Partito comunista del Brasile
Dalla Risoluzione Politica approvata dall’11° Congresso del Partito Comunista del Brasile, “Partito rinnovato, Brasile sovrano e democratico, futuro socialista”
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1. L’offensiva imperialista
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c) La “riforma” del “grande” Medio Oriente
Come parte essenziale di questa strategia, l’imperialismo nord-americano dedica momentaneamente grande parte delle proprie attenzioni all’area conosciuta come grande Medio Oriente, considerando il petrolio e l’importanza geopolitica della regione. A questo sono servite le guerre contro l’Afghanistan e l’Iraq ed il permanere dell’occupazione illegittima di questi paesi (…).
Nel corso del suo secondo mandato George W. Bush si è posto l’obiettivo centrale di procedere alla “riforma politica del Grande Medio Oriente”. L’area considerata è immensa, estendendosi dall’Afghanistan all’Asia Centrale, territori contigui alla Russia, all’India, alla Cina ed al Marocco, passando attraverso l’intero mondo arabo. Dopo l’occupazione di Afghanistan ed Iraq, gli Stati Uniti hanno rivolto la propria attenzione contro Iran e Siria e, nuovamente con il pretesto della lotta al terrorismo e della presenza siriana in Libano, sono decisi a provocare il caos e la destabilizzazione di questi paesi. E’ il caso dell’Iran, con l’opposizione della Casa Bianca al programma nucleare di questo paese sovrano che serve a giustificare i preparativi di una nuova aggressione, mentre allo stesso tempo cala il silenzio sopra il programma nucleare di Israele, che costituisce un fattore di destabilizzazione per l’intera regione. I medesimi alleati tradizionali degli USA nella regione, come Arabia Saudita ed Egitto, subiscono pressioni “democratizzatici”, che potrebbero determinare crescenti fattori di instabilità. L’offensiva dell’imperialismo in questa regione deriva, tra le altre cose, dalla fine dell’era del petrolio facile. In questo contesto, l’aggressività contro i popoli che detengono riserve di oro nero si è accentuata assai intensamente. L’invasione dell’Iraq ed il dominio sul Medio Oriente hanno come ragione di fondo l’intenzione di impedire che una risorsa tanto importante possa finire in mani nemiche (…).
Segue un passaggio relativo all’alleanza USA-Israele ed al progetto di “isolare i settori rivoluzionari” del popolo palestinese e “destabilizzare l’Autorità Nazionale Palestinese”.
Il paragrafo termina con un riferimento alle “organizzazioni non-governative finanziate da agenzie dell’imperialismo” ed al progetto di “destabilizzazione dal carattere controrivoluzionario” dello spazio ex-sovietico (Ucraina, Georgia, Kirghizistan) e con la denuncia delle vergognose intimidazioni ai danni della Bielorussia.