La Bielorussia dice no alla guerra in Iraq
Presa di posizione del presidente Aleksandr Lukashenko
www.materick.ru - 3 febbraio 2003
Nello stesso momento in cui praticamente tutti i paesi dell’Europa orientale si
allineano alle posizioni dell’imperialismo americano, va ancora una volta
rilevato l’esempio di dignità e indipendenza che viene dalla Bielorussia e dal
suo presidente Aleksandr Lukashenko.
A tal proposito, riteniamo di un certo interesse pubblicare la risposta che il
presidente bielorusso ha dato ad una domanda rivoltagli, in merito alla crisi
irachena, nel corso di una recentissima conferenza stampa.
Il testo della registrazione (in russo) dell’intera conferenza è reperibile nel
sito di informazione ed analisi “materick.ru”, curato dall’ “Istituto dei paesi
della CSI” di Mosca.
M.G.
ITAR-TASS. Riferendoci
alla politica mondiale, se gli Stati Uniti riuscissero a convincere la comunità
internazionale che in Iraq esistono armamenti di distruzione di massa e se, di
conseguenza, avessero inizio operazioni militari, quale posizione assumerebbe
la Bielorussia?
Lukashenko A.G. Saprete certamente che la questione degli armamenti
di distruzione di massa riguarda anche gli USA e le grandi potenze che oggi
ricoprono il ruolo di stati nucleari. E si dà il caso che, proprio per questa
ragione, gli USA siano nella condizione di poter dettar legge al resto del
mondo: “vi consideriamo in questo modo! Dovete fare così! Non avete il
diritto”… E allora io affermo: liquidate voi gli armamenti, così saremo tutti
sullo stesso piano. Questo è l’essenziale. Non hanno il diritto di umiliarci!
Essi hanno diviso il mondo: noi comandiamo e voi obbedite, noi suoniamo e voi
ballate! Quale dialogo può esserci a queste condizioni?…Noi riteniamo che non
bisogna dividere il mondo in forti e deboli e dettare le condizioni, usando
come strumento di ricatto le armi nucleari.
Per quanto riguarda l’Iraq la nostra posizione è assolutamente chiara. Là noi
abbiamo nostri interessi, non insignificanti. Collaboriamo con l’Iraq, molto
fruttuosamente. Ma le nostre possibilità di cooperazione vengono limitate dalle
sanzioni. Noi siamo per la revoca delle sanzioni, anche perché ciò risponde ai
nostri interessi nazionali… Per quanto concerne, in particolare, la guerra,
penso sia superfluo cercare di convincervi delle sue vere ragioni. Oggi tutti,
all’unisono, affermano: non ci sono armi nucleari, non ci sono armamenti di
distruzione di massa e, se ci sono, dovreste dimostrarlo. Persino l’Europa si è
dissociata. I tedeschi, i francesi ed altri si pronunciano categoricamente
contro la guerra. Anche perché infliggerebbe un duro colpo ai loro interessi.
Noi sosteniamo la posizione, secondo cui è possibile trovare una via d’uscita
pacifica…Perché combattere? Perché risolvere il problema solo con la guerra?
Noi, invece, ci pronunciamo per una soluzione pacifica nell’ambito dell’ONU…Gli
osservatori hanno dichiarato di non avere trovato nulla dove avevano indicato
gli inglesi. Se gli americani o altri sanno qualcosa, lo facciano vedere… Non è
possibile convincerci di qualcosa che, in realtà, non esiste. Io so che l’Iraq
non possiede armamenti nucleari. Per questo la nostra posizione non cambierà.
E, grazie a Dio, è anche la posizione della Federazione Russa, dei paesi della
CSI e dell’Europa, di oltre l’85% dell’opinione pubblica mondiale. L’85%
dell’umanità oggi si pronuncia contro la guerra. E noi siamo dalla parte di
questi uomini di pace.
Traduzione dal russo
di Mauro Gemma