I partiti comunisti dell’ex URSS a fianco della Repubblica
di Belarus,
a rischio di aggressione imperialista
ottobre 2005
Nei primi
giorni di ottobre si è svolta una riunione dei rappresentanti dei principali
partiti comunisti dello spazio post-sovietico, aderenti all’ “Unione dei
partiti comunisti-PCUS”.
Al termine dei lavori è stato diffuso un comunicato, in cui vengono commentati
gli sviluppi della situazione politica nei paesi, in cui sono presenti forze
affiliate a questa organizzazione.
Il comunicato si sofferma anche sulla situazione bielorussa, utilizzando toni
allarmati per richiamare l’attenzione sul tentativo in atto da parte
imperialista di creare le condizioni per favorire il rovesciamento di Aleksandr
Lukashenko, in occasione dello svolgimento imminente delle elezioni
presidenziali.
E’ di un certo rilievo che la presa di posizione dei più importanti partiti
comunisti dell’ex URSS sia stata assunta a pochi giorni dal voto degli
europarlamentari che ha sancito una sorta di anatema nei confronti delle
autorità bielorusse e dallo svolgimento, in Lituania (aderente a UE e NATO), di
un provocatorio seminario organizzato dall’ “Alleanza atlantica” a sostegno
delle forme legali e illegali di azione della cosiddetta “opposizione
democratica” al governo di Minsk. Queste iniziative avevano già provocato una
durissima reazione del presidente bielorusso e un richiamo “alla non ingerenza
negli affari interni di un paese sovrano” da parte dello stesso ministero degli
esteri della Federazione Russa.
In particolare sulla risoluzione del Parlamento Europeo si esprime, con una
dura presa di posizione, Piotr Simonenko, leader del Partito Comunista di
Ucraina, preoccupato anche che il suo paese, appena investito da un colpo di
stato ispirato dall’Occidente, possa fornire un supporto logistico, anche
militare, agli oppositori delle autorità legali bielorusse.
M.G.
“In merito agli sviluppi della situazione attorno alla Bielorussia”
dal comunicato dell’UPC-PCUS
http://www.kprf.ru , 2 ottobre 2005
“Si aggrava la situazione intorno alla Repubblica di Belarus, la cui dirigenza insieme al popolo bielorusso ha superato la crisi sistemica provocata dalla criminale distruzione dell’Unione Sovietica ed è stata promotrice dell’unificazione dei paesi fratelli in uno Stato unitario. In Polonia e Lituania sono stati creati centri che si occupano della diffusione di calunnie nei confronti della Bielorussia, all’interno della repubblica vengono introdotti provocatori e banditi addestrati all’estero, pronti a perpetrare qualsiasi crimine. Il Congresso USA distribuisce centinaia di milioni di dollari per la “democratizzazione” della repubblica sul modello americano. Lo scopo finale è quello di impedire la vittoria di A.G. Lukashenko alle elezioni presidenziali che si svolgeranno nel mese di luglio 2006, di far sprofondare la Bielorussia nel caos, di interrompere il processo di riunificazione dei popoli fratelli”.
http://www.edinenie.kiev.ua/Kkrima/index.htm
Il Partito Comunista di Ucraina condanna energicamente la risoluzione del Parlamento Europeo del 29 settembre 2005 indirizzata contro la sovrana Bielorussia
Questa risoluzione è un evidente esempio di ipocrisia e di adozione di un doppio standard nell’approccio alle norme del diritto internazionale e ai principi che stanno alla base della democrazia: al diritto imprescindibile di un popolo a decidere autonomamente il corso politico ed economico di sviluppo del proprio paese. Il popolo della Bielorussia ha fatto la sua scelta. Ma la sovrana Bielorussia guidata dall’autorevole e indipendente presidente A. Lukashenko rappresenta un osso nella gola del Dipartimento di Stato e della NATO. Un baluardo che si erge sulla strada delle aspirazioni egemoniche degli USA nel loro tentativo di imporre un nuovo ordine mondiale. L’obiettivo di simili mosse aggressive nei confronti della Bielorussia non è certo “la difesa dei diritti dell’uomo” o “le trasformazioni democratiche”, ma la rimozione illegale del Presidente legalmente eletto A. Lukashenko.
Il Partito Comunista di Ucraina si rivolge ai nostri popoli perché impediscano l’attuazione di un colpo di stato in Bielorussia, la formazione di “reparti d’assalto” antibielorussi sul territorio dell’Ucraina e l’instaurazione nel paese fratello slavo di un governo fantoccio filo-americano.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma