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Intervista a Leonid Efemovitch Scholnikov, segretario coordinatore dell'Associazione repubblicana "per l'Unione e per il Partito comunista dell'Unione" (ARUPCU).

Intervista realizzata e tradotta da Jean-Paul Lechas, dell'URCF.

URCF | urcf.fr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

17/07/2014

Domanda: Caro compagno Leonid Efemovitch, raccontaci brevemente la storia del PCUS e la storia del PCBUS.

Risposta: Il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) ha 116 anni. Il suo primo Congresso si è svolto nel 1898 a Minsk, oggi capitale della Bielorussia. Il Partito fu nominato "Partito Social-democratico Operaio di Russia" (POSDR). Tuttavia come partito leninista di nuovo tipo, realmente rivoluzionario, il PCUS esiste dal suo secondo congresso, dopo il 1903. Dopo questo congresso, la maggioranza dei delegati sostenne Lenin nella lotta contro l'opportunismo e il partito si diede il nome di Partito Bolscevico (bolscevico deriva dal russo большинство - bolshinstvo - che significa maggioranza).

E' così che ha inizio la storia gloriosa del PCUS (1). Il partito diretto da Lenin prende parte alla rivoluzione democratica borghese all'epoca della Russia zarista, nel febbraio 1917, e 8 mesi dopo riesce a portare a compimento la rivoluzione, svolgendo il ruolo di avanguardia del proletariato e dei suoi alleati contadini, con la vittoria socialista dell'Ottobre 1917.

Grazie al leninismo, che considera l'insurrezione rivoluzionaria come un'arte, il partito riuscì a guidare la rivoluzione in modo sostanzialmente pacifico, impresa passata alla storia come "la marcia trionfale del potere sovietico". Il partito dirige il popolo lavoratore verso la costruzione della prima società socialista nella storia dell'umanità, anche se la Russia faceva parte allora dei paesi arretrati, rovinata inoltre dalla sua partecipazione al massacro imperialista.

Il paese prese una strada che nessuno prima aveva intrapreso, il cammino della costruzione di una società senza sfruttamento del lavoro, di un'autentica democrazia popolare che assicuri un progresso rapido e costante nei settori della tecnologia e della cultura e che in breve il paese organizzi una società del benessere materiale e spirituale di tutti, pacifica e amica dei popoli.

Era certo che il mondo borghese non avrebbe accettato una tale rottura col capitalismo. Ecco perché avvenne un intervento straniero. Gli aggressori organizzarono, finanziarono generosamente e ispirarono l'armata bianca, fondata da proprietari terrieri e capitalisti. Sotto la direzione del partito, la guerra civile finì con la vittoria dell'Armata rossa rivoluzionaria che riuscì a distruggere l'Armata bianca e a mettere in fuga gli eserciti stranieri. Uno dei motivi della vittoria fu la solidarietà mondiale con la classe operaia russa. La classe operaia e i progressisti della Francia in particolare espressero la loro solidarietà e alcuni comunisti francesi vennero a combattere a fianco dell'Armata rossa.

Sotto la direzione di V.I. Lenin, e in seguito del suo allievo e compagno di lotta J.V. Stalin, il partito mobilita il popolo lavoratore per la risoluzione rapida dei problemi di disorganizzazione per la cosiddetta "Nuova Politica Economica" (NEP); trasforma la vecchia "prigione dei popoli" nell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS - 1922) e apre la strada della costruzione del socialismo attraverso l'industrializzazione, la collettivizzazione delle campagne (2); infine, avvia una vera e propria rivoluzione culturale. Tutto questo fu accompagnato dalla preparazione in vista di una nuova aggressione imperialista. Nel 1936 venne adottata la prima costituzione nella storia universale del socialismo trionfante, la costituzione dell'URSS.

La solidità del nuovo ordine socialista fu dimostrata al mondo con la vittoria sulla Germania hitleriana, che attaccò perfidamente l'URSS, incoraggiata e attivamente sostenuta da tutta l'Europa capitalista, compresa la Francia.

L'eroismo di massa che anima l'uomo nuovo, educato dal partito - l'uomo sovietico -, la superiorità dell'ordine sociale sovietico, la sottile diplomazia staliniana che riuscì ad allearsi le democrazie borghesi dell'Occidente, il ruolo di reggente e ispiratore dell'avanguardia svolto dalla classe operaia e dai suoi alleati all'interno della classe lavoratrice - cioè il partito leninista diretto da J.V. Stalin- resero possibile la disfatta del nemico barbaro e nonostante le enormi perdite umane e materiali, la salvaguardia dell'onore e dell'indipendenza della patria socialista sovietica e, allo stesso, la liberazione dell'Europa e del mondo dalla peste hitleriana.

Sotto la direzione del partito, dopo la vittoria del popolo sovietico nella Grande guerra patriottica sulla Germania nazista, ebbe luogo un rapido recupero dell'agricoltura, dello sviluppo della pianificazione dell'economia socialista e della cultura e un rafforzamento della difesa, rendendo ogni aggressione contro la patria impossibile. Per la prima volta nella storia del mondo, l'esistenza stessa del capitalismo fu minacciata. Questo sviluppo socialista auspicava la realizzazione di ciò che Marx predisse scientificamente: la fine della preistoria - l'ingresso nella storia - cioè la vittoria del comunismo sul capitalismo, permettendo l'esistenza sulla terra di una società in cui il libero sviluppo di ciascuno è la condizione del libero sviluppo di tutti.

Ma, dopo l'assassinio di J.V. Stalin nel 1953, la direzione del partito s'impantanò passo dopo passo nell'opportunismo, che ebbe l'effetto di introdurre di alcuni difetti borghesi nella società socialista, il cui sviluppo si concluse nell'agosto del 1991 con il colpo di stato gorbacioviano-eltsiano a Mosca, sostenuto attivamente dagli stati imperialisti che l'avevano preparato per decenni e attendevano il momento opportuno per infliggere il corpo mortale al loro avversario geostrategico.

Il partito venne rimosso dal potere, dal governo del paese e della società, proibito nel paese più importante (per dimensioni e peso economico) sorto dal crollo dell'URSS: la Russia. Il partito fu ridotto all'attività clandestina in molti paesi - per esempio nei paesi baltici e il Turkmenistan. Ma in altre repubbliche le strutture sovietiche e socialiste furono distrutte prima del colpo di stato che ha portato alla falsa sovranità borghese e dove oggi tutti reclamano una sovranità autentica, socialista, garantita dalla costituzione dell'URSS e realizzata dallo stato.

Inizia così la tragedia - che continua ancora oggi - del grande popolo sovietico, ingannato, calunniato e diviso dalle frontiere che non hanno ragione d'essere. Il territorio sovietico vede oggi di nuovo crescere l'ingiustizia sociale, lo sfruttamento senza fine, la miseria, l'arbitrio e la guerra.

Ma il Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS) (3), autore dell'URSS e fulcro del suo sistema sociale e politico, è stato in grado di continuare, grazie all'abnegazione di alcuni dirigenti o semplici membri del partito, rimasti fedeli alle idee del grande Ottobre socialista, vale a dire agli interessi della classe operaia e dei suoi alleati laboriosi (quindi fedeli agli interessi dell'umanità). Nel 1993, ebbe luogo a Mosca il 29° Congresso del PCUS, che per ragioni tattiche prese allora la decisione di rinominarsi: Unione dei Partiti Comunisti - PCUS (UPC-PCUS). Oleg Semenovich Chenine, ex membro dell'ufficio politico del PCUS, divenne il presidente.

Il Partito riunì allora saldi comunisti, fedeli agli ideali dell'Ottobre rosso e agli interessi del proletariato, sbarazzandosi dei rinnegati e dell'opportunismo e cominciò un lungo processo di ricerca della fiducia degli operai sovietici e dei loro alleati sociali. Questo lavoro è consistito e consiste nel difendere i loro interessi sociali e politici in un'aspra lotta contro il capitale. L'obiettivo strategico del popolo sovietico è, secondo il nostro partito, la rinascita del potere sovietico come dittatura del proletariato alleato ai contadini, agli intellettuali animati dal socialismo scientifico e ai funzionari sovietici dello stato comune dei sovietici di tutte le nazionalità. Questa rinascita dell'Unione Sovietica si realizzerà solo con la fiducia alla linea rivoluzionaria leninista-stalinista; che sconfiggerà la restaurazione capitalista, il cui destino è d'essere temporanea. Al 33° Congresso del PCUS, il 29 febbraio 2004, il partito ritrova il suo nome storico, il PCUS.

La storia del Partito Comunista di Bielorussia (PCB) comincia nel 1918-1919 con la fondazione della Repubblica Socialista di Bielorussia Sovietica (RSBS) ed è indissociabile da quella del PCUS, in tutte le epoche della sua lotta. Il PCB è stata l'organizzatore vittoriosa del popolo della Bielorussia all'epoca dell'URSS, fondata del resto con il contributo della RSBS nel 1922. Con questo successo nel campo dell'economia, in quello sociale e scientifico, il PCB porta la Bielorussia al vertice della civilizzazione, proprio come il potere sovietico fa con gli altri popoli. All'epoca della Grande guerra patriottica, nelle condizioni d'occupazione delle orde hitleriane, il PCB organizza la lotta di tutto il popolo contro il nemico. "La Repubblica dei partigiani" contribuisce in modo significativo alla grande vittoria patriottica, ma anche alla liberazione dei popoli d'Europa. Al momento del colpo di stato a Mosca nell'agosto 1991, l'attività del PCB-PCUS venne interrotta dai nazionalisti che si appropriarono del soviet supremo di Bielorussia. Ma nel novembre 1991 appare una associazione comunista: il "movimento per la democrazia, il progresso sociale e la giustizia" (DPSJ) e in dicembre venne fondato il Partito dei Comunisti di Bielorussia (PCB). Tuttavia il PCB venne creato essenzialmente su principi socialdemocratici e nazional-comunisti (e fuori dal PCUS), determinandone la deriva che lo porta ad entrare in alleanza aperta con i partiti nazionalisti, liberali e socialdemocratici, e infine al cambio del nome: denominandosi esso stesso in Partito della sinistra "mondo giusto".

Nel 1993, le autorità bielorusse pongono l'interdizione dell'attività del PCB-PCUS. Tuttavia il partito prese la decisione sconsiderata di aderire al PCB (opportunista) e fu solamente nel 1996, con la deriva destrorsa del PCB, che il PCB-PCUS riprese la sua attività con il PCUS diretto da Chenine (il partito allora si chiamava UPC-PCUS). Nel 2000, il partito cessa in pratica d'avere una linea indipendente di difesa degli interessi della classe operaia ed entra in una alleanza con il Partito Comunista della Federazione Russa (opportunista), rifiuta di restare membro del PCUS, interrompe ogni critica contro il capitalismo di stato in Bielorussia. In effetti, il partito sostiene in ogni modo la sua direzione socialdemocratica e nel 2001 viene escluso dal PCUS per aver favorito la divisione nel movimento operaio sul territorio dell'URSS. Dopo il 2001, la linea del PCUS è messa in opera in territorio bielorusso dall'associazione repubblicana "per l'Unione e per il Partito dell'Unione" (ARUPCU). I membri della nostra organizzazione hanno aderito nel 2010 ai comunisti che avevano rotto con il PCB-PCUS (che usurpano il nome del PCUS) e il PCB (Partito dei Comunisti di Bielorussia - opportunisti), in ragione del loro disaccordo con la linea socialdemocratica di questi partiti. Fondammo allora il Partito Comunista dei Lavoratori di Bielorussia (PCLB) che entra quindi nel vero PCUS. Il PCLB è uno dei fondatori e membri della "Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa", insieme all'URCF.

Il PCLB deposita per 6 volte tutti i documenti necessari per la registrazione del partito al Ministero della Giustizia della Repubblica di Bielorussia (l'attività di un partito che non è registrato è vietata dalla legge in Bielorussia), ma la domanda di registrazione viene respinta ogni volta. Questo rifiuto è una violazione grossolana della costituzione bielorussa, che all'articolo 36 garantisce la libertà d'associazione. I circoli dominanti considerano sufficientemente dimostrato il loro democraticismo consentendo l'attività del PCB opportunista, che sostiene senza critiche la politica socialdemocratica del governo. L'ARUPCU e il PCLB fanno parte dell'opposizione costruttiva al regime attuale della repubblica. Facciamo parte dell'opposizione costruttiva, perché la Bielorussia non è più un paese socialista: la Bielorussia ha preso la via del capitalismo di stato. Ma apparteniamo all'opposizione costruttiva, perché il presidente A.G. Lukaschenko, nella sua politica di passaggio dal socialismo al capitalismo è molto attento ad onorare gli interessi del popolo lavoratore della Bielorussia, perseguendo una politica di privatizzazione molto limitata (5) della proprietà statale del settore industriale, rende la disoccupazione di massa impossibile, sviluppa l'economia nazionale, conserva certe realizzazioni dell'epoca sovietica, persegue una politica d'integrazione sul territorio dell'URSS, si oppone in molti modi alla politica mondiale del capitale e specialmente agli appetiti degli oligarchi russi che tentano di accaparrarsi l'industria statale bielorussa. Infine il nostro partito milita per il ritorno della Bielorussia in una linea verificata e effettiva di sviluppo, la politica socialista di sviluppo. In una frase, il nostro partito combatte per la rinascita del potere sovietico, dell'URSS.

Domanda: Gli aspetti positivi della politica di A.G. Lukashenko non sono evidenziati dai media in Occidente. E' certo che all'oligarchia occidentale piacerebbe possedere un pezzo dell'industria nazionale bielorussa, soprattutto, possiamo supporre, per distruggerla, come hanno distrutto gran parte dell'industria nei paesi socialisti... I media occidentali al servizio della plutocrazia occidentale presentano la Bielorussia come un "regime totalitario" e per di più come un alleato della malefica Russia, che è antidemocratica. L'amministrazione Bush ha anche qualificato la Bielorussia come "avamposto della tirannia" e la signora Merkel ha descritto la Bielorussia come l'ultima dittatura in Europa. Vediamo in questo un segno che la Bielorussia resiste all'espansione dell'imperialismo. Anche se la Bielorussia non è più una repubblica socialista, alcune realizzazioni dell'URSS sono state conservate. La grande industria nel settore statale è sostenuta da una politica di sviluppo, l'85 % dell'economia è statale, le cooperative agricole (ex kolkhoz) sono sviluppate dallo Stato, come lei ha detto, la disoccupazione di massa non esiste, la sanità è gratuita e il sistema di istruzione come il settore universitario sono di alto livello e garantiscono la gratuità (anche se esistono già alcune strutture private e a pagamento), le pensioni, le borse di studio, le sovvenzioni sono pagate per tempo.

Sono arrivato dall'Ucraina, dove ho vissuto per due anni. In Ucraina, i fascisti spesso terrorizzano i militanti attivi della sinistra, il paese è sull'orlo della guerra civile che è già iniziata in alcune regioni, la corruzione è endemica a tutti i livelli, i farmaci sono a pagamento (spesso ci sono medicine di contrabbando, del resto) e non vi è alcuna garanzia sanitaria degna di questo nome (vediamo regolarmente dei genitori chiedere denaro nelle strade o nella metro per curare il loro bambino gravemente malato, o i pensionati che vivono in miseria che cercano aiuto, è rivoltante), il sistema universitario è in uno stato pietoso, le città sono tenute male (ad esempio, il Parco di Babi Iar, che commemora il massacro nazista, a malapena è mantenuto, sembra abbandonato, e quasi evoca la foresta pluviale), gli alimenti venduti nei negozi sono spesso di qualità scarsa o molto scarsa. In breve, il popolo ucraino ha visto una vera tragedia dalla fine dell'URSS.

In Bielorussia, vedo che le persone sono tranquille, non sembrano preoccupate: Minsk è una città molto bella dotata di parchi, piazze, fiori e molto ben curata, non ho notato alcun edificio o immobile in stato di abbandono simile ad alcuni edifici che si trovano nel centro di Kiev - dove a volte ci chiediamo se non ci cada un balcone sulla testa. Inoltre, la sicurezza è assicurata da organi competenti ed efficaci; la corruzione esiste, ma è a un livello molto inferiore a quello che tutti possono constatare in Ucraina; la vendita di alimenti nei magazzini è giusta; i partiti fascisti e nazisti sono vietati, il vostro presidente ha fatto costruire agli inizi degli anni 2000 delle belle biblioteche (23 piani, 20 sale di lettura, 9 milioni di libri, un sistema informatico e automatico di ricerca dei libri dove la BNF e tutte le più moderne grandi biblioteche sono dotate), un immenso complesso sportivo capace di accogliere dei campionati di quasi 30 discipline è stato costruito (è il terzo in Europa) etc.

Voi avete detto, la Bielorussia ha scelto il capitalismo di stato. Potete precisare questa definizione?

Risposta: Si tratta di un capitalismo di stato specifico, perché non è il risultato dello sviluppo di una società capitalista, avendo raggiunto la tappa immediatamente successiva, secondo Lenin, il socialismo. Il sistema bielorusso è il risultato di una regressione dal socialismo reale al capitalismo di stato. Il potere è detenuto da una classe borghese singolare: fondamentalmente una classe di funzionari, anche se esiste un capitale privato, e una piccola borghesia molto importante. Non è giusto definire la Repubblica Bielorussa come socialista, perché il socialismo è possibile solo quando la classe operaia è al potere, ma la classe operaia bielorussa è tenuta lontana dallo stato e dalla direzione delle imprese. Cercare degli operai o dei kolkoziani nell'Assemblea nazionale della Bielorussia? E' come cercare un ago in un pagliaio! I soviet (consigli) che sono stati conservati a diversi livelli non formano un sistema: non sono più gli organi del potere, ma sono degli organi di auto-organizzazione in cui sono rappresentati dei funzionari, dei capi d'aziende e istituzioni, dei "deputati professionisti". Tutta questa gente difende gli interessi dei loro gruppi, e non gli interessi della classe operaia.

I contratti a tempo determinato rendono il lavoratore totalmente dipendente dal suo padrone, questa è una caratteristica della società borghese. Il contratto a durata determinata e individuale soffoca la sua creatività, influisce negativamente sulla produttività del lavoro e priva il lavoratore della sua fiducia nel futuro.

Il presidente della Bielorussia attua una politica di mercato; non c'è pianificazione in Bielorussia, anche se degli elementi di pianificazione sono stati conservati sotto forma di previsioni, e ciò ovviamente riduce l'instabilità dell'economia borghese. Allo stesso tempo, abbiamo in Bielorussia tutti i difetti dell'economia di mercato che conoscono tutti gli stati capitalisti: Inflazione costante (6), aumento dei prezzi, una inutile concorrenza, l'instabilità della moneta, la "sovrapproduzione" cronica, etc.

Per quanto riguarda la "tirannia" e la "dittatura" nella nostra repubblica, dobbiamo dire che queste affermazioni sono piuttosto ipocrite. Malgrado il rafforzamento dei pieni poteri del presidente dalla Costituzione approvata con un referendum nel 1996, non vi è una dittatura né più e né meno che negli Stati Uniti, o in Canada e nei paesi dell'Unione Europea. Il capitalismo globale, rappresentato da élite politiche e militari degli stati imperialisti, dalla loro espansione militare e mediatica (che passa da una guerra psicologica), nasconde le sue attività anti-democratiche e accusa ipocritamente di politica anti-democratica, di violazione dei diritti umani e anche di terrorismo tutti gli stati che vuole distruggere, prendere, saccheggiare e, infine, porli sotto la sua influenza. Molti popoli e stati oggi hanno sperimentato sulla loro pelle la politica "democratica" guidata dagli Stati Uniti e gli stati dell'Unione Europea, con molti popoli che vedono tornare il fascismo, o sono vittime dirette: Jugoslavia, Iraq, Libia, Afghanistan, Siria, la Corea popolare, e ora l'Ucraina. Non c'è affatto una politica democratica, ma un terrorismo di stato puro e semplice. In particolare, non possiamo accusare la Bielorussia di questa politica antidemocratica, che non mostra alcuna tendenza aggressiva. Tuttavia abbiamo, come qualsiasi paese diretto dalla borghesia, dei problemi relativi la realizzazione dei diritti e delle libertà enunciati nella Costituzione. I comunisti non sono contro la dittatura, se questa è diretta dal proletariato per la costruzione di una società giusta (questo periodo di dittatura deve essere limitato a tale periodo di costruzione). I comunisti sono contro la dittatura della borghesia, in qualsiasi forma essa si manifesta: presidenziale, parlamentare o presidenziale e parlamentare...

Domanda: I bielorussi credono nel loro presidente? Quale politica conduce nei confronti dei comunisti? Sono perseguitati?

Risposta: Se consideriamo i risultati delle elezioni presidenziali e dei referendum, la maggioranza del popolo bielorusso - e soprattutto il popolo lavoratore - sostiene la politica del presidente A.G. Lukashenko; il popolo stesso lo chiama "padre", dandone un senso positivo. A.G. Lukashenko oggi non ha nulla di comunista, ma è estraneo a tutto l'anticomunismo. Preferisce mantenere dei rapporti con il Partito Comunista di Bielorussia (PCB), che è un partito socialdemocratico - questo partito sostiene pienamente la politica socialdemocratica del presidente. In Russia, il "padre" mantiene dei rapporti con il Partito Comunista della Federazione Russa e il suo capo, G. A. Zjuganov. Non ci sono mai state delle persecuzioni contro i comunisti in Bielorussia. Ma, come abbiamo visto, il PCLB, partito che lavora con l'URCF nella "Iniziativa" europea, viene respinto ogni volta che tenta di registrarsi.

Domanda: Quali sono le minacce interne ed esterne alle quali la Bielorussia deve far fronte?

Risposta: Naturalmente, la repubblica è minacciata. Al suo interno deve fare fronte all'opposizione compradora di destra, progettata per coinvolgere il paese in un viatico liberale e nazionalista, per allontanarla dalla Russia e indirizzarla all'integrazione con l'Unione Europea e la NATO. Ma la fiducia che ripongono i lavoratori su questa opposizione è quasi zero. E' da notare anche che parte del potere dei funzionari sogna la privatizzazione dell'industria statale e di vivere come l'oligarchia russa.

All'esterno la Bielorussia è minacciata, come molti altri stati, dall'élite politico-militare degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, che aspirano al dominio del mondo, che passa per l'espansione della NATO verso est. Essa utilizza i metodi usuali di pressione: blocco economico, isolamento politico dei principali responsabili del paese a livello internazionale, guerra psicologica permanente, etc.

Una parte significativa dell'élite polacca è ostile alla repubblica. Sembra che non possa rinunciare alle regioni occidentali della Bielorussia, che dominava molto tempo fa. Per la riconquista di queste regioni, la Polonia cerca di utilizzare dei cittadini bielorussi di nazionalità polacca. Tuttavia, la stragrande maggioranza dei bielorussi di nazionalità polacca si rifiutano di sostenere questa avventura, tanto più che il governo della Bielorussia assume una politica veramente democratica nel campo delle nazionalità e delle confessioni, che consiste nel vietare realmente ogni violazione dei diritti, indipendentemente dalla nazionalità e religione dei cittadini. Pertanto, non vi è alcun problema nei rapporti tra nazionalità in Bielorussia, In particolare, a seguito di un referendum su questa questione (avviato dal presidente A.G. Lukashenko), ci sono due lingue ufficiali della Repubblica (7), il russo e il bielorusso. Quindi, qualunque sia la loro nazionalità i cittadini hanno diritto di sviluppare la loro cultura (8).

Gli intrighi internazionali contro la Bielorussia non hanno oggi in realtà delle conseguenze, hanno poca influenza sullo sviluppo del paese, dal momento che la stabilità sociale si basa su un solido sviluppo, non sul deterioramento dell'economia. L'economia sta costringendo l'Europa a lavorare con la Bielorussia, perché il transito del gas russo e quello delle merci europee verso la Russia passa attraverso il suo territorio. Perché minare la Bielorussia? Eppure questo è ciò che gli Stati Uniti si attendono dai loro alleati in Europa, che sono al tempo stesso suoi concorrenti: ciò porta a danneggiare la Bielorussia, compresi i rapporti commerciali tra l'Europa e la Comunità degli Stati Indipendenti. Non credo che questo piaccia ai governanti, né ai popoli dell'Unione Europea.

Domanda: Le relazioni d'alleanza tra la Russia e la Bielorussia sono a volte difficili. Gli oligarchi russi vorrebbero che i mezzi di produzione statali bielorussi venissero privatizzati, ma ciò non è avvenuto fino ad ora.

Risposta: In effetti, le relazioni sono ineguali. Tuttavia oggi le tensioni nelle relazioni di mercato tra le due parti dell'unione degli stati appartiene al passato, la cooperazione si sta sviluppando in modo soddisfacente nella linea dell'Unione Economica Eurasiatica (Bielorussia, Kazakistan, Russia), perché l'accordo concernente questa unione è stato firmato ed entrerà tra poco in vigore, l'1 gennaio 2015, anche se l'accordo non entrerà in vigore nella sua versione originale, che era la migliore. Ma la realizzazione dell'accordo concernente la creazione di una unione statale tra la Bielorussia e la Russia non sarà solamente un'unione economica, ma anche politica, con pochi progressi. Ad oggi, l'atto costituzionale dell'unione statale non è firmato e di conseguenza le istituzioni governative di questa unione non sono sviluppate. C'è poco, come risultato di un incontro tra il presidente della Bielorussia Lukashenko e il ministro degli esteri russo, Lavrov, che si è deciso di mettere questo processo in pratica. Noi speriamo che si realizzi.

Tuttavia, ciò che è evidente è che la politica estera della Russia e della Bielorussia non sono sempre esattamente le stesse; o l'accordo in questione sta prendendo in considerazione una politica estera concertata. Ad esempio, la Russia vuole la conservazione dell'unità dello stato ucraino con la sua federalizzazione, ma la Bielorussia si pronuncia per la conservazione del suo carattere unitario (senza federalizzazione). La Russia non riconosce la legittimità di Tourchinov, perché è stato nominato presidente a seguito di un colpo di stato fascista, organizzato dai servizi degli Stati Uniti, ma la Bielorussia ha tenuto negoziati formali con Tourchinov durante i quali ha offerto la sua assistenza all'Ucraina. Questo vuol dire che A.G. Lukashenko ha riconosciuto Tourchinov come legittimo rappresentante dell'Ucraina. Eppure questa ultimo è l'uomo che ha ordinato l'inizio dell'operazione presunta di "anti-terrorismo", che è in verità un'operazione terroristica contro la parte russofona del proprio paese, contro le regioni di Donetsk e Lugansk, dove vivono del resto anche dei bielorussi. Questo genere di disaccordi in materia di politica estera sono estremamente dannosi, perché danneggiano l'immagine dell'Unione tra gli Stati. Essi non rendono questa unione attrattiva per gli altri stati. Accogliamo con favore tutti gli sforzi e i processi di integrazione sul territorio dell'Unione Sovietica, anche se sono su fondamenta borghesi. Questi processi unitari si oppongono ai piani del capitale globale di lasciare gli stati dei sovietici in rovina, per impedire qualsiasi rinascita dell'URSS. La borghesia non può sopravvivere un giorno senza il proletariato, senza il suo sfruttamento, per questo si uniscono, animati dai loro interessi di classe, che non possono che unire allo stesso tempo il proletariato, e contribuire in tal modo al raggiungimento della nostra parola d'ordine: "Proletari di tutti i paesi, unitevi!" E' ovvio che un proletariato unito avrà meno problemi a rinascere nel suo stato - l'Unione Sovietica - che un proletariato la cui unificazione è vincolata dalle frontiere. Così noi vediamo il futuro delle relazioni tra la Bielorussia, la Russia e le altre repubbliche sorelle.

Domanda: Un colpo di Stato fascista è avvenuto in Ucraina. Qual è la vostra posizione sugli eventi in Ucraina, e in particolare nelle regioni di Donetsk e Lugansk? Perché la Russia non ha riconosciuto l'indipendenza delle repubbliche proclamate laggiù, così come anche la Federazione della Novarossia?

Risposta: Ci auguriamo che un tale riconoscimento accompagnato dal successo nella lotta per liberazione nazionale delle popolazioni di Donetsk e Lugansk arriverà. La partecipazione ai referendum è stata enorme, ed i risultati sono incontestabili: le popolazioni di queste regioni hanno votato massicciamente per la creazione di repubbliche autonome e per la federazione della Nuova Russia alla quale altre regioni dell'Ucraina possono aderire successivamente. Questi referendum sono molto più legittimi che l'elezione del nuovo presidente dell'Ucraina, Petro Poroshenko, per cui ha votato un terzo degli elettori.

Perché la Russia non riconosce la Federazione della Nuova Russia? È impossibile conoscere i piani nascosti dei governi. Ma possiamo individuare due ragioni fondamentali.

1. Tra i governanti degli oligarchi in Russia e le élite del capitale globalizzato vi è stato un accordo segreto secondo il quale l'Occidente non avrebbe preso alcuna azione decisiva contro l'adesione della Crimea alla Russia (Crimea, che è "pezzo" importante e una postazione d'armi strategica) e la Russia a sua volta non avrebbe intrapreso nulla contro la pacificazione, da parte del capitale globalizzato, del resto dell'Ucraina.

2. Il governo degli oligarchi russi teme la logica della lotta di liberazione nazionale delle regioni di Donetsk e di Lugansk che sono giunte alla necessità della nazionalizzazione della proprietà degli oligarchi ucraini. Questa nazionalizzazione dei mezzi di produzione potrebbe dare delle idee al popolo della Federazione Russa, dove l'oligarchia è la classe dominante.

Sì, il 23 febbraio è avvenuto un colpo di stato fascista a Kiev, ispirato e organizzato dai servizi degli Stati Uniti, e ha avuto inizio una nuova "rivoluzione colorata", il cui obiettivo è la distruzione, la divisione dello stato ucraino per il possesso delle ricche risorse naturali del paese, la distruzione dell'industria al fine di aprire le porte dell'economia ai prodotti americani e mettere al potere un collaboratore più docile, che potrà soddisfare tutti i capricci del capitale globale nella sua politica di guerra. Infine, uno dei scopi dell'operazione è quello di avvicinare le basi militari della NATO e i suoi missili alla Russia.

Gli Stati Uniti aspirano al dominio completo dell'Ucraina. Inizialmente, non ebbero alcuna obiezione al fatto che i nuovi ricchi ucraini, "liberati" dalle leggi sovietiche con la distruzione dell'URSS, si accaparrassero la proprietà del popolo sovietico accumulando una grande fortuna. Questa prima fase del progetto doveva chiudersi con l'opposizione del popolo lavoratore agli oligarchi. Questo è successo.

Una situazione anti-oligarchica rivoluzionaria si è verificata (Maidan) e gli USA hanno sfruttato l'assenza di un partito comunista rivoluzionario in Ucraina capace di svolgere un ruolo d'avanguardia affinché la rivoluzione trionfasse (i comunisti hanno perso la fiducia del popolo poiché non sono riusciti a conservare l'URSS, il socialismo). Hanno preso la politica ucraina in mano, utilizzando a tal fine i fascisti ucraini, le cui unità militari sono state addestrate da altri stati prima degli eventi.

Il colpo di stato è riuscito, il presidente legittimo degli oligarchi Janukovyč non soddisfaceva più gli appetiti dell'Occidente, rifiutando di mettersi sotto la tutela dell'Unione Europea, forzata, e la sua pena è stata eseguita con la perdita del posto, oggi occupato da un altro oligarca, Poroshenko.

Come sempre, per il capitale globale, gli attori dei movimenti di liberazione nazionale che militano per la pace come nel sud-est dell'Ucraina sono etichettati "terroristi"; una presunta operazione antiterrorista è stata ingaggiata, in altri termini una politica autenticamente terrorista è svolta contro il sud-est dell'Ucraina.

Sottolineiamo che l'aggressione del capitale globale contro l'Ucraina e la rianimazione del fascismo è concepita come un mezzo per assicurare il suo dominio sul territorio dell'ex Unione Sovietica, che è una grande sfida al popolo sovietico, e anzi un tentativo di vendetta per la sua vittoria nella grande Guerra patriottica.

Il capitale globale, con le sue abitudini fasciste, ha oggi quello che sognava Hitler, la bomba atomica, e rappresenta per l'umanità una vera minaccia. La vittoria del fascismo in Ucraina ispira inevitabilmente i fascisti d'Europa e del mondo all'organizzazione di colpi di stato simili. Gli avvenimenti ucraini possono esser il prologo di una terza guerra mondiale, alla quale l'umanità potrebbe non sopravvivere.

E' per questo i sovietici e la società mondiale è interessata alla resistenza contro l'aggressione fascista in Ucraina.

Domanda: La vostra regione - la Russia e le repubbliche vicine - compresa la Bielorussia, è l'anello debole della catena imperialista mondiale? Potete farci una previsione? La rivoluzione è vicina o lontana?

Risposta: Si, la nostra regione è l'anello debole della catena imperialista mondiale. Ma i comunisti non fanno degli oracoli. Si fondano sulla scienza della via sociale, il marxismo-leninismo, sanno che la rivoluzione socialista è inevitabile, necessaria, e che l'umanità non troverà la sua felicità e non sarà salva se non tramite di essa; ma quando una tale rivoluzione avverrà e quale forma prenderà è impossibile da prevedere. Noi siamo per una rivoluzione pacifica, ma il carattere violento o non violento della rivoluzione non dipende solamente da noi. Dipende anche dall'avversario del popolo lavoratore, che abitualmente usa i metodi più violenti per raggiungere i suoi obiettivi.

Jean-Paul Lechas: Caro compagno, voglio ringraziarti per l'ospitalità fraterna e per aver risposto a queste domande. A nome dell'URCF, voglio augurare a tutti i compagni bielorussi, e più in generale al PCUS, successi ancora più gloriosi che in passato.

Note:

1) Prima di nominarsi PCUS, porta i seguenti nomi: Partito Operaio Social-Democratico di Russia - Partito Operaio Social-Democratico di Russia (bolscevico) - Partito Comunista Russo (bolscevico) - Partito Comunista di Tutta l'Unione (bolscevico)

2) Nota del traduttore: la collettivizzazione delle campagne portò alla creazione dei Kolkhoz

3) Prese il suo nome al 19° Congresso del Partito di tutta l'unione (bolscevico) nel 1952, allora sotto la direzione di J.V. Stalin

4) Nota del traduttore: alla fine della guerra, l'Armata dei partigiani bielorussa comprendeva più di 300.000 membri e più di 7.000 organizzazioni segrete.

5) Nota del traduttore: l'85% dell'economia è statale in Bielorussia

6) Nota del traduttore: 100.000 rubli bielorussi valgono circa 8 euro.

7) Nota del traduttore: la questione della lingua è utilizzata dai fascisti in Ucraina per attizzare i conflitti tra ucraini russofoni e ucraini ucrainofoni. Oggi l'unica lingua ufficiale è l'ucraino nonostante la metà, se non di più, della popolazione parli il russo nella vita quotidiana. Ma quando si è tentato di fare del russo una delle due lingue ufficiali dell'Ucraina (con il presidente corrotto filo-occidentale Janukovyč) i fascisti si sono rivoltati, e la legge è stata abbandonata.

8) Nota del traduttore: Più di centomila bielorussi sono di nazionalità polacca. Possono scegliere se mandare i loro figli nelle scuole polacche, dove l'insegnamento è effettuato in polacco.


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