L'Azione Comunista Europea chiama la classe operaia di tutta Europa e tutti gli strati popolari a partecipare alle mobilitazioni del Primo Maggio - Giornata internazionale dei lavoratori - e a riempire le strade per mostrare la forza organizzata dei lavoratori. Rendiamo onore agli eroi e ai caduti del nostro movimento, da quelli di Chicago fino a oggi. Proseguiamo con determinazione sullo stesso cammino!
L'Azione Comunista Europea invita inoltre le organizzazioni e i sindacati di classe a rafforzare il carattere operaio di questa giornata di lotta, così come la solidarietà internazionalista nell'attuale contesto di guerra imperialista.
Le condizioni in cui noi lavoratori in Europa ci avviciniamo a questo Primo Maggio sono segnate dall'economia di guerra e dall'escalation dei preparativi militari. Il nostro tenore di vita e le condizioni di lavoro continuano a peggiorare con l'abolizione dei contratti collettivi; il deterioramento e la privatizzazione dei servizi pubblici avanzano; i prezzi delle abitazioni continuano a salire; e il costo della vita, della spesa quotidiana, dell'energia e dei carburanti cresce senza controllo. Allo stesso tempo prosegue l'offensiva contro gli interessi degli immigrati e delle donne della classe operaia, alimentata da concezioni razziste, sessiste, irrazionali e reazionarie, con l'obiettivo di dividere la classe operaia e farle accettare come propria una guerra estranea ai suoi interessi.
L'aggressione imperialista è il tema dominante, frutto dell'accumularsi di tensioni e conflitti nel corso degli anni a diversi livelli e in varie regioni del mondo. Oggi questa aggressione si manifesta in diversi punti del pianeta, ma raggiunge i livelli più violenti e le conseguenze peggiori per i lavoratori in Medio Oriente, in particolare in Iran, Palestina e Libano, a causa dei barbari attacchi lanciati dagli Stati Uniti e da Israele.
La competizione tra diversi paesi e blocchi capitalistici si intensifica, e i vari governi si preparano a tutti gli scenari. In questo contesto si sviluppano il riarmo, la militarizzazione dell'economia e la preparazione dei popoli alla guerra:
- I governi si mobilitano per garantire il riarmo, ampliando così il mercato della produzione, dell'acquisto e della vendita di armamenti, nonché quello dell'intelligence militare;
- L'economia viene subordinata agli interessi della guerra, con l'aumento della spesa militare, la riconversione di settori produttivi e la creazione di occupazione legata alle attività belliche;
- Il capitalismo utilizza l'apparato della propaganda per assicurare l'accettazione ideologica e sociale della guerra e dei suoi costi da parte della classe operaia. Promuove inoltre un appello falso e pericoloso a larghi settori della classe operaia affinché versino il proprio sangue per gli interessi dei capitalisti.
L'Unione Europea e vari governi borghesi sono esempi evidenti di questi processi. Sostengono gli attacchi imperialisti contro i popoli, vi partecipano in molteplici modi e ne avallano gli ignobili pretesti, mentre sventolano ipocritamente la bandiera del "No alla guerra" e rafforzano la loro ricerca di autonomia strategica. Cercano anche di ingannare la classe operaia promuovendo una presunta comunità europea di interessi capitalistici contrapposta ad altre alleanze o blocchi imperialisti. Non esiste alcuna comunità di interessi tra capitalisti e lavoratori entro qualsiasi confine; essa esiste solo tra i lavoratori sfruttati di tutto il mondo.
I lavoratori europei lo affermano con chiarezza: i nostri interessi di classe non hanno nulla a che vedere con quelli di chi ci sfrutta né con i loro rappresentanti politici.
Mentre i capitalisti portano avanti politiche antipopolari, austerità, tagli di bilancio e licenziamenti, la classe operaia fatica a riprodurre la propria forza lavoro. Mentre i capitalisti hanno bisogno di aumentare la produzione nell'industria bellica, la classe operaia viene massacrata in altri paesi con le armi prodotte da quella stessa industria. Mentre i capitalisti alimentano posizioni reazionarie ed esercitano la repressione contro la classe operaia, questa subisce persecuzioni e tentativi di conciliazione con i propri sfruttatori. Mentre i capitalisti diffondono propaganda bellicista, la classe operaia risponde con l'internazionalismo proletario. Sono solo alcuni esempi che dimostrano che le loro bandiere non sono le nostre.
In questo contesto la classe operaia deve elaborare una propria risposta agli attacchi che sta subendo e deve assumere un ruolo di guida nel dare una risposta unitaria e organizzata. Su questo percorso è essenziale prendere le distanze da discorsi divisivi, reazionari, antisindacali, razzisti e sessisti, ma anche dall'influenza dannosa della socialdemocrazia in seno al movimento operaio, smascherando le sue pratiche di conciliazione e di pace sociale, che servono a disorientare e frenare la mobilitazione di massa e la lotta di classe. La classe operaia organizzata non può confidare in "modelli migliori" di gestione capitalistica. Per far vacillare le fondamenta del capitalismo e rovesciarlo, è necessario un programma di lotta di classe indipendente, che si scontri con il potere dei monopoli, si opponga alla guerra imperialista e metta in pratica l'internazionalismo proletario.
Questa risposta si costruisce nei luoghi di lavoro, nei quartieri operai e popolari; in ogni sciopero, manifestazione e protesta sociale; attraverso l'organizzazione di classe nei sindacati, nei partiti comunisti e operai. Lavoratori d'Europa, ogni passo che compiamo, ogni avanzamento che otteniamo uniti ci rafforza; ogni vittoria parziale si accumula fino alla costruzione di un'opposizione operaia capace di rovesciare questo sistema di sfruttamento e di costruire una società che ne sia libera, cioè il socialismo. Con tale vittoria, i bisogni dei lavoratori nei luoghi di lavoro potranno essere messi al primo posto.
Viva la lotta della classe operaia!
Viva il Primo Maggio!
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