www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 05-12-02

Campagna europea d'informazione e solidarieta'


"UN'ALTRA COLOMBIA E' POSSIBILE"

in pace e con giustizia sociale

Le organizzazioni, associazioni, comitati, persone, ecc., firmatarie

Considerando che:

1. La Colombia vive una guerra civile, frutto del conflitto sociale,  politico ed armato che si prolunga da oltre cinquant'anni.

 2. In Colombia muoiono ogni giorno 20 persone a causa della violenza  politica, di cui 5 negli scontri armati; ogni giorno vengono fatte  sparire 4 persone; ogni due giorni è assassinato un sindacalista;  ogni giorno vengono commessi 2 massacri (assassinii collettivi) ed è  uccisa 1 persona nelle campagne di "pulizia sociale" (emarginati,  indigenti, bambini di strada, ecc.), situazione di violazione estrema  dei diritti umani che l'Alta Commissaria dell'ONU qualifica  come "grave, massiccia e sistematica", accusando lo Stato per le sue  azioni ed omissioni.

3. In Colombia, nonostante la presenza di cospicue ricchezze, il 75%  della popolazione soffre la denutrizione (ultimo rapporto della Banca  Mondiale). Il 60% vive al di sotto della soglia di povertà, di cui 11  milioni di persone nell'indigenza totale (dati della Contraloría  General de la República). La condizione di povertà della maggioranza  della popolazione contrasta con la presenza di 3 dei suoi gruppi  economici (legati ai mezzi di comunicazione) nella lista delle 300  società più grandi del pianeta (rivista Fortune).  

4. 2,5 milioni di contadini colombiani sono stati spogliati delle  loro terre ed obbligati ad emigrare nelle città, ed attualmente lo  0,2% della popolazione possiede il 50% circa delle terre produttive.  L'alta concentrazione della terra e lo sfollamento forzato sono due  dei fenomeni che costringono i contadini a coltivare la foglia di  coca.  

5. L'acquisizione della ricchezza e lo stesso sviluppo economico del  paese sono stati e continuano ad essere accompagnati da metodi  violenti. L'elaborazione di politiche indirizzate a favorire e  rafforzare esclusivamente settori specifici della popolazione, ha  portato lo Stato a perdere la sua legittimità. L'uso ricorrente della  forza e l'articolazione di norme di carattere coercitivo, coattivo e  repressivo quali metodi per esercitare l'autorità, hanno fatto sì che  diverse reazioni si manifestino quotidianamente con la violenza.

6. Le diverse forme di opposizione ed organizzazione sociale non  funzionali allo Stato, siano esse di natura politica, sindacale,  settoriale, cooperativa o semplicemente comunitaria, sono distrutte.  L'Unione Patriottica, organizzazione politica sorta da accordi tra la  guerriglia delle FARC ed il governo nel 1984, e che avrebbe potuto  veicolare la partecipazione democratica per la costruzione della  pace, è stata sterminata nel giro di dieci anni, ed oltre 4500 suoi  dirigenti e militanti sono stati assassinati. Nel 2001 più del 90%  dei sindacalisti assassinati nel mondo era colombiano.  

7. Il paramilitarismo in Colombia fa parte di una politica di Stato  diretta a favorire interessi di settori determinati della popolazione  e ad eliminare fisicamente coloro i quali esercitino o pretendano di  esercitare l'opposizione, ed è orientato a generare terrore tra la  gente nelle aree rurali ed urbane. Questi gruppi agiscono come  commandi di operazioni coperte dalle Forze Armate.

8. Il Plan Colombia, strumento dell'amministrazione degli Stati Uniti  per intervenire nel conflitto sociale ed armato colombiano, ha un  carattere contro-insorgente ed è diretto in primo luogo contro la  popolazione civile colombiana; esso ha come fine immediato la  distruzione o la neutralizzazione della resistenza di qualsiasi  soggetto sociale che si opponga al progetto di ristrutturazione  neoliberista dell'economia colombiana e latinoamericana. In tal senso  costituisce il fattore militare dell'implementazione dell'Area di  Libero Commercio delle Americhe, ALCA (entro il 2005).  

9. Il Plan Colombia è un piano militare che, attraverso la cosiddetta  Iniziativa Regionale Andina, coinvolge in diversi modi i paesi  dell'area nell'intervento. Ha come obiettivo il controllo della  regione amazzonica, per brevettarne le  ricchezze, utilizza moderne  tecnologie di guerra ed armi biologiche contro le piantagioni della  coca, costituisce un imprevedibile e grave pericolo per l'ecologia  della regione avente la biodiversità più importante del mondo,  accresce lo sfollamento della popolazione e distrugge il potenziale  produttivo di un paese che ha nell'agricoltura un settore importante  per il suo sviluppo.  

10. Il Plan Colombia è un piano di guerra, ragion per cui è un  ostacolo enorme alla ricerca di soluzioni pacifiche e negoziate del  conflitto colombiano.  

11. La rottura dei dialoghi di pace tra le guerriglie ed il governo è  la conseguenza del rifiuto di settori della società di realizzare  cambiamenti strutturali, sul piano politico, economico e sociale, che  garantiscano una pace duratura e percorribile per l'insieme dei  colombiani, nonché dell'idea dominante secondo la quale è possibile,  nel quadro degli attuali lineamenti giuridici e politici  internazionali, mettere fine mediante la guerra alle diverse  espressioni di resistenza ed opposizione. Dalla rottura dei dialoghi,  il 20 febbraio 2002, sono aumentati gli assassinii, i massacri, le  sparizioni, le detenzioni di colombiani e tutte le forme di violenza.  

12. Le lotte popolari e sociali sono sempre state oggetto di  disinformazione da parte dei mezzi di comunicazione legati  all'establishment, cosa che è andata a detrimento della conoscenza,  dell'appoggio e della solidarietà internazionali.      

RITENIAMO CHE:

1. La soluzione del conflitto sociale e armato della Colombia deve  essere cercata attraverso il dialogo, in un clima di distensione, e  deve essere finalizzata a risolvere tutte le cause di natura  economica, sociale, politica, militare, ecc., che hanno generato e  che alimentano lo scontro. Tutti i settori della società devono  partecipare apertamente e pubblicamente ad un dialogo che deve  condurre ad un accordo giuridicamente ratificato, la cui applicazione  deve contare sulla partecipazione dei diversi settori che compongono  la nazione colombiana, compresi i due settori contrapposti  militarmente.     

2. Per facilitare il dialogo devono essere applicate misure e  concordati meccanismi che riducano l'intensità del conflitto e che  generino fiducia tra le parti, quali l'azione decisa ed effettiva da  parte dello Stato contro i gruppi paramilitari, ed accordi umanitari  che permettano la liberazione dei colombiani detenuti.     

3. Deve essere sospeso il Plan Colombia, maggior nemico della  soluzione politica, così come ogni altra forma di ingerenza ed  intervento stranieri che incrementino il conflitto, l'arricchimento  illecito e la corruzione istituzionale del paese.     

4. I paesi europei e l'Unione Europea possono e devono contribuire ad  una soluzione negoziata e pacifica, così come hanno fatto per mezzo  del "gruppo di paesi amici del Processo di Pace". Ciò esige un  comportamento neutrale di fronte alle parti contrapposte, affinché  non perda la fiducia costruita negli ultimi anni e la sua  partecipazione possa essere effettiva.     

5. Si deve approfittare, a beneficio della pace, dei passi in avanti  ottenuti negli ultimi tre anni e plasmati nell'agenda di 12 punti  concordati tra le FARC-EP e lo Stato, nelle proposte di impegni  discussi tra l'ELN e lo Stato, nelle conclusioni delle Assemblee  Pubbliche realizzate nel Caguán, così come nella proposta indirizzata  a diminuire l'intensità del conflitto, presentata dalla Commissione  delle Personalità al tavolo dei dialoghi.

6. L'arrivo alla presidenza della Repubblica di Uribe Vélez, persona  segnalata come patrocinatrice degli squadroni della morte e che  propone una sorta di legalizzazione dei gruppi paramilitari, richiede  una vigilanza maggiore e permanente da parte della comunità  internazionale in merito al rispetto dei diritti umani.

7. Convinti che un dialogo realista, che analizzi e tenga conto delle  origini e delle cause del conflitto e che cerchi soluzioni  appropriate e durature, possa condurre alla pace tra i colombiani:

lanciamo

LA CAMPAGNA D'INFORMAZIONE E SOLIDARIETA'

"UN'ALTRA COLOMBIA E' POSSIBILE"

in pace e con giustizia sociale

Obiettivi:

1. Informare in modo obiettivo su:

a. La situazione economica, sociale, politica, dei diritti umani, ecc.

b. Il conflitto armato e le proposte di pace.

c. Le coltivazioni illecite e le fumigazioni chimiche.

d. La vera portata del Plan Colombia

2. Facilitare la circolazione per l'Europa di portavoce di  organizzazioni sociali, popolari, sindacali, agrarie, indigene,  politiche, cooperative, ecc., che informino sulla situazione  colombiana.

3. Realizzare giornate ed attività concrete e simultanee su temi  specifici collegati allo sviluppo della situazione colombiana.

4. Generare un movimento di appoggio ad una soluzione politica e  negoziata del conflitto sociale ed armato.

Per aderire, collaborare alla campagna o ricevere ulteriori  informazioni, scrivete a:  otracolombiaesposible@hotmail.com oppure  a nuovacolombia@yahoo.it

Potete contattarci:


per il nord Italia, al 335-8059837
per il centro Italia, al 338-4014989
per il sud Italia, al 349-5835350

PROMUOVONO:

 - Associazione nazionale Nuova Colombia (Italia)
- Organizzazione di Solidarietà con i Popoli dell'Asia, dell'Africa e  dell'America Latina,  OSPAAAL (Spagna)
- Comitato Greco di Solidarietà Democratica Internazionale, EEDDA  (Grecia)
- Associazione Francia-America Latina, FAL (Francia)
- Rete Nordica di Solidarietà (paesi scandinavi)
- Collettivo Simón Bolívar e Network Resistencia (Svizzera)
- Colombia Peace Association (Gran Bretagna)
- Collettivo di solidarietà per la Nuova Colombia (Belgio)