www.resistenze.org - popoli resistenti - colombia - 26-06-03

39° anniversario delle FARC-EP:

DA MARQUETALIA, FINO ALLA VITTORIA!

Nel maggio del 1964, Guillermo León Valencia, Presidente della  Repubblica per il fronte nazionale, incitato dal Senato ed appoggiato  dal governo degli Stati Uniti, lanciò l' "operazione Marquetalia"  come imperativo del Plan LASO (Latinoamerican Security Operation,  N.d.T.), progetto controinsorgente di Washington che era stato  tracciato al fine di sterminare il "nemico interno" per impedire, ad  ogni costo, una rivoluzione nel continente come quella che si era  data da poco a Cuba. Conseguentemente a tale aggressione, 39 anni fa,  nacquero le FARC. Marquetalia era allora lo spazio di lavoro pacifico di forgiati  guerriglieri, condotti da Jacobo Prias e Manuel Marulanda, che  avevano eluso l'ingannevole pacificazione del Generale Rojas Pinilla,  messo in riga la frusta aggressiva di liberali sedicenti "puliti",  esercito e polizia che li perseguitavano, e che non avevano  consegnato le loro armi né di fronte a Rojas Pinilla, né di fronte al  governo del fronte nazionale.

Nel gennaio del 1960, l'indimenticabile Jacobo Prias (Charro Negro)  era stato assassinato dai liberali a Gaitania, nel sud del Tolima.  Gli uomini di Marulanda aspettavano giustizia, che non è mai  arrivata. L'assassinio di Jacobo Prias fu la scintilla politica, il  detonatore della lotta guerrigliera del popolo, che dopo l'attacco a  Marquetalia e dopo aver attraversato diverse fasi, ha attualmente  completato il proprio spiegamento in tutto il territorio nazionale e  si appresta a liberare battaglie decisive per la libertà, la  giustizia sociale ed il nuovo potere.

Da Marquetalia al 2003, gli Stati Uniti hanno incrementato il loro  intervento in Colombia proporzionalmente alla loro ambizione  geopolitica; dalla guerra batteriologica del 1964 a quella che  attualmente dispiegano con sofisticata tecnologia militare, l'impero  e l'oligarchia hanno trasformato il nostro paese in un enclave  indirizzato a migliorare il posizionamento del neoliberismo e  l'impianto dell'ALCA nel continente. Una costante storica dell'oligarchia e della casta politica, che  governano la Colombia, è stata e continua ad essere l'uso della  violenza dello Stato, con la pretesa di risolvere a colpi di piombo  la fame e i bisogni vitali del popolo. Così è successo a Marquetalia,  a Casa Verde nel dicembre 1990 ed a San Vicente del Caguán, nel  febbraio 2002. La soluzione politica del conflitto, obiettivo  strategico essenziale delle FARC-EP, è stata permanentemente  ostacolata da questo cieco comportamento dei rampolli del potere, che  si rifiutano di imparare dalla storia e si ostinano a perseguire  un'illusoria sconfitta militare della guerriglia.

Non dicevano forse nel 1964 che Marquetalia sarebbe stata conquistata  in un mese? Sono passati 39 anni e Marquetalia si è moltiplicata nel  paese in lungo e in largo. Sconfiggere l'insorgenza attraverso le armi, credere che sia  possibile grazie all'intervento militare diretto degli Stati Uniti e  pretendere che il popolo si sottometta docilmente alla violenza ed  all'ingiustizia dello Stato, è uno svarione. Uribe Vélez è quanto di  più simile vi sia ad un venditore di miraggi ed illusioni, diventate  speranze per ricchi ed oligarchi che ambiscono a perpetuare  l'ingiustizia.

Il suo programma di "Sicurezza Democratica" è il programma della  dittatura e della violazione dei diritti umani, della politica  neoliberista e della rinuncia alla sovranità, della guerra totale e  dell'abbraccio tra il Governo ed i suoi paramilitari. L'attivazione delle nuove brigate mobili, dei battaglioni d'alta  montagna e del milione di delatori, così come l'incremento degli  effettivi e dei mezzi bellici, i "soldati contadini", la protezione  delle infrastrutture economiche, ecc, richiedono bilioni e bilioni di  pesos. La Colombia è un vulcano sociale sul punto di esplodere. Quasi 30  milioni di compatrioti vivono nella povertà, oltre 3 milioni non  hanno un lavoro e 6,8 milioni sopravvivono di espedienti, che sono  disoccupazione mascherata. Il colpo di grazia a questo impressionante  panorama è costituito dai fallimenti delle imprese, dalla fuga di  capitali, dal deficit fiscale e da un debito i cui interessi  d'ammortamento consumano il 70% delle entrate totali del Governo. I soldi del finanziamento della guerra stanno uscendo dai portafogli  della gente, dai fondi dei programmi sociali e di credito e  dagli "aiuti" nordamericani. Questi ultimi sono allo stesso tempo il  grimaldello dell'intervento ed il fermaglio della dipendenza, il  mercato dell'industria militare yankee e la zampata alle ricchezze  del paese.

Le cosiddette zone di riabilitazione di Arauca e dei monti di María  sono gli scenari in cui la dittatura viola tutti i diritti umani, al  solo scopo di proteggere gli interessi delle compagnie petrolifere  nordamericane. La Colombia deve opporsi a tale arbitrarietà, così  come alle fumigazioni, effettuate nel paese anch'esse per esigenza di  quest'impero, del glifosato della miseria e della devastazione  ecologica. 

Non resta altro cammino che quello della resistenza di tutto il  popolo contro i pesanti e sempre più consistenti oneri tributari e le  vessazioni delle riforme del lavoro e delle pensioni, che sottraggono  ai lavoratori, senza considerazione alcuna, parte del loro salario e  delle loro conquiste. Una resistenza per evitare che decreti  liberticidi e l'emanazione dello stato di "commozione interna" siano  incastonati nella legislazione permanente in qualità di piedistalli  giuridici della dittatura; una resistenza all'approvazione dello  statuto anti-terrorista, col quale si coprono i fascisti del  Congresso e del Governo e che, sfigurando il delitto politico e le  cause della sollevazione armata, rinforza una chiusura contro ogni  possibilità di soluzione politica del conflitto. Resistenza, questa,  contro la guerra ed il governo illegittimo di Uribe. Uribe Vélez non rappresenta il paese; è arrivato alla presidenza  mediante una votazione fraudolenta e rachitica relativamente ad un  gran potenziale elettorale. E' il governo di un gruppo minoritario,  della destra fascista e del paramilitarismo, e non di tutti i  colombiani. 

Da Marquetalia e da sempre abbiamo privilegiato una soluzione  politica del conflitto sociale ed armato, e non rinunceremo a tale  possibilità. Nel 1984, sviluppando l'accordo di La Uribe le FARC  diventarono la rampa di lancio di un nuovo movimento politico ampio,  l'Unione Patriottica, che poi fu spazzata via col piombo dalla vita  politica nazionale. Oltre 4000 dirigenti, attivisti e militanti  furono assassinati da sicari del B-2 e da paramilitari con l'appoggio  del comando generale dell'Esercito. Per tale ragione, il Movimento  Bolivariano per la Nuova Colombia, che abbiamo lanciato tre anni fa a  San Vicente del Caguán e che oggi si estende per la geografia della  patria, è clandestino. Allo stesso tempo è ampio, perché con Bolívar  siamo d'accordo tutti.

Come 172 anni fa, la preoccupazione del governo di Washington  continua ad essere Bolívar, dato che il suo pensiero, seminato nella  terra della nostra America, sta germogliando come unità dei popoli ed  alternativa all'egemonia dell'impero. Con tali premesse, nel loro trentanovesimo anniversario le FARC-EP  innalzano la loro volontà di pace e di ricerca di una soluzione  politica al conflitto, e sono disposte a riprendere il dialogo con un  governo che abbia simili propositi. Se non si cerca rapidamente un  accordo di pace, nessun governo dell'oligarchia potrà governare come  prima. La soluzione del conflitto interno della Colombia spetta al  suo popolo ed ai suoi dirigenti, nella loro Patria, giacché i  colombiani non sono in guerra con un'altra nazione sovrana della  regione o del mondo.

In meno di un anno Uribe ha ottenuto l'incendio del paese con il  fuoco della guerra. Bisogna frenare questo Nerone impazzito che sta  distruggendo la Patria, conducendola al fallimento ed alla bancarotta  totali, alla povertà estrema ed alla condizione di colonia in  cattività degli Stati Uniti.

Di fronte al fallimento ed all'illegittimità dell'attuale governo,  proponiamo di iniziare contatti clandestini tendenti alla  conformazione di un nuovo Governo alternativo che sottragga il paese  dal bivio della guerra, che lo liberi dal neoliberismo e dalla  dipendenza, che lo redima socialmente ed economicamente e che renda  possibili una vera democrazia e la pace. Questo nuovo Governo  dev'essere composto di 12 patrioti rappresentanti della vita  politica, economica, sociale, sindacale, culturale ed ecclesiastica,  comprendendo un comandante delle FARC-EP. Inizialmente bisognerà  lavorare in clandestinità, concretare un accordo politico e  programmatico a beneficio dei colombiani e, nel momento in cui possa  emergere nella legalità, ufficializzare un candidato alla presidenza  della Repubblica dal suo seno, che convochi nelle piazze pubbliche il  sostegno popolare contro le caste corrotte e guerrafondaie al potere. E' il momento di porre fine alla dispersione che ha reso possibile  tanta prepotenza dall'alto del potere.

Reiteriamo l'invito del nostro Comandante in Capo, Manuel Marulanda  Vélez, ai Generali dell'Esercito ed all'insieme degli ufficiali delle  Forze Armate, ad incontrarci clandestinamente ed a concordare azioni  che contribuiscano a salvare la Colombia.

In questo trentanovesimo anniversario, con la certezza piena del  trionfo, salutiamo tutti i comandi ed i combattenti delle FARC-EP, i  miliziani di Bolívar ed i militanti del Partito Comunista  Clandestino. Rendiamo un sentito tributo a tutti i combattenti  fariani che hanno offerto il loro sangue generoso, da Marquetalia ad  oggi, per la causa della giustizia sociale, della pace e della  libertà. Il loro esempio è fuoco e morale che spingono la nostra  lotta, fino alla vittoria finale.

Viva le FARC, Esercito del Popolo!

Viva Marquetalia e Manuel Marulanda Vélez!

Con Bolívar, con Manuel, con il popolo al Potere!

 Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP

Montagne della Colombia, 27 maggio del 2003

da nuovacolombia <nuovacolombia@yahoo.it>