www.resistenze.org - popoli resistenti - argentina - 17-03-04

fonte http://www.rebelion.org/internacional/040310esquivel.htm

traduzione dallo spagnolo di F.R.

10 marzo 2004

Colpi di stato in America Latina


Adolfo Pérez Esquivel
Argenpress

La crosta terrestre si è surriscaldata e la temperatura tende ad aumentare, non solo per l'irrazionalità e la mancanza di tutela dell’ambiente, ma per l'aumento dei conflitti armati e l'instabilità sociale, politica ed economica. La corda si va tendendo e la pazzia dei potenti non misura le conseguenze per la vita dei paesi che sono sotto il loro dominio.

L’America Latina ha esperienze dolorosissime di colpi di Stato, ma nonostante esistano ferite mai cicatrizzate si cerca di superare il dramma vissuto, e si lotta per la Verità e Giustizia.

Continua la resistenza per la costruzione democratica.

Haiti è un paese devastato ed affamato ormai da molti decenni; è il paese più povero di tutto il continente americano. Come ha scritto qualcuno, il presidente deposto Jean Bertrand Aristide, senza aiuti, senza progetti e con gravi problemi strutturali, sottoposto alle imposizioni USA ed agli interessi in lotta della potente minoranza haitiana che risiede all'estero poteva soltanto ridistribuire .. i sogni.

È un paese ingovernabile con un profondo deterioramento sociale e dello Stato. Uno dei fattori di questa situazione è stata la mancanza di dialogo da parte del governo con i settori dell'opposizione politica che furono alleati del governo in passato. Il governo di Aristide ha sofferto una demolizione permanente e condizionamenti costanti.

Gli autori del “ golpe ” per abbattere il presidente, sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani; sono assassini al servizio di grandi interessi economici e politici. Il presidente deposto ha dichiarato che le forze nordamericane lo hanno estromesso con la forza delle armi.
È un chiaro colpo di Stato ed un'ingerenza straniera, pertanto bisogna domandarsi: chi ha armato i ribelli per abbattere un governo costituzionale?

Le truppe USA e della  Francia hanno di nuvo occupato quel paese giustificandosi con l’intento di  difendere gli interessi haitiani e della democrazia, che intanto però calpestano.

Evidentemente, la guerra di bassa intensità che si va estendendo nel continente è un sonoro allarme per tutti i governi democratici, è così che lo definisce Stella Calloni, una giornalista che analizza acutamente i processi geopolitici vigenti nel continente americano.

Un altro dei fatti preoccupanti è il costante assedio per abbattere il governo democratico venezuelano che presiede Hugo Chávez, che resiste ed affronta un'opposizione che non bada a spese per raggiungere i suoi obiettivi generando violenza ed arrecando un profondo danno al paese.

Quella guerra di bassa intensità è soprattutto molto attiva nei mezzi di comunicazione che cercano di demonizzare il governo e giustificare l'azionare dei grandi interessi economici e politici in lotta. Il “golpe” di Carmona, un potente imprenditore, fallì per l'azionare del paese e l'appoggio internazionale. Oggi il governo venezuelano è di nuovo insidiato da nuovi tentativi di provocare l'uscita di Hugo Chávez. La violenza sfrenata con morti, feriti e detenuti, sta debilitando il paese.
Il governo di Hugo Chávez è incalzato, con l'intervento e l’appoggio degli USA all'opposizione guidata dagli imprenditori e dai media, il che fa riflettere seriamente sulle forme di queste guerre a bassa intensità che cercano di abbattere democraticamente i governi eletti.

I punti interrogativi vertono su quello che può succedere in tutto il continente latinoamericano con l'interventismo straniero che si autoimpone come regolatore della democrazia, quello che è successo ad Haiti è un grave precedente per gli altri paesi.

Si veda il caso della Colombia: tensione e violenza tanto del governo quanto delle guerriglie da ben 40 anni! Tuttavia la Colombia è considerata un paese democratico, semplicemente perché votano, non per la validità dei diritti dei cittadini e per i diritti umani.
Io credo che si stiano applicando esperienze pilota per controllare governi discoli che non rispondano agli interessi dei centri di potere.

Che cosa può succedere col governo di Lula e di Kirchner se cercano di toccare gli interessi delle grandi corporazioni o affrontare il FMI e la BM? Le campagne mediatiche, le vere centrali della disinformazione, le lobby, hanno esperienza per abbattere governi che considerano indesiderabili.

L'ambasciatrice degli USA in Brasile, segnala che Lula possono tollerarlo, ma non tutte le sue posizioni, per esempio appoggiare Fidel Castro e Hugo Chávez. La democrazia della grande potenza arriva ai limiti dei suoi interessi. Cioè, fino a dove conviene loro.
È preoccupante ascoltare ministri argentini che dicono: “ stiamo aspettando l'approvazione di Bush, per pagare al FMI gli interessi del debito estero”. Ci deve “ dare un segno di approvazione”.

Gli imperatori non guardano né ascoltano i loro schiavi e sudditi, semplicemente li usano quando ne hanno bisogno. In altri termini, stanno sperando che l'imperatore Bush alzi o abbassi il pollice.

È quello il paese che vogliamo?. Il circo romano è qui, le fiere sono affamate e ce ne sono già molte nella sabbia mentre gli avvoltoi aspettano gli avanzi. ..Ma nasce sempre uno Spartaco che lotta per la libertà.

Adolfo Pérez Esquivel è Premio Nóbel della Pace, 1980 e direttore del Servizio di Pace e Giustizia, Serpaj, in Argentina.