www.resistenze.org - popoli resistenti - brasile - 07-12-15 - n. 568

Il processo di impeachment non favorisce i lavoratori qualunque sia il risultato: La nostra lotta è contro il capitalismo!

Partito Comunista Brasiliano (PCB) | pcb.org.br
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

06/12/2015

Nota Politica del PCB

L'inizio del processo di impeachment contro la Presidente della Repubblica è espressione dell'apice di una profonda crisi che unisce il fallimento del modello politico escludente della dominazione borghese e il modello economico basato sulle fondamenta neo-liberiste, consolidatisi nei governi FHC e proseguiti nei governi del PT a partire dal compromesso assunto da Lula nelle elezioni del 2002 in un documento rivolto ai banchieri, sotto il titolo camuffato di Lettera ai Brasiliani.

Aggrava questo quadro l'esaurimento del ruolo del PT come partito riformista funzionale al capitale, l'approfondirsi della corruzione ai più bassi livelli, la distruzione dell'ambiente provocata dall'industria agro-alimentare e dal settore minerario, l'aumento della repressione delle lotte popolari e della violenza contro le comunità povere e gli effetti della crisi mondiale sistemica del capitalismo, come la caduta dei prezzi delle materie prime, la disoccupazione, la perdita di diritti e di prospettive per la gioventù, gli strati medi e il proletariato.

Le manifestazioni di massa del 2013, l'aumento del numero degli scioperi in diverse categorie e più recentemente, le vigorose e vittoriose lotte dei professori di Paraná e degli studenti medi della scuola pubblica a San Paolo, sono sintomi della crisi e della capacità di mobilitazione dei movimenti popolari. Si apre un orizzonte fertile per l'intensificazione della lotta di classe, che si può potenziare con l'entrata in scena della classe operaia e dei lavoratori dei settori strategici del capitalismo brasiliano.

Visto che la stabilità dei governi del PT risiede nella buona amministrazione del capitalismo e nell'appiattimento dei movimenti di massa, l'aggravarsi in Brasile
dei riflessi della crisi mondiale del capitalismo costituisce il principale fattore di destabilizzazione del governo Dilma e di conseguenza, dell'attuale crisi politica.

Nonostante i governi del PT abbiano ceduto a molte esigenze del capitale e abbiano promosso i cosiddetti aggiustamenti e tagli ai diritti per soddisfarlo ancora di più, settori della destra sconfitti nelle elezioni del 2014 e della stessa "base alleata" tramano per accaparrarsi il governo e ottenere ancor più vantaggi.

E' in questo quadro che si apre il processo di impeachment. Non perchè il presidente della Camera dei Deputati abbia deciso di rivoltarsi contro il governo, ma perché si è esaurito il tempo in cui era vantaggiosa per la borghesia l'esternalizzazione politica concessa al PT, giacché questo partito non offre ulteriori vantaggi nella buona amministrazione del capitalismo e allo stesso tempo, nella smobilitazione dei lavoratori. Come l'indefettibile Eduardo Cunha [Presidente della Camera dei Deputati, PMDB, ndt] compromette la legittimità del processo, basta che l'opposizione si unisca in questo caso alla situazione, per cambiare questo pezzo usurato e demoralizzato che ha già compiuto il suo ruolo, magari retribuendolo con la salvezza del suo mandato di deputato.

Da quanto si è potuto già osservare in questi pochi giorni seguenti all'apertura del processo di impeachment, c'è pieno consenso nelle classi dominanti sul desiderio di scartare il governo del PT, che non serve più a nulla. A seconda dei loro interessi e dei loro calcoli, divergono solo in relazione al momento. Ci sono quelli che dicono che bisogna interrompere il suo mandato nel breve periodo e quelli che preferiscono farlo nel 2018.

Il governo del PT ha scavato la sua fossa. Visto che non farà una svolta radicale nella sua linea politica di conciliazione, ci resta da sapere solo la data della sepoltura. Ma è certo che tra i becchini ci saranno molti di coloro che si sono arricchiti nei suoi spazi di potere utilizzandolo come "base di appoggio".

Tutto porta a credere che, in qualsiasi delle ipotesi, si formerà un governo di "unità nazionale" (in realtà di unione borghese) da un nuovo asse di potere più neo-liberista, basato sull'alleanza PMDB/PSDB che già si è pronunciata nel programma presentato dal vertice del PMDB, chiamato in modo significativo "Ponte verso il futuro", in cui il partito si avvicina alle idee del PSDB e si offre al capitale per soddisfare integralmente i suoi obiettivi di maggiore interesse, con maggiori tagli dei diritti e quello che non si dice, con maggiore repressione e restrizione delle libertà democratiche.

Con questa lettura, il PCB considera che per i lavoratori e i settori popolari, è stato negativo l'instaurarsi del processo di impeachment. La previsione è che qualsiasi risultato ci sarà sfavorevole. Per mantenersi al governo, il PT, come sempre, non dovrà rompere con la sua alleanza di centro destra, condizione che garantirebbe un governo popolare con un nuovo programma di cambiamenti a favore dei lavoratori. Ma, al contrario, il governo dovrà cedere sempre di più ai ricatti e agli interessi del capitale.

Consumandosi l'impeachment, emergerà un governo di transizione fino al 2018, in una coalizione più conservatrice per fare quello che i portavoce del "mercato" chiamano compiti a casa: maggiori profondi
tagli alla spesa pubblica, forte regressione dei diritti sociali, politici e lavorativi, privatizzazione selvaggia di quello che resta del patrimonio pubblico, tutto per garantire il mantenimento dei tassi di profitto, l'aumento del valore aggiunto, il pagamento dei rentier e il rafforzamento dei monopoli.

Così, il PCB ripudia le azioni delle forze reazionarie per l'impeachment, ma non parteciperà a nessun movimento con l'obiettivo di legittimare il governo davanti al popolo e i movimenti sociali che vogliono solo migliorare la negoziazione della continuità, ancora più al ribasso, del loro governo di patto sociale con la borghesia.

Non possiamo cadere nella trappola di chi ci vuole condurre nella battaglia politica istituzionale tra forze che disputano l'amministrazione dell'ordine borghese poiché, nel frattempo, i lavoratori pagheranno ancora di più per la crisi: il capitale si approfitterà del processo di impeachment per avanzare l'agenda conservatrice e neo-liberista. D'altro lato, consideriamo che sono frutto di illusioni di classe le proposte che circolano tra le forze di sinistra, come le elezioni generali anticipate o la convocazione dell'assemblea costituente che, con questi rapporti di forza, favorirebbe i settori della destra e li legitimerebbe al potere.

Non parteciperemo neanche alla difesa di una democrazia formale, di facciata, in cui le regole non permettono alle forze popolari uguali condizioni per la disputa. Preferiamo la lotta diretta delle masse, senza sottovalutare alcun spazio politico istituzionale e la difesa delle libertà democratiche e dei diritti civili. Ma non riteniamo che la democrazia borghese sia un valore universale, poiché la dittatura dello stato del capitale rispetta l'ordine istituzionale fin tanto che gli interessa, essendo sempre disposta a ricorrere a qualsiasi espediente, sia attraverso la violenza statale, sia attraverso le azioni legali.

L'unica alternativa che hanno, i lavoratori, i settori popolari e le organizzazioni politiche e sociali anticapitaliste e con indipendenza di classe, è la lotta in difesa dei nostri diritti. Il PCB parteciperà a tutte le manifestazioni e le proteste dove saranno in gioco diritti e interessi della classe lavoratrice e dei settori popolari, con la propria identità, la sua autonomia politica, la sua agenda e le sue bandiere, cercando sempre di forgiare l'unità d'azione con le forze con le quali si identifica nella lotta contro il riformismo e per il socialismo, nella prospettiva di un fronte di lotta di massa.

Lottare, creare, Potere Popolare!

(6 dicembre 2015)

Comitato Centrale del Partito Comunista Brasiliano (PCB)


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