SOLIDARIETA' CON I LAVORATORI E I SINDACALISTI COLOMBIANI!
Nessun paese al mondo, in assoluto, si caratterizza come la Colombia per il raccapricciante livello di violazione dei diritti umani, sociali, politici ed economici in generale, e di quelli sindacali e dei lavoratori in particolare. Negli ultimi 15 anni, migliaia sono stati i sindacalisti assassinati (quasi 30 dall'inizio del 2002!), per mano dei gruppi paramilitari finanziati dai latifondisti, dagli industriali, dal capitale finanziario e dalle multinazionali, ed organizzati ed armati dall'esercito governativo e dagli USA. Basti pensare che i sindacalisti colombiani uccisi ogni anno costituiscono il 60% di quelli assassinati nel mondo.
Da decenni lo Stato colombiano, egemonizzato violentemente dai due partiti tradizionali (quello liberale e quello conservatore), criminalizza la protesta sociale, politica e dei lavoratori, strangolati sempre piú dalle politiche neoliberiste disegnate a Washington ed applicate a sangue e fuoco nel paese andino dai governi di turno.
Basti pensare che:
- il suo tasso di disoccupazione ufficiale è del 22% (ma in realtà è molto piú alto!) - Oltre 33 milioni di colombiani, dei 43 stimati, vivono tra la povertà e la miseria. - Le cifre indicano che tra il 67 e il 68 % delle famiglie colombiane vive al di sotto della soglia di povertà, il cui parametro è costituito da un reddito pro-capite (di ogni membro del nucleo familiare) non superiore ai 2.10 dollari. - Mentre nel 1990 il 10 % dei ricchi guadagnava, in media, quaranta volte di più del 10 % dei poveri, nel 2001 la medesima percentuale dei ricchi ha guadagnato, in media, sessanta volte di più delle stesso numero di poveri.
Organizzare uno sciopero o parteciparvi, in un paese il cui regime fa della guerra contro il popolo la sua politica primordiale, vuol dire diventare obiettivo militare del terrorismo di Stato, lo stesso che ha determinato, 38 anni fa, la nascita delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC-Esercito del Popolo, che lottano incessantemente per costruire, insieme al movimento popolare, sindacale, contadino, studentesco, delle donne e dei disoccupati, una Nuova Colombia, in pace e con giustizia sociale.
Mentre in Italia, con mobilitazioni di massa come quella del 23 marzo a Roma, è in corso una battaglia di fondamentale importanza contro lo smantellamento dell'articolo 18, in Colombia chi si oppone ai licenziamenti, alle privatizzazioni, ai tentativi di negare manu militari il diritto di sciopero e si batte pubblicamente per il cambiamento, viene arrestato, torturato, massacrato e fisicamente eliminato.
LANCIAMO UN APPELLO A TUTTE LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI ED AI LAVORATORI ITALIANI AFFINCHÈ CONTRIBUISCANO A INFORMARE, SENSIBILIZZARE E COSTRUIRE SOLIDARIETÀ CON I LAVORATORI, I SINDACALISTI ED IL POPOLO DELLA COLOMBIA!!!
ASSOCIAZIONE nazionale NUOVA COLOMBIA