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fonte http://www.solidnet.org

da http://www.pcdob.org.br , mailto:internacional@pcdob.org.br

 

Brasile: “Ricomporre il fronte democratico, patriottico e progressista per difendere i cambiamenti e il mandato popolare del presidente Lula”


Dichiarazione della Commissione Politica Nazionale del Partito Comunista del Brasile (PcdoB)

25 luglio 2005

 

Iniziata ormai da più di due mesi, la crisi politica che ha investito il governo del presidente Lula  non è arrivata ancora alla sua conclusione e continua a svilupparsi, con una tendenza all’aggravamento. Il contenuto e il senso di tale crisi sono negativi dal momento che vi sono implicate le forze progressiste che sono arrivate al governo del Brasile con la storica vittoria del popolo brasiliano nel 2002.

 

Nelle ultime settimane, la situazione si è acutizzata in seguito alla rivelazione di alcuni episodi seri che hanno intaccato il Partito dei Lavoratori (PT). Tale indebolimento del prestigio del partito deriva da errori politici e di ordine etico commessi dai suoi leaders, che sono stati riconosciuti anche dalla nuova leadership. Le forze dell’opposizione conservatrice hanno utilizzato questi errori per approfittare al massimo grado degli effetti della loro offensiva tesa a demoralizzare il Partito dei Lavoratori e l’intera sinistra, ad indebolire il governo Lula e la sua leadership, e a provocare la sua rimozione con qualsiasi mezzo.

 

Tale situazione ha permesso alle forze di opposizione di prendere l’iniziativa politica, e di esercitare un certo controllo sulle dinamiche del confronto, attraverso cui intendono imprimere il senso e la direzione più convenienti ai loro interessi. Sicuri di avere il pieno controllo della situazione, le forze conservatrici dirette dal Partito Socialdemocratico Brasiliano (PSDB) e dal Partito del Fronte Liberale (PFL), con il pretesto di combattere la corruzione, si sono mosse attraverso la diffusione nei “media” di notizie, secondo cui non verrebbero escluse neppure iniziative tese a provocare l’annullamento del mandato presidenziale. Con lo stesso proposito golpista, ma sotto altra veste, altri avanzano proposte di elezioni anticipate.

 

Nel medesimo contesto appaiono proposte relative “a una concertazione tra i grandi partiti”, vale a dire una sorta di patto tra le elites, non solo per blindare l’attuale politica economica, ma per accentuarne i tratti neoliberali, come nel caso della proposta riguardante il deficit di bilancio. Sebbene venga presentata in modo elegante, si tratta di un vero e proprio ricatto. Si tratterebbe della condizione necessaria per indurre le elites a porre fine alla crisi.

 

In una situazione, in cui sta crescendo l’onda politica conservatrice, provoca indignazione tra le coscienze democratiche osservare lo spettacolo che offrono di sé vecchi e nuovi esponenti dell’oligarchia dominante i quali, da sempre mano nella mano con la corruzione, hanno governato contro il Brasile e contro il popolo. Attraverso una campagna pubblicitaria, questi personaggi svolgono con enfasi e cinismo il ruolo di magistrati e di “salvatori della patria”.

 

Questo arco di forze, dalla chiara natura antidemocratica, ha spinto il Presidente Lula, che dispone ancora di un considerevole seguito popolare, a reagire proclamando che non cederà mai di fronte all’attacco delle elites. In tal modo, egli ha lanciato un tempestivo messaggio politico, che testimonia della sua volontà di difendere il mandato ottenuto con il voto di 52 milioni di brasiliani.

 

Con l’intenzione di affrontare le attuali avversità, il governo ha concluso il percorso della riforma ministeriale. Sono stati fatti sforzi per diminuire la presenza eccessiva del PT nel governo e per ampliare, almeno in una certa misura, la sua composizione, anche se non si è raggiunto il risultato di creare un autentico governo di coalizione, dotato di maggiore chiarezza programmatica e formato da un ampio schieramento di partiti e personalità di riconosciuta autorità politica.

 

Di fronte alla gravità della crisi, emerge un compito che in questo momento appare fondamentale per le forze democratiche: è necessario impedire che l’offensiva delle opposizioni provochi il fallimento dell’importante esperienza di un governo diretto dalle forze progressiste del paese, un’esperienza che sebbene recente e contraddittoria, continua ad esprimere potenzialità positive per i destini del paese e gli interessi del popolo.

 

Diventa allora un dovere bloccare la crisi, fermare la spinta impressa dall’opposizione al fine di provocare la sconfitta del governo. Per questa ragione, è indispensabile riunire le forze democratiche, patriottiche e popolari. Tale schieramento deve essere immediatamente diretto a rafforzare l’autorità politica del Presidente della Repubblica. Il consolidamento di tale fronte richiede l’adozione immediata di una piattaforma in grado di rafforzare e far rispettare gli impegni per garantire il cambiamento.

 

Senza l’adozione da parte del governo di un’agenda che garantisca lo sviluppo economico e il progresso sociale, sarà difficile ricostituire il fronte delle forze democratiche e progressiste, ed anche rafforzare il Presidente della Repubblica.

 

La ricomposizione di tale fronte richiede un’iniziativa di dialogo e confronto tra i partiti, le tendenze e le personalità democratici e progressisti e i  movimenti sociali, basata sulla ricostruzione della piattaforma per il cambiamento. E’ necessario da subito che il governo vari misure concrete per lo sviluppo, come la riduzione dei tassi di interesse e l’aumento degli investimenti e, dall’altro lato, intraprenda azioni che diano una risposta alla volontà popolare, come la piena realizzazione del piano nazionale di riforma agraria e l’aumento del salario minimo.

 

In risposta alle motivazioni più concrete della crisi, il governo e le forze avanzate devono rimanere sulla linea del fronte per individuare e punire i responsabili degli atti di corruzione accertati.

 

Si impone anche il rinnovamento della legislazione sui partiti e sulle elezioni, attraverso una riforma politica democratica che assicuri la pluralità dei partiti e istituisca il finanziamento pubblico delle campagne elettorali, quale meccanismo capace di rappresentare un ostacolo agli schemi illeciti che derivano in grande misura dal sistema vigente, in cui le campagne elettorali sono generalmente finanziate da gruppi privati e da poteri economici.

 

Per garantire una fuoruscita positiva dalla crisi che investe il governo, è auspicabile che la nuova direzione del Partito dei Lavoratori proclami l’impegno ad operare per ristabilire la rispettabilità del partito attraverso un utile lavoro di ricostruzione che miri a rendere il partito più vicino alla base popolare e che contribuisca al rafforzamento della Sinistra brasiliana.

 

In questo momento, non c’è altra via che quella della lotta, della mobilitazione e della resistenza. Il governo Lula e le forze che lo appoggiano con coraggio politico e con determinazione allo scopo di riaffermare gli impegni assunti per il cambiamento e a stimolare l’imprescindibile mobilitazione del popolo, sono chiamati ad affrontare e a vincere la violenta offensiva dell’opposizione conservatrice.

 

San Paolo, 25 luglio 2005

 

La Commissione Politica Nazionale del Partito Comunista del Brasile – PCdoB.

 

Traduzione a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare