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- popoli resistenti - bolivia - 15-05-08 - n. 228
Evo Morales esce rafforzato nella sua lotta contro il separatismo
Dichiarazione di Carolus Wimmer, dirigente del Partito Comunista del Venezuela
Gruppi dell’elite tedesca rappresentano il braccio paramilitare dei settori separatisti
Per il vicepresidente del gruppo venezuelano del Parlamento Latinoamericano, Carolus Wimmer, il presidente della Bolivia, Evo Morales, esce rafforzato nella lotta che sta conducendo contro le azioni separatiste nel suo paese.
Wimmer, della segreteria nazionale del Partito Comunista del Venezuela (PCV) ha fatto questa affermazione in un’intervista al programma Al Momento, trasmesso da Venezolana de Television.
Accennando alla consultazione anticostituzionale attuata in Bolivia per l’autonomia del dipartimento di Santa Cruz, Wimmer ha dichiarato che dietro a questa azione separatista stanno paesi stranieri, rappresentati dalle loro colonie di immigrati.
Come esempio, ha citato il caso della colonia croata, che con il sostegno esterno, rappresenta un settore dell’elite politicamente di ultra-destra e fascista.
“In effetti, questo gruppo venne espulso dalla Jugoslavia socialista e attraverso la CIA realizzò un accordo ai tempi della dittatura in Bolivia per inserirsi in questo paese, interagendo con la vecchia presenza tedesca”, ha spiegato.
Egli ha fatto rilevare che la Germania è coinvolta nella politica della Bolivia attraverso organizzazioni “umanitarie” e corporazioni che appoggiano settori dell’elite ed anche per mezzo di organizzazioni non governative che rappresentano il braccio paramilitare dell’elite in Bolivia.
Allo stesso tempo, ha sottolineato che la Bolivia, nell’epoca dittatoriale, ha protetto leader nazisti emigrati in questa nazione, in cui è anche presente la mafia italiana.
“Sono costoro che riforniscono di armamenti questi gruppi fascisti, come la cosiddetta Unione Giovanile di Santa Cruz, coordinata da gruppi nazisti, che si è costituita in formazione paramilitare che utilizza i colori della Germania nazista”, ha rilevato Wimmer,
Wimmer ha affermato che in Bolivia è rilevante la presenza di brasiliani, che furono espulsi dal loro paese e che nella nazione boliviana rappresentano gli interessi della borghesia dello Stato brasiliano.
“Sono settori che controllano in Bolivia il 35% della produzione di soia e che sono presenti in diverse camere di commercio”.
Wimmer ha messo in guardia sul fatto che tutti questi pericoli vengono attualmente utilizzati dall’imperialismo in Bolivia.
Per il parlamentare, oggi, in questo gioco machiavellico, non si esita a rafforzare gruppi di ultra-destra.
Riferendosi alle prese di posizione degli organismi internazionali come l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) o l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) di fronte alla situazione creatasi in Bolivia, Wimmer ha affermato: “Costoro si pongono al di sopra delle parti. Criticano la situazione e manifestano la loro preoccupazione. Ma si fermano qui”, dal momento che non viene espressa una condanna diretta del Governo degli Stati Uniti.
Per Wimmer questi organismi si limitano ad invocare il dialogo, “con un gruppo che viola la Costituzione e la convivenza di un paese”. E pretendono che il presidente Evo Morales si metta d’accordo con questi gruppi. E’ la stessa cosa che abbiamo visto in Venezuela.
In merito ai risultati ottenuti nella consultazione illegale in Bolivia, Wimmer ha invitato alla responsabilità nel loro utilizzo.
“Lo stesso Evo Morales ha dichiarato che c’è stato il 39% di astensioni. Ci sono altri dati, ma occorre maneggiarli con prudenza, per non comprometterne l’analisi e le implicazioni di politica internazionale”, ha rimarcato.
Wimmer ha aggiunto: “Chiaramente, come ha detto Morales, posso affermare che non hanno raggiunto il loro obiettivo, e che, dal momento che non esiste alcun controllo sullo scrutinio dei voti, sono solamente segnalate delle percentuali. Quando invece ciò che conta è il numero dei voti”.
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare