www.resistenze.org - popoli resistenti - afghanistan - - n. 258

da www.workers.org/2009/world/afghanistan_0129/ 
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Intrappolati a Khyber Pass
 
di G. Dunkel
 
25/01/2009
 
Il giorno in cui il neo eletto Vice Presidente Joseph Biden visitò Kabul, l'attuale capitale, e Khandahar, la più grande città nel sud dell'Afghanistan, partì un attacco di oltre 600 combattenti della resistenza afgana contro un avamposto di frontiera nel nord-ovest del Pakistan.
 
Era il più grande attacco contro le truppe pakistane degli ultimi mesi: la guerriglia armata con rlanciagranate RPG e mitragliatrici accerchiava il forte nella notte del 10 gennaio e combatteva duramente anche nel mattino successivo (Wall Street Journal, 11 gennaio). Notizie non confermate parlavano di alcuni soldati pakistani catturati, sei uccisi e sette feriti.
 
Il Passo Khyber
 
Biden, presidente uscente della Commissione rapporti internazionali del Senato [indicato come vice di Obama, già nell’agosto 2008, n.d.t.], concluse il viaggio tra Afghanistan e Pakistan l’11 gennaio. Il viaggio sottolineava l'importanza che l’amministrazione Obama avrebbe messo nelle lotte in Asia Centrale.
 
Khabrein.info, agenzia di stampa musulmana con base in India, ha riportato di pesanti combattimenti durati 3 giorni in questa zona del confine afgano-pakistano, in cui hanno perso la vita oltre 76 persone, compresi sei uomini della polizia e cinque militari stranieri.
 
Brevi notizie sui giornali dei paesi con truppe in Afghanistan - Francia, Canada, Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti - hanno minimizzato i fatti parlando di attentati di piccola entità: bombe collocate sul ciglio della strada (roadside bombs) o missioni suicide, che non producono numerose vittime da entrambi i lati e tengono sotto pressione le forze di occupazione.
 
Nel periodo invernale, i combattimenti in Afghanistan sono inconsueti, per via della poche strade e delle forti nevicate. Tanta attività da parte della resistenza indica la fiducia di vincere la lotta.
 
In buona parte del Sud dell’Afghanistan, la resistenza controlla il territorio (Los Angeles Times, 10 gennaio). I combattenti non sono preoccupati della International Security Assistance Forces (ISAF) se continua a tenersi da parte in piccole postazioni a margine.
 
Battaglie in altre parti dell'Afghanistan
 
I militari afgani hanno reso noto che il 15 gennaio un elicottero che trasportava uno dei più alti generali dell’esercito del paese e 12 soldati, è precipitato nell’Afghanistan occidentale, nessuno è sopravvissuto. L'esercito ha imputato il fatto alla scarsa manutenzione e al cattivo tempo. I talebani hanno dichiarato invece di averlo tirato giù.
 
Nel centro di Kabul il 17 gennaio, un'auto bomba è esplosa sulla strada che collega l'ambasciata tedesca a una base militare degli Stati Uniti, in una zona che si ritiene ben sorvegliata. Almeno tre persone sono state uccise e 12 ferite. L'esercito statunitense riconosce l’uccisione di un solo soldato, ma ammette che tre sono stati evacuati alla base di Baghram Air Force. (New York Times, 18 gennaio)
 
L’aumento delle truppe non fermerà la resistenza
 
Il generale USA Bantz Craddock, comandante supremo della NATO in Europa, ritiene che le forze americane staranno in Afghanistan per "almeno" un decennio, con successivi presidi da mantenersi per molto più tempo. In un'intervista del 10 gennaio di Deutsche Welle, agenzia tedesca, Craddock ha ammesso che gli Stati Uniti invieranno 30.000 soldati in Afghanistan nel 2009.
 
A proposito della volontà del Presidente Barack Obama di ottenere un maggior coinvolgimento da parte degli alleati europei, Craddock ha detto: "penso che sarà difficile, per via della riduzione dei bilanci alla difesa". La NATO dovrà rimpiazzare le forze olandesi dispiegate nel sud Afghanistan nel 2010 e quelle canadesi nel 2011.
 
L’invio di 30.000 soldati in Afghanistan, paese povero, totalmente sottosviluppato attraversato da 30 anni di guerra, richiede un maggior supporto logistico. Queste truppe avranno bisogno, in base al Gen. David McKiernan, il generale maggiore USA in Afghanistan, di un maggior appoggio in termini di “elicotteri, ingegneri, polizia militare, trasporti." (Associated Press, gen 10)
 
Attualmente l'80 per cento delle forniture utilizzate da ISAF / NATO e Stati Uniti giungono in Afghanistan attraverso il Khyber Pass dal porto di Karachi, Pakistan, mentre il restante 20 per cento proviene per via aerea o attraverso il più piccolo e difficile passaggio che porta a Khandahar (Le Monde, 30 dicembre). Gli Stati Uniti hanno un accordo con la Russia per le forniture via nave dal Mar Nero e poi attraverso l'Asia centrale, ma è un percorso molto più costoso.
 
A metà dicembre, gli attacchi contro i depositi di Peshawar, in Pakistan, sono cresciuti in modo così intenso e cruento da indurre i camionisti a rifiutare il trasferimento di forniture a Kabul. Anche i convogli meglio protetti sono stati attaccati attraverso il valico.
 
Il Pakistan ha chiuso il passaggio nei primi di gennaio per tre giorni, sostenendo la necessità di ripulire la zona dalla guerriglia. I rapporti che coprono l'operazione accennavano che l'esercito pakistano fosse sconvolto dalle voci di un attacco USA sul territorio pakistano, ma non vi sono state dichiarazioni esplicite.
 
Syed Saleem Shazad, responsabile pakistano dell’Asia Times Online (Hong Kong), giornalista ampiamente accreditato per fama internazionale, cita un alto e anonimo stratega talebano che dice: "Tagliare le strade degli approvvigionamenti NATO in Pakistan è un elemento importante della nostra strategia. Se attuato correttamente nel corso del 2008, la NATO dovrà ritirare le sue forze nel 2009, ma potrebbe volerci un altro anno ". (Le Monde Diplomatique, ottobre 2008)
 
La Gran Bretagna, al culmine della sua espansione imperialista, non era in grado di controllare e di occupare l'Afghanistan nel 19esimo secolo. Alla luce del rallentamento della crescita economica che affligge attualmente l'Europa e gli Stati Uniti, delle debolezze strategiche e dell’implacabile resistenza del popolo afgano all’occupazione, è difficile che gli Stati Uniti abbiano successo nel 21esimo secolo.