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Tutti/e in strada il 2 ottobre!

Partito Comunista Brasiliano (PCB) | pcb.org.br
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

19/09/2021

La crisi economica, sociale e politica ha assunto nuovi contorni in Brasile con le manifestazioni del 7 settembre convocate da Bolsonaro, l'apparente successivo passo indietro del presidente per guadagnare tempo nella sua dichiarazione alla nazione, la resistenza delle forze di classe nelle strade, oltre all'atto vuoto del MBL (Movimento Brasile Libero, di destra e liberista ndr) del 12 settembre. Questi eventi dimostrano l'intensificarsi della lotta di classe nel nostro paese, con il riposizionamento di frazioni delle classi dominanti, l'aumento dell'isolamento di Bolsonaro, nonché la disputa politica e ideologica tra le forze di sinistra. Ha anche dimostrato che le classi dominanti non vogliono rimuovere Bolsonaro dal governo. Preferiscono logorarlo, puntando a trovare una terza via e guadagnare una certa stabilità in modo da poter intensificare l'agenda neoliberista nel Congresso Nazionale, un'agenda che vede tutti d'accordo.

Le manifestazioni del 7 settembre dimostrano che Bolsonaro ha effettuato una prova generale finalizzata alla rottura istituzionale, ma non è ancora riuscito a raccogliere le forze sufficienti per raggiungere i suoi obiettivi. Possiamo dire che il 7 settembre, convocato da gruppi reazionari e fascisti, mirava a testare le forze che sostengono il presidente e "fare una foto" per mettere pressione sulla Corte Suprema perché rinunci alle indagini contro Bolsonaro e la sua famiglia, blindare il Congresso per imporre misure restrittive sulle libertà democratiche e spaventare diversi settori della società, in particolare le forze di sinistra, con la minaccia di un colpo di stato. È in questo senso che il presidente genocida ha dichiarato che non avrebbe più accettato le decisioni della Corte Suprema. Dato che c'è stata una grande reazione da parte di vari segmenti sociali e le sue manifestazioni non hanno raggiunto la grandezza che immaginava, ha sentito l'isolamento e la possibilità di un impeachment e ha quindi deciso di fare un passo indietro.

Tuttavia, non possiamo sottovalutare il fascismo e la complessa composizione del sostegno al tentativo di golpe. Anche isolato, con un crescente calo di popolarità e ripudiato a livello internazionale, Bolsonaro ha ancora il sostegno di larghe frazioni delle classi dominanti, i settori dell'agrobusiness - in particolare il settore della soia -, gli imprenditori che distruggono l'Amazzonia, coloro che sfruttano il lavoro schiavizzato, la maggior parte dei capi delle chiese neo-pentecostali, delle fazioni militari e dei gruppi mafiosi organizzati attorno alla famiglia Bolsonaro. Questi settori hanno finanziato le manifestazioni sovvenzionando le carovane di autobus provenienti da varie parti del Brasile, cibo, alberghi per i manifestanti e abbondante materiale propagandistico distribuito in tutto il paese.

Anche così, Bolsonaro è più fragile ora rispetto a quando è entrato in carica, a causa delle azioni criminali durante la pandemia, la scandalosa disoccupazione che colpisce già 21 milioni di lavoratori, la precarietà che si avvicina ai 40 milioni di lavoratori, la fame che colpisce 19 milioni di brasiliani, oltre alla carestia, l'aumento dei prezzi del riso, dei fagioli, della carne, del petrolio, dell'elettricità, del gas, della benzina che ha drasticamente ridotto il potere d'acquisto della popolazione. Inoltre, il Brasile ha raggiunto l'assurda cifra di 600.000 vite perse e gli effetti di questa catastrofe su milioni di persone colpite dalla politica negazionista promossa dal governo. Possiamo dire che la maggioranza della popolazione brasiliana rifiuta questo governo, anche se non ha ancora trovato forme di organizzazione più efficaci per dimostrare questa insoddisfazione attraverso la lotta organizzata.

La lotta di classe nel nostro paese richiede azioni sempre più efficaci per sconfiggere il governo genocida prima del 2022. In questo senso è profondamente errata la posizione di alcune forze di sinistra che pensano molto più alle elezioni del prossimo anno che alla concreta realizzazione della lotta contro il governo e gli attacchi compiuti dal capitale. Queste forze hanno esitato a indire la prima manifestazione di strada il 29 maggio e solo all'ultimo minuto, quando l'appello aveva già acquisito un profilo di massa, alcune organizzazioni si sono unite alle manifestazioni. Allo stesso modo ora, il 7 settembre, hanno esitato di nuovo e hanno fatto di tutto per smobilitare le manifestaziono legate al Grido degli Esclusi. Ciò nonostante, l'esperienza dimostra che non si può affrontare il fascismo fuggendo dalla lotta e seminando il panico tra coloro che vogliono combatterlo. Le forze che hanno resistito il 7 settembre in quasi 200 città del paese, mobilitando centinaia di migliaia di persone, hanno svolto un compito storico, impedendo a Bolsonaro di diventare il proprietario delle strade.

Non dimentichiamo che la Dichiarazione di Bolsonaro alla Nazione rappresenta un misto di isolamento, disperazione e tattiche per guadagnare tempo. Pochi credono alla sincerità delle parole scritte da Temer e lette da Bolsonaro, del resto il presidente genocida sa che se viene fermato, il suo destino e quello della sua famiglia potrebbe esser il carcere. Il passo indietro di Bolsonaro ha disorientato la sua base sociale e questo potrebbe ridurre la sua capacità di mobilitazione, poiché è già dimostrato che, per salvarsi la pelle, tende ad abbandonare lungo il cammino i suoi alleati. La lettera, però, non cancella i suoi crimini e le atrocità commesse in questi oltre due anni di governo.

Non è ancora chiaro quale sia l'accordo raggiunto tra Bolsonaro e le classi dominanti per la diffusione della lettera, ma l'obiettivo della borghesia è certamente quello di cercare un minimo di stabilità per approfondire gli attacchi contro i lavoratori, poiché l'istrionismo di Bolsonaro ostacolava sia gli affari che l'approvazione dell'agenda neoliberista al Congresso. Inoltre, il passo indietro riduce nel breve periodo la possibilità di misure per rimuoverlo dal Governo e, inoltre, Bolsonaro guadagna tempo per riorganizzare le sue forze e cercare di sopravvivere fino alla fine del suo mandato. Ma non ci illudiamo che le nuove minacce di golpe cesseranno di verificarsi, poiché la sua base proto-fascista ha mostrato disponibilità e lealtà al discorso reazionario contro le libertà democratiche. Quindi non abbassiamo la guardia: il nostro compito è ampliare il lavoro di base per incorporare nuovi settori della popolazione nella lotta organizzata per sconfiggere il governo e fermare gli attacchi dell'agenda borghese ai diritti della classe operaia. In particolare, dobbiamo concentrare gli sforzi per mobilitare coloro che non sono scesi in piazza con il Grido degli Esclusi, i principali colpiti dalla crescente miseria e violenza sociale.

Il PCB è molto orgoglioso di essere stato uno dei protagonisti nella ripresa delle manifestazioni di piazza. Comprendiamo che la lotta in questo momento richiede fermezza, combattività e allargamento del dialogo con la popolazione nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università, per poter trasformare il 2 ottobre, prossima Giornata Nazionale di Lotta, in una manifestazione molto più ampia rispetto agli atti precedenti.
È necessario combinare in modo creativo la mobilitazione per il Fora Bolsonaro-Mourão con la lotta contro la disoccupazione, la carestia, la miseria e la fame che colpisce la maggioranza della popolazione brasiliana, contro la riforma amministrativa, il "quadro temporale" dei popoli indigeni e i quilombolas (discendenti schiavi africani ndr), contro la privatizzazione e la demolizione del SUS (Servizio Unico di Salute, il sistema sanitario nazionale ndr) e università, perché queste sono le questioni più delicate per classe lavoratrice nel suo insieme e che possono portare alla lotta quei milioni che sono attualmente contro il governo ma ancora non lo dimostrano in modo organizzato nelle strade.

È tempo di puntare sul rafforzamento e l'organizzazione dei lavoratori, cercando sia la preparazione di un processo di sciopero generale contro questo governo genocida e la sua politica della terra bruciata, sia un lavoro lungo e dedicato di riorganizzazione della nostra classe, attraverso la costruzione, nel momento più favorevole della lotta di classe, di un Incontro Nazionale della Classe Lavoratrice, da cui si possa produrre un programma comune e un'unità organica dei lavoratori. Il PCB continuerà a sostenere e a lavorare per rafforzare il Forum per i diritti e le libertà, che attualmente riunisce i sindacati più combattivi del paese, e continuerà a partecipare agli spazi unitari di lotta contro il governo, ma non ci uniremo mai alle manifestazioni promosse dalle forze di destra che desiderano approfondire l'agenda neoliberista. È tempo di avanzare nell'offensiva ed espandere la lotta per il "Fora Bolsonaro e Mourão! Impeachment ora!", uno slogan che per noi rappresenta non solo la lotta contro il governo, ma contro il capitalismo e per la costruzione del Potere Popolare verso il Socialismo.

Costruire l'ENCLAT (Incontro Nazionale della Classe Lavoratrice) e preparare lo sciopero generale!

Per il potere popolare e il socialismo!

Comitato Centrale del Partito Comunista Brasiliano (PCB)


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