da
http://www.obrerosdezanon.org/article.php3?id_article=108
traduzione dallo spagnolo di F.R.
Vittoria operaia argentina
Claudia Korol
Il trionfo delle operaie ha il sapore dell'allegria e della conquista
guadagnata con la perseveranza, grazie alla tenacia di quelle donne e quegli
uomini che seppero il 18 di dicembre del 2001 unirsi alla ribellione argentina,
ed occupare l'impresa.
La conquista si deve leggere attraverso le date della lotta di queste sarte: la
prodezza di riuscire a sostenere il 19 di dicembre l'occupazione, quando nel
paese il presidente Fernando della Rúa dichiarava lo Stato d’Assedio.
Il coraggio di ricominciare la
produzione, facendo dell’impresario sfruttatore Brukman, il simbolo di
un'esperienza istruttiva: quella di operaio senza modello.
La decisione di difendere un'altra volta l'impresa recuperata, fino alla notte
fatale del 18 di aprile, notte in cui furono cacciate. Cominciò allora un’altra
fase. I tentativi di recupero. Le pájaras che cercarono di volare sopra gli
steccati polizieschi il 21 aprile, fermate solo da gas e pallottole. Donne che
sentirono per la prima volta in quei giorni il prurito dei gas lacrimogeni, il
sibilo delle pallottole, ma anche il caldo delle solidarietà Donne che
impararono a crescere nella lotta e che si fecero compagne dei portatori di
picconi e piqueteras, delle femministe, dei membri dell'assemblea dei
lavoratori e lavoratrici di altre imprese occupate, degli studenti che diedero
loro lezioni pubbliche nelle Università, delle Madri della Piazza di Maggio.
Donne che seppero emozionarci insegnandoci a cucire e a ricamare resistenze,
aprendo le porte dell'immaginazione per sognare che è possibile non solo che si
unisca un’ impresa, ma addirittura un paese, di operai ed operaie, un mondo di
lavoratori e lavoratrici libere.
Le sarte sono state accampate otto mesi di fronte alla loro azienda.
Ostacolarono le manovre padronali per riaprirla con altri lavoratori e molti
poliziotti. Conobbero la solidarietà dei fondi di sciopero creati dai
lavoratori di altre imprese, come i compagni e le compagne sempre presenti di
Zanon. Conobbero il dibattito politico. Impararono a conoscere le forme in cui
agiscono i partiti, quelli di destra, quelli di sinistra. Impararono a
conoscere le promesse incompiute dei funzionari. Impararono a misurare le loro
forze. Impararono ad avanzare e a retrocedere. Impararono il momento in cui
tutto è entusiasmo, ed impararono anche il sapore di non poche delusioni.
Vinsero e persero. Si sentirono accompagnate e si sentirono sole. Continuarono
la lotta.
Entrando nell’azienda, Celia rivisse come in un film tutti quei momenti.
L'usura che registrò il proprio gruppo, in questi due anni tanto duri. Le
decisioni che dovettero assumere, anche contro alcuni convinzioni. Le alleanze
che dovettero realizzare.
L'allegria ha qualche dispiacere. Oggi qualche nuovo arrivato gli vuole mettere la sua etichetta al movimento, ai
corpi infreddoliti estanchi di queste donne. Le sarte continuano a percorrere i
sei piani dell'edificio. Denunciano che mancano elementi importanti per
riprendere la produzione, come un CPU coi piani di design dei capi
d'abbigliamento, pezzi dei macchinari, vestiti che erano pronta per la vendita.
"È un disastro quello che hanno combinato - dice Celia Martínez ad Adital
-. Ci sono un sacco di macchine automatiche rotte. Ancora non abbiamo un
bilancio dei danni. Perché tanto danno, se dicevano che volevano riprendere la
produzione"? Le lavoratrici ricordano che dal giorno dello sgombro,
l'immobile rimase sotto custodia della Polizia Federale, e furono i Brukman o i
loro rappresentanti gli unici a cui si permise di entrare.
Il ritorno delle operaie nell’impresa diventò possibile poiché a partire dalla
loro lotta, la Giustizia commerciale dettò, il 20 ottobre, il fallimento dell'impresa
ed il 30 ottobre la Legislatura di Buenos Aires la dichiarò "di utilità
pubblica" e l'espropriò, per cederla alla cooperativa formata dai
lavoratori il cui nome ricorda il giorno in cui cominciò l'occupazione della
fabbrica," 18 dicembre." Passarono due anni da quel 18 di dicembre in
cui le sarte fecero la scelta fatidica.
“La lotta è appena incominciata” - confessa Celia mentre alza il bicchiere del
brindisi.
Da Operaio di Zanon, Argentina