www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 05-12-14 - n. 523

16° IMCWP - 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

"Il ruolo dei Partiti comunisti e operai nella lotta contro l'imperialismo e lo sfruttamento capitalistico - che causa le crisi e le guerre e fomenta le forze fasciste e reazionarie. Per i diritti dei lavoratori e dei popoli e per l'emancipazione nazionale e sociale; per il socialismo!".

Guayaquil, Ecuador, 13-15 novembre 2014

Contributo del Partito Comunista del Messico (PCM)

Partito Comunista del Messico (PCM) | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Compagni,

Salutiamo in primo luogo gli organizzatori del 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, i compagni del Partito Comunista dell'Ecuador (PCE), a cui rinnoviamo la nostra solidarietà di fronte all'intenzione, scaturita dalle forze governative, di creare un falso "partito comunista" e dotarlo di personalità giuridica ai fini elettorali, fondato su un gruppo di opportunisti espulsi. Consideriamo nostro dovere serrare le fila insieme al PCE e denunciare questo soppiantamento, questa messinscena.

Compagni,

La crisi capitalista perdura e con essa le politiche aggressive volte a svalorizzare la forza lavoro, condannando la classe operaia del mondo alla pauperizzazione estrema delle sue condizioni di vita. Nuove leggi per annullare i diritti lavorativi e sindacali, crescita della disoccupazione intesa come esercito di riserva che permetta di disporre di manodopera a basso costo. La reddittività del capitale viene garantita eliminando le conquiste operaie di oltre un secolo e pur stabilizzandosi temporaneamente non fa altro che prolungare la sua agonia, fino a giungere al suo esito, ossia il proseguimento del cammino aperto dalla Rivoluzione d'Ottobre, l'epoca delle rivoluzioni proletarie, della transizione dal capitalismo al socialismo.

Vige pertanto l'attualità dei Partiti comunisti come partiti della classe operaia, che non trovano sostituti in nessun'altra opzione politica.

Dato il carattere internazionale e interdipendente della lotta di classe è necessaria l'elaborazione di una strategia comune per il movimento comunista internazionale contro il capitalismo nella sua fase imperialista, ma questa necessità porta con sé delle difficoltà che l'hanno impedita e che sono di carattere ideologico.

Così, di fronte agli sviluppi del capitalismo e delle sue crisi vi sono letture distinte e contrarie, come si possono trovare in questo Incontro, che colpiscono la capacità d'intervento politico del movimento comunista.

Nell'ultimo decennio, le posizioni ideologiche aliene al marxismo-leninismo si sono collocate in modo frammentato nei programmi dei vari partiti, categorie sociologiche che ben corrispondono al campo borghese, che sostituiscono concezioni e categorie elaborate da Marx, Engels e Lenin, e la teoria e pratica del comunismo, in modo che alcuni partiti, senza aver coscienza della propria mutazione, già si collochino sul terreno della socialdemocrazia, seguendo la strada dell'abbandono della loro identità e dell'assunzione di caratteristiche portate dall'eurocomunismo e da altre teorie opportuniste.

Vogliamo segnalare la nostra aperta discordanza con la questione della multipolarità e del progressismo, che sono intrinseche alla logica del possibile, all'argomentazione errata che la nostra epoca attuale non sia quella della rivoluzione sociale.

La multipolarità è la falsa speranza di lasciare i compiti antimperialisti al male minore nelle contraddizioni inter-imperialiste.

E' importante per il Partito Comunista del Messico avere un approccio di classe di fronte alla lotta di classe internazionale e non accettare le illusioni dell'esistenza di una tendenza progressista nello scenario internazionale.

La disputa inter-imperialista tra Usa-Ue e le economie emergenti (BRICS) non deve esser assunta come il passaggio dall'unipolarità alla multipolarità. E' lo scontro di interessi economici inter-monopolistici per i mercati, le rotte commerciali, la manodopera, le risorse naturali. In questa disputa inter-imperialista, la classe operaia e i comunisti non devono prendere partito per uno o l'altro blocco imperialista, ma tutte le sue definizioni, le sue parole d'ordine, le sue decisioni, manovre e mosse tattiche devono orientarsi sull'interesse strategico della Rivoluzione socialista.


Attualmente non vi è una lotta tra due mondi, il capitalista e il socialista – come avveniva quando la costruzione socialista nell'Urss avanzava – e, in termini economici, tutti i trattati si iscrivono nella logica dello sviluppo capitalista nella sua fase imperialistica, il cui risultato oggettivo è il rafforzamento dell'accumulazione, la continuità dei rapporti mercantili, l'arricchimento continuo dei monopoli.

D'altra parte, il progressismo e il Forum di San Paolo come sua espressione politica, motivano la nostra riflessione.

Dopo oltre un decennio, ora è possibile una qualificazione del carattere di classe espresso da queste forze. Non possiamo quindi considerare semplici errori questioni come l'intervento militare ad Haiti, le riforme del lavoro anti-operaie, il rafforzamento dei monopoli, le politiche di cooptazione e controllo dei movimenti popolari sulla base dell'assistenzialismo. E' molto chiaro che si tratta di forze accessorie al capitalismo, che cercano di dargli un volto umano (1).

Una delle forze che si evidenziano in questa corrente del progressismo e nella direzione del Forum di San Paolo è il PRD del Messico, formato sulla base della liquidazione del Partito Comunista Messicano, del quale usano la registrazione elettorale, gli edifici e altri beni. Questo partito è lo strumento dello Stato messicano per assassinare i comunisti, come abbiamo denunciato varie volte.

E' uno dei principali fondatori di quella grande centrale opportunista che è l'Incontro Latinoamericano Progressista che si è riunito a Quito qualche settimana fa, con il sostegno della SYRIZA Greca e del PODEMOS spagnolo.

Ma il PRD è anche il responsabile del massacro di 46 studenti di Ayotzinapa, corresponsabile del terrorismo di stato di Enrique Pena Nieto e del potere dei monopoli contro il popolo messicano. Un anno prima di uccidere gli studenti, il PRD assassinò 7 comunisti a Guerrero e Oaxaca.

Il progressismo in Messico è nemico mortale della classe operaia, uno dei pilastri della dominazione crudele e barbara del potere dei monopoli, che per mezzo dei paramilitari ha seminato di fosse piene di cadaveri del popolo il territorio nazionale del Messico.

Ayotzinapa è la goccia che sta facendo traboccare il vaso. Mentre siamo qui riuniti il movimento popolare, con il PCM come una delle sue componenti, porta avanti crescenti iniziative di insubordinazione e disubbidienza nello Stato di Guerrero e in altri del Messico centro-meridionale, con l'occupazione delle strade e degli aeroporti, lo sgombero e l'incendio di palazzi e sedi governative, presa il controllo delle strade, alzando barricate, ecc., in particolare nella città di Chilpancingo che è in procinto di esser proclamata città-comune del potere popolare. Dopo aver provato nella pratica che la logica del male minore nella gestione del capitalismo espone la classe operaia e il popolo alla barbarie del capitale, essa risponde con la sua lotta e riafferma nella pratica che viviamo nell'epoca delle ribellioni anticapitaliste.

In questo contesto il PCM considera un gigantesco errore la diffusione di false speranze e illusioni, come l'argomentare a favore di soluzioni all'interno del quadro capitalista, coinvolgere il popolo nelle rivalità inter-imperialiste, disincagliare o rafforzare la socialdemocrazia e la "nuova" socialdemocrazia, ecc. Per il PCM, il compito è di chiarire di fronte alla classe operaia la situazione e il suo ruolo, di coinvolgerla in un ruolo da protagonista nella ribellione anticapitalista, affinché sia la classe operaia a trasformare la ribellione in una rivoluzione socialista, e questo compito è indistinto dalla questione di quale sarà il risultato di questo primo scontro su grande scala con il potere dei monopoli.

Con questi brevi elementi insistiamo nell'affermare che il dovere di qualsiasi partito comunista sia di porre alla classe operaia l'alternativa del potere operaio, del socialismo-comunismo. Innalzare il programma della rottura anticapitalista, della rivoluzione socialista, della dittatura del proletariato.

Viva l'internazionalismo proletario!

1. Fuori dalla fraseologia, questo volto umano si riduce all'assegnazione della spesa sociale e alla distribuzione delle imposte. E' questo a rendere "progressista" un governo borghese? Risulta poi che la percentuale del Pil dedicata alla spesa sociale in Brasile corrisponda al 15% secondo dati del SIAFI, in Argentina al 14% secondo i dati del ministero dell'Economia e Finanze, in Bolivia sempre al 14% secondo i dati del Ministero dell'Economia e Finanze Pubbliche (Unità di analisi e studi), in Messico l'11% secondo i dati della Segreteria delle Finanze e del Credito Pubblico e in Ecuador il 10% secondo i dati del Ministero delle Finanze, in tutti i casi i dati corrispondono al 2010. Se questo è il criterio scientifico di base che permette di validare un "ciclo progressista", che legittima la parola d'ordine della "Rivoluzione Cittadina", allora si potrebbe dire che il governo della "Rivoluzione Istituzionale" del Messico è leggermente più progressista del "Socialismo del buon vivere", e che è a due punti percentuale dall'imboccare la "via boliviana al socialismo". Se invece si tratta di un altro elemento di qualità e non di quantità, allora secondo noi questo criterio sono i rapporti sociali di produzione. Il sistema di mercato e l'esistenza dei monopoli offrono solo piccoli spazi di manovra e gestione, esclusivamente quelli dove qualche capitale può rafforzarsi, per esempio nell'edilizia, nella siderurgia, ecc., attraverso l'assegnazione di fondi per la costruzione di case pubbliche, ecc. Di socialismo come categoria si può parlare solo quando esiste un'economia pianificata, il controllo e la gestione operaia, la proprietà sociale dei mezzi di produzione e di scambio, ecc. Nell'altro caso si parla di un momento della lotta di classe dove la classe operaia e il popolo sono mobilitati per le loro richieste e interessi immediati, e il lavoro dei comunisti non può esser quello di presentare come soluzione una gestione interna al quadro del capitalismo.


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