da www.solidnet.org
Partito Comunista del Cile - http://www.pcchile.cl /,
mailto:cripcch@entelchile.net - 13-01-2004
traduzione dallo spagnolo di F.R.
Incontro Seminario
Internazionale 9, 10, 11 Gennaio
COMUNICATO STAMPA
In Santiago del Cile, dal 09 al 11 c.m. si è svolto il III° Seminario sulla
Politica America Latina - Europa che ha visto la partecipazione del Partito
Comunista Argentino, Partito Comunista della Bolivia, Partito Comunista
Brasiliano, Partito Comunista del Brasile, Partito Comunista del Cile, Partito
Comunista Colombiano, Partito Comunista di Cuba, Partito Comunista
dell'Ecuador, Partito Comunista di Spagna, Partito Comunista Francese, Partito
Comunista di Grecia, Partito Comunista Paraguaiano, Partito Comunista
Peruviano, Partito Comunista Portoghese, Partito Comunista di Uruguay, Partito
Comunista del Venezuela, Partito della Rifondazione Comunista, Italia.
Sintetizziamo qui il ricco scambio di analisi e riflessioni realizzato in
queste tre giornate:
La strategia globale imperialista del capitalismo nella sua fase neoliberale,
imposta dal Governo statunitense e dai suoi alleati, ha schiacciato i diritti
dell'umanità, raggiungendo nell'aggressione all'Iraq l'espressione della
maggiore ingiustizia, illegittimità e disprezzo delle norme elementari di
convivenza e dei principi del diritto internazionale.
- Il diritto inalienabile del paese Iracheno
a recuperare la sua sovranità deve concretizzarsi nella ritirata immediata di
tutte le forze di occupazione e nell'instaurazione di un regime democratico che
riceva l'appoggio della comunità internazionale.
In America Latina, questa imposizione effettuata col ferro e col
fuoco, cominciò con i colpi di Stato fascisti che si estesero per il continente
negli anni ‘70.
Questa politica imperiale privò e priva il diritto alla vita dell'essere umano,
mediante le guerre di aggressione e rapina, ed il terrorismo di Stato al
servizio del profitto monopolista del capitale transnazionale.
Condanna milioni in tutto il mondo alla fame ed alla vita miserabile; per la
crescente emarginazione ed esclusione sociale che si rispecchiano nella
discriminazione etnica, nella disoccupazione e nella precarizzazione, la
cosiddetta "flessibilizzazione lavorativa."
Impone ai paesi un debito estero immorale ed impagabile.
Schiaccia il diritto dell'essere umano ad avere uguale accesso all'educazione,
salute, abitazione, lavoro, informazione autentica, ricreazione, previdenza
sociale e rimunerazioni degne.
Il capitalismo neoliberale è reo di lesa
umanità quando in onore del suo inesauribile affanno di lucro inquina
l'ecosistema, disbosca le nostre foreste, erode la terra, avvelena i nostri
fiumi e degrada l'ecosistema su scala planetaria.
Violenta la sovranità nazionale quando esercitando una concentrazione del
potere economico e politico transnazionale, frammenta la società ed elimina le
possibilità dello Stato di ridistribuire la ricchezza generata, constringendolo
alla funzione di reprimere le crescenti manifestazioni della protesta sociale.
Attenta contro la democrazia svuotandola tanto di contenuto negli
organismi internazionali come in quelli di ogni nazione.
Oggi possiamo confermare che i paladini del capitalismo impongono con la
forza i suoi propositi, ma vincono senza convincere.
Senza cadere in falsi trionfalismi,
constatiamo che giorno per giorno sono sempre di più forti le voci di denuncia
che si alzano e si trasformano in proteste sociali e politiche nel mondo.
L'ondata di lotte in America Latina ha dato luogo a sollevamenti
popolari in Argentina, Ecuador e Bolivia. Quei processi confluiscono col
rinvigorimento di Cuba socialista che riesce a sconfiggere l'intensificazione
dell'aggressività nordamericana, la difesa della rivoluzione bolivariana in
Venezuela da parte del suo paese che ha affrontato il colpo di Stato di aprile
nel 2002, ed i seguente reiterati tentativi destabilizzatori. Ugualmente la
vittoria di Lula ed i suoi alleati in Brasile, genera aspettative di successo
nella realizzazione dei compiti democratici, popolari e nazionali che proposero
al suo paese. A ciò si aggiungono le due sconfitte consecutive nelle urne
inflitte al progetto militarista di Álvaro Uribe in Colombia, le prospettive di
avanzamento elettorale della sinistra in El Salvador, Panama, Uruguay e
Nicaragua. È evidente che la storia non è alla sua fine.
Soffiano nuovi venti nel nostro continente e
nel mondo. Lo spiegamento del movimento antiglobalizzazione, le
mobilitazioni contro il Piano Puebla-Panama, ed il Piano Colombia, la
resistenza all'imposizione dell'Alca ed i TLC, nuovi strumenti di dominazione
in America Latina come l'opposizione all'attuale progetto di trattato
costituzionale dell'Unione Europea che pretende di consolidare ed approfondire
i contenuti regressivi del Trattato di Maastrich, dimostrano che i paesi
reagiscono davanti all'offensiva del capitale.
In merito evidenziamo il salto di qualità che hanno significato le gigantesche
manifestazioni per la Pace in tutto il mondo, che avranno continuità con
l'appello del 20 di marzo di quest’anno.
La chiave del successo delle lotte popolari è riuscire ad ottenere la
più ampia e solida unità tra i partiti politici di sinistra ed i movimenti
sociali che si esprimono nel Foro Sociale Mondiale ed in altri scenari.
Dobbiamo spenderci affinché il Movimento Antiglobalizzazione nel suo
insieme cresca nella sua pluralità, unità e coscienza anticapitalista. Siamo
d'accordo nell’assumere questo obiettivo come un compito ineludibile della
situazione attuale.
È necessario realizzare tale compito in ognuno dei nostri paesi, di riuscire
affinchè i nostri comuni postulati di validità e carattere universale
riscuotano vitalità in programmi specifici intorno ai quali le grandi
maggioranze si organizzino, mobilitino e lo facciano suo in toto.
Ratifichiamo la piena validità del Foro di San Paolo come luogo di riflessione
e coordinamento di sforzi comuni, cui dobbiamo partecipare per il suo
avanzamento e superamento. Questo riscuote maggiore rilevanza proprio oggi, che
l'imperialismo yankee ha aumentato notoriamente la sua ingerenza nel
continente.
In ultima analisi, i Partiti Comunisti qui presenti alzano le bandiere
che il capitalismo non può rivendicare: Quella della lotta per la validità
piena dei Diritti umani, che nella sua più ampia accezione sono possibili solo
con la conquista di una democrazia reale partecipativa e protagonistica, che
sarà possibile quando sarà abolito lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
In osservanza di questo postulato ci impegniamo a stringere ancora di più la
nostra riflessione e cooperazione in azioni comuni. Abbiamo deciso che il IV°
Seminario Politica America Latina - Europa avrà luogo in Porto Alegre, nel
gennaio del prossimo anno, essendo i suoi anfitrioni il P.C do B. ed il P. C.
B..
Desideriamo esprimere la nostra gratitudine per la fraterna ospitalità e lo
sforzo organizzativo dei nostri compagni cileni, senza i quali questo III°
Seminario Politica America Latina - Europa non avrebbe reso i frutti
desiderati.
I comunisti del mondo intero dal cuore della tua patria, ti diciamo: Forza
Gladys!
Santiago del Cile, Gennaio del 2004.