NO alla GUERRA
Quando nell'aprile del 1978 i comunisti afghani
del PDPA (Partito Democratico del Popolo Afghano) portarono a compimento la
loro Rivoluzione e costituirono la Repubblica Democratica dell' Afghanistan, in
Italia solo la componente cossuttiana del PCI e alcune
organizzazioni marxiste leniniste (PCdI m-l, MPS e i giornali Nuova Unità,
Agenzia Informazione) e pochi altri, si schierarono al loro fianco, vedendo in
quegli avvenimenti un tentativo coraggioso di far uscire l'Afghanistan
dall'oscurantismo, dal medioevo e dal sottosviluppo. Fin da subito vennero
realizzate importanti riforme, come quella agraria per la redistribuzione delle
terre e delle acque; le donne, iniziarono a poter vivere e lavorare; le
bambine, per la prima volta, poterono accedere all'istruzione scolastica; fu
istituita la Sanità pubblica; per la prima volta nella storia millenaria
dell'Afghanistan i lavoratori poterono costituire un sindacato; fu lanciata la
campagna di alfabetizzazione che in meno di dieci anni permise ad alcuni
milioni di uomini e donne di imparare a leggere e a scrivere; la " jus prime
noctis"
( 1978 !) divenne reato; la dignità e la speranza fiorirono nei cuori
e nella coscienza degli afghani. Ma la posizione geografico-strategica
dell'Afghanistan era troppo importante per l'imperialismo USA che non perse
tempo nel finanziare, organizzare, armare ed addestrare nei campi e nelle basi
del Pakistan gruppi
di banditi e terroristi controrivoluzionari, allo scopo di soffocare
sul nascere la Rivoluzione dell'aprile 1978 e rigettare il paese nelle tenebre e
sotto il tallone di ferro imperialista.
Tra queste bande controrivoluzionarie vi erano
anche quelle del saudita Bin Laden, quelle dei talebani e quelle di Massud,
oltre a numerose altre. Nei dieci anni, dal 1979 al 1989, dell'intervento
sovietico, richiesto dal legittimo Governo afghano, sulla base del trattato
afghano-sovietico del 5 dicembre 1978, fummo soli a schierarci dalla loro
parte. Tutti gli altri, dai fascisti ai partiti di governo, dalla maggioranza berlingueriana
del PCI ai demoproletari, dai trotzchisti ai movimentisti più vari, si
scatenarono in una canea anticomunista e antisovietica, dichiarando il loro
appoggio e sostegno ai cosiddetti mujaheddin afghani e definendo
quei banditi, terroristi e criminali come eroi e combattenti della libertà
e per la democrazia.
Noi, che non facemmo altro che adempiere al
nostro dovere minimo di comunisti e internazionalisti, noi, che nonostante
l'isolamento totale, non cessammo mai di stare dalla parte dei nostri compagni
afghani e sovietici, venimmo bollati, marchiati e derisi per un intero decennio
e più con l'appellativo dispregiativo di "kabulisti".
Ma i nodi della Storia prima o poi vengono
sempre al pettine: oggi più che mai possiamo essere
orgogliosi delle nostre posizioni di allora.
Dopo dieci anni di guerra i comunisti, le forze
popolari e patriottiche afghane vennero sconfitte con un prezzo in vite umane
di quasi due milioni di morti e un milione di mutilati ( gràzie alle mine
prodotte dall'occidente capitalista
di cui l'Italia è tra i primi produttori al mondo! ),
i sovieti'ci si ritirarono con un bilancio complessivo di
circa 15.000 caduti; i banditi terroristi presero il potere, risprofondarono il
paese nel medio evo più oscurantista e cancellarono tutte le riforme; i
produttori d'oppio e i trafficanti di eroina tornarono a prosperare; le donne
vennero nuovamente segregate; alle bambine vennero nuovamente proibite le
scuole, i lavoratori tornarono servi della gleba e i sindacati chiusi; le
scuole furono solo più religiose; su milioni di donne, bambini, uomini tornò la
cappa dell'oppressione colonialista e terminò la speranza in una vita un pò più
dignitosa.
Gli imperialisti poterono festeggiare ed insieme
a loro brindarono tutti i già citati amici e simpatizzanti italiani dei
mujaheddin.
Ma da subito iniziò una lotta intestina per il
potere, tra le bande controrivoluzionarie che vide infine prevalere i più
reazionari fanatici e integralisti di loro: i talebani oggi al potere ( anche
loro allevati, finanziati e diretti dalla Cia ).
Questa premessa era necessaria per inquadrare la
nostra posizione in seguito agli attentati terroristici dell'Il settembre negli
USA, alla guerra che è cominciata e che vedono Bin Laden, i
talebani e l'Afghanistan nell'occhio del ciclone, indiziati di
essere i responsabili di quelle stragi e additati come nemici
pubblici numeri uno.
OGGI molti tra coloro che
negli anni ottanta simpatizzavano per i mujaheddin afghani si vestono ora da
crociati, si stringono intorno all'amministrazione Bush e invocano una
rappresaglia esemplare contro il nuovo Satana. Costoro dimostrano solo che la
loro ipocrisia ed il loro servilismo sono tanto grandi quanto è corta la loro
memoria.
Noi esprimiamo il nostro cordoglio per le
vittime innocenti di New York (molti dei quali erano lavoratori dipendenti,
morti mentre stavano lavorando ), ma respingiamo con sdegno gli aut-aut
"di qua o di là." , "o con Bush o con Bin Laden" e gli
appelli del tipo siamo tutti americani".
NO, noi non siamo
americani, noi siamo comunisti, fieri della nostra storia
e della nostra coerenza, noi non stiamo ne' con Bush, ne' con BinLaden, ne'ieri,
ne'oggi, ne' mai.
Noi, che siamo gli unici ad avere tutte le carte
in regola, perché siamo gli unici a non aver mai avuto nulla a che fare con Bin
Laden e con i talebani, noi che da soli li definivamo già. vent'anni fa come
dei banditi terroristi e criminali, ribadiamo pari pari anche oggi
questo stesso giudizio su di loro, ma allo stesso tempo ribadiamo anche che la
nostra ferma posizione contro i l'imperialismo USA e contro il sionismo, non
cambia di una virgola.
Pertanto ci dichiariamo indisponibili per la
crociata del terzo millennio che è partita.
Sono proprio gli Usa i principali responsabili
dell'attuale crisi internazionale, con la loro politica di dominio planetario
ed il loro sostegno al sionismo ed all'occupazione della Palestina.
Perché è vero che chi semina vento raccoglie
tempesta.
Confermiamo la nostra piena solidarietà. al
Popolo Palestinese, oggi più che mai oggetto della cieca
violenza sionista, sosterremo sempre il sacrosanto; diritto dei Palestinesi ad
avere una Patria nella quale poter finalmente vivere in libertà. ed in
condizioni dignitose.
Perché è vero che, finché un intero popolo sarà.
costretto a restare in campi profughi in condizioni disumane, privato dei più
elementari diritti e persino dell'acqua, continuamente sotto il tiro
dell'esercito sionista, non potrà. esserci ne' pace ne' stabilità., ne' in
Medio Oriente, ne' nelle aree circostanti, ne' sull'intero pianeta.
Ribadiamo anche oggi al popolo afghano la nostra
solidarietà. e il nostro sostegno contro l'aggressione interna ed esterna che
sta subendo, ancora una volta non per decisione sua ma per volontà. ed
interessi esterni; nella speranza che sappia ritrovare una guida politica che
sia espressione dei suoi interessi nazionali e sociali.
NO ALLA GUERRA !
PACE, SVILUPPO, EMANCIPAZIONE dei Popoli e delle classi lavoratrici, sono le sole armi contro la barbarie, la miseria, e la disperazione.
Come comunisti, come
lavoratori, come
giovani, come partigiani: NOI NON CI SAREMO!
IERI come OGGI siamo
al fianco dei popoli Palestinese, Iracheno, Afghano, Jugoslavo, Cubano!