www.resistenze.org - popoli resistenti - belgio - 18-10-06
Da http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?lang=2&obid=32568
Partito del Lavoro del Belgio
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Il Partito del Lavoro del Belgio (PTB) triplica il numero dei suoi consiglieri alle elezioni amministrative
9 settembre 2006
Il Partito del Lavoro del Belgio (PTB) ha registrato una significativa avanzata nelle elezioni municipali e provinciali dell’8 ottobre 2006, a cui ha partecipato con 960 candidati, distribuiti in più di 85 liste. Il PTB ha triplicato il numero dei suoi consiglieri municipali (da 5 a 15), conquistando seggi in 8 municipalità con un’importante concentrazione operaia. Le liste del PTB+ (in cui il + indica la presenza di candidati indipendenti) si sono affermate anche in tutte le principali città del paese.
I 15 consiglieri eletti daranno nuovo impulso all’attività del partito e sono di buon auspicio per le elezioni e le lotte che ci attendono. Questo risultato, per quanto ancora contenuto sul piano nazionale, significa che in diverse città e municipalità si sta profilando una credibile alternativa di sinistra e sociale ai tradizionali partiti di potere. In molte municipalità, soprattutto nella città di Anversa, il PTB ha contribuito a bloccare l’ulteriore avanzata dell’estrema destra.
Ad Anversa, seconda città del Belgio, il “Vlaams Belang” (“Interesse Fiammingo”) di estrema destra e razzista si è attestato molto al di sotto dell’obiettivo prefissato,rappresentato dal 35% dei voti e dalla maggioranza assoluta in tre distretti (municipalità). E’ precisamente in uno di questi distretti, Hoboken, che il PTB+ ha conquistato il seggio (il secondo, con l’8,3% dei voti) che ha permesso di allontanare il “Vlaams Belang” dalla maggioranza assoluta. In un altro distretto di Anversa, Deurne, il PTB+ ha conquistato un altro seggio (con il 4,4% dei voti), mentre il “Vlaams Belang” non ha raggiunto la sperata maggioranza assoluta.
Nella piccola municipalità di Zelzate (nord del Gent), il PTB+ ha raggiunto la percentuale senza precedenti del 21,7%, conquistando 6 seggi (ne aveva 2). Ad Herstal (vicino a Liegi) i due consiglieri del Partito sono stati rieletti con una percentuale più alta (9,8%), mentre a Seraing (sempre vicino a Liegi), il Partito ha ottenuto un consigliere per la prima volta, con il 5,4%. Anche nelle municipalità di Genk (5,6%), Lommel (8,3%, in una coalizione) e La Louvière (4,2%), il PTB ha ottenuto un seggio.
Questa significativa avanzata elettorale è il risultato di un intenso lavoro di massa, e dimostra che cosa si è potuto ottenere da quando, un paio di anni fa, si mise in atto una politica di rinnovamento. Come ha scritto un importante quotidiano: “Il Partito del Lavoro del Belgio non ha abbandonato i suoi principi, ma ha messo da parte un certo radicalismo. Oggi, è molto più vicino alla gente comune”. Naturalmente, il partito ha aperto le porte a nuovi militanti, tra cui lavoratori, giovani, democratici e progressisti. Il nuovo principale slogan del partito: “prima viene il popolo, non i profitti” riassume in una formula popolare e comprensibile che in Belgio (e in Europa), la scelta è tra la classe operaia e il capitalismo.
Esistono dieci ragioni, per cui il popolo ha potuto votare per i candidati del PTB+:
1. Un programma credibile e realistico – ad esempio, una campagna per medicine meno care che ha raccolto 100.000 firme ed ha portato a misure concrete di abbassamento dei prezzi da parte del Ministero della Sanità.
2. Percorrere tutte le strade mentre si affrontano questioni particolari e realizzare ciò ascoltando il popolo e operando con il popolo – ad esempio, ottenendo l’eliminazione di un’ingiusta tassa sulla famiglia.
3. Una campagna a tutto campo contro il crescente rincaro delle condizioni di vita – ad esempio, lottando per tariffe dell’energia elettrica ad uso familiare meno care.
4. Lottare per una salute migliore – ad esempio, prevenendo la privatizzazione degli ospedali pubblici e difendendo la salute dei lavoratori contro condizioni di lavoro insicure e insalubri.
5. Preoccuparsi dell’ambiente – ad esempio, contro l’inquinamento dell’aria e del suolo causato dalle grandi aziende.
6. Bloccare il “Vlaams Belang” di estrema destra.
7. Unità e solidarietà, invece delle divisioni tra lingue – il PTB è l’unico partito belga che non sia diviso in due partiti, francofono e fiammingo.
8. Un autentico partito dei lavoratori – tra i candidati del PTB+ si possono trovare molti operai e sindacalisti. I membri del PTB sono molto attivi nel movimento sindacale ed hanno appoggiato le lotte dei sindacati contro le misure governative miranti ad aumentare l’età pensionistica e, contemporaneamente, a mantenere elevato il livello della disoccupazione giovanile.
9. Candidati “con e per il popolo”, al posto di candidati “con e per il denaro”.
10. Piccolo non significa più bello. Il PTB da molto tempo è considerato “il più grande partito tra quelli piccoli”. Ora aspira a diventare “il più piccolo dei grandi” e ad essere considerato una forza seria per il cambiamento sociale.
Traduzione per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare