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La collaborazione della Bielorussia con l’America Latina
 
L’intervento dell’economista Yuri Tsarik al Foro Pubblico Mondiale “Dialogo delle civiltà”
Jorge Petinaud Martinez (inviato speciale di Prensa Latina)
 
30 settembre 2006
 
Rodi, Grecia (PL).
L’importanza della collaborazione della Bielorussia con l’America Latina avviata sulla via di un nuovo ordine mondiale, è stata messa in rilievo da un esperto di questo paese durante il “Forum Pubblico Mondiale Dialogo delle Civiltà”.
 
“E’ molto significativo il fatto che, dopo il Vertice dei Non Allineati, Minsk aggiunga la propria tecnologia al progetto di integrazione di nuovo tipo, promosso da Cuba, Bolivia e Venezuela”, - ha affermato in una conversazione con “Prensa Latina” Yuri Tsarik.
 
Autore di numerosi articoli pubblicati in riviste specializzate nel suo paese e in Russia, Tsarik è uno degli esperti che hanno presieduto i dibattiti della Commissione economica di questo forum, a cui partecipano più di 560 delegati di 62 nazioni.
 
Specialista in materie economiche di Diritto Internazionale, questo esperto ha richiamato l’attenzione dei partecipanti al forum per l’acutezza dei suoi interventi e la scioltezza con cui si esprime in russo, inglese, spagnolo e nella sua lingua natale.
 
“Non c’è contraddizione nel fatto che l’economia bielorussa si integri con quella delle nazioni che partecipano all’Alternativa Bolivariana per le Americhe”, - afferma facendo riferimento ai progetti che si stanno per varare.
 
La visita del presidente venezuelano Hugo Chavez a Minsk e la partecipazione del suo omologo bielorusso Aleksandr Lukashenko al Vertice dell’Avana possono dare impulso ad un’importante collaborazione.
 
“La Bielorussia può contribuire alla creazione di quelle infrastrutture che oggi si stanno progettando al fine di imprimere uno sviluppo endogeno, senza dipendenza dalle potenze straniere tradizionali”, ha rilevato Tsarik.
 
Allo stesso tempo, Minsk può esercitare la sua influenza perché la Russia svolga un ruolo più rilevante con la propria tecnologia, non solo in campo energetico, ma in tutti gli ambiti.
 
Commentando il contenuto dei dibattiti del Forum, l’esperto bielorusso ha fatto risaltare come i partecipanti siano concordi in merito al fatto che la pratica economica deve cambiare, dal modello monetario a quello della qualità della vita.
 
“Fino ad oggi, gli indicatori fondamentali sono basati sul Prodotto Interno Lordo (PIL), sugli impianti costruiti, sulla quantità di denaro per abitante”, ha fatto notare l’esperto.
 
“Per questa via –ha commentato con un po’ di ironia – si potrebbe arrivare al punto di giustificare la legalizzazione del narcotraffico per ottenere più milioni di dollari o di euro”.
 
Tsarik è un critico dell’ideologia monetarista, che per secoli non ha tenuto in considerazione l’essere umano, elemento fondamentale nella trasformazione delle risorse naturali in beni con valore d’uso.
 
Questa sua preoccupazione si è riflessa anche negli interventi dei rappresentanti di Messico, Brasile e Cuba, che hanno criticato la proposta integrazionista degli Stati Uniti per l’America Latina, ispirata all’intenzione di aumentare la dipendenza del sud dal Nord America.
 
“La risposta a questa problematica la stanno dando i paesi partecipanti all’Alternativa Bolivariana per le Americhe, che cercano di progredire dal punto di vista economico senza perdere di vista lo sviluppo sociale”, ha affermato con convinzione Tsarik.
 
“L’economia non potrà assolvere al suo compito, che in definitiva è rappresentato dal miglioramento dell’essere umano, senza un passaggio dagli indicatori attuali ad altri che riflettano la qualità della vita”, ha rilevato l’economista bielorusso.
 
“E’ il proposito che riconosco nell’Alternativa Bolivariana per le Americhe” ha concluso lo studioso.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare