www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 11-03-15 - n. 534

L'Iniziativa comunista europea sulla Giornata internazionale delle donne

Iniziativa-cwpe | initiative-cwpe.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

07/03/2015

Il sistema capitalista, per il suo carattere di sfruttamento, discrimina le donne della classe operaia e degli altri strati popolari poveri, le quali sono classe sfruttata e doppiamente oppressa. Questa disuguaglianza si esprime attraverso salari più bassi e lavori precari, con le donne che rischiano la disoccupazione o il licenziamento a causa della gravidanza. L'attacco alla sanità, all'istruzione, al welfare, ai servizi sociali, la consegna di questi servizi al grande capitale, l'inadeguata assistenza all'infanzia forzano le donne lavoratrici a rimanere a casa con i bambini o gli anziani, limitando quindi la loro partecipazione al movimento.

Il capitalismo come sistema mantiene la disuguaglianza tra i sessi e la discriminazione è una sua componente strutturale. L'uguaglianza delle donne può esistere nel quadro dell'abolizione dei rapporti di sfruttamento di classe e non semplicemente attraverso misure di legge che riguardano i due sessi.

Nei paesi in cui sono in corso gli interventi imperialisti e dove si combattono le guerre, le donne subiscono ogni tipo di violenza. Sono vittime di umiliazione, sequestro di persona o costrette a una vita di stenti in un campo profughi.

La crescente influenza della religione, che è un fenomeno globale, peggiora la situazione in quanto abolisce i diritti sociali, politici e culturali fondamentali delle donne, favorendo tra l'altro visioni retrograde sulla questione dell'aborto. Tutti questi attacchi reazionari contro le donne non sono in contraddizione con l'interesse della classe capitalista come religione odierna, fenomeno non arcaico ma "moderno", che serve le esigenze economiche e ideologiche della borghesia.

Allo stesso tempo, da quando i paesi socialisti hanno cessato di esistere in Europa orientale e abbandonate molte delle loro conquiste per le donne, sono state diffuse illusioni dai monopoli e dai loro governi sul fatto che i problemi per le donne della classe operaia e degli altri strati popolari poveri sarebbero stati risolti nel quadro del percorso di sviluppo capitalistico e dell'Unione europea. Ma il capitalismo mondiale odierno non solo non offre alcuna soluzione per una vita dignitosa con pieni diritti, ma, al contrario, porta nuove angosce e difficoltà alle donne della classe operaia e delle famiglie popolari.

Tuttavia, la coscienza delle donne e la loro volontà di lottare per una maggiore emancipazione sono considerevoli. I nomi delle pioniere come Clara Zetkin, Rosa Luxemburg e di altre donne militanti hanno dato un grande contributo storico alla lotta per i diritti delle donne. La partecipazione delle donne al movimento operaio con orientamento di classe e al movimento delle donne militanti deve essere rafforzata. Ma la questione decisiva è se le donne lavoreranno per dei cambiamenti rivoluzionari, oppure se saranno manipolate dall'idea che la rappresentanza femminile cambierà il capitalismo.

Un buon esempio di come la rappresentanza viene utilizzata nell'interesse degli imperialisti è la risoluzione 1325 delle Nazioni Unite (Donne, pace e sicurezza). La risoluzione ha destato false speranze affermando che la partecipazione delle donne nei conflitti internazionali sarebbe una grande risorsa per la creazione della pace e della stabilità. La loro analisi era di genere, non di classe. La Nato ha adottato questa idea e attuato la risoluzione 1325 all'interno della sua concezione strategica, con le donne che servono da alibi per le guerre imperialiste.

La lotta per la pace da parte delle donne è indissolubilmente legata alla lotta contro il sistema capitalista, contro i piani imperialisti.

Ancora una volta è stato dimostrato dai recenti sviluppi che lo sfruttamento di classe e la doppia oppressione contro le donne non possono essere aboliti sotto il capitalismo. Un sistema basato sulla proprietà privata è la causa principale della disuguaglianza. Nel sistema capitalista, indipendentemente dal livello di sviluppo, le donne non possono raggiungere l'uguaglianza. Pertanto, è palesemente chiaro che l'emancipazione delle donne non può essere raggiunta senza una lotta per il socialismo. Tutte le altre scelte che mirano a riformare il capitalismo per migliorare le condizioni delle donne non saranno in grado di far cessare la disuguaglianza.

Celebriamo la Giornata internazionale delle donne per tutte le donne della classe operaia e degli altri strati popolari poveri. Ancora una volta ribadiamo la nostra convinzione della possibilità e della necessità di un mondo migliore e di eguali. Ciò può essere ottenuto solo con la partecipazione delle donne stesse alla lotta comune per la parità di genere contro il capitalismo.

L'emancipazione delle donne non può essere raggiunta senza una risoluta lotta contro il capitalismo.

Nessun lotta delle donne senza lotta di classe –
Nessuna lotta di classe senza lotta delle donne.


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