www.resistenze.org - popoli resistenti - argentina - 08-01-07

Da: Ass. Argentina "Vientos del Sur"  Udine-Italia
www.vientosdelsur.org

"La lengua del poder, cuanto mas articulada màs brutal, no ha dejado de negar y castigar a quienes aùn con gritos y balbuceos persisten en ver el mundo y nombrarlo con la profundidad de la inocencia"
Vicente Zito Lema
 
Sul Sequestro di Testimoni nei Processi Contro i Militari Argentini
 
Il lavoratore edile Luis Gerez è stato liberato. Questo rincuora tutti, ad incominciare dalla sua famiglia e tutti noi. Subito dopo una domanda ci attraversa: possiamo considerare la sua liberazione una vittoria nella lotta per il rispetto dei diritti umani in argentina, quindi un passo avanti nei processi contro i militari e l’affermazione dello Stato di diritto in Argentina?, cosi come alcuni settori hanno affermato.
 
Allo stesso modo di Julio Lopez, che rimane tuttora Desaparecido dopo più di due mesi, Luis passò attraverso l’orrore del sequestro-desaparicion per due volte. Nel 1972 quando militava nella Gioventù Peronista (sinistra del movimento) fu torturato dallo stesso commissario Patti. Cosi come fece Julio, Luis nell’aprile 2006 testimoniò contro il suo carnefice e grazie a questo evitò che Patti assumessi come deputato nazionale, mantenendo aperto il processo contro il commissario. In quell’occasione dichiaro di essere stato minacciato diverse volte, anche con armi da fuoco.
 
Mercoledì 27 dicembre nella località d’Escobar dove abita, e mentre usciva dalla casa di un suo amico per andare ad una macelleria, viene afferrato da diversi uomini e introdotto in una macchina, cosi incominciò a rivivere l’incubo passato nella sua gioventù: simulazione di fucilazione, bruciature di sigarette nel petto e “sottomarino” in pratica soffocamento, tutte modalità di tortura usate dagli squadroni della morte durante la dittatura militare.
 
In meno di cento giorni due testimoni (più le innumerevoli minacce e aggressioni) furono sequestrati per questo motivo: il loro coraggio nell’accusare i carnefici, quelli di tutta la società argentina, esecutori di un genocidio. I giornali argentini comunicarono la notizia accanto ai titoli principali, che parlavano della cosi chiamata, riattivazione economica che “vive” il paese.
 
Venerdì 29 Dicembre viene liberato dai suoi rapitori, dopo 48 ore di tortura. Alcune ore prima il presidente Kirchner parlò alla TV a tutto il paese, riconoscendo ufficialmente per la prima volta che in Argentina agiscono gruppi para militari e para poliziali, e che questi sono i responsabili del sequestro di Luis, raccomandando ai testimoni dei processi di affidarsi alla protezione dello Stato. Subito dopo la liberazione tutta una serie di settori vicini al governo attribuirono la liberazione al discorso del presidente.
 
Nasce spontanea la domanda: perché il presidente non parlò in catena nazionale dopo il rapimento di Julio Lopez?! se gia alle poche ore si capiva che era stata una Desaparicion, anzi, qualche rappresentante d’organizzazione di difesa di diritti umani dopo essersi riunito con lui avanzò dubbi sulla persona del compagno Julio Lopez, chiedendo d’indagare su di lui e non sulla polizia!!.
 
Quali sono le forze di sicurezza che devono proteggere i testimoni? se sono loro stessi ad essere indagati, magari qualcuno dei 6000 che ancora forma parte dei diversi corpi e che durante la dittatura operava nei campi di sterminio?
 
E’ credibile che personaggi cosi barbarici s’intimoriscano solo di fronte alle parole del presidente? Luis è stato rilasciato dai rapitori, non liberato da un’azione di polizia.
 
Il presidente ha detto una cosa vera: questo è un attacco alla democrazia. Iniettare il terrore, punta a togliere di mezzo i testimoni e permettere agli apparati della dittatura ancora in attività, di continuare con il loro sporco agire mafioso e a proteggere interessi economici, molto potenti.
 
Il sequestro di Julio e Luis non sono semplici casi sporadici, formano parte di un piano preciso realizzato da mani esperte, che contano con infrastrutture di rilievo, quelle dei servizi secreti e della polizia, quanto meno.
 
Il presidente e questo governo, se vogliono essere coerenti con il loro auto nominarsi “Governo dei Diritti Umani”, deve democratizzare le forze armate, smetterla d’inviare ufficiali negli Stati Uniti a formarsi nella Scuola Militare delle Americhe, famigerata scuola che allevò tutti i più grandi dittatori dell’America Latina e che insegnò (e insegna) i diversi sistemi di tortura e sparizione.
 
Inoltre, favorire con tutta la logistica dello stato ì processi per la repressione militare del passato e del presente. Ritrovare Julio Lopez.
 
L’avanzare su questi punti sarebbero una vittoria, non il rilascio di Luis per spontanea volontà dei rapitori, mentre Julio Lopez e un Desaparecido.
 
Inoltre, troviamo poco da riconoscere al governo, mentre circa la meta degli argentini si trovano sotto la soglia di povertà, e mentre tuttora abitanti delle periferie o delle campagne muore di fame, 1748 per essere precisi, nel 2004, dato INDEC pubblicato in La Nacion.
  
Dobbiamo dirlo: tutto ciò è troppo importante per lasciarlo solo nelle mani di funzionari, qualunque essi siano, è una battaglia di tutto il popolo argentino indipendentemente di dove si trovi, in territorio nazionale o all’estero. E’ necessaria la mobilitazione di tutti per ripudiare questi assassini e i loro complici, indagare fino in fondo anche se ciò che troveremo farà male o deluderà qualcuno. Siamo di fronte ad una delle battaglia più importanti della nostra storia, è una sfida per tutta la società argentina e da questo dipende molto di ciò che lasceremmo alle prossime generazioni.
 
Poi dobbiamo dire anche che.. per molti di noi argentini che in diversi modi hanno attraversato gli anni 70, 
il recupero della nostra memoria storica ella costruzione di giustizia, non è una ricerca spassionata e d’imparziale, com’è logico che sia. Gran parte di quella generazione cercò di vivere e di fare la storia con grande dignità, sacrificando anche il meglio che aveva, la propria vita, per evitare che si costituisca il paese che oggi abbiamo.
 
Con esas manos de parir ternura… solo el pueblo salvara al pueblo”
 
Ass. Argentina Vientos del Sur  Udine-Italia  Altre informazioni in www.vientosdelsur.org     
 
 
"La verdad es tan dificil de negarla como de esconderla"
Ernesto Che Guevara