From: Communist Party of Argentina, Thursday, November 06, 2003
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trad. di F. Rossi
Dichiarazione del Partito Comunista Argentino
Costruire un fronte di opposizione antiliberista e
antimperialista
Sebbene il contenuto dei discorsi del Presidente Kirchner ed
altri funzionari è cambiato, non si è prodotto nessun cambiamento.
Ed ogni volta è il nostro popolo che soffre le conseguenze delle politiche
neoliberali di Menem, De la Rhua e Duhalde. Col nuovo governo, continua senza
prospettive di modifica la dinamica feroce della disoccupazione ed il
congelamento salariale, dei pagamenti del debito estero ed i superprofitti
delle privatizzazioni.
Non si tratta di un affermazione capricciosa: sono stati firmati gli accordi col Fondo
Monetario Internazionale, che costituiscono, quelli sì, il vero programma di
governo.
Con questa impostazione si è dato al Congresso della Nazione un
progetto per il 2004 che privilegia i creditori esterni, stabilendo che non ci
saranno aumenti salariali e di pensioni, e tantomeno sussidi alla
disoccupazione, e che continueranno nel soffocamento preventivo il sistema
sanitario pubblico e dell’istruzione. Al contrario, si voterà la"
compensazione" alle banche e si annunciano aumenti di tariffe dei servizi
pubblici privatizzati, e nuove concessioni di pedaggi. Ora pretendono di
entrare nell’Alca discutendo solo elementi parziali di quel meccanismo di fine
delle sovranità e d’annessione dei paesi dell’America Latina.
Una conclusione è chiara: il" modello" che tirerà fuori il Paese ed
impoverirà il popolo, pur ora in una fase diversa, continua.
L'assassinio dei compagnis di Jujuy, e il giro di vite repressivo nei
confronti dei « piqueteros » proprio in concomitanza con le manovre
militari realizzate con le truppe USA, non è casuale. Il governo
promuove un’azione repressiva coordinata in tutta l’America Latina mediante la
realizzazione di manovre militari congiunte sotto il comando di chi non vacilla
nel massacrare il paese iracheno. Gli stessi che oggi ricevono la giusta
punizione dalla resistenza di quell'eroico popolo contro l'invasore.
All'annuncio della messa in vigore di una brigata (poliziesca)
“antipiqueteros”, si aggiunge già il progetto ufficiale di legge antiterrorista.
È necessario opporci e resistere a queste politiche con la lotta di tutti i
settori colpiti e con la construzione di una confluenza politica e sociale di
tutta l'opposizione antiliberista, antimperialista e democratica. Per un
aumento generale di salari, pensioni, sussidi alla disoccupazione e per la
creazione d’autentico impiego mediante piani di opere pubbliche, crediti alle
imprese e altre misure di riattivazione del mercato interno. Per una riforma
delle imposte che elimini l’IVA per gli alimenti e iprodotti di prima
necessità, e tassi invece le grandi ricchezze e guadagni dei monopoli stranieri
e locali. Per la sospensione dei pagamenti del cosiddetto debito estero e il
recupero del patrimonio pubblico degli argentini. Per un sistema finanziario al
servizio delle necessità popolari ed il controllo statale del commercio
esterno. Per uno shock distributivo finalizzato alla riattivazione economica,
che finisca con l'ignominia di un paese immensamente ricco con più della metà
della sua popolazione sommersa nella povertà ed indigenza.
Il nostro paese ha prodotto grandi lotte, vere rivolte popolari
che percorsero tutto il paese ed ebbero un momento qualitativamente alto tra il
19 e il 20 di dicembre del 2001.
Senza dubbio, quelle lotte non riuscirono a creare una nuova forza politica
popolare che potesse esprimere l’energia dimostrato nelle strade e nelle
piazze. Ciò è stato per il peso di chi per le sue posizioni conciliatrici, ieri
nel Frepaso o nell’Alleanza, ed oggi nella cosiddetta “trasversalità”, tolser
peso alle mobilitazioni nei momenti decisivi, e di altri, di tendenza
movimentista, che mobilitarono senza apportare all'organizzazione
un’alternativa politica unificatrice, lanciandosi a volte, addirittura in una
suicida concorrenza tra loro.
Dalla posizione ufficiale del governo si appoggia la continuità
rafforzando l'unità duhaldista-kirchnerista, spingendo la cosiddetta
trasversalità e l'alleanza con l'UCR ed altri settori.
Da parte sua la destra si raggruppa per pressare questo governo in funzione dei
suoi interessi.
Se non avanziamo verso un centro coordinatore, verso la formazione di un fronte
d’opposizione contro quello neoliberista e imperialista, le forze del sistema
continueranno a manovrare con la forza della nostra disunione, creando illusioni
che facilitino il continuismo.
È
possibile avanzare. La crisi capitalista che affama e sottomette
centinaia di milioni di latinoamericani finisce di manifestarsi nella fuga di
Sanchez de Lozada davanti alla ribellione del paese boliviano, e nel rifiuto al
plebiscito d’Uribe ed il trionfo di una coalizione alternativa a Bogotà ed
altre città della Colombia. Questi fatti seguono al fallimento del colpo di
stato organizzato dalle multinazionali contro il paese ed il governo
venezuelano.
È necessario affannarsi affinché il prossimo anniversario della gesta del 19 e
20 ci trovi già ben avviati per risolvere la prova dell’unità popolare.
Che il ricordo di quelle giornate di dignità e ribellione popolare contribuisca
a forgiare un movimento permanente e stabile, capace di occupare gli spazi
vacanti dell'opposizione alternativa.
Da questa prospettiva, il Partito Comunista ratifica la sua Participazione in
Sinistra Unita, ed i suoi accordi con il Partito Socialista, prospettiva che
riteniamo possa dare impulso alla confluenza di tutte le forze dell’opposizione
di resistenza intorno ad un programma di liberazione.
Comitato Centrale del Partito Comunista, in Sinistra Unita,
Buenos Aires, Novembre
2003