www.resistenze.org - pensiero resistente - unità dei comunisti - 02-02-11 - n. 349

Comunisti, insieme per l’opposizione di classe e l’alternativa di sistema (Livorno 29/01/11)
 
Contributo scritto di Resistenze.org
 
Salutiamo calorosamente gli organizzatori dell'iniziativa e i compagni presenti, tutti i comunisti insieme per l’opposizione di classe e l’alternativa di sistema.
 
Il segnale di "unità utile" che questo incontro si propone va sicuramente accolto con favore. La ricerca di un percorso di ricomposizione dei militanti comunisti, della costruzione di un'autonomia di classe e, più in generale, della costituzione di un blocco sociale antagonista agli interessi del capitalismo, passa necessariamente anche dalla ripresa di una battaglia ideologica e dalla salvaguardia della nostra storia, da troppo tempo scientificamente oltraggiata.
 
II Pcd'I nacque - come altri partiti comunisti - sotto l'impulso della III internazionale ma sopratutto dall'inadeguatezza del partito socialista dell'epoca che - come gli altri in Europa - abbandonò l’internazionalismo proletario e l'unità di classe sia di fronte alla Prima guerra mondiale che alle rivolte popolari che ne accompagnarono la fine. Oggi, dopo alcuni decenni di grande sviluppo capitalistico in Europa e che ha consentito un certo grado di benessere anche alle classi più deboli, la crisi - che nel continente europeo si prospetta di lunga durata - evidenzia la sconfitta del "migliorismo" e la miopia di chi ha abbandonato il marxismo e il leninismo.
 
Mentre 94 anni fa, il bagliore della Rivoluzione d'Ottobre folgorava il mondo innescando il processo che avrebbe portato alla nascita dei partiti comunisti, oggi le poche luci - anche elettorali - in Europa sono rappresentate da quei partiti comunisti - in particolare quello greco - che rivendicando la loro autonomia di classe si sono fatti promotori della lotta popolare contro le politiche dei governi dichiaratamente reazionari o socialdemocratici. Molti altri partiti comunisti nel mondo riscuotono grande successo, agendo però in realtà politiche, economiche e nazionali completamente diverse. Queste luci dovrebbero infondere coraggio e renderci consapevoli del fatto che unicamente su questa linea è possibile intraprendere un percorso di unità dei comunisti e che questo venga riconosciuto dalla classe operaia e dalle classi popolari italiane. L'alternativa - come all'inizio del secolo scorso - e' la subalternità alle borghesie nazionali e o sovranazionali. Non ci sembra esistano terze vie. La situazione è più che matura, temporeggiare può essere esiziale.
 
Resistenze.org, del Centro di Cultura e Documentazione Popolare, contribuisce da più di 10 anni al percorso di unità dei comunisti mettendo a disposizione periodicamente documenti, articoli, saggi e altro materiale che ci auspichiamo possano essere utili strumenti informativi per un'analisi il più possibile autonoma del processo storico in atto e dei rapporti di forza che ne determinano lo svolgimento, contrastando per quanto possibile le mistificazioni e gli inganni dell'ideologia dominante. Perché ciò avvenga riteniamo indispensabile attingere all'immenso patrimonio storico e scientifico che i comunisti hanno a disposizione e di cui devono rimpossessarsi affinché riescano a contrastare la deleteria crisi di consenso che ci ha progressivamente estromessi dalla nostra classe di riferimento. Particolare importanza nel nostro lavoro informativo rivestono la diffusione dei testi classici del pensiero marxista, la promozione della solidarietà di classe anticapitalista, la solidarietà con i popoli aggrediti dall'imperialismo e la difesa della memoria storica contro il revisionismo – il maggior responsabile della disgregazione del movimento comunista italiano e internazionale.
 
Sul questo tema pensiamo sia necessario insistere. L'atteggiamento demolitorio verso l'esperienza socialista cui assistiamo è l'esito di un lungo percorso di ripudio del MCI, ma che non si basa su una critica seria e documentata. Fra gli artefici, i più solerti sono stati e continuano ad essere quelle forze opportuniste che hanno negli anni agito per un affondamento dell'ideologia comunista relegandola al rango di irrealizzabile utopia. Un recente esempio a questo proposito è rappresentato dallo slogan del convegno del Movimento Democratico di Veltroni al Lingotto di Torino, che recitava: "Fuori dal '900". Ebbene, la pretesa di uscire dal secolo delle rivoluzioni socialiste e anticoloniali che hanno fatto si che quasi un terzo dell'umanità conoscesse forme di governo socialiste o pre-socialiste, altro non è che l'ennesimo tentativo di assicurarsi una "tabula rasa" su cui incidere i caratteri dello sfruttamento eterno dell'uomo sull'uomo, per far accettare come inevitabile e definitivo il dominio capitalista.
 
Il revisionismo moderno è complementare all'anticomunismo. Come spiegare altrimenti la promozione bipartisan dei dibattiti parlamentari in sede europea sull'infame equiparazione fra comunismo e nazismo, la messa al bando di formazioni politiche comuniste nei paesi ex-socialisti, il vergognoso ribaltamento dei fatti storici della Seconda guerra mondiale? Il motivo dell'accanimento contro le esperienze socialiste storicamente conosciute va ricercato nell'esempio che, soprattutto oggi, in una fase di crisi generale del sistema capitalista, possono fornire all'azione emancipatoria dell'umanità oppressa. Perché rappresentano nei fatti l'attuazione di una visione scientifica e non utopistica della realtà, perché dimostrano che un'alternativa esiste ed è percorribile concretamente in presenza di determinate condizioni.
 
Occorre quindi uno sforzo comune di studio e denuncia delle forme assunte dall'anticomunismo e revisionismo moderni che si basi oltre che sul ripristino della verità storica, anche sul recupero delle esperienze del socialismo storicamente conosciuto, sull’analisi scientifica delle grandi rivoluzioni del XX secolo, dell’edificazione di società nuove, dei successi e quindi delle cause e delle forze di decadenza e degenerazione. Questo lavoro andrebbe svolto con spirito critico, senza apologie ma anche senza demonizzazioni opportunistiche.
 
E’ necessario riproporre orgogliosamente la questione comunista, la storia del suo movimento e di tutti quegli uomini e donne che offrirono la vita per tentare "l'assalto al cielo". E' una storia che ci appartiene e che vogliamo difendere dal fango che continuamente le viene gettato contro. Da questa storia non è possibile prescindere e da essa dobbiamo ripartire.
 
Riteniamo anche importante un'analisi del ruolo dei mass-media all'interno del nuovo contesto storico nazionale ed internazionale, l’importanza della comunicazione come formidabile arma psicologica e disinformativi di massa a disposizione del grande capitale per legittimare agli occhi del mondo l'ingiustificabile, la guerra imperialista e neocoloniale. Questi meccanismi sono attivi anche nel nostro Paese e devono essere studiati e smascherati.
 
Esortiamo tutti i compagni a collaborare in questo lavoro di difesa e ripresa del patrimonio storico e teorico del Movimento comunista internazionale per una corretta lettura del presente, alla costruzione di un tessuto unitario per evitare quella dispersione personalistica che "internet" agevola. Occorre ritrovare il metodo di un lavoro collettivo in vista di uno scopo comune. E' comprensibile come questo non possa accadere in modo automatico, con il solo volerlo. La dispersione e frammentazione delle forze comuniste, nel nostro Paese in particolare, ne ha cancellato anche l'abitudine e la naturale disposizione. Un passo iniziale sui temi accennati sopra, potrebbe essere il dare organicità a questo lavoro informativo e formativo su temi condivisi in modo da evitare inutili sprechi di risorse.
 
Sulla base di queste considerazioni, i compagni e compagne del CCDP e Resistenze.org invitano a lavorare quindi in primo luogo per sviluppare contatti e organizzazione per l'arduo compito che, per citare Gramsci, di cui è ricorso il 21 gennaio scorso il 120° della nascita, deve consistere nel
 
"salvare la compagine primordiale (ricostruendola) del Partito della classe operaia, dare al proletariato italiano il Partito comunista che sia capace di organizzare lo Stato operaio e le condizioni per l’avvento della società comunista."
 
Un saluto fraterno
 
Grazie.
 

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