www.resistenze.org - popoli resistenti - bolivia - 09-09-08 - n. 240

da TeleSUR - www.telesurtv.net/noticias/secciones/nota/32334-NN/evo-denuncia-golpe-civil-en-bolivia-y-llama-a-la-unidad-del-pueblo-y-ffaa/
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Evo Morales denuncia un nuovo tentativo di golpe in Bolivia
 
07/09/2008
 
Il presidente boliviano, Evo Morales, giovedì ha denunciato che nel suo paese sta prendendo corpo un “golpe civile”, il cui primo obiettivo è la presa delle istituzioni pubbliche da parte di gruppi d’assalto finanziati dalle prefetture controllate dall’opposizione dell’estrema destra. A fronte di questa grave situazione, ha fatto appello all’unità del popolo e delle Forze Armate per difendere la democrazia boliviana.
 
Morales, di ritorno da una visita ufficiale in Libia ed Iran, in contatto telefonico con l’Agenzia Boliviana di Informazione (ABI) ha dichiarato, ancora in volo di trasferimento, che la destra ha avviato un nuovo piano per far cadere il suo governo.
 
Una folla dell’Unione Giovanile Benianista, martedì ha cercato di prendere la sede delle Imposte Interne a Trinidad (Beni), armata di spranghe e da armi da fuoco, lo ha denunciato il ministro della Presidenza, Juan Ramón Quintana.
 
Il giorno dopo, a Cobija (Pando), contadini e braccianti finanziati dal prefetto Leopoldo Fernández, hanno occupato con la forza gli uffici dell’Istituto Nazionale di Riforma Agraria (INRA) e della Amministratrice Boliviana delle Strade (ABC).
 
Fatti simili sono avvenuti anche nel dipartimento di Santa Cruz, mentre vari lider indigeni e sindacalisti erano minacciati. Il capo di stato boliviano ha segnalato che gli intenti golpisti, “forti solo dell’illegalità e dell’arroganza di attribuirsi il ruolo di rappresentanti del popolo”, ripetono i fatti del 17 luglio del 1980, quando era alla loro guida il dittatore Luis García Meza.
 
Evo ha poi criticato l’opposizione xenofoba che si raggruppa nei “comitati civici” e nell’autodenominato Consiglio Nazionale Democratico (Conalde), dove si trovano alcuni dei più furibondi oppositori del governo socialista ed ha sottolineato che “ora si scagliano contro le Forze Armate e la Polizia” perché entrambe si stanno ergendo a baluardo dello stato di diritto”. Il riferimento è alla rappresaglia seguita all’azione della Polizia Militare contro il vandalismo a Trinidad, dove il presidente del Comitato Civico del Beni, Alberto Melgar, ha lanciato un ultimatum di 48 ore al comandante della Sesta Divisione dell’Esercito, colonnello Fernando Rocabado, affinché lasci il “territorio beniano”.
 
La minaccia è stata ritirata giovedì, quando una ferma riposta dell’ufficiale ha assicurato il compimento del suo dovere costituzionale, quello di garantire la sicurezza della popolazione. Il piano è continuato a Coniija, dove gli stessi gruppi d’assalto hanno preso possesso della Sovrintendenza Forestale e dell’ufficio della Rappresentanza Presidenziale a carico di Nancy Texeira.
 
Morales ha ricordato che i liberali dimenticano che proprio loro, in passato, hanno usato l’esercito per difendere gli interessi particolari. Le azioni violente cariche d’odio razziale che sono accadute negli ultimi giorni, si sono svolte istigate da comitati civici e prefetture della cosiddetta “mezza luna”, quei gruppi che vogliono il ripristino del 30% delle risorse derivanti dalle tasse sugli idrocarburi, quella ricchezza che il vecchio governo destinava alle regioni, ma che ora fornisce il finanziamento dell’aiuto sociale alla terza età chiamato “Rendita Dignità.”
 
Il presidente Evo Morales ha assicurato che il suo governo "non tollererà che si attenti alla democrazie e che la difenderà ad ogni costo”.