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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 22-06-15 - n. 549
Dichiarazione congiunta contro il piano dell'imperialismo per un "Nuovo Medio Oriente" a sostegno della pace e della fine delle guerre settarie in Medio Oriente
Partiti firmatari in calce | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
19/06/2015
Il Medio Oriente è ancora una volta preda di una crisi complessa e pericolosa che minaccia di trascinare la regione in ancora maggiori guerre e spargimenti di sangue e che potrebbe tradursi in una riconfigurazione significativa della sua cartina politica.
Il tentativo dell'imperialismo mondiale a guida Usa di imporre il proprio dominio egemonico con qualsiasi mezzo, compresa la collaborazione con i regimi autoritari e le forze reazionarie, è una caratteristica intrinseca alla situazione attuale. L'odierna crisi del capitalismo ha accresciuto per i paesi imperialisti la necessità di utilizzare ogni opportunità per spingere verso l'ottenimento di un vantaggio economico a livello globale. La crisi economica del capitalismo globale sta ancora generando caos nel mondo, dimostrando così, dal 2008, la sua incapacità di risolvere la crisi.
L'imperialismo degli Stati Uniti sfrutta il persistente squilibrio di forze a livello internazionale al fine di perseguire una strategia che gli garantisca un dominio egemonico. La strategia dell'imperialismo è supportata dalla situazione di alcuni paesi del Medio Oriente. Le profonde ingiustizie sociali ed economiche, la pervasiva corruzione, le varie forme di discriminazione, la mancanza di libertà politiche fondamentali e di diritti democratici, il dominio arbitrario e le diffuse pratiche repressive che violano i diritti umani, creano le condizioni per il successo della strategia imperialista di riconfigurazione della cartina politica del Medio Oriente. Sono in corso significativi riallineamenti dal momento che l'imperialismo cerca di conquistare l'egemonia strategica ed economica allo scopo di garantirsi un accesso senza eguali alle enormi risorse energetiche della regione e ai ricchi mercati del Medio Oriente.
I piani Usa sono volti a mantenere un controllo ineguagliato sulle vitali forniture energetiche della regione e, contemporaneamente, a bloccarne l'accesso alle economie emergenti e rivali. A tal fine, l'imperialismo degli Stati Uniti e dei loro alleati continua a sostenere le forze reazionarie in Medio Oriente.
Negli corso degli ultimi anni, il Medio Oriente è stato attraversato da sconvolgimenti senza precedenti che hanno causato immense sofferenze a tutti i popoli della regione, in particolare ai popoli di Siria, Iraq, Yemen e Libano e il protrarsi dell'emergenza del popolo palestinese. Organizzazioni terroristiche estremiste, come "ISIS" (Daesh), i loro alleati e altri tipi di simili organizzazioni hanno guadagnato terreno in Siria e in Iraq e minacciano seriamente i paesi limitrofi.
Nelle grandi e importanti città della Siria e dell'Iraq che sono cadute sotto il loro controllo, essi hanno scatenato un'ondata di crimini barbarici contro decine di migliaia di civili innocenti e imposto un oscurantista regime medievale, retrogrado e disumano, che viola tutti i diritti e i valori umani fondamentali.
Negli ultimi mesi, in Yemen, al dialogo pacifico si è sostituita la violenza armata, con una crescente ingerenza straniera. Di conseguenza, il paese è scivolato in un conflitto prolungato tra le diverse forze e gruppi, che lo ha condotto a una aperta e distruttiva guerra civile. L'aggressione militare congiunta portata dalle forze reazionarie e sostenuta dalle potenze imperialiste mondiali, ha contribuito all'ulteriore deterioramento della situazione e alla sofferenza del popolo yemenita. L'estensione delle aree di cui si sono impadroniti i barbarici gruppi estremisti attraverso i confini degli Stati esistenti e l'incitamento a sviluppare e ampliare i conflitti settari ed etnici, non possono essere separati dai tentativi degli Stati Uniti e dei loro alleati di consolidare la propria egemonia in Medio Oriente.
In molte aree, incluso lo Yemen, l'Iraq, la Siria, il Libano e l'Egitto, le forze fondamentaliste reazionarie e settarie sono state manipolate e utilizzate dagli Stati Uniti nel tentativo di dividere le nazioni e facilitare l'attuazione delle fasi finali del "Piano per un Nuovo Medio Oriente".
Il regime sudanese contribuisce alla strategia dell'imperialismo in Africa, agendo come trampolino per l'addestramento di gruppi terroristici e il loro approvvigionamento di armi e inviandoli nei paesi africani confinanti. Inoltre, continua a condurre la sua guerra di annientamento contro la popolazione del Darfur.
Nella nostra analisi, come gli sviluppi degli ultimi anni hanno dimostrato, l'imperialismo Usa rispetto al Medio Oriente persegue una strategia di contenimento "multilaterale". Questa strategia è modellata intorno ai nuovi ruoli e relazioni che gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione per l'Iran, la Turchia, l'Arabia Saudita, l'Egitto e Israele. Essa incoraggia alcuni sviluppi in relazione a ciascun attore chiave nella regione e contemporaneamente, li mette in discussione sotto altri aspetti. Gli Stati Uniti cercano di sfruttare i disordini e le contraddizioni interne con il metodo "del bastone e della carota". Ciò si traduce in ancora più acute divisioni settarie e battute d'arresto per la regione.
E' ormai evidente che Arabia Saudita, Turchia e Israele nutrono delle riserve sulla politica accomodante degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran, la cui influenza è significativa in alcune aree della regione. Una conseguenza di questa situazione è stata il forte aumento delle guerre per procura in un certo numero di paesi della regione e in particolare in Siria, Iraq e Yemen, con delle conseguenze umane, economiche, culturale e ambientali catastrofiche.
A nostro avviso, questa spinta verso i conflitti etnici e religiosi, la guerra e il terrorismo nella regione, se non contrastata e bloccata potrebbe rapidamente fagocitare altri paesi, con conseguenze inimmaginabili. Noi crediamo che i Partiti comunisti della regione abbiano la responsabilità storica di una campagna contro i tentativi di dividere ogni paese della regione lungo linee etniche e religiose.
I Partiti comunisti dei paesi della regione hanno avuto un ruolo importante e significativo nella lotta per la liberazione nazionale, la pace, la democrazia e la giustizia sociale. Noi crediamo che sia importante lavorare insieme per migliorare e sviluppare iniziative che contribuiscano alla lotta per rimuovere tutte le basi militari straniere, per la pace, per una soluzione del problema palestinese e la fine di ogni intervento straniero nei paesi della regione, sotto qualsiasi pretesto.
Riteniamo che solo attraverso la mobilitazione del più ampio spettro delle forze sociali contro l'imperialismo e le forze della reazione si possa garantire la pace e il progresso a tutta la regione. A tal fine chiediamo la ripresa degli incontri periodici dei Partiti comunisti e operai della regione del Medio Oriente, come un forum in cui discutere, pianificare e coordinare le attività a sostegno della lotta per la pace, per i diritti umani e democratici e per la giustizia sociale .
Partiti firmatari della lista Solidnet
Partito Tudeh dell'Iran
Partito Comunista Libanese
Partito Comunista del Sudan
Partito Comunista Iracheno
Tribuna Progressista, Bahrain
Altri Partiti
Movimento Progressista del Kuwait
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