www.resistenze.org - popoli resistenti - afghanistan - 21-08-08 - n. 239

da Rebelion - www.rebelion.org/noticia.php?id=71625
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del centro di cultura e Documentazione Popolare
 
Gli Usa e i suoi alleati affondano sempre più nel pantano afgano
 
Dieci soldati francesi caduti in un’imboscata
 
Gara
 
20/08/2008
 
Dieci soldati francesi morti in un’imboscata a 50 chilometri da Kabul, una base statunitense attaccata per il secondo giorno consecutivo nell’est del paese. La resistenza moltiplica i suoi attacchi in Afghanistan, nonostante la presenza di 70.000 soldati stranieri. E gli esperti prevedono che dopo aver ripreso il controllo della metà del paese, i talebani sono pronti ad una “marcia verso la capitale”. Sembra preannunciarsi un ritorno talebano.
 
L’esercito francese lo scorso mese di aprile ha inviato rinforzi nell’oriente afgano, dove i talebani sono sempre più presenti, senza dimenticare le milizie del signore della guerra Gulbuddin Hekmatyar, leader della maggior formazione politica afgana, lo Hizb-i-Islam, molto potente in questa regione dell’Afghanistan. (...)
 
Fino ad ora i soldati francesi morti erano stati quattordici. Solo quest’anno, fra Nato ed esercito statunitense impegnato nell’operazione “Libertà Duratura” sono stati registrati 176 caduti, facendo diventare l’Afghanistan lo scenario più pericoloso. (...)
 
La presenza dei talebani in un distretto così vicino alla capitale, fa aumentare il timore che la resistenza completi il suo accerchiamento di Kabul. Secondo un gruppo di studi indipendente, Senlis, i talebani sono cresciuti nelle province di Wardak e Logar, ad ovest e a sud del paese, più della metà della provincia di Wardak è sotto controllo telebano.
 
 “Se si analizza quanto accaduto nella guerra contro i sovietici, Kabul fu accerchiata dai mujahidin e assistiamo ala ripetizione della storia”, assicura Harum Mir, del Centro studi Politici sull’Afghanistan.
 
“La strategia di accerchiamento della capitale viene da lontano ma ora il governo è incapace di impedirla. Si verificano attacchi sempre più frequenti contro i convogli logistici tra Kabul e Jalalabad (est)”, aggiunge l’esperto, che assicura l’alleanza tra talebani e le forze di Hekmatyar.
 
Habibullah Rafi, storico afgano, spiega il ritorno dei talebani verso Kabul, capitale che presero all’alleanza del nord nel 1996, a causa degli “errori” della campagna “Libertà Duratura”.
 
 “Quando gli statunitensi fecero cadere il loro regime (2001), i talebani si sono ritirati. Ma dopo i bombardamenti che hanno colpito duramente la popolazione civile, i talebani sono tornati con l’appoggio della popolazione, che quando non li aiuta direttamente, rimane passiva”.
 
Lunedì le cerimonie della “Festa d’Indipendenza” dell’Afghanistan nella capitale sono state ridotte al minimo, mentre 7.000 poliziotti e l’esercito USA vegliano contro le minacce.
 
I soldati nordamericani e i loro alleati europei affrontano una lotta molto dura non solo al sud del paese, tradizionale bastione talebano, ma anche nell’oriente afgano.
 
Ieri, decine di guerriglieri, tra cui alcuni carichi di esplosivi, hanno attaccato per due giorni di seguito la base militare statunitense di Salerno, vicino alla città di Jost, capitale della provincia omonima situata a 30 chilometri dalla frontiera con il vicino Pakistan.
 
Due minori che si rifugiavano in una casa vicina, sono morti per il bombardamento Nato eseguito per rappresaglia. Lunedì un attacco suicida con un autobomba ha fatto dieci morti.
 
Principali attacchi contro le truppe straniere
 
13 febbraio 2006 
Quattro soldati statunitensi morti a Uruzgan (sud).
 
18 settembre 2006 
Quattro soldati canadesi morti a sud ovest di Kandahar (sud).
 
8 aprile 2007 
Sei soldati canadesi morti in un attacco a un convoglio nel sud del paese.
 
19 maggio 2007 
Tre soldati tedeschi e sei civili afgani morti in un attacco in un mercato di Kunduz (nord), regione fino ad ora lontano dagli scenari bellici.
 
31 maggio 2007 
Un elicottero da trasporto Chinook è abbattuto nella provincia di Helmand. Muoiono i sette occupanti, cinque statunitensi, un britannico e un canadese.
 
10 novembre 2007 
Sei soldati della Nato muoiono nel nord del paese.
 
8 giugno 2008 
Tre britannici muoiono in un attacco suicida, portando la cifra dei caduti in Afghanistan dal 2001, solo per la Gran Bretagna, a un centinaio.
 
L’attacco più grave contro l’esercito francese da Beirut (1983)
 
Il recente attacco nel distretto afgano di Sarubi è il più grave patito dall’esercito francese dall’attentato contro il posto di blocco di Drakkar, avvenuto il 23 ottobre 1983 in Libano, che uccise 58 paracadutisti.
 
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha confermato la gravità dell’attacco e annunciato un viaggio lampo in Afghanistan, per visitare le sue truppe; “La mia determinazione è intatta. La Francia è determinata a proseguire la lotta contro il terrorismo, per la democrazia e la libertà (sic). La causa è giusta, e difendendola si difende l’onore della Francia e del suo esercito”.
 
Attualmente, in Afghanistan si trovano circa 3.000 soldati francesi in seno alla Forza Internazionale di Assistenza e Sicurezza (ISAF) della Nato, principalmente a Kabul e nella provincia di Kapisa, nordest della capitale. I francesi a Kabul sono 1.800, e dal 5 agosto hanno il comando della regione capitolina, uno dei cinque settori in cui la Nato ha diviso il territorio dell’Afghanistan, e dove si trovano anche contingenti turchi e italiani.
 
Circa 700 di quei soldati sono dispiegati a Kapisa, per controllare un acceso strategico alla capitale e dove la resistenza è ben radicata. Questi sono i rinforzi inviati da Sarkozy in seguito alla conferenza della Nato di aprile a Bucarest. Altri 170 militari francesi sono nella base Nato a Kadahar, ove operano tre Super-Etendard e tre Mirage 2000 che forniscono appoggio aereo alle operazioni contro la resistenza.
 
Le forze francesi sono supportate da aerei da trasporto a Dushambé (Tagikistan) e da un aereo da rifornimento C135 con base a Manas, Kirgizistan, sempre in Asia Centrale.
 
Lo stato francese partecipa al controllo dello spazio marittimo dell’operazione “Libertà Duratura” sotto comando USA. Contando il personale che lavora fuori Afghanistan, ma in relazione a questo teatro di guerra, il dispositivo francese è costituito da più di 3.600 militari.