www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 11-12-14 - n. 524

16° IMCWP - 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

"Il ruolo dei Partiti Comunisti e Operai nella lotta contro l'imperialismo e lo sfruttamento capitalista - che causa le crisi e le guerre e dà origine a forze fasciste e reazionarie. Per i diritti dei lavoratori e dei popoli e per l'emancipazione nazionale e sociale; per il socialismo"

13-15 Novembre 2014, Guayaquil, Ecuador

Contributo del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)

Carmelo Suarez, Segretario Generale del PCPE | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Stimati compagni del Partito Comunista dell'Ecuador
Stimati compagni delle delegazioni partecipanti:

Il PCPE saluta il lavoro del PC dell'Ecuador nell'organizzazione del 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

Per i comunisti della Spagna è sempre molto piacevole essere in un paese fratello come è l'Ecuador, per i profondi legami che uniscono i nostri paesi, la lingua, la cultura e la storia comune, che in questa occssione si fondono con la fraternità e il cameratismo che specificatamente ci uniscono con i Partiti Comunisti e Operai d'America.

Durante questa 16a edizione dell'IMCWP discutiamo sul ruolo che i nostri partiti devono svolgere nella lotta contro lo sfruttamento capitalista e per il Socialismo. Il PCPE è un fermo difensore del dibattito e dello scambio di idee tra partiti fratelli, poiché crediamo che è da questo dibattito tra compagni che usciranno le idee chiave affinché il Movimento Comunista Internazionale recuperi il suo impulso e il suo carattere di avanguardia a livello mondiale.

Difendiamo qui il dibattito e lo scambio di idee perché attribuiamo una grande importanza a questo forum, perché vogliamo che questo forum serva a far sì che le esperienze degli uni e degli altri arricchiscano l'insieme dei Partiti Comunisti e Operai del mondo. Veniamo sempre disposti ad ascoltare e ad esser ascoltati. Veniamo sempre disposti a parlare della nostra esperienza e a conoscere le esperienze degli altri. Siamo disposti ad avanzare nel coordinamento dei nostri partiti in quei punti sui quali c'è l'accordo.

Nel PCPE pensiamo che queste idee di base sono condivise dal resto dei partiti presenti. Siamo convinti, allo stesso tempo, che tutti i partiti presenti sono coscienti che vi sono elementi sui quali non è possibile giungere ad un accordo. Conosciamo e studiamo le dichiarazioni politiche, gli articoli degli organi d'espressione, i contributi ad altri eventi internazionali, di molti dei partiti presenti in questo IMCWP, e pensiamo che vi sono questioni che oggi generano controversia nel nostro movimento.

Questa situazione non ci preoccupa. Non siamo preoccupati per il fatto che in questo momento esistano diverse considerazioni su fenomeni nuovi nello sviluppo della lotta di classe. Sono tempi molto dinamici e veniamo da situazioni molto difficili. Nemmeno ci preoccupa che queste diverse considerazioni richiedano di pianificare i dibattiti durante vari anni. Nulla di questo ci preoccupa perché la soluzione a questi dibattiti non la incontriamo solo nella discussioneo, ma sarà la stessa lotta di classe quella che darà ragione o torto.

Quello che ci preoccupa, in modo importante, è che nonostante la nostra insistenza nell'offrire la possibilità di dibattiti più profondi, nonostante le nostre parole e attitudini, c'è chi si impegna a qualificare il nostro Partito come dogmatico, come settario o come estremista. Tali commenti li abbiamo letti, li abbiamo sentiti e li abbiamo ribattuti in varie occasioni negli ultimi anni, e lamentiamo molto profondamente che nessuno di coloro che hanno formulato queste espressioni abbia voluto discutere, nemmeno in modo informale, sulle differenze di criterio che possiamo avere, nonostante gli inviti che il PCPE ha manifestato ripetutamente.

Partecipiamo a questo forum per porre le nostre riflessioni e le nostre preoccupazioni, con franchezza e cameratismo, e col massimo rispetto verso tutti coloro che lottano per la causa del Socialismo, con chi abbiamo sempre pensato di condividere la trincea più importante di tutte: quella dei compagni, quella dei comunisti.

Pensiamo che il Movimento Comunista Internazionale ha compiuto molti passi nella buona direzione dalla metà degli anni '90 del secolo passato. Abbiamo recuperato i forum internazionali di discussione, ne abbiamo creati altri nuovi a livello regionale o settoriale e esistono le basi per lo sviluppo di nuovi meccanismi di cooperazione. Questo senza dubbio aiuta la lotta di tutti ed è un patrimonio che mai dovremo disperdere.

Pensiamo che la lotta della classe operaia in ogni paese e, con essa, la lotta della classe operaia mondiale contro il capitalismo, avanza più rapidamente se esiste l'unità ideologica nel Movimento Comunista Internazionale. Pensiamo che tuttavia manchi ancora molto strada per raggiungere questa unità ideologica realmente e lasciarci dietro la retorica e le dichiarazioni senza contenuto.

Pensiamo che uno degli ostacoli essenziali per lo sviluppo del nostro movimento in questa fase è il non riconoscimento delle nostre proprie difficoltà, che si manifestano a volte nella volontà di imporre visioni unilaterali sui fenomeni che affrontiamo.

Pensiamo che il rafforzamento del nostro movimento si consegua dalla piena indipendenza di classe, tenendo chiaro che, nella difesa dei diritti della classe operaia, il resto delle classi non possano essere altro che alleati congiunturali in momenti concreti e che, per avanzare verso la Rivoluzione Socialista, altre classi possono esser alleate, ma in ogni caso sotto l'egemonia della classe operaia.

Pensiamo che, mentre guardiamo al socialismo, non si possano abbandonare le lotte concrete e parziali della nostra classe e del resto del popolo lavoratore, e che in ogni momento sia necessario soppesare molto bene qual è la correlazione delle forze esistenti, quali siano i possibili alleati, chi saino questi alleati e perché li vorremmo come alleati.

Pensiamo che l'imperialismo è la fase superiore dello sviluppo capitalista e, pertanto, la sua fase ultima. Sarà necessario che la classe operaia, con il partito d'avanguardia alla testa, realizzi una moltitudine di movimenti tattici per sconfiggere i capitalisti, gli imperialisti, ma giammai deve perdere l'orizzonte socialista posticipandolo indefinitamente.

Pensiamo che le relazioni di produzione generali, non congiunturali, le relazioni di produzione predominanti al livello dei mezzi concentrati di produzione di un paese, sono quelle che determinano il loro carattere capitalista o socialista.

Pensiamo inoltre che le relazioni di produzione capitalisti possono sussistere durante un certo periodo nei paesi socialisti dopo la Rivoluzione, fino a raggiungere un carattere residuale e sparire. Inoltre siamo coscienti, per l'esperienza teorica, che le relazioni socialiste di produzione possono esser ribaltate, per l'influenza di vari fattori, fino alla piena restaurazione delle relazioni capitaliste. Il nostro movimento conosce bene questa realtà.

Analizziamo molti elementi che riguardano oggi la lotta della classe operaia e i popoli del mondo, cercando sempre di porre la nostra classe nelle migliori condizioni per il rovesciamento del capitalismo. Per questo consideriamo molto necessario conoscere le posizioni degli altri partiti fratelli, contrapporre le nostre esperienze e apprendere dalle vittorie e dagli errori di tutti, senza abbandonare i nostri principi marxisti-leninisti.

Diciamo apertamente quali sono le nostre intenzioni:

Vogliamo un Movimento Comunista Internazionale forte e coeso, per la discussione ma anche per l'azione, che aiuti ogni Partito Comunista e Operaio ad essere più vicino all'obiettivo strategico e che aiuti a non perderlo di vista per quanto dure che siano le condizioni di ciascuno nel loro ambito della lotta di classe.

Vogliamo un Movimento Comunista Internazionale unificato sul piano ideologico sotto il marxismo-leninismo, che apprenda dalle dispute ideologiche del passato e di come queste si sono risolte, che sia un autentico rafforzamento contro gli intenti di penetrazione dell'ideologia del nostro nemico di classe, specialmente quella socialdemocratica, il cui compito storico è stato ampiamente dimostrato.

Vogliamo un Movimento Comunista Internazionale che abbia la maturità sufficiente per riconoscere le difficoltà proprie, affrontarle nella forma più adeguata e superarle, senza camuffarle né negarle.

Vogliamo discutere su quali bandiere debba alzare la classe operaia in ogni momento e se l'una o l'altra bandiera ci aiutano ad avanzare verso il Socialismo o no.

Vogliamo conoscere com'è il Socialismo che i partiti fratelli hanno come orizzonte e come indirizzano le lotte parziali e la politica di alleanze.

Vogliamo capire perché alcuni partiti fratelli agiscono come se l'imperialismo fosse solo la politica estera aggressiva di una potenza e non un fenomeno molto più ampio e con molte più sfaccettature.

Vogliamo capire perché l'ascesa di nuove potenze imperialiste debba esser applaudita dai Partiti Comunisti e Operai, e non assunta come una opportunità per sviluppare con più forza il nostro programma rivoluzionario.

Vogliamo ampliare la nostra informazione sullo stato delle relazioni di produzione in ogni paese fratello, in ogni paese qui rappresentato, vogliamo scambiare dati per fare le nostre analisi in modo più certo.

Pensiamo che negli IMCWP si possa avanzare in questo senso e lo consideriamo assolutamente necessario:

Perché senza posizione coordinata dei comunisti non è possibile sviluppare adeguatamente le relazioni con altre forze non comuniste, che si coordinano tra esse.

Perché l'eccesso di insistenza sulle condizioni particolari di ognuno di noi ci può condurre alla negazione delle condizioni generali per la rivoluzione, che esistono e influiscono nella nostra lotta.

Perché dobbiamo mantenere una posizione unificata sulla socialdemocrazia e sulla sua intenzione di implicare i comunisti nei loro governi, per così giustificare davanti alle masse lavoratrici le loro politiche favorevoli alla concentrazione e alla centralizzazione del capitale e ai monopoli.

Perché la partecipazione nella gestione di governi capitalisti non ha mai dimostrato di servire alla conquista Socialismo.

Perché la difesa degli interessi di una o l'altra potenza imperialista può solo condurre la classe operaia ad esser utilizzata come carne da cannone per la borghesia e i suoi governi, e al movimento comunista ad un fallimento come quello vissuto prima della I Guerra Mondiale.

Perché stiamo vedendo come, intorno a noi, si riaffacciano vecchie posizioni opportuniste sotto nuove etichette e non vogliamo che la classe operaia torni ad esser ingannata e portata in vicoli senza uscita.

Tutti questi elementi, compagni, sono quelli che vogliamo porre in questa 16a edizione dell'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, insieme con la nostra permanente disponibilità a discuterli come qualsiasi altre questioni che siano di interesse comune.

Compagni, il PCPE rispetta profondamente tutti i partiti qui presenti e, in modo particolare, i nostri fratelli dell'America Latina. Rispettiamo la loro indipendenza e l'enorme storia di lotta che tutti rappresentano; comprendiamo le difficoltà di questo momento poiché  colpiscono pure noi; difendiamo e difenderemo sempre il loro ruolo essenziale e insostituibile nella lotta per la liberazione definitiva dei lavoratori e i popoli, e reagiremo con la maggior rapidità possibile davanti alle aggressioni che tutti i partiti fratelli potranno subire. Lo abbiamo fatto nel passato e lo continueremo a fare, con più forza, nel futuro.

Hasta la victoria siempre!
Viva il marxismo-leninismo!
Via l'internazionalismo proletario!
Viva il PC dell'Ecuador!
Viva il 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai!


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