Campagna europea d'informazione e solidarieta'
"UN'ALTRA COLOMBIA E' POSSIBILE"
in pace e con giustizia sociale
Le organizzazioni, associazioni, comitati, persone, ecc., firmatarie
Considerando che:
1. La Colombia vive una guerra civile, frutto del conflitto sociale, politico ed armato che si prolunga da oltre
cinquant'anni.
2. In Colombia muoiono ogni giorno 20
persone a causa della violenza
politica, di cui 5 negli scontri armati; ogni giorno vengono fatte sparire 4 persone; ogni due giorni è assassinato
un sindacalista; ogni giorno vengono
commessi 2 massacri (assassinii collettivi) ed è uccisa 1 persona nelle campagne di "pulizia sociale"
(emarginati, indigenti, bambini di
strada, ecc.), situazione di violazione estrema dei diritti umani che l'Alta Commissaria dell'ONU qualifica come "grave, massiccia e
sistematica", accusando lo Stato per le sue azioni ed omissioni.
3. In Colombia, nonostante la presenza di cospicue ricchezze, il 75% della popolazione soffre la denutrizione
(ultimo rapporto della Banca Mondiale).
Il 60% vive al di sotto della soglia di povertà, di cui 11 milioni di persone nell'indigenza totale
(dati della Contraloría General de la
República). La condizione di povertà della maggioranza della popolazione contrasta con la presenza
di 3 dei suoi gruppi economici (legati
ai mezzi di comunicazione) nella lista delle 300 società più grandi del pianeta (rivista Fortune).
4. 2,5 milioni di contadini colombiani sono stati spogliati delle loro terre ed obbligati ad emigrare nelle
città, ed attualmente lo 0,2% della
popolazione possiede il 50% circa delle terre produttive. L'alta concentrazione della terra e lo
sfollamento forzato sono due dei
fenomeni che costringono i contadini a coltivare la foglia di coca.
5. L'acquisizione della ricchezza e lo stesso sviluppo economico del paese sono stati e continuano ad essere
accompagnati da metodi violenti.
L'elaborazione di politiche indirizzate a favorire e rafforzare esclusivamente settori specifici della popolazione,
ha portato lo Stato a perdere la sua
legittimità. L'uso ricorrente della
forza e l'articolazione di norme di carattere coercitivo, coattivo e repressivo quali metodi per esercitare
l'autorità, hanno fatto sì che diverse
reazioni si manifestino quotidianamente con la violenza.
6. Le diverse forme di opposizione ed organizzazione sociale non funzionali allo Stato, siano esse di natura
politica, sindacale, settoriale,
cooperativa o semplicemente comunitaria, sono distrutte. L'Unione Patriottica, organizzazione
politica sorta da accordi tra la
guerriglia delle FARC ed il governo nel 1984, e che avrebbe potuto veicolare la partecipazione democratica per
la costruzione della pace, è stata
sterminata nel giro di dieci anni, ed oltre 4500 suoi dirigenti e militanti sono stati assassinati. Nel 2001 più del
90% dei sindacalisti assassinati nel
mondo era colombiano.
7. Il paramilitarismo in Colombia fa parte di una politica di Stato diretta a favorire interessi di settori
determinati della popolazione e ad
eliminare fisicamente coloro i quali esercitino o pretendano di esercitare l'opposizione, ed è orientato a
generare terrore tra la gente nelle
aree rurali ed urbane. Questi gruppi agiscono come commandi di operazioni coperte dalle Forze Armate.
8. Il Plan Colombia, strumento dell'amministrazione degli Stati Uniti per intervenire nel conflitto sociale ed
armato colombiano, ha un carattere
contro-insorgente ed è diretto in primo luogo contro la popolazione civile colombiana; esso ha come
fine immediato la distruzione o la
neutralizzazione della resistenza di qualsiasi
soggetto sociale che si opponga al progetto di ristrutturazione neoliberista dell'economia colombiana e
latinoamericana. In tal senso
costituisce il fattore militare dell'implementazione dell'Area di Libero Commercio delle Americhe, ALCA (entro
il 2005).
9. Il Plan Colombia è un piano militare che, attraverso la cosiddetta Iniziativa Regionale Andina, coinvolge in
diversi modi i paesi dell'area
nell'intervento. Ha come obiettivo il controllo della regione amazzonica, per brevettarne le ricchezze, utilizza
moderne tecnologie di guerra ed armi
biologiche contro le piantagioni della
coca, costituisce un imprevedibile e grave pericolo per l'ecologia della regione avente la biodiversità più
importante del mondo, accresce lo
sfollamento della popolazione e distrugge il potenziale produttivo di un paese che ha
nell'agricoltura un settore importante
per il suo sviluppo.
10. Il Plan Colombia è un piano di guerra, ragion per cui è un ostacolo enorme alla ricerca di soluzioni
pacifiche e negoziate del conflitto
colombiano.
11. La rottura dei dialoghi di pace tra le guerriglie ed il governo è la conseguenza del rifiuto di settori della
società di realizzare cambiamenti
strutturali, sul piano politico, economico e sociale, che garantiscano una pace duratura e
percorribile per l'insieme dei
colombiani, nonché dell'idea dominante secondo la quale è
possibile, nel quadro degli attuali
lineamenti giuridici e politici internazionali,
mettere fine mediante la guerra alle diverse
espressioni di resistenza ed opposizione. Dalla rottura dei
dialoghi, il 20 febbraio 2002, sono
aumentati gli assassinii, i massacri, le
sparizioni, le detenzioni di colombiani e tutte le forme di
violenza.
12. Le lotte popolari e sociali sono sempre state oggetto di disinformazione da parte dei mezzi di
comunicazione legati all'establishment,
cosa che è andata a detrimento della conoscenza, dell'appoggio e della solidarietà internazionali.
RITENIAMO CHE:
1. La soluzione del conflitto sociale e armato della Colombia deve essere cercata attraverso il dialogo, in un
clima di distensione, e deve essere
finalizzata a risolvere tutte le cause di natura economica, sociale, politica, militare, ecc., che hanno generato
e che alimentano lo scontro. Tutti i
settori della società devono
partecipare apertamente e pubblicamente ad un dialogo che deve condurre ad un accordo giuridicamente
ratificato, la cui applicazione deve
contare sulla partecipazione dei diversi settori che compongono la nazione colombiana, compresi i due
settori contrapposti militarmente.
2. Per facilitare il dialogo devono essere applicate misure e concordati meccanismi che riducano
l'intensità del conflitto e che
generino fiducia tra le parti, quali l'azione decisa ed effettiva
da parte dello Stato contro i gruppi
paramilitari, ed accordi umanitari che
permettano la liberazione dei colombiani detenuti.
3. Deve essere sospeso il Plan Colombia, maggior nemico della soluzione politica, così come ogni altra
forma di ingerenza ed intervento
stranieri che incrementino il conflitto, l'arricchimento illecito e la corruzione istituzionale del
paese.
4. I paesi europei e l'Unione Europea possono e devono contribuire ad una soluzione negoziata e pacifica, così
come hanno fatto per mezzo del
"gruppo di paesi amici del Processo di Pace". Ciò esige un comportamento neutrale di fronte alle parti
contrapposte, affinché non perda la
fiducia costruita negli ultimi anni e la sua
partecipazione possa essere effettiva.
5. Si deve approfittare, a beneficio della pace, dei passi in avanti ottenuti negli ultimi tre anni e plasmati
nell'agenda di 12 punti concordati tra
le FARC-EP e lo Stato, nelle proposte di impegni discussi tra l'ELN e lo Stato, nelle conclusioni delle
Assemblee Pubbliche realizzate nel
Caguán, così come nella proposta indirizzata
a diminuire l'intensità del conflitto, presentata dalla Commissione delle Personalità al tavolo dei dialoghi.
6. L'arrivo alla presidenza della Repubblica di Uribe Vélez, persona segnalata come patrocinatrice degli
squadroni della morte e che propone una
sorta di legalizzazione dei gruppi paramilitari, richiede una vigilanza maggiore e permanente da parte
della comunità internazionale in merito
al rispetto dei diritti umani.
7. Convinti che un dialogo realista, che analizzi e tenga conto delle origini e delle cause del conflitto e che
cerchi soluzioni appropriate e
durature, possa condurre alla pace tra i colombiani:
lanciamo
LA CAMPAGNA D'INFORMAZIONE E SOLIDARIETA'
"UN'ALTRA COLOMBIA E' POSSIBILE"
in pace e con giustizia sociale
Obiettivi:
1. Informare in modo obiettivo su:
a. La situazione economica, sociale, politica, dei diritti umani, ecc.
b. Il conflitto armato e le proposte di pace.
c. Le coltivazioni illecite e le fumigazioni chimiche.
d. La vera portata del Plan Colombia
2. Facilitare la circolazione per l'Europa di portavoce di organizzazioni sociali, popolari, sindacali,
agrarie, indigene, politiche,
cooperative, ecc., che informino sulla situazione colombiana.
3. Realizzare giornate ed attività concrete e simultanee su temi specifici collegati allo sviluppo della
situazione colombiana.
4. Generare un movimento di appoggio ad una soluzione politica e negoziata del conflitto sociale ed armato.
Per aderire, collaborare alla campagna o ricevere ulteriori informazioni, scrivete a: otracolombiaesposible@hotmail.com
oppure a nuovacolombia@yahoo.it
Potete contattarci:
per il nord Italia, al 335-8059837
per il centro Italia, al 338-4014989
per il sud Italia, al 349-5835350
PROMUOVONO:
- Associazione nazionale Nuova Colombia
(Italia)
- Organizzazione di Solidarietà con i Popoli dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina, OSPAAAL (Spagna)
- Comitato Greco di Solidarietà Democratica Internazionale, EEDDA (Grecia)
- Associazione Francia-America Latina, FAL (Francia)
- Rete Nordica di Solidarietà (paesi scandinavi)
- Collettivo Simón Bolívar e Network Resistencia (Svizzera)
- Colombia Peace Association (Gran Bretagna)
- Collettivo di solidarietà per la Nuova Colombia (Belgio)