaia a rompere le catene dell'oppressione

Il Comitato Esecutivo del Partito Comunista dei Popoli di Spagna chiama i lavoratori, le lavoratrici, la gioventù operaia e i/le pensionati/e a levare la loro lotta contro l'attuale sistema politico di dominazione, che offre solo sfruttamento e miseria. Il PCPE chiama a fortificare le file del partito della classe operaia per avanzare verso la costruzione della società socialista-comunista.

La strada da seguire per il popolo lavoratore è quella di mettere fine all'oppressione e - attraverso la propria lotta -, conquistare l'emancipazione di tutta la società, mettendo fine al capitalismo. Le sue leggi sono le catene che ci opprimono e la classe operaia non ha altre opzioni per il futuro che rompere quelle catene, per avanzare verso la sua libertà.

2. - Il capitalismo spagnolo si trasforma in ferrea dittatura per tentare di superare questa crisi

Per tentare di salvare il capitalismo l'oligarchia spagnola sta rubando alla classe operaia di questo paese tutto il valore creato dal suo lavoro. Il nebuloso piano di salvataggio bancario (più di 200 mila milioni di euro), la riduzione delle pensioni (50 mila milioni di euro), la riduzione salariale nella funzione pubblica, il taglio alle borse di studio, la china dei salari, etc. sono solo una dimostrazione - parziale - del saccheggio di tutta l'economia del paese da parte delle classi parassitarie. Il governo del PSOE ieri, come oggi il governo del PP, insieme ai governi autonomi di CiU, PNV, CC, IU, etc., applicano questa stessa politica con fermezza dittatoriale. Nessuno di questi governi ha rinunciato alla strategia della privatizzazione di tutto il settore pubblico, trasferendo la proprietà statale alla proprietà privata capitalista. Viene dimostrata nella pratica, un'altra volta, l'affermazione di Karl Marx: "
Il potere politico dello Stato moderno non è che un comitato, il quale amministra gli affari comuni di tutta quanta la classe borghese".

La classe operaia e i settori popolari sono sottoposti al brutale aumento dello sfruttamento da parte dell'oligarchia spagnola, che trova nella riduzione del prezzo della forza lavoro l'unico elemento flessibile del proprio sistema economico. Questa oligarchia si appoggia sulle strutture imperialiste dell'UE per rinforzare la propria posizione di classe dominante. Endesa, Panrico, La Caixa, Mercadona, Pescanova, BBVA, Repsol, Banco Santander, Acciona, Telefónica, FCC, etc., sono alcuni dei grandi gruppi monopolisti che esercitano la brutale dittatura, utilizzando sempre più l'alibi di una riduzione della democrazia borghese. L'aumento del sovrasfruttamento della forza di lavoro porta la classe operaia a un impoverimento crescente e a miserabili condizioni di vita, fino all'estremo della malnutrizione infantile che colpisce una parte significativa dei figli e delle figlie della classe operaia. Oggi, nel nostro paese, la maggioranza sociale consegna la sua vita intera - dalla nascita alla morte - agli interessi parassitari di quel capitale monopolista.

L'ultima fase espansiva del capitalismo spagnolo ha facilitato l'attuale blocco di potere nella stabilità dei consensi necessari per il mantenimento e la legittimazione del sistema di dominazione, ma oggi, il fallimento economico del capitalismo, porta in parallelo una profonda crisi istituzionale che colpisce tutto il sistema di dominazione: crisi del sistema dei partiti, crisi della monarchia, crisi dell'unità dello Stato, crisi del sistema giudiziario, etc. In queste condizioni una parte della borghesia catalana considera che sia arrivata la sua opportunità per cercare vie d'uscita alla crisi generale del capitalismo, sviluppando una strategia per tentare di conservare l'iniziativa politica in Catalogna e cercando di configurare alcune nuove relazioni politiche per mantenersi come classe egemonica, la quale - tra le altre cose - provoca enormi contraddizioni nel blocco oligarchico-borghese che esercita oggi il suo dominio nello Stato; contraddizioni che, essendo al di fuori della classe operaia, devono essere sfruttate da questa per fare valere i propri interessi. Distrarre la classe operaia dalla lotta di classe e collocarla dietro la propria strategia, è un obiettivo che la borghesia catalana non dissimula; che, prosperando, sarebbe un'autentica boccata di ossigeno per consolidare il suo sistema di dominazione e a sua volta, per lo stesso capitalismo spagnolo nel suo insieme. Il rinvigorimento di tutte le strutture di organizzazione dell'unità rivoluzionaria della classe operaia, si trasforma in un obiettivo di prim'ordine per i lavoratori e le lavoratrici, tanto della Catalogna, come del resto dello Stato.

Anche il recente 30° anniversario della Costituzione ha evidenziato la profondità della crisi istituzionale. La disciplinata chiusura dei ranghi, che ha permesso durante gli anni passati di mantenere il tabù sulla possibilità di riformare la costituzione, si è infranta. Oggi si esprimono differenti interessi del blocco dominante su quello che si mostra come l'inevitabile questione del consenso concordato alla fine della dittatura precedente, chiamata "transizione politica". Ora si metterà in moto una nuova strategia "per cambiare qualcosa affinché tutto resti uguale", dove con pragmatismo la borghesia cercherà accordi coi settori opportunisti per rieditare una nuova versione dei patti che trenta anni fa gli permisero di consolidare la sua dominazione alla morte di Franco. Davanti a questa situazione la classe operaia deve rispondere col suo programma di classe, facendo della proposta della Repubblica Socialista, di carattere confederale, il segno dell'identità dei suoi interessi, sostentata in una politica di alleanze espressa nel Fronte Operaio e Popolare per la conquista del potere operaio e della società socialista. L'ingannevole modello che permise alla borghesia spagnola di mantenere un accelerato processo di accumulazione di capitale per tredici anni, 1994-2007, è sconfitto e non è un modello recuperabile, né facilmente riconvertibile. Quella strategia pianificata dalle classi dominanti - e di breve corso - fu un passo nella fuga dalla crisi dell'inizio degli anni 90 (a sua volta discendente dalla crisi degli anni 70) che in fin dei conti non fece altro che situare di nuovo la borghesia sull'orlo del precipizio, ora in una situazione di rischio mortale ancora più grande.

Oggi le classi sfruttatrici, devono organizzare un'altra forma di capitalismo per tentare di mantenere la loro attuale posizione egemonica. Un capitalismo più dittatoriale e che imporrà una maggiore disuguaglianza sociale. E questa nuova fase disperata - se l'oligarchia riesce a consolidarla - sarà un passo in più nel cammino senza ritorno verso la propria totale distruzione. La borghesia è cosciente di questo e per ciò, in modo affrettato, tenta di conformare tutta una nuova cornice giuridica repressiva; viene elaborato un nuovo inasprimento del Codice Penale, si mette in questione il diritto di sciopero, si elimina la negoziazione collettiva, si approva una nuova Legge di Sicurezza Cittadina e si assegna un ruolo poliziesco alla sicurezza privata; il prossimo passo - quando la borghesia avvertirà alle spalle il respiro della classe operaia combattente - sarà la militarizzazione di tutti i corpi di polizia, come sviluppo dell'inarrestabile spirale repressiva alla quale è obbligata per tentare di mantenere il suo asociale sistema.

Il sistema capitalista internazionale si muove nelle stesse coordinate di parassitismo e decomposizione. Le potenze imperialiste, la NATO e le altre alleanze imperialiste interstatali, sviluppano una guerra generale contro l'umanità, che si estende per tutto il globo. La rapina e il saccheggio, la distruzione dell'ambiente naturale per tentare di incrementare i guadagni, le guerre imperialiste, il terrorismo di stato che guadagna maggiore capacità criminale utilizzando tecnologie di ultima generazione, la militarizzazione dell'economia col costante incremento della spesa militarista, la vigilanza e lo spionaggio universali, etc., sono l'autentico volto della formazione capitalista mondiale nella sua fase di esaurimento storico, l'imperialismo. La borghesia è disposta a commettere i più terribili crimini per tentare di conservare la sua egemonia, come ieri lo ha fatto ricorrendo al fascismo, oggi avanza verso un stato poliziesco-militare che gli permetta l'esercizio mondiale della violenza estrema per raggiungere i suoi fini, sottomettendo violentemente la classe operaia internazionale. Tutte le frazioni della borghesia si allineano a questa posizione in forma disciplinata. Oggi è più vera che mai l'affermazione: "socialismo o barbarie".

3. - La crisi è una crisi di sovrapproduzione come espressione concreta della crisi generale e strutturale del sistema di dominazione
capitalista

Operai, operaie, la borghesia detta tutti i giorni nuove leggi per sottometterci alla schiavitù, per strapparci tutti i nostri diritti e per aumentare lo sfruttamento come mai fece nella storia. Non stiamo ritornando al secolo XIX - come si sente dire frequentemente -, questo è il capitalismo del secolo XXI fino a che la classe operaia non lo sconfiggerà, distruggendolo fino alle sue fondamenta. È una crisi senza via d'uscita per il capitalismo. Non è possibile recuperare il tasso di profitto col modello capitalista imposto fino ad oggi, per ciò il futuro del capitalismo sarà caratterizzato da un aumento smisurato della sua natura dittatoriale e dello sfruttamento della classe operaia impoverita all'estremo.

Stiamo vedendo che la forma concreta che prende è la crisi generale del sistema capitalista, che è cominciata agli inizi del secolo XX. È una crisi di sovrapproduzione che il capitalismo tenta di risolvere - come sempre - con un violento processo di distruzione di forze produttive: disoccupazione, svalutazione del capitale, chiusura di migliaia di piccole e medie imprese, furto bancario, etc. Il governo dell'oligarchia - che sia il PP, il PSOE, o un'alleanza con partecipazione dell'opportunismo rappresentato da IU e da altre forze "di sinistra" - non ha soluzione per le cifre della disoccupazione che si manterranno per lungo tempo intorno ai cinque o sei milioni. Una delle tante conseguenze di questa situazione sarà la perdita di 2,6 milioni di abitanti nei prossimi dieci anni in tutto lo Stato. Si conferma così un panorama di retrocessioni progressive delle condizioni di vita della maggioranza operaia e popolare, caratterizzato dall'impoverimento, dall'espulsione di alte percentuali di donne dal mercato lavorativo per destinarle alla cura e alla riproduzione familiare, il sovrasfruttamento, la perdita del futuro per gran parte della gioventù e i costanti attacchi ai pensionati che patiranno un deterioramento generalizzato delle loro condizioni di vita (senza sanità, né medicine, senza assistenza sociale, abbandonati e impoveriti).

4. - La via è la lotta operaia

L'alto sviluppo delle forze produttive - che il sistema capitalista non può produrre perché aumenterebbe ancor più la sua crisi -, entra nella irrisolvibile contraddizione con i rapporti di produzione (capitalisti) e pone le basi per l'inarrestabile cambiamento sociale. Oggi la classe operaia - mettendo in uso l'alto sviluppo scientifico e tecnologico esistente - ha la possibilità di produrre quanto l'umanità ha bisogno per soddisfare le sue necessità vitali; sono le leggi del capitalismo e la proprietà privata dei mezzi di produzione quelle che ostacolano lo sviluppo di queste capacità sociali.

E' arrivato il momento di collocare nell'agenda della classe operaia la lotta per il socialismo-comunismo come un obiettivo per il presente. E la classe operaia non è sola in questo compito, altri settori popolari (liberi professionisti, piccoli produttori, contadini poveri), obiettivamente si volgeranno verso questo orientamento rivoluzionario. Si sta formando così il blocco sociale che, guidato dalla classe operaia, porterà alla sconfitta delle classi parassitarie oggi dominanti.

Il capitalismo spagnolo cerca di mantenere nei centri di lavoro il suo potere assoluto mediante un autentico stato di terrore contro la classe operaia, che deve essere contestato con la lotta operaia combattente; perché rinunciare alla difesa dei nostri diritti e chinare la testa significa oggi - più che mai -, facilitare la strada alla Confindustria per aumentare lo sfruttamento e strappare ogni diritto ai lavoratori e alle lavoratrici. Per ciò i collettivi operai più combattenti che hanno primeggiato nei numerosi scioperi in questi anni, sono un esempio da seguire per i lavoratori e le lavoratrici, perché dimostrano che la lotta è possibile e necessaria.

Lo sciopero generale è, nelle condizioni attuali, lo strumento più potente per la difesa dei nostri diritti. Accanto allo sciopero vi sono le lotte parziali, di imprese e di settore, che stanno apportando un bagaglio di esperienza e capacità di combattere. Dobbiamo moltiplicare le forze, unendo tutte le lotte in una lotta generale del proletariato contro la borghesia, per il potere operaio e per il socialismo-comunismo. Una classe operaia allenata nella costante lotta per la difesa dei suoi diritti farà avanzare le sue posizioni e trainerà il resto della classe per situarla all'altezza delle necessità storiche del momento. Senza paura della repressione, senza paura dei licenziamenti e di ogni tipo di rappresaglia imprenditoriale, la classe operaia deve volgere alla lotta con determinazione a vincere.

I Comitati per l'Unità Operaia (CUO) sono la migliore risposta organizzativa della classe operaia alle necessità del momento, per progredire nell'unità della classe e finirla con il frazionamento sindacale che debilita le lotte.

5. - Il Partito Comunista è il partito della classe operaia. L'oligarchia non potrà ostacolare la ferma volontà delle lavoratrici e dei lavoratori di camminare verso la loro emancipazione

Il blocco dominante si trova in una difficile situazione per mantenere la propria posizione egemonica nella società, ma non cadrà se la classe operaia non si organizza e approfitta di questo momento per lanciare tutte le sue forze in una lotta di contrattacco deciso fino alla vittoria.

Vittoria che non si raggiungerà senza l'organizzazione coordinata di tutte le lotte operaie, vittoria che necessita di un progetto politico proprio per sconfiggere il nemico di classe in modo definitivo, vittoria che ha bisogno di direzione politica e lotta per il potere operaio. Non ci sarà vittoria, se non si lotta con l'orizzonte strategico del socialismo-comunismo.

Il PCPE nasce trent'anni fa, come sintesi migliorata di tutta l'esperienza rivoluzionaria del Partito Comunista nel nostro paese e ha la ferma determinazione a portare la classe operaia fino alla vittoria, fino al potere operaio e fino alla sconfitta assoluta della parassitaria oligarchia che ci domina.

Il PCPE assume la sfida di preparare la classe operaia alla lotta e al conflitto, con spirito vincente e ciò sarà possibile nonostante la repressione patronale e lo stato poliziesco, quando la classe avrà piena fiducia nelle proprie forze, nel suo Partito e in un futuro socialista-comunista. Non c'è un nemico invincibile per la classe operaia, quando questa lotta in modo organizzato verso l'offensiva.

Non accetteremo la miseria e la schiavitù che il capitalismo ci procura, non accetteremo la rassegnazione, né le umiliazioni. La nostra fiducia nella classe operaia ci fa forti, non sappiamo cosa è la paura nella lotta; ci solleveremo una e più volte, fino a ottenere l'unità di tutta la classe operaia nella lotta per la sua emancipazione. Dimostreremo che siamo avanguardia per le nostre convinzioni, per il nostro progetto e per la nostra pratica politica militante.

Il nostro obiettivo è terminare quanto prima il tempo della borghesia spagnola come classe dominante. La sua sconfitta arriverà prima di quanto ci si aspetti. Il Partito Comunista lavora per stare alla testa di tutte le lotte e non riposerà fino alla vittoria, fino a che non saranno spazzate via le ultime vestigia dello sfruttamento.

Per l'uscita da Euro-UE-NATO
Per l'unità della classe operaia
Per il potere operaio e il socialismo-comunismo

Dicembre 2013


Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.