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- pensiero resistente - unità dei comunisti - 25-01-11 - n. 348
Comunisti, insieme per l’opposizione di classe e l’alternativa di sistema
Tutti a Livorno sabato 29 gennaio
Ricostruire e rifondare il partito comunista - Rilanciare la sinistra anticapitalista - Costruire un vasto fronte di resistenza alla crisi
“Torniamo al centro del conflitto sociale, no ai ricatti Fiat, basta con le politiche governiste”
Davanti a noi abbiamo una devastante crisi economica. Non è una semplice crisi finanziaria e nemmeno una normale crisi ciclica ma – su questo c’è ormai un consenso generalizzato, nonostante la propaganda dell’economia politica – una crisi più profonda e “di sistema”; probabilmente la crisi più grave di valorizzazione del capitale da molti decenni a questa parte.
I padroni cercano nuove e più efficaci strade per evadere le tasse, comprimere i salari e sottrarsi alle loro colpe e responsabilità. Sappiamo bene, infatti, che la crisi non è la stessa per tutti e che sono le classi sociali più disagiate – quelle classi che Gramsci chiamava «subalterne» – a pagarne i costi.
Quei soggetti sociali che fino a non poco tempo fa sarebbero stati senz’altro definiti “proletari” – il lavoro dipendente, il lavoro autonomo parasubordinato, il precariato di massa, la manodopera giovanile in formazione – si trovano oggi di fronte ad un ricatto quotidiano come quello messo in atto dalla Fiat di Marchionne: o accetti di venderti al prezzo più basso, rinunciando ad ogni diritto acquisito, oppure sei fuori e la tua stessa sussistenza è a rischio. Inoltre, per la prima volta dal dopoguerra questi ceti si trovano a fronteggiare la crisi senza una propria qualificata rappresentanza politica; senza una rappresentanza, cioè, che sia in grado di difenderne gli interessi immediati ma anche di proporre un’alternativa complessiva e di sistema.
Questa assenza, questa vera e propria catastrofe della sinistra politica che si è resa manifesta dall’aprile 2008, rende ancora più grave la crisi economica, perché alimenta una pericolosa guerra tra poveri – Nord contro Sud, bianchi contro neri, particolarismo contro particolarismo, lavoro contro ambiente… -, dando il segno di un’egemonia reazionaria. Ma quest’assenza e questa catastrofe non sono un fenomeno casuale e contingente. Sono semmai la conseguenza di un fatto molto semplice: tutti gli spazi di agibilità per ipotesi neoriformiste volte a disegnare un “capitalismo dal volto umano”, quali quelle tentate fino a qualche anno fa, sono oggi chiusi. Detto in soldoni: non c’è più un centesimo da ridistribuire e il welfare tradizionale è definitivamente tramontato – a meno, aggiungiamo, di non voler mettere in discussione le cosiddette compatibilità ed il sacro vincolo della proprietà privata (profitti, grandi patrimoni, spese militari, evasione fiscale…).
Naturalmente, il padronato e la classe dominante stanno approfittando di questa crisi internazionale per distruggere lavoro, diritti, democrazia e ambiente, nella speranza di far ripartire i profitti a livelli per loro vantaggiosi nella competizione globale. Nel frattempo, i metalmeccanici e gli studenti, i precari e i lavoratori immigrati, i senzacasa e i disoccupati, occupano i tetti e scendono nelle piazze per resistere alla crisi, ma i conflitti sociali nel paese, che pure si stanno moltiplicando, sono sparpagliati e privi di una sintesi comune. In altre parole, la lotta di classe c’è eccome, ma viene agita solo dai padroni verso le classi subalterne.
Come possiamo essere utili a questo movimento?
Non certo illudendoci di cavalcarlo, di egemonizzarlo o di imporre una qualche linea dall’alto. Ma nemmeno cercando di dimostrarci affidabili al PD e ai settori padronali più “moderni”, scegliendo in altre parole l’alleanza con Montezemolo invece che con Marchionne, come qualcuno purtroppo continua a fare. C’è bisogno, al contrario, di rifare su basi nuove lo stesso faticoso lavoro che ha portato, più di un secolo e mezzo fa, alla costruzione del movimento operaio. C’è bisogno, cioè, di riaggregare un vasto fronte di resistenza anticapitalista, che i comunisti devono sostenere apertamente e del quale devono provare ad essere protagonisti.
Non è sufficiente oggi essere meri spettatori o proporsi come improbabili sponde esterne. Il rischio è che le speranze di cambiamento sociale che le piazze esprimono vengano nuovamente frustrate dalle politiche inevitabilmente filo-capitalistiche di nuovi “governi amici”. In questo senso, ci pare chiaro che i tentativi di coinvolgere la sinistra di classe nelle primarie del PD sostenendo il leaderismo di Vendola, esattamente come la cancellazione della effimera svolta di Chianciano e la riproposizione di alleanze governiste da parte della FdS, ci riporteranno sulla stessa strada, sbagliata e fallimentare, dell’Arcobaleno.
Se vogliamo ricostruire e rifondare un partito comunista forte e credibile, questo è il momento della lotta e della costruzione di una vasta opposizione anticapitalista. D’altro canto, non sono sufficienti e adeguate nemmeno le risposte minoritarie finora messe in campo, con micro-partitini o col rifugiarsi in un movimentismo antipolitico inconcludente. Questa strada rischia solo di alimentare la diaspora silenziosa e la frammentazione delle forze comuniste e anticapitaliste.
Noi riteniamo, al contrario, che sia necessario urgentemente:
- agire per unire, collegare e salvaguardare le energie conflittuali, le militanze dei compagni/e collocati sia dentro che fuori i partiti comunisti della FdS; difendere le comunità resistenti e le esperienze politiche, in particolare quelle di base; mettere in contatto le diverse realtà critiche presenti nel paese, ancora scollegate e frammentate, al di là dei riferimenti a differenti aree e organizzazioni, per impedire che il dissenso diventi sfiducia e disimpegno;
- sviluppare tavoli di confronto permanenti tra tutte le esperienze comuniste ed anticapitaliste, sociali e politiche, disponibili ad una ricerca e ad un lavoro comune, e questo rigorosamente sul terreno dei contenuti, delle analisi e delle concrete esperienze nelle lotte sociali, proponendo la convergenza su battaglie comuni per costruire un processo di riaggregazione su contenuti di classe;
- rafforzare, monitorare e collegare la presenza dei/lle compagni/e, dei circoli e sezioni di PRC e PdCI, delle varie forze e realtà comuniste, nelle lotte sociali, agendo in maniera dialettica (impegno diretto, proposta, sintesi e orientamento politico nei/dei movimenti) e facendo anche la necessaria chiarezza sulla contraddizione sempre possibile tra impegno sociale e rappresentanza politico-istituzionale, che spesso rischia di distruggere la credibilità della nostra iniziativa politica;
- riaffermare la necessità di un partito comunista di quadri con un radicamento di massa, ma riempire questa enunciazione, che in sé rischia di essere formalistica e persino feticistica, di contenuti concreti. C’è bisogno di una riflessione di fondo su questioni centrali come la linea politica, la democrazia interna, la forma partito, il contrasto alla formazione e alla separatezza dei ceti politici, la critica alla “doppiezza”, all’istituzionalismo, al governismo così come al settarismo dogmatico. Occorre una adeguata formazione teorica e pratica, una rinnovata rielaborazione sulla questione giovanile e su quella meridionale, la differenza di genere, sul rapporto tra ambiente e contraddizione di classe, sul senso della militanza e la funzione indispensabile dell’opposizione, sulla gestione delle risorse.
- riaggregare su programmi e obiettivi concreti una sinistra anticapitalista, un ampio fronte di realtà sociali e politiche presente nei luoghi del conflitto, con l’obiettivo di ricostruire una rappresentanza autonoma e indipendente della classe e favorire la costituzione di un Blocco Sociale antagonista agli interessi del capitalismo.
Proponiamo una prima Assemblea Nazionale a tutti/e i/le compagni/e, alle forze comuniste e anticapitaliste e a tutte le realtà interessate a questo percorso.
L’incontro si terrà a Livorno, perché l’occasione del 90° anniversario della fondazione del PCdI (21 gennaio 1921) non sia una mera celebrazione retorica ma rappresenti un’occasione per ripensare e rilanciare l’unità e l’autonomia dei comunisti nel nostro paese. Per tornare ad essere il cuore dell’opposizione di classe, per un’alternativa di sistema e non per un’alternanza di governo.
ASSEMBLEA NAZIONALE
delle comuniste e dei comunisti ovunque collocate/i
SABATO 29 GENNAIO 2011 ore 10. 30
Palazzo del Portuale,Via S. Giovanni, 16 – LIVORNO – fronte Porto
Antonio Piro, circolo PRC Lari (Pisa); Andrea Fioretti, Comunisti Uniti Lazio; Mauro Casadio, Rete dei Comunisti; Gualtiero Alunni, Comunisti Uniti Lazio; Antonio Andreotti, Arrigo Bortolotti, Marco Checchi, Renata Fabiani, AlidinaMarchettini, Mario Noferini, SelenePecchioli, Paola Serasini, Sandro Targetti (compagni/e della Federazione PRC di Firenze); Nicola Iozzo, coordinatore PdCI Vibo Valentia; Alberto Pantaloni, RSU/RLS Slc-CgilComdata (Torino); Fabio Corsi, circolo PRC “La Catena” San Miniato (Pisa); Massimiliano Murgo, Flmu-CUB Marcegaglia Buildtech (Milano); Giovanni Bruno, delegato RSU Scuola; Valter Lorenzi, Rete dei Comunisti; Andrea Montella, circolo PRC “A. Tognetti” Pisa; Stefano Azzarà, Comunisti Uniti Marche; Paola Baiocchi, circolo PRC “A. Tognetti” Pisa; Alessandro Perrone, FIOM-Cgil cassintegrato Eaton Monfalcone; AscanioBernardeschi, circolo PRC Volterra (Pisa); Sergio Cararo, Rete dei Comunisti; Antonio Bernardeschi, circolo PRC Lari (Pisa); Francesco Cori, Coordinamento Precari della Scuola; Mario D’Acunto, Comunisti Uniti Toscana; Massimo Cavallini, circolo PRC Santa Maria a Monte (Pisa); Cinzia Della Porta, Rete dei Comunisti; Daniele Caneschi, FGCI Pisa; Daniele Rossi, Rete dei Comunisti; Pio De Angelis, Comunisti Uniti Friuli; Antonello Tiddia, RSU Cgil Carbosulcis; Stefano Grondona, Comunisti Uniti Emilia-Romagna; Manuela Micheli, Rete dei Comunisti; Barbara Maffione, Comunisti Uniti Campania; Mario Maddaloni, RSU Filcem-Cgil Napoletana Gas; Marco Trapassi, circolo comunista di Parma; Henry Ribechini, Rete dei Comunisti; Eugenio Giordano, Alenia Pomigliano e dir.vo FIOM Napoli; Andrea Martocchia, comunista “non organizzato” Bologna; Leonardo Pegoraro, Comunisti Uniti Marche; Giuseppe Ambrosio, PdCI di Vibo Valentia; Daniela Cortese, RSU/RLS Telecom Italia Sparkle Roma; Renato Caputo, Comunisti Uniti Lazio; Ilario Germinario, rapp.te ASIA USB Grosseto; Roberto Villani, Comunisti Uniti Lazio; Susanna Angeleri, Rete dei Comunisti Arezzo; Riccardo Filesi, coord. cassintegrati Alitalia CUB Trasporti; Walter Aiello, circolo comunista di Parma; Riccardo De Angelis, RSU/RLS Flmu CUB Telecom Italia; Maria Vittoria Molinari, Comunisti Uniti Lazio; Giovanni Caggiati, PRC Parma; Luca Climati, RSU USB Inpdap; Aldo Vercesi, Comunisti Uniti FVG Maniago (PN); Vincenzo Graziano, Flmu CUB Comdata (Torino); Laura Scappaticci, Comunisti Uniti Lazio; Walter Ceccotti, Resistenza Universitaria; Carmine Cogliano, Comitato Politico Regionale PRC Campania; Maria Elena Tomassini, Comunisti Uniti Lazio; Walter Montella, Comune di Milano; Mina Pettenazza Comune di Milano; Gianfranco Manera; RSU Comune di Milano; Domenico Calderoni, Comunisti Uniti Lazio; Francesco Fumarola, AlmavivaContact Roma; Alberto Basso, Comunisti Uniti Lombardia; Valter Mariotti, Circolo PRC “L. Longo” Roma; Manuela Ausilio, Resistenza Universitaria (Roma); Danilo Ruggieri, Comunisti Uniti Lazio; Federico Giusti, RSU Cobas Comune di Pisa; Renato Caputo, docente Roma; Sergio Manes, direttore editoriale delle Edizioni “La Città del Sole”; Giovanni Caggiati, Cobas Scuola; Angelo Caputo, Resistenza Universitaria; Raffaele Coppola, PdCI sezione di Salerno; Claudio Simbolotti, ferroviere FS Roma; Marco Beccari, Comunisti Uniti Friuli Venezia Giulia; Alessandro Bellucci, segr. circ. ferrovieri del PRC “Spartaco Lavagnini” di Firenze; Giorgio Ellero, Friuli Venezia Giulia (Trieste); Laura Petrone, Comitato Politico Nazione PRC; Umberto Ruggiero, impiegato Torino; Marcello Luca, ferroviere Comunisti Uniti Lazio; Gianni Bassani, resp.leprov.le Lavoro PRC Siena; Alessandro De Padova, coord. Giovani Comunisti Vibo Valentia; Alfredo Camozzi, segretario circ. PRC di Sovicille (Siena).
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