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I risultati del referendum e delle elezioni
parlamentari nella repubblica di Belarus
di Oleg Cerkovetz
“Sovetskaja Rossija”
20 ottobre 2004
Lunedì mattina sono stati resi noti i risultati del referendum popolare e delle
elezioni per la camera bassa (Camera dei rappresentanti) dell’Assemblea
nazionale della Repubblica di Belarus.
Il presidente della repubblica A. Lukashenko ha ottenuto il sostegno della
stragrande maggioranza degli elettori bielorussi.
In presenza di un’altissima affluenza alle urne, che ha raggiunto l’89 per
cento degli iscritti al voto, quasi l’87% ha risposto “si” alla domanda:
“Consentite al primo presidente della Repubblica di Belarus Aleksandr
Grigorjevic Lukashenko di partecipare come candidato alle elezioni per la
presidenza della Repubblica di Belarus?”. Ciò rappresenta oltre il 77% del
totale (ripetiamo, il totale) degli elettori bielorussi.
(…)
La volontà del popolo bielorusso si è manifestata anche nei
risultati delle elezioni dei deputati per la Camera dei rappresentanti
dell’Assemblea nazionale della Repubblica di Belarus, svoltesi
contemporaneamente al referendum.
Nel parlamento non è entrato neppure uno dei leader della cosiddetta coalizione
“cinque più”, che raccoglie i rappresentanti più scatenati dell’ “opposizione
radicale” che difende gli interessi americani in terra bielorussa, dal
promotore del criminale trattato di Belovezh (in base al quale, insieme al russo Eltsin e all’ucraino Kravtchuk, il
primo presidente bielorusso decretò lo scioglimento dell’URSS, nota del
traduttore) S. Shushkevic,
all’ex comunista S. Kaljakin (leader
del più piccolo dei due partiti comunisti operanti in Bielorussia, nota
del traduttore). Sono invece
diventati deputati i rappresentanti dei partiti che sostengono la politica del
potere popolare guidato da A. Lukashenko.
Tra i 12 eletti al parlamento appartenenti a partiti politici, la
rappresentanza più cospicua – 8 seggi – sarà quella dei nostri compagni del
Partito Comunista di Bielorussia. In particolare, il mandato parlamentare è
stato conquistato anche dal leader dei comunisti bielorussi, Serghey Kostyan.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma