www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 20-10-25 - n. 944

Azione Comunista Europea: La macchina da guerra dell'euro-atlantismo - Contributo SKP

Partito Comunista di Svezia (SKP) | eurcomact.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

03/10/2025

Azione Comunista Europea (ECA) - Incontro su: La macchina da guerra dell'euro-atlantismo, della NATO e dell'UE contro i popoli - La proposta dei comunisti per una via d'uscita in un contesto di intensificazione della competizione imperialista - Contributo del SKP (Sveriges Kommunistiska Parti)

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Cari compagni,

vorremmo ringraziare i compagni del Partito Comunista di Turchia per aver ospitato questo incontro, che si svolge in un momento cruciale: assistiamo all'intensificarsi delle contraddizioni imperialiste che si manifestano chiaramente in tutto il mondo, dall'Ucraina al Medio Oriente, dove Israele sta conducendo una guerra genocida contro il popolo di Gaza.

L'inasprimento delle contraddizioni imperialiste avvicina il mondo a una guerra generalizzata ogni giorno di più fintanto che sarà permesso al sistema capitalista di esistere. Il nostro Partito ha recentemente lanciato una campagna in cui evidenziamo il rischio di guerra intrinseco al sistema capitalista. Noi affermiamo chiaramente che le guerre derivano dalla competizione imperialista e che l'unico modo per costruire una pace duratura è costruire il socialismo.

Per comprendere le guerre imperialiste è necessario comprendere un meccanismo molto importante del sistema capitalista: la necessità del capitale di crescere. Per sopravvivere ed essere in grado di competere tra loro, tutte le imprese capitalistiche devono crescere ed espandersi; ogni azienda capitalistica è spinta dalla concorrenza a sviluppare la propria efficienza e produttività. Se non lo fanno, qualcun altro lo farà e sarà in grado di ottenere vantaggi e una quota di mercato maggiore. Ciò significa che ogni azienda è obbligata ad espandersi: è impossibile non partecipare a questo processo. Accontentarsi significa perdere.

In questa dinamica emergono gruppi monopolistici, in cui grandi società si sono unite per rafforzarsi a vicenda nella lotta contro i loro concorrenti comuni. Questi gruppi monopolistici sono rappresentati anche dai vari Stati e paesi dove esistono, rendendo la concorrenza tra questi gruppi monopolistici un fenomeno globale. In questo processo vengono create alleanze come l'UE e la NATO, al fine di promuovere e rafforzare le posizioni dei loro paesi membri e dei loro gruppi monopolistici.

Tuttavia, dobbiamo anche riconoscere che la concorrenza esiste ancora all'interno di questi gruppi e di queste alleanze cosa che li rende intrinsecamente instabili e insicuri. Soprattutto, sono fenomeni temporanei e non possono essere trattati altrimenti.

Da questa realtà, sappiamo che nascono le guerre. Quando la concorrenza diventa acuta, quando le esigenze di espansione dei gruppi monopolistici pesano eccessivamente, nasce la necessità di colpire i propri concorrenti con armi più potenti. L'ultima di queste armi è la guerra: che colpisce con la forza e sconfigge i concorrenti con violenza.

Data questa consapevolezza, che le guerre sotto il capitalismo-imperialismo promanano dal sistema stesso, traiamo la conclusione necessaria che solo un altro sistema, basato sul potere del popolo e su un'economia pianificata, è in grado di sradicare la maledizione della guerra. Questo sistema è il socialismo.

Se le guerre derivano dal capitalismo, dobbiamo porre in evidenza il socialismo come soluzione e dobbiamo sempre sollevare la questione della pace a questo livello. Se non siamo in grado di farlo, abbiamo già perso, perché rischiamo di dare l'impressione che una pace duratura sia realizzabile in questo sistema, i cui meccanismi stessi creano le guerre. Questo errore è stato commesso in passato e noi ne abbiamo tratto insegnamento.

A tutti i livelli, dobbiamo contrapporre il sistema capitalista al suo opposto, il sistema socialista. Dobbiamo giudicare l'UE e la NATO come alleanze imperialiste, temporanee, che in questo momento rappresentano gli obiettivi collettivi dei loro Stati membri e del loro gruppo monopolistico. Esse cercano di unire le forze contro i loro concorrenti in Russia, Cina e altre parti del mondo.

Ai popoli non hanno nulla da offrire se non guerre e repressione. Abbiamo già assistito alla limitazione delle libertà civili e al divieto dei simboli comunisti in diversi paesi dell'UE, nel tentativo di screditare l'unica vera alternativa alla barbarie capitalista, e abbiamo assistito a un inasprimento della repressione negli ultimi due anni in quasi tutti i paesi membri.

Le organizzazioni capitaliste e imperialiste non hanno nulla da offrire alle persone, ma devono essere combattute ovunque si trovino e la lotta contro di esse deve trasformare il socialismo in realtà.

Compagni,

siamo onorati di partecipare a questo incontro con voi e di costruire una presenza comunista più forte nei nostri rispettivi paesi, ed è nostra convinzione che incontri come questi rafforzino la cooperazione e le relazioni tra i nostri partiti.

Grazie ancora, compagni.


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