Sono morti perché privati del sonno
Afghanistan. 7 marzo 2003
Usa ammettono:due prigionieri talebani uccisi durante interrogatorio
Ufficiali dell'esercito americano hanno riconosciuto ieri che due prigionieri
catturati in Afghanistan a Dicembre sono stati uccisi mentre erano sotto
interrogatorio alla base aerea di Bagram a nord di Kabul. La notizia ha fatto
rivivere i timori che gli Usa abbiano ripristinato l'uso della tortura nel
trattamento dei guerriglieri talebani e i sospetti operativi di al Qaeda. Ne dà
notizia il quotidiano britannico "The Independent".
Confermato l'omicidio
Un portavoce della base aerea ha confermato che le cause ufficiali della morte
dei due uomini è "omicidio", contraddicendo le affermazioni iniziali
che uno era morto di attacco cardiaco e l'altro di embolia polmonare. Uno di
loro si chiamava Dilawar, 22 anni, dalla regione di Khost, l'altro Mullah
Habibullah, 30 anni.
Torture
Ufficiali americani in principio avevano ammesso di usare metodi duri e
stressanti sui prigionieri, inclusa la privazione del sonno, la negazione di
cure mediche per ferite da combattimento, costringendoli a stare in piedi o in
ginocchio per ore, costringendoli a subire rumori forti o lampi di luce
improvvisi a pratiche di umiliazione culturale come essere presi a calci da
ufficiali donne.
Violazione trattati internazionali
Mentre gli Stati uniti reclamano che questi metodi possono ancora essere
considerati "trattamenti umani", i gruppi che si battono per i
diritti umanitari, inclusi Amnesty International e Human Rights Watch, li
denunciano come torture, secondo la definizione dei trattati internazionali.
Gli Stati Uniti sono stati anche criticati fortemente per la loro politica di
consegnare i sospetti nelle mani di paesi, come la Giordania, l'Egitto e il Marocco,
in cui le tecniche di tortura sono una parte stabile dell'apparato militare.
Legalmente - dice Human Rights Watch - non c'è nessuna differenza tra usare la
tortura e direttamente o appaltandola a terzi.
La tortura fa parte di una lunga lista di timori della violazione della legge
internazionale da parte dell'amministrazione Bush - scrive l'Independent -,
dopo l'uccisione extragiudiziale di sospetti di al Qaeda da un aereo
telecomandato nello Yemen e la detenzione a tempo indeterminato di "combattenti
nemici" alla base Usa di Guantanamo a Cuba, alcuni dei quali hanno cercato
di suicidarsi, a volte riuscendoci.
La risposta di Bush
Il presidente Usa Bush nel suo discorso di Gennaio allo Stato dell'Unione,
parlò di membri di al Qaeda arrestati o andati incontro a un "fato
differente". "Mettiamola su questo piano - disse - non sono più un
problema per gli Stati Uniti, per i nostri amici e alleati".
<http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=33666>