fonte www.solidnet.org
From: Communist Party of Cile Maggio 10 2005
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Saluto ai
Popoli dell’Ex Unione Sovietica
Si commemorano i sessant’anni della storica resa della Germania nazista nella
Seconda Guerra Mondiale. Con la vittoria dei popoli sull’imperialismo fascista
di Germania, Giappone e Italia fu scongiurata il pericolo che lo stivale nero
dilagasse in tutto il mondo.
Il fattore decisivo nella sconfitta della macchina bellica hitleriana fu
l’esercito sovietico, quell’esercito che portò le sue bandiere fin nel cuore
del potere fascista, ma non prima di avere cacciato gli invasori dal proprio
territorio ed aver contribuito alla liberazione delle nazioni di tutta l’Europa
Orientale dal dominio tedesco. I milioni di uomini, donne e bambini morti in
quella guerra crudele, la semidistruzione dell’economia, la devastazione delle
terre, furono un sacrificio sovrumano sopportato dal popolo russo, insieme a
quello ucraino, bielorusso, armeno e da tutti quelli che allora formavano
l’Unione Sovietica. I capi occidentali dell’Alleanza Democratica, Roosevelt e
Churchill, riconobbero il valore e la dimensione del sacrificio di soldati e
civili dell’URSS, perché fu un sacrificio supremo senza il quale sarebbe stata
impossibile la vittoria che oggi celebra l’umanità.
Rendiamo merito anche al contributo dei movimenti di liberazione antifascista
nei paesi occupati, agli eroici movimenti guerriglieri e di resistenza in cui
milioni di comunisti sacrificarono le loro vite, e ai potenti movimenti che
sostennero lo sforzo alleato nei paesi dove la guerra non arrivò direttamente.
Oggi anche noi comunisti cileni, che allora appoggiarono l’URSS e la coalizione
antifascista, celebriamo questo glorioso anniversario.
Osserviamo con indignazione i meschini tentativi revisionisti di modificare la
storia reale di quel periodo. Dopo il crollo dell’URSS e dei paesi socialisti
d’Europa, si è messo in moto uno sforzo sistematico con l’obiettivo di
denigrare il ruolo dei comunisti nella vittoria antifascista e la pretesa
assurda di equiparare fascismo e comunismo. Si pretende così di manipolare la
consapevolezza delle giovani generazioni, di oscurare l’evidenza che le guerre
di aggressione sono il prodotto del dominio imperiale, e di giustificare i
crimini attuali dell’imperialismo.
Da quella dolorosa esperienza per tutta l’umanità, dobbiamo tirare fuori
lezioni valide per l’oggi. La lotta per la pace, per la sovranità degli stati e
per il diritto alla libera determinazione dei popoli sono bandiere che
continuano a garrire. La pretesa imperialista da parte di una potenza economica
e militare di imporre il suo sistema politico, economico e culturale ad altri
paesi deve essere respinta e combattuta. Ci auguriamo, pertanto, che
l’occupazione nordamericana in Iraq finisca quanto prima, si raggiunga una pace
giusta e degna tra palestinesi ed israeliani, e cessino le minacce di nuovi
interventi militari a Cuba, Colombia, Venezuela e in altri continenti.
Salutiamo i popoli combattenti dell’eroica Unione Sovietica, i comunisti e le
forze patriottiche, ed auguriamo loro che possano, in pace e democrazia,
riprendersi i diritti e le conquiste sociali che gli sono stati tolti.
Commissione Relazioni Internazionali
Partito Comunista del Cile
Santiago, 9 Maggio 2005
traduzione dallo spagnolo di FR