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FARC-EP:
  LETTERA APERTA AI GOVERNI DELLA FRANCIA, DELLA SVEZIA E A QUELLI DEI
  PAESI DELL'UNIONE EUROPEA
1. Com'è di Vostra totale conoscenza, data l'informazione  somministrata dai signori Ambasciatori dei vostri rispettivi paesi in  virtù della loro partecipazione attiva in qualità di Facilitatori dei  Dialoghi e Negoziati sviluppatisi tra il Governo del Presidente  Andrés Pastrana e le FARC-EP, anche il signor Presidente aveva voluto  esigere, cosμ come i governanti che l'avevano preceduto (cosa di  pubblico dominio), che i Dialoghi e i Negoziati si sviluppassero nel  mezzo della guerra. Senza prendere in considerazione questa  particolarità, lo scorso 20 febbraio lo stesso Capo di Stato ha  deciso unilateralmente la rottura definitiva delle conversazioni e  l'eliminazione della zona smilitarizzata convenuta dalle parti,  adducendo come pretesto il dirottamento di un aereo e la detenzione  di un congressista.
2. Nel corso dei tre anni e mezzo di Dialoghi, per l'attuale Governo  siamo stati degni interlocutori politici riconosciuti a livello  nazionale ed internazionale come l'opposizione politica armata al  regime governante; eppure, una volta decisa la liquidazione delle  conversazioni da parte del Governo, esso ha deciso di  dichiararci "terroristi". Con ciò pretende di impedire alle  maggioranze della nostra patria di far diventare realtà i desideri di  pace definitiva e duratura con giustizia sociale attraverso una  soluzione incruenta e a medio termine, che benefici oltre 30 milioni  di colombiani che vivono nella povertà e che si approssimano sempre  più alla soglia della miseria.
3. Fortunatamente i Vostri Ambasciatori hanno conosciuto la nostra  permanente disponibilità di discutere le proposte politiche,  economiche e sociali contenute nella Piattaforma dei dieci punti  della nostra organizzazione insorgente, quegli stessi che sono  serviti come base per l'elaborazione dell'Agenda Comune per il  Cambiamento verso la Nuova Colombia sottoscritta da entrambe le parti  al Tavolo Nazionale dei Dialoghi e Negoziati. Lo stesso discorso vale  per la proposta di sussidiare transitoriamente i disoccupati,  presentata al Tavolo dalle FARC-EP, nel periodo in cui si sarebbe  cercato il consenso per firmare un accordo relativo allo sradicamento  graduale della disoccupazione. Iniziative, queste, che costituiscono  un'indiscutibile prova ed un riconoscimento da parte del proprio  Governo in merito alle disuguaglianze sociali generanti il conflitto  sociale e armato vissuto dai colombiani, di imprescindibile soluzione  per il conseguimento degli obiettivi della vera pace, cosa che  evidenzia il carattere politico delle FARC-EP.
4. Il Governo del signor Pastrana non ha mai avuto una politica di  pace, bensμ una vera strategia di guerra contro il popolo e le sue  organizzazioni popolari. A tal fine si è appoggiato alla politica  paramilitare di Stato, stimolata ed alimentata dalle risorse  provenienti dall'interventista Plan Colombia, somministrato dagli  Stati Uniti. Quanto detto non esclude le responsabilità che hanno  anche i candidati presidenziali del bipartitismo liberal-  conservatore, Uribe Vélez, Horacio Serpa e Noemí Sanín, settori  dell'imprenditoria, della Chiesa Cattolica colombiana, delle forze  militari e della Polizia, e i principali mezzi di comunicazione.
5. Nel corso delle conversazioni lo stesso Presidente Pastrana, in  fori nazionali ed internazionali, aveva difeso il carattere politico  delle FARC-EP, per poi convertirle per magia in "terroriste", appena  rotti i dialoghi, come se il carattere politico della nostra  organizzazione dipendesse dallo stato emozionale del governante di  turno e non dai 38 anni di lotta per conquistare cambiamenti nelle  strutture dello Stato e nelle sfere politiche, economiche e sociali  del nostro Paese.
6. Consideriamo che l'indipendenza nella presa di decisioni e la  sensatezza che hanno sempre caratterizzato i governanti dell'Unione  Europea, sono sufficienti per non lasciarsi trascinare dalla miope e  calunniosa campagna orchestrata all'estero dal Governo Pastrana  contro le FARC-EP, nella sottomessa esecuzione degli ordini del  Presidente Bush, che a partire dai fatti dell'11 settembre ha diviso  il mondo in amici e nemici unicamente in base agli interessi  imperiali degli Stati Uniti d'America.
7. Le FARC-EP approfittano ancora una volta per reiterare, a nome del  popolo colombiano, i loro sinceri ringraziamenti ai Paesi che  integrano l'Unione Europea, cosμ come alla Svizzera ed alla Norvegia,  per gli inestimabili servizi prestati nello sforzo comune che abbiamo  fatto per trovare una soluzione politica al conflitto sociale e  armato, che dissangua il nostro Paese. Vorremmo essere certi che  conserviate ancora questa disponibilità, qualora le circostanze lo  richiedessero.
8. Le FARC-EP, senza pausa né cedimenti, continueranno oggi come ieri  la loro invariabile politica di ricerca dei Dialoghi verso la pace,  usando le uniche forme di lotta che l'attuale regime hanno imposto  loro, fino a conquistare una società con giustizia sociale in cui si  rispetti la nostra sovranità ed in cui regni l'armonia nelle  relazioni con tutti i Paesi, basata sulla libera autodeterminazione  dei popoli.
Attentamente,
Raúl Reyes
Capo della Commissione Internazionale delle FARC-EP
Montagne della Colombia, 6 maggio del 2002