www.resistenze.org - popoli resistenti - brasile - 27-09-06
Brasile: il 1 ottobre le elezioni presidenziali
Il presidente Lula parte favorito…per quale politica?
Con il 45% delle intenzioni di voto, Lula dovrebbe farcela al primo turno. Malgrado alcuni scandali per corruzione abbiano coinvolto dirigenti della sua formazione, il Partito dei Lavoratori.
Jean Pestieau
20 settembre 2006
I brasiliani dovranno eleggere il 1 ottobre il presidente e il vicepresidente della Repubblica, ed anche i deputati, i senatori e i governatori di 26 Stati. Il governo è diretto dal 2003 da Luiz Inacio Lula da Silva, primo presidente brasiliano espresso dalle classi lavoratrici. I comunisti del PCdoB sostengono il governo, non senza critiche.
La situazione in Brasile è particolarmente complessa. Da una parte, il governo Lula conduce una politica estera progressista. Le trattative che avrebbero dovuto condurre all’accordo ALCA (la zona di libero scambio delle Americhe) sono bloccate. Ora, senza il Brasile, gli Stati Uniti non possono imporre l’ALCA. Dal 2005, il governo brasiliano ha anche rifiutato di rinnovare le convenzioni con il Fondo Monetario Internazionale (FMI). E a grande danno di Washington, il Brasile ha sviluppato un’industria spaziale autonoma ed un proprio programma nucleare. Inoltre, il paese ha rafforzato i propri legami politici ed economici con la Repubblica Popolare Cinese.
D’altro canto, c’è la politica interna di Lula, intaccata in particolare da episodi di corruzione, che sono all’origine di molte dissidenze.
“I rapporti di forza non sono favorevoli”, ci confida Ricardo Abreu, membro del Comitato Centrale del PCdoB. “Non bisogna dimenticare che il Brasile resta prigioniero di una rete di forze finanziarie internazionali come il FMI e l’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) e che in Brasile il capitale finanziario azionario di titoli di Stato, finanziari e di rendita è ancora molto potente”.
Nel corso degli ultimi cinque anni, si è vista emergere in tutta l’America del Sud una volontà di trovare un’alternativa al neocolonialismo asfissiante e all’imperialismo neoliberale. Quale direzione prenderà il Brasile? Lula è all’incrocio del cammino.
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Centro di Cultura e Documentazione Popolare