www.resistenze.org - popoli resistenti - brasile - 16-03-15 - n. 535

Costruire l'alternativa popolare contro il ricatto dell'impeachment e la conciliazione governista

PCB | pcb.org.br
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

15/03/2015

Il Brasile vive oggi la continuità dell'acerrima disputa osservata nel secondo turno delle elezioni presidenziali, tra i due blocchi difensori degli interessi del capitale. In questa disputa, sorge una proposta di impedimento della Presidente Dilma. Il PCB rifiuta questa proposta che, presentata da forze reazionarie, non cambia l'essenza del sistema e non risponde agli interessi storici della classe lavoratrice.

Anche se il governo del PT, PMDB e i loro alleati hanno soddisfatto molte esigenze del grande capitale e hanno imposto aggiustamenti per soddisfare ancora di più banchieri e redditieri, settori della destra sconfitti nelle elezioni del 2014 e parte della stessa base alleata, tramano per mettere all'angolo il governo e strappare ancora più vantaggi.

Mai ci illudiamo con il canto delle sirena dell'istituzione borghese e mettiamo quindi in allerta che il capitale rispetta il cosiddetto ordine democratico istituito quando gli interessa, essendo sempre disposto a ricorrere a qualsiasi espediente incostituzionale come golpe militari o approfittare delle brecce della legalità borghese per promuovere golpe istituzionali. Non crediamo che il nucleo duro del capitale sia insoddisfatto dei governi guidati dai petisti. Ma può essere che voglia mettere fine alla esternalizzazione politica che ha concesso al PT, nel caso di instabilità politica ed economica, ora che questo partito non offre più il vantaggio di amministrare bene il capitalismo e allo stesso tempo, smobilitare i lavoratori.

Questo quadro di debolezza del recente secondo governo Dilma, è frutto fondamentalmente dell'esaurimento del ciclo petista in funzione della sua scelta, nel 2003, per la governabilità parlamentare a qualsiasi costo, a discapito del sostegno popolare, da parte dei lavoratori e del movimento di massa puntando a cambiamenti strutturali. Come la stabilità dei governi petisti risiede nell'amministrazione del capitalismo, l'aggravamento della crisi di questo sistema costituisce il principale fattore dell'attuale crisi politica.

A questo brodo contribuisce la vittoria ristretta della Presidente nel secondo turno, la sconfitta elettorale nei principali centri operai, con la diminuzione dei parlamentari del PT e il consolidamento di una maggioranza parlamentare conservatrice, la perdita di rappresentatività e combattività della CUT e di altre entità governative.

Questa instabilità del governo alimenta sogni golpisti nel blocco dell'opposizione guidata dal PSDB. Per il PSDB, favorito fedele bilanciatore di tutti i governi eletti dopo il patto delle élite che pose fine alla dittatura, questa situazione instabile offre la possibilità di un progetto proprio di potere. Dall'altro lato, i media evidenziano in primo piano gli scandali di Petrobas, per cercare di privatizzare ancora di più la gestione attualmente semi-statale e usurare il governo per ottenere maggiori concessioni per il capitale, facendo passare l'impressione che la vecchia e sistemica corruzione inerente al capitalismo è stata inventata dal PT che, in realtà, ha mantenuto senza scrupoli gli schemi che ha ereditato.

Si vede che il governo del PT è vittima di due delle sue maggiori conciliazioni: con i media borghesi e con l'attuale modello politico. La regolamentazione e democratizzazione dei media e una riforma politica che avanzasse negli spazi e istanze del potere popolare potevano esser implementate nella correlazione di forze del 2003, prima che la paura vincesse sulla speranza. Allo stesso, il PT mantiene lo schema della corruzione inerente lo Stato capitalista e ha disarmato ideologicamente i movimenti sociali, con la sua politica di collaborazione di classe.

Il cammino scelto dal governo guidato dai petisti è stato quello di formare un patto sociale con la grande borghesia e accomodare frazioni politiche della destra, in una governabilità sostenuta a forza di favori, cariche di governo, finanziamento delle campagne ed emendamenti al bilancio. Il risultato pratico di questo patto è stato l'abbandono delle minime riforme popolari e della cura delle richieste della classe lavoratrice, nello stesso tempo in cui si garantivano le condizioni per il mantenimento dei profitti dei grandi monopoli. Ha optato per un sostegno politico smobilitante, basato su programmi compensatori incentrati nelle espressioni più acute della povertà assoluta.

Adesso che parte della destra che prima garantiva la sua governabilità minaccia di abbandonare la nave alla deriva, cercando una maggiore autonomia e che l'opposizione si muove in modo più diretto e minaccioso, anche nelle strade, il governo si trova ad affrontare la sfida di un equilibrista in cima ad un muro, volendo, allo stesso tempo, mantenere gli aggiustamenti e la politica d'attacco ai lavoratori e mobilitando gli stessi lavoratori e settori sociali a sua difesa.

Il governo Dilma si debilita non solo per gli attacchi dell'opposizione di destra, ma anche per l'opportunismo di settori del PT e dell'ex Presidente Lula, che anticipano la campagna elettorale del 2018, cercando di differenziarsi dalla Presidente, da sinistra e anche togliergli l'autorizzazione, cercando di apparire come critici delle dure misure imposte contro i lavoratori. Nonostante questo movimento con Lula che appare alla sinistra di Dilma, egli hanno difeso pubblicamente gli aggiustamenti e le misure di austerità, sotto l'argomentazione demagogica che avrebbe garantito i posti di lavoro.

In realtà, il PT vuole continuare a governare per la borghesia e chiede l'appoggio ai lavoratori per non esser rovesciato da essa. Ma proprio il grande capitale è nel governo, come dimostra la nomina di ministri, ad esempio Joaquim Levy, all'Economia, Armando Monteiro, al Ministero dello Sviluppo dell'Industria e Commercio e il rappresentante dell'Agri-business, Kátia Abreu, all'Agricoltura e oltre questo, la politica imposta negli ultimi dodici anni.

Mentre riteniamo che l'impedimento della Presidente sia un ricatto dei settori conservatori e dell'imperialismo per strappare maggiori vantaggi ad un governo indebolito, non scartiamo la possibilità che la borghesia usi questo strumento, in caso gli sviluppi prendano una piega negativa. In questo scenario, il governismo tenta di utilizzare la difesa della legalità istituzionale per mobilitare i settori popolari a suo sostegno. Tuttavia, la politica economica neoliberista che applica è contraria agli interessi dei lavoratori.

Per questo, il PCB denuncia il ricatto dell'impeachment, ma non si illude nella conciliazione con l'opportunismo governista, non si presta ad esser base della manovra della campagna anticipata di Lula alla presidenza nel 2018. Gli 8 anni di governo dell'ex Presidente sono stati marcati dalla sua resa agli interessi del capitale e al pragmatismo dei partiti borghesi che componevano la sua base parlamentare. Inoltre, questa disputa tra PT e PSDB avviene nel campo dell'amministrazione del capitalismo.

Per questo chiamiamo i lavoratori ad organizzarsi e a lottare per garantire i loro diritti minacciati dagli aggiustamenti annunciati dal governo della Presidente Dilma, contro i cambiamenti nelle regole del sostegno ai disoccupati, contro i tagli nelle aree sociali, principalmente salute e istruzione, contro la politica degli avanzi primari e i benefici agli imprenditori e banchieri, per la riforma agraria e una politica agricola radicalmente popolare, per la profonda trasformazione nelle regole di partecipazione politica puntando alla costruzione del Potere Popolare.

Chiamiamo i movimenti sociali al riscatto della loro autonomia politica e alla costruzione di una propria piattaforma, per la quale proponiamo:

- Stop immediato degli attacchi alla classe lavoratrice stabilendo una congiuntura di diritti che la proteggano dall'offensiva del grande capitale, garantendo posti di lavoro, riduzione della giornata di lavoro senza riduzione dei salari, difesa dei salari contro l'inflazione e redditi reali, combattere l'esternalizzazione e precarizzazione del lavoro;

- Assumere l'impegno per la Riforma Agraria rompendo la sottomissione all'agribusiness;

- Implementazione di una riforma urbana che rovesci il modello attuale della modernizzazione delle città in favore del grande capitale, che ha prodotto espropriazioni e rimozioni di massa e che sia in grado di affrontare i gravi problemi urbani di mobilità, igiene, accesso alla cultura, sport e altro;

- Demarcazione immediata delle terre indigene e garanzia delle condizioni di vita delle popolazioni, in rispetto alle culture specifiche;

- Immediata sospensione delle cosiddette misure di austerità che penalizzano la classe lavoratrice per salvare la politica di trasferimento delle risorse pubbliche per il capitale finanziario;

- Difesa dello Stato Laico, assumendo la difesa delle richieste per la legalizzazione dell'aborto, per la criminalizzazione dell'omofobia e per il rispetto del movimento LGBT;

- Fermare le privatizzazioni, la demolizione dello Stato e delle Politiche Pubbliche attuata dal regno del partenariato pubblico-privato;

- Fermare l'attacco alla previdenza sociale annullando la riforma delle pensioni;

- Ristatalizzazione effettiva di Petrobas e di altre imprese statali, così come l'annullamento delle farse che hanno portato alla privatizzazione delle comunicazioni e delle imprese come Vale e altre, recuperando la capacità di un effettivo controllo delle condizioni di organizzazione dell'economia nella prospettiva popolare e dei lavoratori;

- Annullamento del Leilão do Campo de Libra e inversione della politica di condivisione con il capitale straniero dell'esplorazione del Petrolio nel Pre-Sale;

- Indagine rigorosa della corruzione nelle imprese statali e punizione dei corrotti e corruttori coinvolti, con la confisca dei loro beni;

- Una profonda e radicale alterazione della forma politica, con l'adozione di meccanismi di democrazia diretta, nel percorso del Potere Popolare;

- Regolazione e democratizzazione dei media; per la sospensione delle concessioni pubbliche dei mezzi di comunicazione ai monopoli privati e immediata esecuzione dei debiti delle grandi imprese della comunicazione;

- Fine della politica di criminalizzazione dei movimenti sociali e del diritto di manifestare imposte per vigenza della Legge di Sicurezza Nazionale e altri dispositivi legali autoritari;

- Inversione della politica nazionale di sicurezza sostenuta negli apparati delle Polizie Militari e nell'incarceramento che promuove un vero massacro della popolazione giovane e in maggior parte nera, nelle periferie delle città brasiliane; smilitarizzazione della sicurezza pubblica;

- Stabilimento di una tassazione progressiva sulle grandi fortune;

- Ritiro immediato delle truppe brasiliane da Haiti; promuovere la solidarietà internazionale di classe e anti-imperialista;

Il PCB sarà il primo ad unirsi nella difesa di un governo che punta in questa direzione. Tuttavia, il cammino del governismo è altro: vuole servirsi delle masse popolari per legittimare un governo che va operando una politica contro i lavoratori, che è compromesso di fatto con i banchieri, l'agribusiness, i monopoli industriali e commerciali e con l'imperialismo, come è successo finora.

Per tutti questi motivi il PCB denuncia le azioni delle forze reazionarie per l'impedimento della Presidente Dilma, come golpiste e ipocrite, ma non parteciperà a nessun movimento governista che ha l'obiettivo di legittimarsi davanti ai movimenti sociali solo per negoziare meglio la continuità del suo governo del patto sociale con la borghesia.

Siamo in un momento significativo della lotta di classe nel nostro paese: mentre i lavoratori cominciano a perdere la pazienza e si rianimano per la lotta, la grande borghesia dà segni di non aver più bisogno dell'esternalizzazione politica che ha concesso al PT, che non ha più lo stesso peso sociale per smobilitare le lotte di massa.

I lavoratori devono prepararsi a qualsiasi scenario. Mai come adesso, si fa urgente la creazione di un Fronte per il Potere Popolare che incorpori, nell'unità d'azione intorno un programma comune, tutte le forze politiche e sociali del campo anti-capitalista e anti-imperialista, che costruisca un'effettiva alternativa di potere contro la borghesia e contro coloro che sono a lei associati.

Lottare, creare, Potere Popolare!

15 marzo 2015

Comitato Centrale del Partito Comunista Brasiliano (PCB)


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