www.resistenze.org - popoli resistenti - cile - 04-09-11 - n. 375

da Rebelion.org - www.rebelion.org/noticia.php?id=134684
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Il Cile si sta svegliando
 
di Felipe Portales 
El Ciudadano
 
01/09/2011
 
Qualunque sia il risultato finale, il movimento studentesco sta svegliando la società cilena. Accendendo i riflettori sul cavernicolo sistema educativo attuale e il suo legame col sistema economico-sociale imposto col sangue e col fuoco dalla dittatura, poi consolidato pacificamente dalla “concertazione”, permette alla società cilena la presa di coscienza della sua realtà.
 
Viviamo da sempre in una falsa democrazia, in cui l’effettivo orientamento del sistema politico, sociale e culturale é compiuto da pochi grandi gruppi economici e non dalle maggioranze nazionali.
 
In più, questo movimento ha cominciato a svelare che l’ordine poltico-istituzionale è irriformabile, e che il popolo per avere il sistema educativo (sistema lavorativo o previdenziale o sanitario, ecc.) che vuole, ha bisogno di un plebiscito o di un’assemblea costituente che, di certo, non sono previsti nella Costituzione imposta da Pinochet, ed oggi sottoscritta (dopo qualche modifica) da Ricardo Lagos!
 
In tal modo, il movimento studentesco oltre a screditare la leadership binaria (alleanzista e concertazionista) ne ha screditato pure il suo monopolio mediatico, e allora possiamo sapere che il sistema universitario cileno è il più caro al mondo; che il Cile è praticamente l’unico paese nel mondo che ha la scuola pubblica a pagamento (da qui migliaia di giovani cileni vanno a studiare in Argentina o Uruguay); che il business universitario permette di fare milioni di dollari in pochi anni (come abbiamo visto nel caso Rocha); che i debiti universitari (oltre ad essere un grosso affare per il sistema finanziario) sono un peso che schiaccia centinaia di famiglie e di futuri professionali; che di circa un milione di studenti il 40% lascia gli studi restando con grandi debiti e che dei restanti il 60% finisce a praticare lavori che non corrispondono ai loro studi; che lo Stato ha finito col fornire un esiguo apporto al finanziamento delle università pubbliche e che l’“industria” universitaria privata rappresenta il terzo oggetto di maggiore pubblicità, per un volume d’affari pari a 60 milioni di dollari annuali.
 
Quest’ultimo fatto ha prodotto degli effetti così gravi che una leader di estrema destra come Evelyn Matthei, quando era senatrice tre anni fa, ha criticato duramente in un libro il fatto - accettato completamente dalla dirigenza concertazionista - che le università private svolgano questo ruolo lucroso violando sfacciatamente la legge, ed ora che è ministro ha denunciato che non aveva potuto portare questa critica su nessun mezzo di comunicazione!
 
Il movimento studentesco è servito perché la popolazione cominci a rendersi conto dell’estremo grado di subordinazione cui è giunta la dirigenza concertazionista rispetto alla destra economica e alle forze armate nei suoi 20 anni di governo. Di sicuro, è stato d’aiuto la rivelazione degli scandali come la collusione delle grandi catene farmaceutiche; le esazioni de La Polar; le irregolarità di Hidroaysén; la profusione di centrali termoelettriche inquinanti nel decennio scorso, e soprattutto la presa di coscienza della perdita di milioni di dollari a causa delle politiche denazionalizzatrici del rame attuate dalla dittatura e incrementate dai governi della coalizione Concertación (Concertazione). Ora si percepisce che quando i governi di Concertación ebbero la maggioranza parlamentare in entrambe le camere (Lagos tra agosto 2000 e marzo 2002 per le uscite di Pinochet ed Errázuriz; e Bachelet, dai suoi inizi fino a più di due anni dopo) non solo non operarono alcuna trasformazione delle leggi universitarie, ma neppure di quelle lavorative, sindacali, previdenziali, sanitarie, tributarie, finanziarie, sull’amnistia e sulla legge antiterrorismo.
 
Tutto ciò fa sì che significativi e crescenti settori della popolazione abbiano perso la fiducia in entrambe le “coalizioni”. I sondaggi indicano che la maggioranza della popolazione non si sente rappresentata né da Concertación né da Alianza. E lo dimostrano le manifestazioni pubbliche convocate a margine delle direttive politiche, e dove sono molto minoritari i simboli che le identificano.
 
Naturalmente il passo successivo sarà - prima o poi - la costituzione di un ampio movimento socio-politico (effettivamente di centrosinistra) che abbia come finalità principale e irrinunciabile il riconoscimento all’insieme del popolo cileno del suo diritto fondamentale e inalienabile di elaborare e approvare una Costituzione democratica per il nostro paese, che permetta in seguito il consolidarsi di strutture e di politiche economiche che producano progressivamente maggiore giustizia sociale.
 
Fonte: www.elciudadano.cl/2011/08/25/chile-esta-despertando/
 
 

Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.