ASSOCIAZIONE
MADRES DE PLAZA DE MAYO
Buenos Aires, 12 febbraio
2002
PENTOLE PIENE E LAVORO PER
TUTTI!
In quale "corralito"
sono rimasti rinchiusi i 100 bambini che muoiono nel nostro paese per
fame o malattie della povertà?
La maggioranza dei media dedica dalle
23 alle 24 ore al giorno a parlare di piano economico, dollarizzazione,
pesificazione e dei termini fissi.
Quando un disoccupato rompe
vetri od occupa ministeri, riceve condanne dai 3 ai 5 anni di prigione
per violazione della proprietà privata. Invece, coloro che occupano le
banche e rompono i vetri reclamando per i loro conti correnti, vengono
giustificati dalla stampa che afferma che hanno dei diritti. Ma i
disoccupati e i nullatenenti hanno forse meno diritti?
I
compagni del Coordinamento di Disoccupati Aníbal Verón stanno tagliando
la strada davanti allo stabilimento Pepsi-Cola a Florencio Varala da
dieci giorni, ma nessun mezzo di comunicazioni si è fatto vedere da
quelle parti. 160 tende o semplici tende con teli e coperte offrono
riparo agli 800 compagni e alle loro famiglie. In quale "corralito" sono
intrappolati visto che le loro proteste non sono ascoltate?
Sono i loro figli, i figli dei poveri, a morire tutti i giorni: le
statistiche ufficiali parlano di 100 bambini morti al giorno. Quale è il
prezzo delle loro vite, e si calcolano in dollari, pesos, lecop,
patacones ? Chi pagherà per queste morti?
Alfonsín, Menem, De
la Rúa, Duhalde, Cavallo, Martínez de Hoz, Remes Lenicov, il Fondo
Monetario, EE.UU., la banca mondiale, le multinazionali, tutti loro sono
colpevoli e responsabili dello sfruttamento del popolo. E' vero che a
molte persone è stato rubato il denaro, ma finora non abbiamo contato
quanti milioni sono morti e non abbiamo detto quale valore diamo alla
vita dei bambini. Le pentole che vengono percosse sono vuote, vuote come
le pentole di quelle famiglie cui muoiono i bambini tutti i giorni.
La Associazione Madres de Plaza de Mayo chiede di riempire le
pentole di amore ed aggiungere alle nostre rivendicazioni la pretesa di
un lavoro degno per tutti. Lottiamo per cacciare tutti quelli che ci
tradiscono, truffano, rubano, mentre ci schiavizzano e uccidono sempre
di più. Con assemblee di quartiere solidali, con riunioni settimanali e
una manifestazione tutti i venerdμ raggiungeremo quegli obiettivi
che devono essere di tutti. La mancanza di lavoro è un crimine per cui
qualcuno dovrà pagare
.
Hebe de Bonafini
Presidentessa