www.resistenze.org - popoli resistenti - bielorussia - 15-03-06

da http://www.prensalatina.com.mx/article.asp?ID={98093B72-90C0-4D43-956A-ECAD5B0E2D8B}&language=ES

L’Occidente intensifica la campagna contro la Bielorussia


Odalys Buscarion

 

L’agenzia “Prensa Latina” trasmette

 

Mosca, 12 mar (PL) La campagna elettorale per la presidenza di Belarus entra nella sua fase conclusiva in un clima di tensione provocato dall’opposizione radicale e dall’Occidente, in presenza di un sostegno popolare che favorisce il presidente Alexander Lukashenko.

 

Ad una settimana dall’appello alle urne, più del 78 per cento degli elettori afferma che la prossima domenica voterà per il presidente in carica, secondo un sondaggio dell’Istituto di ricerche socio-politiche.

 

I tre contendenti dell’opposizione a Lukashenko hanno ottenuto percentuali del 3, 1,7 e 1,5 per cento, rispettivamente, ha comunicato l’agenzia bielorussa Belta.

 

Si prevede che partecipi alle votazioni circa il 90% dei registrati su scala nazionale.

 

Non riconoscendo l’appoggio su cui può contare il presidente – attribuibile ai risultati economici e alle riforme sociali -, l’opposizione più radicale è passata dalle semplici proteste di piazza a deliberati piani di destabilizzazione con il sostegno finanziario dell’Europa e degli Stati Uniti.

 

Il comitato di Sicurezza ha presentato all’inizio di questo mese la documentazione relativa a conteggi falsificati dei voti che avrebbero attribuito un virtuale trionfo all’oppositore filo-occidentale Milinkevich con più del 50 per cento, a fronte di meno del 45 per cento per Lukashenko.

 

Intervenendo alla televisione il capo di questo organismo, Stepan Sujorenko, ha anche affermato che esistono prove su piani di un colpo di Stato, in corrispondenza con le elezioni, finalizzato ad occupare con la forza il potere.

 

Ha menzionato tra i patrocinatori l’organizzazione non governativa (ONG) Partenariato, finanziata dall’estero, che a quanto pare è parte in causa nella preparazione dei falsi protocolli di voto.

 

Negli uffici di questa ONG sono state sequestrate circa 100 linee telefoniche insieme a mappe e a decine di migliaia di dollari.

 

Il finanziamento a questa organizzazione, a giudicare dalle prove rinvenute, sarebbe da attribuire a una filiale regionale del cosiddetto Istituto nazionale democratico, di cui fa parte il cittadino statunitense David Hamilton.

 

E’ di pubblico dominio che gli Stati Uniti hanno autorizzato uno stanziamento di circa 12 milioni di dollari per appoggiare nel 2006 le “attività per il sostegno alla democrazia” in Belarus.

 

Si sta attuando una campagna colossale di interferenza nelle elezioni bielorusse da parte di governi stranieri, ha rilevato il giornalista Jonatan Stil, in un commento sul quotidiano britannico Guardian, pubblicato di recente.

 

Criticando la campagna massiccia contro Minsk, egli ha affermato che l’Europa e gli Stati Uniti investono somme di milioni di dollari a sostegno del proprio candidato, così come già avvenne nel 2004 durante le elezioni in Ucraina, a favore del candidato filo-occidentale Viktor Juschenko.

 

Stil ha definito scandaloso l’atteggiamento di intromissione dell’Occidente nella contesa elettorale del paese slavo.

 

In merito ai propri contatti con semplici cittadini, il giornalista britannico rileva che affiora la soddisfazione degli intervistati per il livello di vita, la stabilità, la moderazione nella politica del governo e per l’assenza del potere di oligarchi.

 

Il deputato del Partito Comunista della Federazione Russa nella Duma di Stato Vladimir Ulas ha attribuito, da parte sua, l’aggressività e l’isteria della stampa nei confronti della Belarus ai successi economici dell’attuale amministrazione e alla tendenza all’integrazione con i popoli slavi.

 

Ulas ha dichiarato all’agenzia di notizie Belta che i rappresentanti dell’opposizione operano in uno scenario disegnato fuori dalle frontiere del paese, da forze interessate ad occupare il potere in Bielorussia.

 

Secondo il deputato russo, Belarus supera praticamente tutti i paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) per quanto riguarda i principali indici di sviluppo, sebbene non disponga di abbondanti risorse naturali.

 

Al momento sono stati accreditati per le elezioni di domenica 19 marzo più di mille osservatori internazionali, in maggioranza rappresentanti dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e della CSI.

 

Il ministero degli esteri ha denunciato con fermezza il tentativo di alcuni cittadini di stati limitrofi di entrare nel paese in veste di osservatori senza la sua autorizzazione.

 

Traduzione dallo spagnolo a cura del

Centro di Cultura e Documentazione Popolare