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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 03-03-26 - n. 956
La loro guerra distrugge tutto ciò che la loro pace ha lasciato - Dichiarazione congiunta
Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi (NCPN) | eurcomact.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
20/02/2026
Azione Comunista Europea (ECA) - Incontro su: La loro guerra distrugge tutto ciò che la loro pace ha lasciato. Gli sviluppi sui campi di battaglia e la posizione dei comunisti sull'alternanza tra guerra imperialista e pace sotto minaccia delle armi - Discorso di apertura NCPN (Nieuwe Communistische Partij van Nederland)
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Cari compagni,
vorremmo dare il benvenuto a tutti voi in questa importante teleconferenza dell'ECA dal tema "La loro guerra distrugge tutto ciò che la loro pace ha lasciato. Gli sviluppi sui campi di battaglia e la posizione dei comunisti sull'alternanza tra guerra imperialista e pace sotto minaccia delle armi".
L'intensificarsi delle rivalità interimperialistiche ha scatenato una moltitudine di conflitti armati nel nostro continente, in particolare la guerra imperialista in Ucraina. Nella lunga stagione successiva al rovesciamento del socialismo nell'URSS, la Russia capitalista e l'Ucraina, quest'ultima sostenuta dal capitale euroatlantico e dai relativi interessi, hanno mostrato al popolo cosa significasse realmente per loro il passaggio al modo di produzione capitalistico: povertà, crisi e ora una sanguinosa guerra imperialista.
Anche in altre parti del mondo il popolo sanguina per gli interessi dei monopoli. In Medio Oriente assistiamo al genocidio del popolo palestinese da parte dello Stato israeliano, ai crimini del governo jihadista siriano sostenuto dalle potenze imperialiste, alle sofferenze del popolo yemenita e ai pericoli per il popolo iraniano, stretto tra il fuoco del proprio governo reazionario e la minaccia degli interventi imperialisti statunitensi e israeliani. In America Latina vediamo che l'imperialismo statunitense organizza vergognosamente interventi contro il popolo venezuelano, come dimostra il rapimento di Nicolas Maduro, e minaccia di guerra la Cuba socialista. I nostri governi, la maggior parte dei quali organizzati all'interno dell'UE imperialista, sono attivamente coinvolti in questi atti vergognosi in violazione persino del diritto internazionale borghese, invocato da tutte le parti solo pretestuosamente per favorire questo o quel blocco imperialista.
Viviamo in un'epoca in cui la guerra diventa la "nuova normalità". Anche i popoli europei vengono preparati a conflitti più grandi e generalizzati e viene loro detto che devono sacrificare le loro vite per i profitti dei monopoli europei contro i monopoli russi. Noi comunisti dobbiamo organizzare una lotta risoluta contro questa corsa alla guerra, allo sviluppo della relativa economia, che può avvenire solo a costo della distruzione dei diritti sociali, delle vite e dei mezzi di sussistenza dei popoli.
Non può esistere un "imperialismo pacifico" a favore dei popoli, che è, come sottolineiamo nello slogan di questa conferenza, "pace sotto la minaccia delle armi". Anche in tempo di pace non manca la violenza nei confronti del popolo, i cui diritti e mezzi di sussistenza vengono quotidianamente schiacciati dal capitalismo. In questo contesto è importante notare che non possiamo semplicemente essere contro la guerra, da un punto di vista pacifista e senza classi, ma dobbiamo essere contro la guerra imperialista, che nasce proprio dal sistema capitalista e che implica che sia possibile sradicare l'eventualità di conflitti violenti su larga scala solo se affrontiamo il sistema capitalista stesso.
Perché le guerre nascono proprio dal sistema in cui viviamo: l'imperialismo. Ogni paese, alleanza e così via, cerca di manovrare all'interno di questo sistema, per ottenere il massimo profitto per i propri monopoli a spese della classe operaia e degli altri strati oppressi. L'aumento dei conflitti violenti coincide con la distruzione dei diritti sociali del popolo, con attacchi sempre più estesi alla classe lavoratrice, con l'intensificarsi dell'anticomunismo e una tendenza autoritaria generalizzata, indipendentemente dal colore del governo borghese specifico che si trova al potere.
Nei Paesi Bassi, un paese che non ha conosciuto guerre sul proprio territorio dalla Seconda guerra mondiale, si manifesta l'illusione di un sistema capitalista pacifico. Qui, sotto la pace capitalista si sono avvicendati governi, e presto se ne insedierà uno nuovo, che hanno attaccato ed eroso senza sosta i diritti del popolo e continueranno a farlo. Per fare un esempio: il governo che sta per essere formato, composto da varie forze liberali e cristiano-democratiche, prevede di collegare l'età pensionabile all'aspettativa di vita, il che significherebbe per la maggior parte delle persone dover lavorare fino alla fine dei 60 anni o addirittura fino ai 70. Il nuovo accordo contempla misure severe di austerità per l'assistenza sanitaria per patologie croniche, per l'assistenza agli anziani, per il disagio mentale e così via. Allo stesso tempo, si propone che il popolo paghi una cosiddetta "tassa della libertà" che contribuirebbe a finanziare lo sforzo della borghesia olandese di rafforzare le forze armate e di conformarsi all'impegno di spesa del 5% della NATO. In effetti, si sta rapidamente avverando l'avvertimento che noi comunisti abbiamo lanciato al popolo: ossia che la nuova militarizzazione e la costruzione dell'economia di guerra avverranno a scapito dei loro diritti sociali.
I comunisti devono opporsi con determinazione a queste misure, denunciando le cause dei conflitti attuali e collegando la lotta contro la guerra imperialista e la lotta per i diritti sociali alla lotta contro il sistema capitalista. Dobbiamo anche intensificare la nostra collaborazione come partiti dell'ECA per approfondire la nostra comprensione degli attuali sviluppi in ciascuno dei nostri paesi, in Europa e nel mondo, al fine di rafforzare la nostra lotta contro il capitalismo e per il socialismo-comunismo.
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