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da http://www.materick.ru , 27 febbraio 2006


Le elezioni in Bielorussia: l’opinione di uno studioso russo


Intervista a Konstantin Zatulin, direttore dell’Istituto dei Paesi della CSI

 

In una recente intervista, Konstantin Zatulin, direttore dell’Istituto dei Paesi della CSI e tra i più autorevoli studiosi russi delle questioni dello spazio post-sovietico, formula alcune drammatiche previsioni circa gli esiti della competizione per la presidenza della repubblica in Bielorussia, denunciando, tra l’altro, le pesantissime interferenze dell’Occidente nel corso della campagna elettorale.

Il professor Zatulin è anche deputato del partito di governo “Russia Unitaria”.

 

D. Nel mese di marzo nel territorio della CSI sono attese due importantissime scadenze politiche: le elezioni presidenziali in Bielorussia e quelle parlamentari in Ucraina. Cambierà qualcosa nei rapporti della Russia con questi paesi dopo le elezioni? Ci si deve attendere qualche sorpresa?

 

Konstantin Zatulin. Noi auspichiamo che al potere sia in Ucraina che in Bielorussia arrivino politici che considerino prioritari i rapporti con la Russia. Personalmente non trovo affatto riprovevole che la Russia, i suoi politici, la società esprimano le proprie simpatie e antipatie nelle campagne elettorali che si svolgono ai confini della Federazione Russa. Noi abbiamo il dovere di esprimere un’opinione in merito a ciò che sta accadendo ai confini del nostro paese. E sarebbe molto strano che esprimessimo simpatia per coloro che manifestano una posizione ostile alla Russia.

In Bielorussia, nonostante tutte le difficoltà che si trova ad affrontare, noi abbiamo uno stabile interlocutore. Il presidente Lukashenko concorre alle elezioni e noi non abbiamo alcun interesse a che il potere in Bielorussia subisca cambiamenti drammatici. Siamo ben al corrente dei piani esistenti a tal proposito. E non mi riferisco tanto ai piani per aiutare gli oppositori di Lukashenko nella campagna elettorale, dal momento che la concorrenza politica rappresenta un fatto naturale. Il discorso riguarda piuttosto i piani che prevedono il rovesciamento del presidente e la destabilizzazione della situazione in Bielorussia, che si stanno elaborando in Occidente.

 

D. Anche uno dei leader dell’opposizione bielorussa, l’ex ministro dell’agricoltura della repubblica Vasilij Leonov afferma di conoscere piani  che prevedono l’eliminazione fisica dell’attuale presidente della Bielorussia.

 

Konstantin Zatulin. Esistevano, e negli anni ottanta sono venuti alla luce piani della CIA, che prevedevano l’eliminazione di molti leader politici. Alcuni di questi leader sono sopravvissuti, altri sono caduti vittime di questi complotti. Io non escludo che un tale piano sia stato predisposto anche per Lukashenko.

Al momento attuale, egli rappresenta una figura politica forte, che gode del sostegno di una parte rilevante della società bielorussa. E’ possibile che, in conseguenza dell’eccessiva solerzia di alcuni componenti delle commissioni elettorali, possa vedersi aggiudicato qualche voto in più. E’ comunque certo che se anche ciò non avvenisse, a mio avviso non si riuscirebbe a trovare un solo politico su scala bielorussa, in grado di amministrare il paese in modo così soddisfacente. E’ un dato di fatto oggettivo. Del resto, mi sembra che gli stessi leader dell’opposizione in fondo riconoscano di non avere alcuna possibilità di vittoria.

 

D. E allora ci si pone la domanda: gli oppositori accetteranno il verdetto elettorale?

 

Konstantin Zatulin. A differenza dell’Ucraina di Kuchma, con il suo regime debole, corrotto, privo di autorità, in Bielorussia il regime è abbastanza saldo. E, naturalmente, per questa ragione potrebbero verificarsi provocazioni dirette a creare un clima da scontro civile. Per far scorrere il sangue a Minsk e in seguito, con il sostegno dei mezzi di comunicazione di massa, per portare la situazione al punto di ebollizione. Vale a dire che, se le elezioni non vanno per il verso giusto, si potrà sempre tentare di destabilizzare la situazione dopo la consultazione (…)

 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma