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Da: www.kprf.ru
 
Partito Comunista di Bielorussia (KPB)
 
Intervento di G.P. Atamanov, segretario del Comitato Centrale del KPB, del 18 novembre 2006
 
27 novembre 2006
 
Grazie all’iniziativa dei comunisti, il 1 gennaio 1919 il popolo bielorusso per la prima volta nella sua storia si è dotato di una propria entità statale: venne creata la Repubblica Socialista Sovietica di Bielorussia. In tal modo fu data la possibilità ai bielorussi di vivere in modo solidale nell’unione dei popoli sovietici; di realizzare a livello statale i diritti di ognuno al lavoro, al riposo, all’istruzione e all’assistenza medica gratuite, al sostegno sociale e alla vecchiaia garantita, ad un’infanzia felice e alla possibilità di realizzarsi, riponendo fiducia nel proprio futuro.
 
Ma in ragione di una serie di cause oggettive e soggettive, la struttura socialista è stata brutalmente rimossa, subendo una temporanea sconfitta.
 
Tenendo in considerazione le leggi oggettive che regolano lo sviluppo dell’umanità, il Partito Comunista di Bielorussia ritiene che ogni popolo e ogni paese abbiano diritto a realizzarle, a partire dalle proprie peculiarità e dalla propria esperienza storica. Noi siamo convinti che il conflitto di fondo esistente tra capitalismo e socialismo, che ha caratterizzato il XX secolo, non è stato risolto.
 
Il capitalismo, che oggi esercita il suo dominio su gran parte del pianeta, presenta un modello di società, in cui la produzione materiale e intellettuale è subordinata esclusivamente alla logica del raggiungimento del massimo profitto del capitale, in cui la misura esclusiva di tutte le cose è costituita dal denaro. Per questa ragione, la produzione stessa è presa in considerazione solo in quanto sfruttamento dell’uomo e delle risorse naturali, senza alcuna considerazione dei costi sociali, delle disastrose conseguenze per le generazioni future e per l’ambiente circostante.
 
Nel garantire un elevato livello dei consumi e dei tempi di crescita esclusivamente per un limitato gruppo di stati, il capitalismo ha generato problemi globali fino ad ora sconosciuti: ecologici, demografici, di scontro tra le etnie. Il terrorismo internazionale è un suo diretto prodotto.
 
Il modello bielorusso di sviluppo, che si è andato formando negli ultimi tempi, conserva il sistema di valori sociali di uguaglianza, su cui era fondata la Bielorussia socialista, permette, nelle attuali condizioni, di realizzare una costruzione statale nell’interesse della maggioranza, di partecipare attivamente all’integrazione nel sistema dei rapporti economici mondiali, rispettando gli interessi nazionali. E’ proprio tale approccio a determinare i successi nello sviluppo di tutti i settori del complesso economico statale della repubblica. Su queste basi si fonda l’appoggio consapevole dei comunisti alla politica interna ed estera, condotta dall’attuale dirigenza del paese.
 
Queste sono anche le ragioni del malcontento, degli insulti e della contrapposizione nei confronti del potere popolare, manifestati dall’opposizione borghese bielorussa, che opera sotto la protezione e con i mezzi dell’Occidente. Tale opposizione rappresenta gli interessi del capitale privato, non quelli delle masse lavoratrici. Il collaborazionismo delle cosiddette “forze democratiche” dell’opposizione è stato giudicato con oggettività dall’elettorato bielorusso, per quello che realmente rappresenta, nelle elezioni parlamentari e presidenziali. E lo stesso certamente avverrà nel corso delle imminenti elezioni dei deputati per i Soviet locali! Tutti i vaniloqui dell’opposizione sui valori liberali del capitalismo non troveranno ascolto tra il saggio popolo bielorusso!
 
L’attuale Partito Comunista di Bielorussia, ricostituito 10 anni fa dopo la nota e illegale messa al bando, ha cercato di mettere a frutto la migliore esperienza delle generazioni precedenti, rimanendo fedele agli interessi del popolo che con il suo lavoro assicura il benessere materiale e morale della società bielorussa. Oggi il partito si propone di riunire in un unico movimento sociale e di massa la volontà dei lavoratori di difendere i propri diritti ed interessi, dando ad esso un carattere di consapevolezza e determinazione. Noi continueremo a difendere, con tutti i mezzi garantiti dalla legge, l’unità, l’integrità e l’indipendenza della Bielorussia, la sua dignità nazionale, il benessere e la sicurezza dei nostri compatrioti, la salute fisica e morale del popolo, la libertà e l’uguaglianza sociale, la giustizia e l’umanesimo, il patriottismo e l’internazionalismo, la via socialista di sviluppo del paese.
 
A questo scopo, noi facciamo affidamento sulla comprensione e l’appoggio degli alleati reali e potenziali tra i partiti politici e le organizzazioni sociali di sinistra e di orientamento patriottico progressista che operano nell’interesse della maggioranza dei nostri cittadini. Tra queste forze c’è il Partito Repubblicano del lavoro e della giustizia (l’intervento di Atamanov è stato pronunciato al congresso di questo partito, nota del traduttore).
 
Rispettosi delle opinioni dei nostri alleati, non vogliamo certo imporre loro le nostre. Ma, in un clima di dialogo e di collaborazione, ci preme comunque affermare la nostra convinzione che la difesa degli interessi nazionali della Bielorussia è oggi organicamente legata alla lotta per il socialismo e per l’affermazione di forme di effettivo potere popolare, contro ogni tentativo di restaurazione del capitalismo.
 
Traduzione dal russo per www.resistenze.org di Mauro Gemma