www.resistenze.org - popoli resistenti - brasile - 24-01-11 - n. 348

da l’inchiostro rosso - mensile di critica sociale della Svizzera Italiana - Dicembre 2010
 
Perché in Brasile i comunisti sono divisi in due partiti?
 
Partito Comunista Brasiliano (PCB) e Partito Comunista del Brasile (PCdoB): diverse le impostazioni strategiche e tattiche
 
di Massimiliano Ay
 
1. Divergenze storiche
 
1.1. Il PCB nasce dopo che il PCB “originale” prese una linea liquidazionista che lo portò a cambiare nome in Partito Socialista Popolare e ad adottare una linea controrivoluzionaria. Il PCB “originale” era il partito filosovietico che accettava la linea revisionista di Krusciov. L’attuale PCB appare come un partito un po’ nostalgico che vuole tornare al leninismo.
 
1.2. Il PCdoB nasce negli anni ‘60 come scissione a sinistra del PCB “originale” riunendo i comunisti contrari alla linea seguita dall’Unione Sovietica e che invece sostenevano la linea della Cina maoista. Dopo la divisione fra la Cina e l’Albania il PCdoB si schierò con quest’ultima e con Enver Hoxha. Con la fine di tale esperienza, poi, il PCdoB inizia un processo di apertura ideologica, orientandosi a diventare un partito di massa e non solo di quadri.
 
2. Divergenze strategiche
 
2.1. Secondo il PCB il capitalismo brasiliano è maturo e monopolista. Inoltre la borghesia è associata o subordinata al capitale estero e all’imperialismo, ciò le impedirebbe di promuovere dei miglioramenti sociali (come potrebbe fare invece la borghesia nazionale dei paesi poveri, vedi ad es. i movimenti di liberazione nazionale). Le condizioni oggettive dunque sarebbero date per una rivoluzione di tipo socialista senza passare dalla tappa intermedia della rivoluzione democratico-nazionale (sostanzialmente anti-imperialista ma non ancora socialista). Questo è quanto sostenuto in occasione del 13° Congresso del PCB tenutosi nel 2005.
 
2.2. Secondo il PCdoB tali condizioni invece non sarebbero ancora date con chiarezza e dunque non sarebbero ancora maturi i tempi per una rivoluzione socialista. Occorre al contrario spingere per compiere completamente una rivoluzione democratica in alleanza con la borghesia nazionale (patriottica e anti-imperialista) contro la borghesia compradora (quella che svende il paese alle potenze estere). Il PCdoB quindi favorisce la costruzione di una società democratica popolare e partecipativa, e da lì passare al processo di trasformazione socialista del paese.
 
3. Divergenze tattiche
 
3.1. Il PCB dal 2005 ha rotto ogni contatto con il Partito dei Lavoratori (PT) al governo, schierandosi all’opposizione del governo Lula/Dilma. In questo il PCB si è alleato coi trozkisti e altri movimenti sociali in un Fronte di Sinistra. L’accusa è che Lula/ Dilma rappresentano gli interessi dei banchieri e del grande capitale dell’agro-business.
 
3.2. Il PCdoB invece sostiene tuttora il governo Lula/Dilma e dispone di propri membri nell’esecutivo. Esso considera il governo del PT come un elemento di rottura con l’oligarchia compradora (cioè filo-imperialista) del Paese e una base per costruire l’indipendenza vera del Brasile e il sostegno al processo di emancipazione dell’America latina, in base a quanto scritto al punto 1.2.
 
4. Divergenze nel concetto di Partito e del lavoro sindacale
 
4.1. Il PCB si considera un partito di soli militanti e d’avanguardia e non vuole essere un partito di massa. Il suo obiettivo è organizzare in cellule gli strati avanzati degli operai sui posti di lavoro. Considera la questione elettorale di secondaria importanza. In ambito sindacale il PCB ha creato la “Intersindical”, una corrente sindacale di classe che opera fra la base dei vari sindacati per spingere gli operai su una linea combattiva.
 
4.2. Il PCdoB pur mantenendo un riferimento chiaro al marxismo- leninismo è considerabile un partito tendenzialmente di massa e dà importanza anche al ruolo istituzionale. In ambito sindacale dopo aver lavorato per diverso tempo nella confederazione sindacale CUT, pochi anni fa ha fondato la confederazione sindacale CTB su posizioni di lotta e di classe e aderente alla Federazione Sindacale Mondiale (FSM).
 

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