fonte http://www.rebelion.org/internacional/040310esquivel.htm
traduzione dallo spagnolo
di F.R.
10 marzo 2004
Colpi di stato in America Latina
Adolfo Pérez Esquivel
Argenpress
La crosta terrestre si è surriscaldata e la temperatura tende ad aumentare, non
solo per l'irrazionalità e la mancanza di tutela dell’ambiente, ma per
l'aumento dei conflitti armati e l'instabilità sociale, politica ed economica.
La corda si va tendendo e la pazzia dei potenti non misura le conseguenze per
la vita dei paesi che sono sotto il loro dominio.
L’America Latina ha esperienze dolorosissime di colpi di Stato, ma nonostante
esistano ferite mai cicatrizzate si cerca di superare il dramma vissuto, e si
lotta per la Verità e Giustizia.
Continua la resistenza per la costruzione democratica.
Haiti è un paese devastato ed affamato ormai da molti decenni; è il paese più
povero di tutto il continente americano. Come ha scritto qualcuno, il
presidente deposto Jean Bertrand Aristide, senza aiuti, senza progetti e con
gravi problemi strutturali, sottoposto alle imposizioni USA ed agli interessi
in lotta della potente minoranza haitiana che risiede all'estero poteva
soltanto ridistribuire .. i sogni.
È un paese ingovernabile con un profondo deterioramento sociale e dello Stato.
Uno dei fattori di questa situazione è stata la mancanza di dialogo da parte
del governo con i settori dell'opposizione politica che furono alleati del
governo in passato. Il governo di Aristide ha sofferto una demolizione
permanente e condizionamenti costanti.
Gli autori del “ golpe ” per abbattere il presidente, sono
responsabili di gravi violazioni dei diritti umani; sono assassini al servizio
di grandi interessi economici e politici. Il presidente deposto ha dichiarato
che le forze nordamericane lo hanno estromesso con la forza delle armi.
È un chiaro colpo di Stato ed un'ingerenza straniera, pertanto bisogna
domandarsi: chi ha armato i ribelli per abbattere un governo costituzionale?
Le truppe USA e della Francia hanno di
nuvo occupato quel paese giustificandosi con l’intento di difendere gli interessi haitiani e della
democrazia, che intanto però calpestano.
Evidentemente, la guerra di bassa intensità che si va estendendo nel continente
è un sonoro allarme per tutti i governi democratici, è così che lo definisce
Stella Calloni, una giornalista che analizza acutamente i processi geopolitici
vigenti nel continente americano.
Un altro dei fatti preoccupanti è il costante assedio per abbattere il governo
democratico venezuelano che presiede Hugo Chávez, che resiste ed affronta
un'opposizione che non bada a spese per raggiungere i suoi obiettivi generando
violenza ed arrecando un profondo danno al paese.
Quella guerra di bassa intensità è soprattutto molto attiva nei mezzi di
comunicazione che cercano di demonizzare il governo e giustificare l'azionare
dei grandi interessi economici e politici in lotta. Il “golpe” di Carmona, un
potente imprenditore, fallì per l'azionare del paese e l'appoggio
internazionale. Oggi il governo venezuelano è di nuovo insidiato da nuovi
tentativi di provocare l'uscita di Hugo Chávez. La violenza sfrenata con morti,
feriti e detenuti, sta debilitando il paese.
Il governo di Hugo Chávez è incalzato, con l'intervento e l’appoggio degli USA
all'opposizione guidata dagli imprenditori e dai media, il che fa riflettere
seriamente sulle forme di queste guerre a bassa intensità che cercano di
abbattere democraticamente i governi eletti.
I punti interrogativi vertono su quello che può succedere in tutto il
continente latinoamericano con l'interventismo straniero che si autoimpone come
regolatore della democrazia, quello che è successo ad Haiti è un grave
precedente per gli altri paesi.
Si veda il caso della Colombia: tensione e violenza tanto del governo quanto
delle guerriglie da ben 40 anni! Tuttavia la Colombia è considerata un paese
democratico, semplicemente perché votano, non per la validità dei diritti dei
cittadini e per i diritti umani.
Io credo che si stiano applicando esperienze pilota per controllare governi
discoli che non rispondano agli interessi dei centri di potere.
Che cosa può succedere col governo di Lula e di Kirchner se cercano di toccare
gli interessi delle grandi corporazioni o affrontare il FMI e la BM? Le
campagne mediatiche, le vere centrali della disinformazione, le lobby, hanno
esperienza per abbattere governi che considerano indesiderabili.
L'ambasciatrice degli USA in Brasile, segnala che Lula possono tollerarlo, ma
non tutte le sue posizioni, per esempio appoggiare Fidel Castro e Hugo Chávez.
La democrazia della grande potenza arriva ai limiti dei suoi interessi. Cioè,
fino a dove conviene loro.
È preoccupante ascoltare ministri argentini che dicono: “ stiamo aspettando l'approvazione di Bush,
per pagare al FMI gli interessi del debito estero”. Ci deve “ dare un segno di approvazione”.
Gli imperatori non guardano né ascoltano i loro schiavi e sudditi,
semplicemente li usano quando ne hanno bisogno. In altri termini, stanno
sperando che l'imperatore Bush alzi o abbassi il pollice.
È quello il paese che vogliamo?. Il circo romano è qui, le fiere sono affamate
e ce ne sono già molte nella sabbia mentre gli avvoltoi aspettano gli avanzi.
..Ma nasce sempre uno Spartaco che lotta per la libertà.
Adolfo Pérez Esquivel è Premio Nóbel della Pace, 1980 e direttore del Servizio
di Pace e Giustizia, Serpaj, in Argentina.