www.resistenze.org - popoli resistenti - cile - 13-09-11 - n. 376

da PC Cile - www.pcchile.cl/index.php?option=com_content&task=view&id=3059&Itemid=2
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
La marcia per l'11 vuole mettere fine alla "educazione di Pinochet"
 
12/09/2011
 
Santiago - Una marcia variegata e pacifica è partita nella capitale da Plaza Los Héroes fino al Cimitero Generale, per realizzare il tradizionale atto di commemorazione del golpe militare dell’11 settembre1973 vicino al Monumento del Detenuto Desaparecido. Tra le principali parole d’ordine della marcia risuonava forte la richiesta della fine della "educazione di Pinochet".
 
La manifestazione è stata indetta dall'Assemblea Nazionale dei Diritti Umani ha potuto contare sul massiccio appoggio dei lavoratori, delle donne, di intere famiglie e la partecipazione di parlamentari, del Collegio dei Professori, della Confederazione degli Studenti (ndt CONFECH), organizzazioni ambientaliste e rappresentanti di entità politiche e sociali. Il deputato Guillermo Teillier, presidente del Partito Comunista, ha chiesto di ricordare "quello che successe l’11, la nostalgia di quei tempi, tutta la lotta che dopo venne per porre fine alla dittatura e le tante vittime." Tuttavia, ha riconosciuto di sentirsi rallegrato nel vedere che oggigiorno "le idee che si tentarono di recidere con deterrenti così brutali, stanno fiorendo di nuovo nelle mani dei giovani, degli studenti e dei professori".
 
Camila Donato
 
L'Assemblea Nazionale dei Diritti Umani ha deciso che la principale oratrice della manifestazione fosse Camila Donato, presidentessa della Federazione degli Studenti dell'Università Metropolitana di Scienze dell'Educazione, nipote di due detenuti desaparecidos, Jaime Donato y Waldo Pizarro, anche nipote della storica presidentessa dell'AFDD (ndt Agrupación de Familiares de Detenidos Desaparecidos), Sola Sierra. La dirigente studentesca ha indicato che non solo l'educazione ereditata dalla dittatura deve essere cambiata per rendere più forte la democrazia: "L'educazione che oggi abbiamo in Cile è l'educazione ereditata dalla dittatura di Pinochet. Non abbiamo solo ereditato l'educazione, ma anche la Costituzione, quindi un modello completo in cui salute, educazione, alloggi sono stati privatizzati. Ed è per questo motivo che oggi noi chiediamo giustizia e verità contro i crimini di lesa umanità, ma anche giustizia affinché i colpevoli siano arrestati e ci permettano di poter costruire una democrazia vera". Camila Donato ha inoltre dichiarato: "Hanno assassinato un ragazzo di 16 anni nel quartiere di Jaime Eyzaguirre. Non è morto, è stato ammazzato e lo hanno ammazzato perché c'è un governo che è lo stesso governo di destra che scrisse nel sangue la Costituzione", aggiungendo che "il mondo studentesco chiede le dimissioni del ministro Hinzpeter in quanto responsabile di quanto è accaduto".
 
Lorena Pizarro
 
La presidentessa dell’AFDD, Lorena Pizarro, ha sottolineato che questa commemorazione si realizza, nel contesto di un grande movimento studentesco e cittadino, che cerca di mettere fine al lascito del regime militare. "Io credo che sia importante la speranza che la nostra gente ha risvegliato e non lascerà che si assopisca di nuovo, e che col ricordo di chi non c’è più stiamo cominciando a cambiare il Cile, cambiarlo in un paese più giusto, davvero democratico, chiedendo la fine della criminalizzazione e dell'impunità". La dirigente Lorena Pizarro si riferiva con ciò anche alla richiesta di asilo politico del giudice argentino Otilio Roque Romano, imputato per violazioni dei diritti umani nel paese vicino, “da nessuna parte nel mondo la gente medita su cosa fare con i genocidi ma li arresta mentre risolve la questione e direi al governo che terrorismo di stato e genocidio non sono moneta di scambio”.
 
Camila Vallejo
 
La presidentessa della Federazione degli Studenti dell'Università del Cile, Camila Vallejo, era presente alla marcia dell’11 Settembre. Camila Vallejo, ha riproposto la petizione per le dimissioni del ministro dell'Interno, Rodrigo Hinzpeter, che per la CONFECH è il responsabile politico delle torture, delle sopraffazioni e del giovane morto, provocato della repressione poliziesca. "Egli incarna una responsabilità politica davanti ai fatti successi nelle ultime manifestazioni, caratterizzati da una brutale repressione, una violenza smisurata da parte delle forze di polizia e c'è una politica dietro tutto questo. Le torture, l'assassinio di Manuel Gutiérrez, le detenzioni illegali, i maltrattamenti, non sono fatti isolati ma rispondono ad una politica repressiva che la cui responsabilità fa capo al ministro dell'Interno, Rodrigo Hinzpeter ", ha dichiarato Vallejo.
 
A Copiapó
 
Con una marcia dalla piazza fino al cimitero municipale, è cominciata la commemorazione di un nuovo 11 Settembre, data che ricorda il colpo di Stato e l’inizio dei 17 anni di dittatura di Pinochet. Al Monumento ai giustiziati politici e detenuti desaparecidos, hanno parlato rappresentanti delle diverse organizzazioni promotrici. Il deputato Lautaro Carmona, segretario generale del PC, presente alla marcia, ha segnalato che si tratta di una data che esorta a "non far venir meno la rivendicazione di questa eredità, in modo che essi non muoiano mai" riferendosi così alle vittime delle violazioni ai diritti umani, rendendo loro omaggio e ricordando le proposte del governo di Salvador Allende di fronte a parenti, amici e membri delle organizzazioni dei diritti umani presenti alla marcia. Il parlamentare ha definito i tempi attuali come contraddittori "con il peggiore governo che abbia avuto il Cile dopo la dittatura, perché non c'è stato governo di destra più reazionario nella storia del paese: più speculatore, concentratore della ricchezza e discriminatorio di quello sotto il quale viviamo oggi ed in questa sfida la gioventù e gli studenti scrivono con lettere meravigliose, con creatività e convinzione 'si aprano ampi viali attraverso cui gli uomini e donne liberi costruiscono il loro destino'". Rispetto all'attuale scenario ha detto: "credo che si stia avanzando verso un governo che rifletta questi problemi, che si dia un programma legato agli interessi della maggioranza dei lavoratori e lavoratrici, dove ognuno con la sua identità possa contribuire a quella larga unità necessaria ad un più profondo programma di governo che porti a termine la democratizzazione del nostro paese". L'azione commemorativa è proseguita con un omaggio nella cripta dove riposano i corpi dalle vittime, dove sono stati deposti fiori e cantato l'inno nazionale, per culminare poi con la reinaugurazione del monumento nella costa Cardone in omaggio alle vittime della carovana della morte, restaurato dopo che era stato di nuovo distrutto.
 
 

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