fonte: Movimento Patriottico
Rivoluzionario Quebracho (MPR) e Partito della Liberazione (PL)
Estratti a cura e tradotti da F. Rossi
Costruiamo l’Unità Rivoluzionaria
nella lotta popolare
Uno degli aspetti della situazione argentina è la ribellione popolare.
Milioni di lavoratori, disoccupati, giovani e vecchi, della città e della
campagna, ceti medi, intellettuali, ecc., si sono attivati per avere soluzioni
urgenti ai loro problemi. E forse sono sul punto di trovare una soluzione
politica popolare ai drammi del paese: disoccupazione, corruzione, repressione,
politiche che ottengono privilegi per pochi. (..)
Il traballante governo di E. Duhalde, appoggiato dal Pj e dall’Alleanza, cerca
di continuare ad applicare le politiche di fame e mano pesante, caratteristiche
dei loro predecessori Menem e De La Rua. In ogni caso, la novità è che il
governo attuale – ferito a morte dalla resistenza – ha invitato ad elezioni
truffa per eleggere il presidente ed il suo vice nel marzo 2003. Secondo questo
programma, in maggio se ne andrebbe l’attuale esecutivo, rimarrebbero però la
Corte Suprema, buona parte del Legislativo, il potere economico e l’apparato
repressivo poliziesco e militare. Dopodiché, continuerebbero a tenere
saldamente il potere l’alleanza tra i gruppi monopolisti e bancari, il FMI –
Banca Mondiale e l’imperialismo yankee ed europeo.
Questa tornata elettorale, oltre a cercare il ricambio all’interno del sistema,
via Rodriguez Saa, Carrio, Menem, ecc., cerca anche di dissuadere il popolo dal
bloccare le strade. In questa situazione politica non ci serve l’unità
elettorale, transitoria ed elitaria, come quella che cercano di orchestrare il
centrosinistra di Carrio e Di Gennaro, e la sinistra parlamentare (IU e PO).
Ciò che ci serve, invece è l’unità rivoluzionaria, nata dagli scioperi, dai
picchettaggi, nata dal basso per la lotta che conduca ad un nuovo potere. (..)
Per questo siamo in lotta, per le rivendicazioni più sentite dal nostro popolo
e per la costruzione di un fronte politico d’Unità Rivoluzionaria. Quest’ultimo
deve essere un centro di coordinamento che partecipi attivamente alle
mobilitazioni, politicizzi tutti gli slogan di “Pane e Lavoro” con quelli di
“Libertà e Sovranità”, più una chiara definizione antimperialista e
rivoluzionaria.
L’unità Rivoluzionaria non ha padroni. (..) Qui trovano il loro posto coloro
s’identificano con la sinistra rivoluzionaria, con il nazionalismo popolare
rivoluzionario, con il peronismo antisistema, con i socialisti e gli
indipendenti, con i sindacalisti classisti, con le organizzazioni combattive
dei piqueteros, con la cura delle provincie e degli umili, con la gioventù
schierata che innalza il Che Guevara, con i militanti dei diritti umani che
s’identificano con le Madri di Plaza de Mayo e i 30 mila desaparecidos, con gli
intellettuali che non si sono venduti al regime., ecc.
(..) [L’Unità Rivoluzionaria] è patriottica e internazionalista, con il comune
denominatore antimperialista. Considera l’imperialismo il principale nemico di
tutti i popoli del mondo, di quelli che vuole sottomettere con una penetrazione
combinata, politica, economica, culturale, e se necessario con i marines. (..)
Via gli yankee e il FMI! Abbasso il governo di Duhalde e del FMI! NO al pagamento del debito estero! Libertà a tutti i prigionieri politici e sociali! No alle elezioni truffa!