www.resistenze.org - popoli resistenti - afghanistan - 06-02-07

da: www.boston.com/news/world/asia/articles/2007/01/04/nato_vows_fewer_deaths_of_civilians/
 
La NATO promette meno morti fra i civili
 
Jason Straziuso - Associated Press
 
04-01-07
 
Kabul, Afganistan. Ieri la NATO ha dichiarato di aver ucciso, nell’anno appena trascorso, troppi civili afgani nel corso dei combattimenti contro le rinate milizie talebane, ma ha anche annunciato di stare lavorando per invertire questa tendenza nel 2007.
 
L’ammissione arriva un giorno dopo l’ultima esortazione del presidente Hamid Karzai alle forze straniere di usare la massima cautela. ”L’unico sbaglio che abbiamo fatto, e che ci costa grande fatica rimediare, è stato di uccidere civili innocenti“, ha detto il generale Richard E. Nugee, portavoce ufficiale delle forze NATO.
 
Le forze Nato sono accusate di aver ucciso nell’ultimo anno dozzine di civili in bombardamenti aerei, combattimenti, e sparatorie varie, tanto da spingere più volte Karzai a sollecitare una maggiore attenzione delle forze internazionali durante le loro operazioni. Sempre Nugee rivela che le forze NATO hanno ucciso molti meno civili rispetto ai talebani, i quali, nell’ultimo anno, hanno sferrato un numero record d’attacchi suicidi. “Nessun paragone può essere fatto con i talebani”, aggiunge, “che uccidono un numero considerevole della loro gente senza mostrare alcun rimorso“.
 
Stando alle cifre NATO, i combattenti talebani hanno condotto 117 attacchi suicidi nel 2006 (aumentando di circa sei volte il dato del 2005), uccidendo 206 civili, 54 agenti di polizia afgani, e 18 soldati NATO.
 
Karzai, in una dichiarazione di due giorni fa, ha espresso “un profondo rammarico” per la morte di due civili nella provincia di Nangarhar avvenuta pochi giorni prima. Il ministro degli Interni afgano ha parlato di un coinvolgimento di soldati stranieri, sebbene un portavoce della NATO, il maggiore Dominic Whyte, abbia negato ogni responsabilità dei soldati NATO e della coalizione a guida statunitense. “Esorto ancora una volta”, conclude Karzai, “affinché le forze afgane e quelle internazionali raggiungano un maggiore coordinamento tra loro e che, durante le operazioni di antiterrorismo, venga usata la massima cautela”.
 
I bombardamenti Nato d’ottobre nel distretto di Panjwayi, a sud di Khandahar, stando alle fonti afgane, hanno causato l’uccisione di dozzine di civili, inclusi 20 membri di una stessa famiglia.
Una commissione comune d’inchiesta fra NATO e governo afgano, non è mai stata indetta, mentre il New York Times riporta il dato di 31 civili uccisi.
 
Dopo i bombardamento d’ottobre, Human Rights Watch ha accusato la NATO di non fare abbastanza per ridurre il numero di perdite civili in Afghanistan.