www.resistenze.org - popoli resistenti - argentina - 05-12-03

From: Communist Party of Argentina, Thursday, November 06, 2003
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trad. di F. Rossi

Dichiarazione del Partito Comunista Argentino
Costruire un fronte di opposizione antiliberista e antimperialista



Sebbene il contenuto dei discorsi del Presidente Kirchner ed altri funzionari è cambiato, non si è prodotto nessun cambiamento.
Ed ogni volta è il nostro popolo che soffre le conseguenze delle politiche neoliberali di Menem, De la Rhua e Duhalde. Col nuovo governo, continua senza prospettive di modifica la dinamica feroce della disoccupazione ed il congelamento salariale, dei pagamenti del debito estero ed i superprofitti delle privatizzazioni.

Non si tratta di un affermazione capricciosa: sono stati firmati gli accordi col Fondo Monetario Internazionale, che costituiscono, quelli sì, il vero programma di governo.

Con questa impostazione si è dato al Congresso della Nazione un progetto per il 2004 che privilegia i creditori esterni, stabilendo che non ci saranno aumenti salariali e di pensioni, e tantomeno sussidi alla disoccupazione, e che continueranno nel soffocamento preventivo il sistema sanitario pubblico e dell’istruzione. Al contrario, si voterà la" compensazione" alle banche e si annunciano aumenti di tariffe dei servizi pubblici privatizzati, e nuove concessioni di pedaggi. Ora pretendono di entrare nell’Alca discutendo solo elementi parziali di quel meccanismo di fine delle sovranità e d’annessione dei paesi dell’America Latina.
Una conclusione è chiara: il" modello" che tirerà fuori il Paese ed impoverirà il popolo, pur ora in una fase diversa, continua.

L'assassinio dei compagnis di Jujuy, e il giro di vite repressivo nei confronti dei « piqueteros » proprio in concomitanza con le manovre militari realizzate con le truppe USA, non è casuale. Il governo promuove un’azione repressiva coordinata in tutta l’America Latina mediante la realizzazione di manovre militari congiunte sotto il comando di chi non vacilla nel massacrare il paese iracheno. Gli stessi che oggi ricevono la giusta punizione dalla resistenza di quell'eroico popolo contro l'invasore. All'annuncio della messa in vigore di una brigata (poliziesca) “antipiqueteros”, si aggiunge già il progetto ufficiale di legge antiterrorista.

È necessario opporci e resistere a queste politiche con la lotta di tutti i settori colpiti e con la construzione di una confluenza politica e sociale di tutta l'opposizione antiliberista, antimperialista e democratica. Per un aumento generale di salari, pensioni, sussidi alla disoccupazione e per la creazione d’autentico impiego mediante piani di opere pubbliche, crediti alle imprese e altre misure di riattivazione del mercato interno. Per una riforma delle imposte che elimini l’IVA per gli alimenti e iprodotti di prima necessità, e tassi invece le grandi ricchezze e guadagni dei monopoli stranieri e locali. Per la sospensione dei pagamenti del cosiddetto debito estero e il recupero del patrimonio pubblico degli argentini. Per un sistema finanziario al servizio delle necessità popolari ed il controllo statale del commercio esterno. Per uno shock distributivo finalizzato alla riattivazione economica, che finisca con l'ignominia di un paese immensamente ricco con più della metà della sua popolazione sommersa nella povertà ed indigenza.

Il nostro paese ha prodotto grandi lotte, vere rivolte popolari che percorsero tutto il paese ed ebbero un momento qualitativamente alto tra il 19 e il 20 di dicembre del 2001.
Senza dubbio, quelle lotte non riuscirono a creare una nuova forza politica popolare che potesse esprimere l’energia dimostrato nelle strade e nelle piazze. Ciò è stato per il peso di chi per le sue posizioni conciliatrici, ieri nel Frepaso o nell’Alleanza, ed oggi nella cosiddetta “trasversalità”, tolser peso alle mobilitazioni nei momenti decisivi, e di altri, di tendenza movimentista, che mobilitarono senza apportare all'organizzazione un’alternativa politica unificatrice, lanciandosi a volte, addirittura in una suicida concorrenza tra loro.

Dalla posizione ufficiale del governo si appoggia la continuità rafforzando l'unità duhaldista-kirchnerista, spingendo la cosiddetta trasversalità e l'alleanza con l'UCR ed altri settori.
Da parte sua la destra si raggruppa per pressare questo governo in funzione dei suoi interessi.
Se non avanziamo verso un centro coordinatore, verso la formazione di un fronte d’opposizione contro quello neoliberista e imperialista, le forze del sistema continueranno a manovrare con la forza della nostra disunione, creando illusioni che facilitino il continuismo.

È possibile avanzare. La crisi capitalista che affama e sottomette centinaia di milioni di latinoamericani finisce di manifestarsi nella fuga di Sanchez de Lozada davanti alla ribellione del paese boliviano, e nel rifiuto al plebiscito d’Uribe ed il trionfo di una coalizione alternativa a Bogotà ed altre città della Colombia. Questi fatti seguono al fallimento del colpo di stato organizzato dalle multinazionali contro il paese ed il governo venezuelano.
È necessario affannarsi affinché il prossimo anniversario della gesta del 19 e 20 ci trovi già ben avviati per risolvere la prova dell’unità popolare.

Che il ricordo di quelle giornate di dignità e ribellione popolare contribuisca a forgiare un movimento permanente e stabile, capace di occupare gli spazi vacanti dell'opposizione alternativa.
Da questa prospettiva, il Partito Comunista ratifica la sua Participazione in Sinistra Unita, ed i suoi accordi con il Partito Socialista, prospettiva che riteniamo possa dare impulso alla confluenza di tutte le forze dell’opposizione di resistenza intorno ad un programma di liberazione.

Comitato Centrale del Partito Comunista, in Sinistra Unita,

Buenos Aires, Novembre 2003